Papà all’asilo

Papà all’asilo.

PREMESSA: in questo post prenderò scherzosamente in giro il mio compagno, che quando si trova ad occuparsi della faccenda asilo va in grossa difficoltà.  Nella nostra famiglia, a causa dei diversi orari di lavoro quella che normalmente  si occupa di portare e prendere i bambini all’asilo sono io, e quando lo fa lui va in difficoltà. Questo articolo vuole essere una metafora per ridere e scherzare sul fatto che , non tutti i compiti ci vengono bene. Ah aggiungo anche che ci sono papà molto più bravi del mio all’asilo.

Buona lettura con ironia!

Esiste una sottospecie umana via d’estinzione, protetta dal wwf: i papà all’asilo.

I papà all’asilo sono quei personaggi che vogliono dimostrare di essere a loro agio in un ambiente per loro ostile, in cui si sentono osservati e irrimediabilmente giudicati dalle altre mamme, maestre e pure dalle bidelle.

E regolarmente, nel maldestro tentativo di  fare bene, ne combinano di ogni.

La prima volta che il non-marito è andato a prendere Tempestina è stato un disastro. Erano i primi giorni, lei si aspettava la mamma e invece è arrivato papà. Urla, lacrime, non voleva andare con lui! Come attrice mia figlia ha dato il meglio di se, avrebbe vinto l’oscar come migliore interpretazione di bambina maltrattata dal papà.

E lui, così timido e riservato, si è trovato nell’occhio del ciclone. Sguardo basso, colorito bordeaux. Alla fine la maestra gli ha chiesto di esibire un documento.

Da li ha giurato che MAI PIU avrebbe messo piede in quel posto infernale.

papà allasilo

Poi è arrivata la mattina in cui è stato compito suo accompagnarla all’asilo.

I bambini sono furbi, sanno come e sopratutto CHI colpire al cuore. Con me lo sa, le sceneggiate non funzionano. Può lamentarsi, piagnucolare finchè vuole ma all’asilo ci va lo stesso.

Con papà invece è diventata una tragedia nella tragedia.

Papà non mi lasciare!”

“No amore mio non ti lascio”

“Papà non andare via”

“Va bene allora ti aspetto fuori tutto il tempo ok?”

“Si papà, allora mi aspetti davanti alla scuola”

“Si figlia ti aspetto qui davanti”

Vi giuro che  a sentirli veniva da piangere anche a me.

Noi mamme lo sappiamo, si arriva a scuola si saluta con un sorriso , una bella smorfia divertente e via di corsa.

I papà no, non lo sanno. Quando li lasciano loro abbracci e pianto collettivo.

Ho visto papà in abbracci struggenti da via col vento. Padri in lacrime all’uscita e padri che alla fine li hanno riportati a casa di nascosto dalla moglie.

Poi c’è il “problema” fare e disfare brandine letto.

Un giorno ho visto un papà che, dopo diversi tentativi falliti, non sapendo come sistemare il sacco nanna, e non volendo chiedere aiuto a nessuno ( sia mai perdesse la sua virilità), di nascosto,  ha chiesto a Siri il manuale d’istruzioni.

Se poi il lettino è invece da disfare, il dubbio del papà è :” Cosa DEVO portare a casa e cosa devo lasciare qui?”

Non è una domanda semplice, perchè il papà lo sa: se sbaglia a casa sono caxxi amari.

E allora li vedi li, davanti a questa brandina in cui si chiedono ma il peluches lo dovrò prendere o meno? Del cuscino che ne faccio? Lo lascio? Lo prendo? Lo nascondo in macchina?

Il non-marito nel dubbio si stava portando a casa anche la brandina. Fortuna che la bidella l’ha fermato!

Ah anche in questo caso non chiedono consiglio a nessuno. Mai sia!

Coraggio papà, ci fate tanto ridere, se non ci foste bisognerebbe inventarvi esattamente così come siete!

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