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Togliete o no quei bavagli ai bambini?

Togliete o no quei bavagli ai bambini?

2 maggio 2022 mentre si gira indisturbati senza mascherina quasi ovunque i nostri bambini sono costretti a tenere la mascherina ancora 8 ore al giorno.

Ultimi due mesi di scuola e poi inizia il salto ad ostacoli

Ultimi due mesi di scuola e poi inizia il salto ad ostacoli

Ultimi due mesi di scuola e poi inizia il salto ad ostacoli. Estate stagione bellissima per chi non ha figli e non lavora.

Tanto va sempre a finire che i figli sono delle mamme

Tanto va sempre a finire che i figli sono delle mamme

Tanto va sempre a finire che i figli sono delle mamme.

E ve lo sottoscrivo con cognizione di causa. E care mamme se a casa vostra non è cosi baciatevi i gomiti e baciateveli tanto perché siete l’eccezione.

La regola è che tanto alla fine a pagare il conto della gestione dei figli sono sempre e solo le mamme.

Lo pagano già dalla gravidanza. Avevo una carriera lavorativa ben avviata, ma poi ho ben pensato di fare dei figli e credetemi non sono una che è rimasta a casa degli anni, sono sempre rientrata presto a lavoro ma sapete questo cosa è contato? ZERO.

I colleghi UOMINI che avevano iniziato a lavorare con me ora hanno fatto carriera, io no, io sono rimasta li perché ho avuto la pessima idea di fare dei figli.

Sono sempre io che ho dovuto chiedere il part time per poterli riprendere a scuola, mai sia che in Italia esista un solo servizio che sia accanto alle famiglie. E ovviamente part time uguale carriera stroncata, anche se stroncata lo è stata già all’annuncio della prima gravidanza.

Tanto va sempre a finire che i figli sono delle mamme

Poi mi sono separata e ovviamente i figli sono collocati presso di me e il padre ha diritto di vista.

Ripeto diritto di visita, li vede a giorni stabiliti e quando può in base alle sue esigenze lavorative perché le mie, le esigenze lavorative, ovvero quelle di una donna tanto vengono sempre in secondo anzi ultimo piano.

Che poi chissa come mai nelle separazioni di default i figli sono collocati alla madre e i padri se la cavano con la visita settimanale.

Che per carità non potrei mai vivere vedendo poco i miei figli ma sono da sola e tutto è più complicato di quello che era prima.

Se poi oso lamentarmi che sono stanca e non ce la faccio a fare tutto sono sempre quella che ha voluto la bicicletta e adesso deve pedalare. Come se i padri non avessero contribuito in egual misura all’acquisto della bicicletta. In effetti non hanno contribuito in egual misura, loro hanno contribuito meno perché smagliature cicatrici ed emorroidi sono state nostre.

Ma ogni battaglia femminista è persa dalla base ancora oggi perché è inutile che ce la raccontiamo, la verità è sempre che il lavoro della donna è meno importante di quello dell’uomo e i figli sono delle madri.

Perché secondo loro stanno bene con la mamma. E quando sono neonati perché li allatti, e dopo perché li hai viziati.

Ah si dimenticavo perché visto che stanno sempre con te colpa solo tua se sono viziati.

E guai mai chiedere a qualcuno di tenerteli per fare qualcosa per te, oh madre snaturata mentre il padre ogni sera va a farsi aperitivo.

I figli sono bicilette delle madri.

E questo è evidente sotto gli occhi di tutti e ve lo dimostro.

Quante madri e quanti padri vedete ogni giorno all’uscita da scuola?

Quindi cari padri che gagliardi vi festeggiate questa festa fatevi un esame di coscienza :”Ma io me lo merito?”

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Per la festa della donna ti auguro che ogni singolo giorno sia la tua festa

Per la festa della donna ti auguro che ogni singolo giorno sia la tua festa

E a te cara figlia oggi voglio ricordare che noi donne siamo molto più forti degli uomini. Non lo siamo fisicamente ma lo siamo nel cuore, e nella resilienza.

Quanto è diventato insostenibile essere genitori e lavoratori nel 2022

Quanto è diventato insostenibile essere genitori e lavoratori nel 2022

La parola che meglio descrive il mio sentimento in questo inizio 2022 è ANGOSCIA. Angoscia per il mio futuro e quello die miei figli

39 anni di polemiche e pessimismo

39 anni di polemiche e pessimismo

39 anni di polemiche e pessimismo.

Questo è il post dedicato al mio 39 compleanno. Scritto in ritardo di tre giorni perché il tempo non basta mai.

39 anni in cui ho cercato di dare sempre il meglio di me riuscendo il più delle volte a dare il peggio.

Di me bambina ricordo che conformarmi agli altri non era la mia aspirazione, e se guardo mia figlia cosi piccola e oppositiva non posso che rivedere me stessa in chiave moderna 2.0.

Ci ho provato a fare le cose alla perfezione ma non ci sono riuscita e il carico e le conseguenze delle mie scelte le porto sulle spalle ogni singolo giorno, ogni singolo grammo.

Col senno di poi avrei preso altre strade in tantissimi campi della vita. Forse ora sarei più felice oppure avrebbe prevalso in ogni situazione la mia vena malinconica e pessimista.

Ma sono qui e va bene cosi.

39 anni di polemiche e pessimismo

Potrei lamentarmi di meno o forse di più.

Le cose potrebbero essere più facili o più difficili, dipende tutto dal punto di vista in cui si osservano le cose.

A volte mi guardo da lontano e mi faccio tenerezza perché dietro la maschera della donna forte c’è sempre una bambina che ha un grande vuoto interiore.

Ma ci vogliono occhi profondi per vederlo. E di occhi profondi il mondo ormai è vuoto.

C’è chi mi odia con tutto se stesso.

Persone che mi amano davvero sono poche. Di sicuro sono 3. E sono la cosa più bella e impegnativa della mia vita.

A volte mi sento sola e quando i bimbi sono dal padre il vuoto mi comprime lo stomaco.

Sognavo una famiglia perfetta. Ho una famiglia a pezzi, a rate, a giornate. E a chi vi dice che le famiglie allargate sono una bella cosa mandateli pure a quel paese da parte mia. Le famiglie allargate sono problemi, liti e incomprensioni. Molto più di una famiglia normale. Sempre sul filo di un equilibrio instabile e in balia delle onde emozionali.

Non è facile e non è la situazione in cui avrei voluto trovarmi ma sono qui e quando qualcuno mi chiede come faccio la risposta è sempre:” Ho forse alternativa?”…

Comunque sono qui. Ho dei bambini, una casa e in qualche modo riesco far quadrare i conti.

Sono viva e ogni sera posso abbracciarli.

Per quest’anno va bene cosi.

Il mondo fuori in questo momento sta dando il peggio di se e le quattro mura di casa sono il mio rifugio di cui non potrei fare a meno.

Sto un po’ arrancando in questa vita.

Chissà se il post per i miei 40 sarà più allegro.

Ma sono qui e per quest’anno va bene così.

Alla mia bambina interiore posso solo chiedere scusa per non essere ancora stata capace di curare le ferite profonde. E non so nemmeno quando ci riuscirò.

Voglio chiederle scusa per averci messo troppo tempo a capire che quel vuoto interiore non potrà mai colmarlo l’affetto di un’altra persona. Quel vuoto interiore è una ferita che devo guarire e riempire piano piano ma da sola.

Comunque tanti auguri a me.

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Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro

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Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro. E quello sinistro se ne avrai bisogno.

Una mamma non si misura dal parto

Una mamma non si misura dal parto

Scrivo questo post di getto e lo scrivo soprattutto per quelle donne che stanno per diventare madri per la prima volta.

Mamme liberiamoci dai sensi di colpa

Mamme liberiamoci dai sensi di colpa

Mamme liberiamoci dai sensi di colpa.

Sono sempre stata una persona onesta, sincera e trasparente.

Se ho fatto un qualcosa è sempre stato per il piacere di farlo e non perché costretta a farlo.

Ho sempre avuto rispetto per gli altri ma non più della mia persona.

Da quando sono mamma invece mi rendo conto che la mia condizione è cambiata.

Sono cambiati pensieri, le priorità.

Mamme liberiamoci dai sensi di colpa.

Ci sono loro, i miei figli, al primo posto. Sempre e comunque anche se a volte dovrei imparare a prendermi cura di me stessa.

Sopporto sensi di colpa pesanti come macigni troppo spesso. Non sono capace di perdonare i miei errori.

Nel terrore di ferirli e farli soffrire ho troppo spesso represso me stessa fino ad arrivare al punto di scoppio, o di non ritorno.

Tenere in equilibrio l’amore verso se stesse e l’amore e verso i figli è davvero difficile.

Perché troppo spesso ci dimentichiamo che l’amore verso di loro passa anche attraverso l’amore e la cura della nostra felicità e noi stesse.

Dimentichiamo che la nostra felicità è la base della loro di felicità.

Perché solo una madre serena ed appagata potrà crescere figli sereni ed appagati.

Che mettere noi stesse al primo posto non è sbagliato se gli equilibri si compensano.

Che il tempo da dedicare a noi stesse non è meno importante del tempo dedicato a loro.

Qualità, tempo di qualità non in quantità purché sia.

E difficilissimo essere mamme sole e senza aiuti. Col terrore di prendere anche solo una stupida influenza che ci debiliterà, ben sapendo di non poter avere la possibilità di riposarsi e passarla nel letto come andrebbe.

E intrappolate in questo senso del dovere ci sentiamo in colpa. In colpa anche solo per esserci involontariamente ammalate.

Non so se sia un retaggio storico o semplicemente siamo fatte cosi, ma da quando sono mamma, a volte, amo me stessa un po’ di meno credendo in questo modo di amare di più loro.

Ho sbagliato quando ho creduto che annullando me stessa sarei stata una mamma migliore.

Poi, col tempo, ho capito.

Che i sensi di colpa sono inutili e assurdi se comunque il meglio che posso lo sto facendo, e il meglio inteso come il meglio anche per me stessa.

E allora non rinuncio più a nulla.

E vado avanti nella mia vota coltivando l’amore per me per loro.

Perché i figli cresceranno. E vorranno una madre felice non una madre che ha fatto scelte che l’hanno resa infelice credendo di rendere felice il reto del mondo tranne se stessa.

O che almeno ci ha provato.

Una donna realizzata.

Non una persona infelice che fa ricadere le colpe su di loro.

Amate i vostri figli ma amate anchde voi stesse.

Sempre incondizionatamente.

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Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli. Ho imparato che i bambini non sono tutti uguali, e ho imparato che per fortuna quasi mai assomigliano a noi. Oltre che nell’aspetto i figli ci differisco nelle capacità e nei talenti. Nelle aspirazioni e nelle