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La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

a scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore.

Dall’alto dei miei 38 anni posso dire di sbagli di averne fatti in quantità, praticamente quotidianamente.

Ma qualche cosa di buono l’ho fatto.

Una tra le mie scelte migliori di sempre è stata quella di mandare Enea alla scuola materna Steineriana.

Ho capito di essere “diversa” al primo anno di scuola materna della mia figlia maggiore, quando catapultata in un ambiente che non mi rispecchiava mi sono trovata a fare i conti con un mondo e un modo di vivere che non mi appartiene.

Ho preso quindi la decisione migliore per Enea. Toglierlo da un ambiente in cui io per prima come genitore mi trovavo a disagio per entrare in un mondo nuovo.

Rudolf Steiner è stato un pedagogista e un filosofo, fondatore dell’antroposofia, della medicina

Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Di libri nuovi da aprire per la prima volta, di libri da scoprire e di cose nuove da imparare.

Settembre fatto di quaderni bianchi da compilare. Con difficoltà o con leggerezza. Con quelli che saranno sorrisi e quelle che saranno lacrime amare. Nelle giornate solari e in quelle piovose.

Settembre che profuma di sogno e di speranze. E di attese.

Di un nuovo anno tutto da dipingere con pennarelli nuovi e dai colori brillanti.

Settembre con il suo carico di sogni, di speranze e di aspettative. Di una vita nuova da iniziare dopo una lunga estate.

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la liberà, eliminate le chat di classe!

Quello che penso, e che è frutto della mia esperienza, è che per stare in una chat di classe senza dover abusare di xanax e  devi essere capace di dire la tua il meno possibile.

E sopratutto di mettere a tacere il tuo libero pensiero in nome della pace. Su qualsiasi argomento. Dal biscotto a colazione al regalo alla maestra.

Io personalmente non ho resistito. Mi sono logorata il fegato per mesi e mesi e alla fine sono uscita dalle chat di classe di entrambi i miei figli.

Ho un carattere difficile, non riesco a stare zitta e non riesco a non dire quello che penso.

Se non sono d’accordo su una cosa non dico che mi va bene, io dico la verità cioè che non sono d’accordo.

E poi finisce che mi innervosisco ancora di più perché so che ci sono altre persone che la penserebbero come me ma non hanno il coraggio di dirlo.

E irrimediabilmente vengo marchiata a fuoco come la polemica rompiballe.

Quella che non le va mai bene niente. Quella che tutti odiano.

Per stare in una chat di classe bisogna avere carattere remissivo. Essere capaci di superare le cose e di fregarsene.

Ci ho messo il non marito che fa prima, lui risolve il problema a monte, lui non legge.

Quindi non sappiamo più nulla.

Non sappiamo se c’è qualche manifestazione qualcosa da portare.

Ora io ne comprendo a malapena l’utilità di questa chat e dico. Possibile che non si possa fare come si faceva una volta?

Come sopravvivevano le maestre quando non c’era  WhatsApp? Come comunicavano le cose? Non possono farlo anche adesso?

Le chat di classe sono strumenti inutili e pericolosi.

Non servono a nulla se non a testare il livello di sopportazione e di sottomissione delle persone.

Mi sono fatta venire tante di quelle gastriti che la metà bastavano.

Vi prego ascoltatemi ribelliamoci tutti insieme. Mettiamo al bando le chat di classe e torniamo ai messaggi in bacheca o sul diario.

Ne guadagneremo tutti in salute, in tempo libero e in rispetto verso gli altri e noi stessi.

Perché stare a dire sempre si e comportandosi come gregge che non pensa non facciamo del bene a sopratutto non diamo un bell’esempio ai nostri figli.

Evviva il pensiero libero

Ridateci la libertà.

Cancellate le chat di classe

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Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

Oggi vi parlo di un progetto che mi ha entusiasmata da subito. Vi parlo di uno zaino che oltre ad essere ergonomico è super ecologico. Di fatti per realizzare questo zaino servono 18 bottiglie di Pet.

I bambini hanno il sacrosanto diritto di annoiarsi

I bambini hanno il sacrosanto diritto di annoiarsi

I bambini di oggi sono lo specchio degli adulti e della società odierna.

Sono sempre di corsa, sempre di fretta.

Passano ore e ore a scuola e appena finito ogni giorno o quasi hanno un’attività nuova.

Anche i week end sono sempre impegnati, tra partite, e impegni vari.

I bambini di oggi hanno perso il sacrosanto diritto di annoiarsi.

Di fermarsi e respirare con calma.

Il tempo di perdersi a guardare l’orizzonte, o un bruco che cammina in giardino in tutta la sua semplice lentezza.

Hanno perso il diritto di respirare con calma.

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa.

Lo sappiamo, ne siamo consapevoli tutti quanti. Ogni bambino è unico e speciale. Diverso dall’altro.

Ogni bimbo raggiunge le sue tappe e le sue conquiste in un tempo diverso da ogni altro bambino.

E specie nell’infanzia questa unicità andrebbe valorizzata.

Ed è proprio per questo che non ha senso cercare di fare raggiungere ai bambini più piccoli gli stessi obiettivi negli stessi tempi. Non si possono conformare i bambini.

A dimostrazione di questo nelle scuole d’infanzia purtroppo è ancora molto diffusa l’abitudine di far compilare loro schede su schede di numeri e figure senza aver permesso ai bambini di fare le necessarie esperienze per conoscere tali oggetti.

I genitori si sentono rassicurati dal faldone di schede pre compilate che ricevono alla fine del’anno, credendo erroneamente che siano sufficienti per la crescita del bambino e la preparazione alla scuola primaria.

Niente di più falso.

E solo con l’esperienza e l’attenzione verso il singolo bambino che il bambino può crescere ed essere sempre più pronto ad affrontare il mondo.

Non è la compilazione della scheda il giusto requisito per arrivare pronti alla scuola elementare. E sopratutto la stessa scheda non può essere adatta a tutti bambino. Magari per qualche bambino andrà bene, per altri no.

Si può e anzi si deve arrivare alla scuola, primaria senza saper ne leggere ne scrivere, ma con la consapevolezza e la conoscenza di stessi e dell’ambiente che ti circonda .

Un bambino sereno e sicuro di sé può imparare a leggere e scrivere in poco tempo.

E il tempo trascorso nella scuola d’infanzia deve proprio servire a questo.

A rafforzare la consapevolezza dell’io, a gestire i rapporti umani tra coetanei ed adulti.

C’è tempo per studiare ed imparare a memoria nozioni su nozioni.

Le tappe e la maturità raggiunta da un bambino non si misurano in base al numero di schede colorate ma in base alla serenità del bambino, dal modo in cui si rapporta con gli altri e alla gioia con cui desidera fare nuove esperienze.

Quindi evviva le insegnanti che mettono i bambini al primo posto e non contano semplicemente il numero delle schede compilate.

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A settembre iniziano due nuove avventure con gli accessori Mitama

A settembre iniziano due nuove avventure con gli accessori Mitama

A settembre iniziano due nuove avventure.

Sono molto emozionata, settembre sarà un grande nuovo inizio!

Carlotta inizierà la scuola elementare ed Enea la scuola materna. Non posso ancora credere che siano già così grandi!

Ho iniziato a preparare le prime cose per entrambi anche se ancora non ho la lista definitiva di ciò che mi richiederanno le due scuole.

Tutto l’essenziale per l’asilo, il sacco nanna.

Tutto l’essenziale per l’asilo, il sacco nanna.

Ci siamo settembre è alle porte e per chi è in procinto di iniziare il primo anno si asilo, sia nido che materna è ora di preparare l’essenziale.

Normalmente sono gli asili stessi a fornire l’elenco degli oggetti da portare.

Ci sono asili ad esempio in cui il grembiulino è di regola da indossare tutti i giorni e asili in cui ne viene richiesto solo uno da utilizzare nei giorni in cui si colora o si fanno lavori che sporcano.

Il set bavaglino in alcuni asili è obbligatorio, in altri lo è solo per il primo anno.

C’è però un articolo che è trasversale a tutte le scuole d’Italia. Si tratta del sacco nanna.

Il sacco nanna é una specie di “sacco a pelo”, dotato di elastici in tutti e quattro gli angoli da fissarsi alla brandina e di una tasca in cui infilare il cuscino, all’interno del quale il bambino può fare il sonnellino pomeridiano.

All’ultimo giorno di scuola. A te che sorridi e a me stessa che piango.

All’ultimo giorno di scuola. A te che sorridi e a me stessa che piango.

All’ultimo giorno di scuola. A te che sorridi e a me stessa che piango.

In fondo il tempo vola.

Proprio ieri ti accompagnavo dal fotografo per scattare quella foto che avrebbe fatto capolino su quell’armadietto, e quel cassetto.

Quella foto che ti avrebbe accompagnata in un percorso, fatto di primi distacchi di lacrime amare e nascoste.

Di risate bambine e di visi che sarebbero cambiati di giorno in giorno.

Proprio ieri tenevo tra le mani le tue cose per portarle all’asilo. Le stesse cose che oggi mi vengono restituite lasciando un armadietto anonimo e pronto a settembre ad ospitare un’altra foto, un altro bambino, un’altra storia.

La vita è fatta di cicli, che iniziano e si chiudono. Di prime e di ultime volte, in un cerchio che disegna incroci e storie da ricordare.

Tu sei raggiante, così orgogliosa di te stessa, di essere grande e sei entusiasta di iniziare un nuovo percorso.

Io piango invece, di nascosto e in silenzio. Ma quella che piange non è la mamma, è quella che era una bambina bionda che salutava la scuola materna con entusiasmo, inconsapevole che un giorno avrebbe rivissuto tutto negli occhi della propria figlia. E proprio in quel preciso momento avrebbe provato un’assurda malinconia.

Piango di malinconia. Piango di orgoglio. Piango perché quando una cosa finisce non ci sarà più e ci saranno altre cose. Belle o meno ma comunque diverse.

Piango del tempo che è passato troppo veloce.

Piango perché mi manca la te piccola, e la me piccola e inconsapevole.

Perché i ricordi, anche se impressi nella mente col tempo perdono colore e la forma sfuma, e non possiamo nulla per evitarlo.

Perché tu sei più grande e io non sono pronta, ma quale mamma è mai pronta?

Perché certe cose avrei voluto andassero diversamente ma non ho potuto evitarlo.

Piango per la scuola materna che è finita. Un anno che è passato e la tua infanzia che procede veloce.

La mia infanzia che mi manca.

I tuoi sorrisi che sono la cosa più importante che ho che danno un senso a tutto questo.

E adesso buone vacanze amore mio!

Sorridi alla vota come sai fare, adesso piango io per te, un giorno  mi capirai.

A settembre una nuova avventura da affrontare col sorriso.

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Il tuo primo diploma. Fine della scuola materna

Il tuo primo diploma. Fine della scuola materna

Il tuo primo diploma. Fine della scuola materna.

E così è arrivato anche questo giorno, lo sapevo che avrei pianto. Ma non sapevo che avrei pianto così copiosamente, nascosta dal buio, infossata nella poltroncina del teatro, mentre tu, felice illuminata dalla luce del palco sorridevi ed eri orgogliosa di te stessa come non mai.

Se mi avessi visto in quello stato avresti pensato che fossi delusa da te.

Ma non è così. Le mie erano lacrime di mamma. Le lacrime che vengono dalla parte più profonda del cuore.