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Se rinasco non voglio essere la primogenita

Se rinasco non voglio essere la primogenita

e rinasco non voglio essere la primogenita.

Il primogenito è quello che mette in “On” il tasto genitori.

Quello dell’avvio, del primo start con il suo carico di aspettative, delusioni ed errori immani.

Il primogenito è una scoperta. Anzi LA scoperta.

La meraviglia della magia della vita e il terrore di tutto ciò che ne consegue.

Il primogenito cambia per sempre la vita dei genitori.

Tutti lo aspettano, lo bramano e lo riempiono di regali e i genitori non sanno cosa li aspetta.

E si sbaglia col primo figlio, si sbaglia perché non si nasce genitori, lo si diventa col tempo e l’esperienza. Lo si diventa provando sbagliando cadendo e rialzandosi.

Ma quanto cavolo è difficile essere genitore!!!

Ma quanto cavolo è difficile essere genitore!!!

Ma quanto cavolo è difficile essere genitore!!!

Nasci da figlio e vivi nel ruolo di figlio finché da un giorno all’altro diventi genitore.

E che non sia facile lo capisci dal primo vagito, che se tarda ad arrivare dopo due nanosecondi dalla nascita eccoti li a gridare “Perché non piange!”

L’ho gridato per tutti i figli. Ed è stata la prima seria preoccupazione da mamma.

Poi dopo poche ore ho compreso la preoccupazione delle mamme per il cibo.

Si attacca, non si attacca, si attacca bene, si attacca male. Mangia abbastanza? Perché si addormenta mentre mangia???

E i controlli di crescita dal pediatra. Ogni volta mi sento come all’esame di maturità.

Ma questo è solo l’inizio.

Sono una mamma ad alto contatto e non mi importa se ti da fastidio

Sono una mamma ad alto contatto e non mi importa se ti da fastidio

Sono una mamma ad alto contatto e non mi importa se ti da fastidio.

Sono una mamma ad alto contatto.

I miei figli sono delle piccole cozze appiccicose.

Tutti e tre allattati al seno, tutti i tre per i primi mesi costantemente attaccati a me. Di giorno e di notte.

E non stavano attaccati perché il mio latte fosse acqua, avessero mal di pancia o altre cavolate. Semplicemente facevano i neonati.

Come ho fatto coi due grandi ora faccio col piccolo: dorme con me, attaccato a me e non potrei pensare per lui un posto più sicuro delle mie braccia.

In natura i cuccioli dormono attaccati alla mamma. Ditemi perché non deve essere così anche per gli esseri umani.

Per esperienza so che i cuccioli crescono più in fretta di quanto una persona possa rendersene conto. E che le fatiche dei primi tempi si dimenticano in fretta.

Sono una mamma ad alto contatto e non mi importa se ti da fastidio

E ho imparato a non ascoltare chi mi dice che non si fa così, che devono dormire nella loro culle altrimenti non si staccheranno mai da me.

Ne ho già due che ora dormono nella loro cameretta e sono la prova che tenerli a letto con se i primi tempi non significa che ci staranno in eterno e se ne andranno nel loro lettino prima di quanto si possa immaginare.

Perché l’attaccamento alla mamma, il bisogno di contatto sono semplicemente istinti naturali di sopravvivenza.

Se in braccio a me è tranquillo allora lo tengo in braccio. Perché tanto arriverà presto il giorno in cui non si farà più baciare da me e sarà troppo pesante per stare in braccio.

I primi mesi sono momenti unici. Faticosi da morire, stancanti fino alle lacrime. Ma sono passeggeri e senza nemmeno il tempo di accorgersene passa tutto.

In fretta.

Troppo in fretta.

E l’abbraccio del neonato arriva presto a mancare.

E allora godetevi questi bimbi, che a giudicare sono tutti bravi, ma i figli sono vostri e non saranno piccoli per sempre.

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Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi.

Quando ho saputo di aspettare il terzo il panico ha preso il sopravvento in me.

Un po’ per la situazione complicata, un po’ perché mi chiedevo come avrei fatto a gestire 3 bambini di cui un neonato.

Tutta la gravidanza ci ho scherzato tu dicendo che sarei finita in clinica psichiatrica nel giro di pochi giorni. E mentre fuori ridevo dentro di me di fatto piangevo.

Le ultime settimane di gravidanza sono state le più pesanti. Ero terrorizzata dall’idea di entrare in travaglio in un momento in cui ero sola con gli altri due figli e pregavo che il tutto partisse nel week end in cui eravamo tutti a casa.

Avevo allertato il mondo nel caso in cui fossi dovuta correre in ospedale e i miei figli erano a scuola cercando qualcuno che in caso di emergenza me li portasse a casa.

Diventare mamme ai tempi del covid

Diventare mamme ai tempi del covid

Ho fatto il test di gravidanza il 14 febbraio 2020. Nell’aria si sentiva lontanamente puzza di virus cinese ma niente faceva presagire quello che stava per accadere.

Quella mattina mai avrei immaginato che stavo per vivere una gravidanza totalmente diversa dalle altre due.

Oggi posso dirvi che le mamme e i neonati 2020 hanno la scorza davvero dura.

Se i tuoi figli te li sei cresciuta da sola non devi vendicarti su di loro

Se i tuoi figli te li sei cresciuta da sola non devi vendicarti su di loro

Se i tuoi figli te li sei cresciuta da sola non devi vendicarti su di loro.

C’era una volta la famiglia anni 80 dove in genere lavorava uno solo e con il singolo stipendio si poteva vivere bene. A volte molto bene.

Proprio per questo le mamme potevano permettersi il lusso (perché era un lusso) di non lavorare e occuparsi solo dei figli. E i nonni il lusso di fare i nonni solo quando ne avevano voglia.

Poi il sistema si è stravolto e parliamoci chiaramente oggi come oggi per la maggior parte di noi vivere con un solo stipendio è praticamente impossibile.

Quindi le mamme quando hanno un lavoro lottano con le unghie e coi denti per mantenerlo. Per avere maggiore disponibilità economica e garantire uno stile di vita migliore ai figli.

Lottano con unghie, denti, sudore e sangue.

Una volta le mamme appunto non lavorando si crescevano i figli senza avere la reale necessità dell’aiuto dei nonni.

Il problema è che queste mamme oggi sono nonne e non si rendono conto che le cose sono cambiate e nelle famiglie in cui si prendono il lusso di dire che se loro i figli se li sono cresciute da sole  e lo stesso devono fare i propri figli, fanno un grave torto ai figli stessi.

Perché le cose sono completamente cambiate

E dove ci sono nonni che non vogliono fare i nonni  e ve ne ho parlato anche qui le famiglie sono in grosse difficoltà.

Difficoltà gestionali.

Emotive.

Difficoltà reali e contingenti.

Parliamo della situazione attuale. Abbiamo scuole chiuse da mesi e che riapriranno senza servizi che sono fondamentali per le famiglie che lavorano tra cui pre e post scuola.

Genitori che non lavorano per hobbies ma per necessità.

E poi ci sono loro i nonni che: “Io  i miei figli me li sono cresciuta da sola tu arrangiati”

Se i tuoi figli li hai cresciuti da sola è perché non lavoravi.

Non avevi necessità di lavorare come faccio ora

E nonostante questo avevi l’aiuto dei nonni.

Ma poi come genitore perché devi vendicarti sul figlio se tu non hai avuto aiuti?

Come far ricadere sui propri figli la frustrazione di averlo cresciuti da soli e assaporare il gusto sottile di una pseudo vendetta.

Perché diciamoci la verità non tutti i genitori amano davvero i propri figli.

Oppure li amano ma a modo loro, mettendo sempre se stessi al primo posto e rivendicando quasi la libertà che un figlio può avergli tolto e cercandola disperatamente e volendola a tutti i costi in età post adulta.

Sono nonni egoisti.

Semplicemente.

Io non so quello che mi accadrà nella vita ma so che nonostante i salti mortali che sto facendo per i miei figli, perché noi genitori di oggi senza nonni di appoggio conosciamo davvero il significato della parola sacrificio, un domani non negherò loro la mia presenza se avessero bisogno.

Perché io la conosco la fatica di crescere figli, lavorare e mantenere in piedi la baracca nonostante sia tutto contro.

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Un lungo viaggio di quaranta settimane

Un lungo viaggio di quaranta settimane

E così anche stavolta la fine viaggio si avvicina.

E stato un viaggio intenso, potente, altalenante. Abbiamo affrontato decisioni difficili e momenti più o meno felici.

La notte dormo male e mi chiedo cosa proverò quando vedrò il tuo viso. Lo stesso viso che stavo decidendo di non vedere.

Quando sentirò il tuo pianto. Quel pianto che mi spaventava solo l’idea.

Ci vuole coraggio per portare avanti una gravidanza. Ma ce ne vuole molto di più per interromperla. Oppure è il contrario.

Io so solo che ho avuto tanta paura quando quel test si è colorato. Che avrei tanto voluto non fosse vero. Ma poi dopo aver sentito il tuo cuoricino per la prima volta non ho potuto fare altro che accettarti.

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato.

Sei nato un assurdo pomeriggio di quasi autunno. In maniera inaspettata e traumatica per entrambi. Forse anche tu sei rimasto sconvolto ma col carattere meraviglioso che hai l’hai superata prima e meglio di me.

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato. Perché non credevo che avrei avuto figli, e non credevo avrei avuto figli maschi.

Vedevo il mondo maschile cosi lontano da me.

Non potevo nemmeno immaginare cosa stavo rischiando di perdere.

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma.

C’è una cosa che in questi giorni mi fa imbestialire: l’incertezza sulla riapertura della scuola.

Come se la scuola fosse un servizio di serie B.

Ha riaperto tutto. TUTTO. Siamo stati in vacanza e la vita ha ripreso come doveva essere. Solo la scuola è rimasta nel limbo. E questo mi fa infuriare.

Perché la scuola non è un parcheggio per genitori che lavorano ma allo stesso tempo è fondamentale per permettere ai genitori di lavorare e crescere i figli dignitosamente e senza privazioni.

Perché la scuola non sono nozioni ma CULTURA e solo persone con una buona cultura potranno crescere ed evolversi nella vita senza essere oppresse e schiacciate.

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché la scuola è socialità. La socialità che è il fondamento dell’infanzia e della capacità di interazione e di costruzione di relazioni sentimentali. Perché siamo individui sociali.

Perché in questi mesi i più penalizzati sono stati i bambini che hanno perso troppo. Hanno perso amici, quotidianità, sorrisi e risate. Hanno perso le gite di fine anno, i diplomi e la festa dell’ultimo giorno di scuola.

Hanno perso i gavettoni, i saluti in attesa di settembre e l’ansia delle ultime verifiche.

Sono stati messi in isolamento, chiusi nelle loro stanze dietro schermi di pc e tablet, dispositivi che i più piccoli non sono nemmeno in grado di gestire da soli.

Hanno perso pomeriggi di sole e ginocchia sbucciate.

Quaderni rimasti bianchi, e sogni come orti abbandonati a se stessi.

Abbiamo ripreso la vita, il lavoro e la socialità. Non si può nemmeno pensare che la scuola non riparta.

Oppure volete scippare del futuro i nostri bambini per un virus che non crea più vittime e che non li colpisce?

A pensare male forse non si sbaglia.

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Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma.

Vista da fuori la gravidanza sembra una passeggiata.

In realtà le cose stanno molto diversamente.

Il pancione non è facile da portare, il corpo è appesantito e tutti i movimenti ne risentono irrimediabilmente.

Tutti i movimenti sono rallentati e difficoltosi anche per la mamma più sprint.