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Tag: famiglia

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi.

Quando ho saputo di aspettare il terzo il panico ha preso il sopravvento in me.

Un po’ per la situazione complicata, un po’ perché mi chiedevo come avrei fatto a gestire 3 bambini di cui un neonato.

Tutta la gravidanza ci ho scherzato tu dicendo che sarei finita in clinica psichiatrica nel giro di pochi giorni. E mentre fuori ridevo dentro di me di fatto piangevo.

Le ultime settimane di gravidanza sono state le più pesanti. Ero terrorizzata dall’idea di entrare in travaglio in un momento in cui ero sola con gli altri due figli e pregavo che il tutto partisse nel week end in cui eravamo tutti a casa.

Avevo allertato il mondo nel caso in cui fossi dovuta correre in ospedale e i miei figli erano a scuola cercando qualcuno che in caso di emergenza me li portasse a casa.

Diventare mamme ai tempi del covid

Diventare mamme ai tempi del covid

Ho fatto il test di gravidanza il 14 febbraio 2020. Nell’aria si sentiva lontanamente puzza di virus cinese ma niente faceva presagire quello che stava per accadere.

Quella mattina mai avrei immaginato che stavo per vivere una gravidanza totalmente diversa dalle altre due.

Oggi posso dirvi che le mamme e i neonati 2020 hanno la scorza davvero dura.

Se i tuoi figli te li sei cresciuta da sola non devi vendicarti su di loro

Se i tuoi figli te li sei cresciuta da sola non devi vendicarti su di loro

Se i tuoi figli te li sei cresciuta da sola non devi vendicarti su di loro.

C’era una volta la famiglia anni 80 dove in genere lavorava uno solo e con il singolo stipendio si poteva vivere bene. A volte molto bene.

Proprio per questo le mamme potevano permettersi il lusso (perché era un lusso) di non lavorare e occuparsi solo dei figli. E i nonni il lusso di fare i nonni solo quando ne avevano voglia.

Poi il sistema si è stravolto e parliamoci chiaramente oggi come oggi per la maggior parte di noi vivere con un solo stipendio è praticamente impossibile.

Quindi le mamme quando hanno un lavoro lottano con le unghie e coi denti per mantenerlo. Per avere maggiore disponibilità economica e garantire uno stile di vita migliore ai figli.

Lottano con unghie, denti, sudore e sangue.

Una volta le mamme appunto non lavorando si crescevano i figli senza avere la reale necessità dell’aiuto dei nonni.

Il problema è che queste mamme oggi sono nonne e non si rendono conto che le cose sono cambiate e nelle famiglie in cui si prendono il lusso di dire che se loro i figli se li sono cresciute da sole  e lo stesso devono fare i propri figli, fanno un grave torto ai figli stessi.

Perché le cose sono completamente cambiate

E dove ci sono nonni che non vogliono fare i nonni  e ve ne ho parlato anche qui le famiglie sono in grosse difficoltà.

Difficoltà gestionali.

Emotive.

Difficoltà reali e contingenti.

Parliamo della situazione attuale. Abbiamo scuole chiuse da mesi e che riapriranno senza servizi che sono fondamentali per le famiglie che lavorano tra cui pre e post scuola.

Genitori che non lavorano per hobbies ma per necessità.

E poi ci sono loro i nonni che: “Io  i miei figli me li sono cresciuta da sola tu arrangiati”

Se i tuoi figli li hai cresciuti da sola è perché non lavoravi.

Non avevi necessità di lavorare come faccio ora

E nonostante questo avevi l’aiuto dei nonni.

Ma poi come genitore perché devi vendicarti sul figlio se tu non hai avuto aiuti?

Come far ricadere sui propri figli la frustrazione di averlo cresciuti da soli e assaporare il gusto sottile di una pseudo vendetta.

Perché diciamoci la verità non tutti i genitori amano davvero i propri figli.

Oppure li amano ma a modo loro, mettendo sempre se stessi al primo posto e rivendicando quasi la libertà che un figlio può avergli tolto e cercandola disperatamente e volendola a tutti i costi in età post adulta.

Sono nonni egoisti.

Semplicemente.

Io non so quello che mi accadrà nella vita ma so che nonostante i salti mortali che sto facendo per i miei figli, perché noi genitori di oggi senza nonni di appoggio conosciamo davvero il significato della parola sacrificio, un domani non negherò loro la mia presenza se avessero bisogno.

Perché io la conosco la fatica di crescere figli, lavorare e mantenere in piedi la baracca nonostante sia tutto contro.

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Un lungo viaggio di quaranta settimane

Un lungo viaggio di quaranta settimane

E così anche stavolta la fine viaggio si avvicina.

E stato un viaggio intenso, potente, altalenante. Abbiamo affrontato decisioni difficili e momenti più o meno felici.

La notte dormo male e mi chiedo cosa proverò quando vedrò il tuo viso. Lo stesso viso che stavo decidendo di non vedere.

Quando sentirò il tuo pianto. Quel pianto che mi spaventava solo l’idea.

Ci vuole coraggio per portare avanti una gravidanza. Ma ce ne vuole molto di più per interromperla. Oppure è il contrario.

Io so solo che ho avuto tanta paura quando quel test si è colorato. Che avrei tanto voluto non fosse vero. Ma poi dopo aver sentito il tuo cuoricino per la prima volta non ho potuto fare altro che accettarti.

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato.

Sei nato un assurdo pomeriggio di quasi autunno. In maniera inaspettata e traumatica per entrambi. Forse anche tu sei rimasto sconvolto ma col carattere meraviglioso che hai l’hai superata prima e meglio di me.

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato. Perché non credevo che avrei avuto figli, e non credevo avrei avuto figli maschi.

Vedevo il mondo maschile cosi lontano da me.

Non potevo nemmeno immaginare cosa stavo rischiando di perdere.

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma.

C’è una cosa che in questi giorni mi fa imbestialire: l’incertezza sulla riapertura della scuola.

Come se la scuola fosse un servizio di serie B.

Ha riaperto tutto. TUTTO. Siamo stati in vacanza e la vita ha ripreso come doveva essere. Solo la scuola è rimasta nel limbo. E questo mi fa infuriare.

Perché la scuola non è un parcheggio per genitori che lavorano ma allo stesso tempo è fondamentale per permettere ai genitori di lavorare e crescere i figli dignitosamente e senza privazioni.

Perché la scuola non sono nozioni ma CULTURA e solo persone con una buona cultura potranno crescere ed evolversi nella vita senza essere oppresse e schiacciate.

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché la scuola è socialità. La socialità che è il fondamento dell’infanzia e della capacità di interazione e di costruzione di relazioni sentimentali. Perché siamo individui sociali.

Perché in questi mesi i più penalizzati sono stati i bambini che hanno perso troppo. Hanno perso amici, quotidianità, sorrisi e risate. Hanno perso le gite di fine anno, i diplomi e la festa dell’ultimo giorno di scuola.

Hanno perso i gavettoni, i saluti in attesa di settembre e l’ansia delle ultime verifiche.

Sono stati messi in isolamento, chiusi nelle loro stanze dietro schermi di pc e tablet, dispositivi che i più piccoli non sono nemmeno in grado di gestire da soli.

Hanno perso pomeriggi di sole e ginocchia sbucciate.

Quaderni rimasti bianchi, e sogni come orti abbandonati a se stessi.

Abbiamo ripreso la vita, il lavoro e la socialità. Non si può nemmeno pensare che la scuola non riparta.

Oppure volete scippare del futuro i nostri bambini per un virus che non crea più vittime e che non li colpisce?

A pensare male forse non si sbaglia.

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Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma.

Vista da fuori la gravidanza sembra una passeggiata.

In realtà le cose stanno molto diversamente.

Il pancione non è facile da portare, il corpo è appesantito e tutti i movimenti ne risentono irrimediabilmente.

Tutti i movimenti sono rallentati e difficoltosi anche per la mamma più sprint.

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio.

Quante ne sento di coppie che non funzionano ma stringono i denti e restano insieme solo perché i figli sono piccoli. Magari fanno i separati in casa credendo di fare la cosa giusta verso i propri figli

Quante ne sento di donne frustate e infelici che decidono di rimandare la separazione col marito o compagno a quando i figli saranno grandi.

Se il vostro rapporto di coppia non funziona e pensate di non separarvi solo perché i figli sono piccoli vi dico col cuore in mano che stato sbagliando tutto per tanti motivi.

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte.

Per molte lo è grazie al cielo.

Poi ci sono quelle per cui non lo è.

Ci sono donne che hanno problemi di salute e passano ogni singolo giorno della propria gravidanza a sperare che non sia l’ultimo.

Che non sia l’ultimo di un illusione.

Di una cosa felice, che avrebbe dovuto essere felice ed invece è solo una fila di pensieri, ansie paure che sussistono giorno per giorno.

Ci sono donne che passano l’intera gravidanza a letto, pregando e isolandosi dal mondo.

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La cui angoscia nessuno può comprendere fino in fondo tranne loro. Perché se la gravidanza in linea di massima non è una malattia per loro è come se lo fosse.

Poi ci sono le ragazze madri.

Quelle che agli occhi degli altri sono state tanto stupide da farsi mettere incinte dall’uomo sbagliato. Quello che si è dato alla macchia e pensa ai fatti suoi.

Quelle che la pancia che cresce è una vergogna. Da nascondere il più possibile.

Quelle che le visite le fanno da sole. In silenzio. Accompagnate dal rumore dei propri pensieri e dal senso di vergogna.

Che sanno che sarebbe un momento felice se non avessero sbagliato partner.

Se non fosse successo in quel momento.

Quelle a cui dicono che il bambino sarà la loro grande riscossa, ma al momento quella pancia è solo la dimostrazione e inequivocabile visibile dei propri errori.

Quelle che foto ricordo non ne vogliono, perché non vogliono ricordare il tormento e l’angoscia di quei mesi.

Vissuti tra vergogna e nascondigli.

Quella pancia che non doveva esserci e per cui il mondo si permette di giudicare.

Perché ci sono i contraccettivi, e come è mai possibile, pensa che donna stupida.

Ma come si fa a farsi mettere incinta nella sua situazione?

Poi ci sono le situazioni quelle sbagliate. Si parla tanto delle famiglie allargate che sono una realtà, ma solo chi le vive sa quanto siano situazioni difficili, complicate e dolorose. Quando ci sono di mezzo figli che fanno di tutto per rovinare le cose, perché i figli più crescono e più sono egoisti.

Dove ci sono di mezzo ex che ti vorrebbero al manicomio piuttosto che felice e fanno di tutto per mandartici.

Quindi no, la gravidanza non è un momento felice per tutte. E questo bisognava pur dirlo in un mondo social che vede sfoggiare solo pancioni al settimo cielo.

E se la vostra è una gravidanza felice arrivata al momento giusto e col partner giusto non smettete mai di ritenervi fortunate.

Perché lo siete e anche tanto.

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Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza.

Alla prima gravidanza fa il test una settimana di anticipo, lo ripeti i giorni seguenti e fai misuri le beta nel sangue almeno tre volte per essere sicura che stiano crescendo bene.

Alla seconda gravidanza aspetti il ritardo e se va bene fai le beta solo una volta.

Alla terza fai il test dopo due settimane di ritardo e basta.

Alla prima gravidanza hai appuntamento dal ginecologo privato e a pagamento dopo 10 minuti dall’ultimo test.

Alla seconda valuti se ginecologo privato o consultorio