Crea sito

Tag: famiglia

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte.

Per molte lo è grazie al cielo.

Poi ci sono quelle per cui non lo è.

Ci sono donne che hanno problemi di salute e passano ogni singolo giorno della propria gravidanza a sperare che non sia l’ultimo.

Che non sia l’ultimo di un illusione.

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza.

Alla prima gravidanza fa il test una settimana di anticipo, lo ripeti i giorni seguenti e fai misuri le beta nel sangue almeno tre volte per essere sicura che stiano crescendo bene.

Alla seconda gravidanza aspetti il ritardo e se va bene fai le beta solo una volta.

Alla terza fai il test dopo due settimane di ritardo e basta.

Alla prima gravidanza hai appuntamento dal ginecologo privato e a pagamento dopo 10 minuti dall’ultimo test.

Alla seconda valuti se ginecologo privato o consultorio

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

“La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi”

Mai citazione fu più adatta a questo particolare momento della mia vita.

E una cosa che ancora forse non ho metabolizzato del tutto. Un evento che nella stragrande maggioranza dei casi è felice, perché deve esserlo. Ma che a me ha colto alla sprovvista, e di cui ancora forse non sono del tutto consapevole.

E barcollo ancora tra momenti di felicità e momenti di depressione.

Sono su una barca in balia del mare che a volte è calmo e a volte è agitato più che mai.

Avevo da poco riassettato la mia vita da mamma single, e avevo trovato un equilibrio ancora abbastanza instabile, precario a dire il vero. Mi sentivo come un equilibrista che cammina a piedi nudi sul filo, a tratti fiero e deciso a tratti dondolante.

Poi ho conosciuto una persona, è stato un fulmine a ciel sereno. Un incontro tra persone che dalla vita sentimentale di frustate ne avevano prese a sufficienza e in abbondanza.

Una persona di quelle che ti sa capire. Anche lui col suo carico di figli in equilibrio precario.

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

Abbiamo iniziato a conoscerci, e concederci dei momenti tutti per noi, sempre incastrati come nel gioco di tetris tra un impegno coi figli e uno di lavoro

E dopo alcuni mesi la sorpresa.

Ho pianto. Ma non di gioia. Ho pianto di paura di disperazione e di rabbia verso me stessa. A 37 anni certi errori non possono e non devono succedere.

Ho pianto nel panico completo.

Ho iniziato a pensare a tutti gli aspetti negativi concentrandomi solo su quelli senza concedermi il beneficio del dubbio.

Ho vissuto giorni neri.

In cui la fatica maggiore era non far trapelare nulla ai miei figli. A quelli che avevo già tra le mie braccia.

Chi vede da fuori le famiglie allargate può pensare che sia semplice. Ed invece no ci sono miliardi di variabili che mutano di giorno in giorno.

Magari un giorno va tutto bene e quello successivo invece tutto male.

Ci si barcamena. In un qualche modo.

Non è facile costruire una nuova casa quando non hai smaltito del tutto le macerie della casa precedente. Ed in questo contesto un nuovo bambino è la variabile impazzita che fa esplodere un’equazione già complicata di suo.

Poi c’è la vita. Quella che ti stupisce e che prevale sempre su tutto.

E ci sono le domande. Perché proprio adesso?

Non vi nascondo che avevo già l’appuntamento in mano per interrompere la gravidanza. Avevo le carte pronte e dovevo solo presentarmi quella mattina.

Sarebbe stato semplice, una volta uscita avrei potuto riprendere la mia vita esattamente li, dal giorno in cui l’avevo lasciata col test in mano.

Poi non ce l’ho fatta. Ho guardato quell’ecografia e non ho avuto il coraggio di farlo.

E ho potuto farlo perché lui è stato li con me.

Non ci siamo giurati amore eterno, consapevoli che i rapporti di coppia mutano nel tempo e che bisogna essere in grado di crescere insieme.

Però ci siamo promessi di parlare sempre e di ascoltarci a vicenda.

Di sostenerci e sopportarci a vicenda. E di essere sempre dalla stessa parte.

La vita ci bussava alla porta e cosa dovevamo fare se non accoglierla?

Non è una gravidanza facile. Finché ho potuto nasconderlo l’ho nascosto, provando vergogna.

So che riceverò un mare di critiche e che con questa notizia darò da parlare malignamente e a lungo.

Il senso di inadeguatezza a giorni mi schiaccia.

La vergogna. La paura delle brutte parole della gente.

Ci sono giorni in cui mi vorrei nascondere, oppure sparire. Ma non posso farlo, devo restare e andare avanti a testa alta in un qualche modo.

Ditemi pure che dovevo pensarci prima e stare più attenta. Lo so. Mi colpevolizzo già da sola ogni singolo giorno.

Ditemi che i miei figli resteranno traumatizzati. Sappiate che penso a loro ogni giorno e sto facendo tutto quello che posso perché questa gravidanza non sia un peso per loro, e anzi sia motivo di crescita.

Poi c’è lui. Che si è attaccato alla vita nel periodo più nero degli ultimi anni. Lui che ha gridato alla vita mentre il mondo esterno era morte ed isolamento.

Lui col suo cuore forte.

Che mi farà penare. Sarà durissima, lo so.

Ma ho scelto la vita. E se nulla accade per caso un giorno capirò il senso di questo caos.

 

Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi sulla mia pagina facebook Mammansia, Instagram Mammansia_chica

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza.

Manca solo l’ufficialità, ma lo sappiamo già che sarà una Pasqua in quarantena.

Ognuno nelle proprie case senza la possibilità e la bellezza di riunire tutta la famiglia.

Per me la Pasqua ha sempre significato allegria, colore, primavera, sole e tante gite all’aria aperta. Quest’anno invece mi troverò a casa da sola coi miei bambini.

Ci sono le chat, le videochiamate e i telefoni. Ma nulla potrà mai sostituirsi agli abbracci, alle risate e al valore del tempo condiviso con tutti i familiari.

Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma una mamma

Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma una mamma

Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma sono una mamma.

Lo penso ogni giorno da quando è successo questo delirio.
Mi sono trovata da un giorno all’altro a dover lavorare da casa, coi bambini e a dover fare l’insegnate della grande.
Si perché se da un certo punto di vista è logico il ragionamento che gli studenti non debbano essere lasciati allo sbaraglio, d’altro canto non è pensabile che un genitore lavori e contemporaneamente faccia da insegnante.
Le ore della giornata sono le stesse.

Al bando tutte le bigotte e chi critica senza un minimo di empatia

Al bando tutte le bigotte e chi critica senza un minimo di empatia

Al bando tutte le bigotte e chi critica senza un minimo di empatia.

Lo sto vivendo sulla mia pelle.

Ho deciso di separarmi dal padre dei miei figli.

E non è stato un capriccio né una decisione presa con facilità e a cuor leggero.

E stata una decisione presa con tempo, con fatica, e con dolore. Un decisione che pago ogni giorno e ogni sera quando sono a casa coi miei figli e quando sono da sola perché i miei figli sono con lui. In quei momento in cui il silenzio fa così tanto rumore da diventare assordante.

Una decisione che sto pagando col sudore, coi soldi che sono meno e vanno misurati con maggiore attenzione.

E con la salute che ho rimesso perché sono così provata che mi ammalo spesso. Ho avuto una polmonite e non ho potuto curarmi e riposarmi come si deve essendo da sola con due bambini che vanno portato e ripresi da scuola.

Una decisione che pago con la solitudine grazie a chi in momento così delicato mi ha voltato le spalle. Perché è vero che nei momento felici ti sono tutti vicini mentre in quelli difficili le persone si allontanano.

E nonostante tutto sono fermamente convinta che sia stata la cosa giusta da fare.

E a chi viene sulla mia pagina e scrive commenti di questo tipo

“Un bambino non sa e non vuole sapere se tra i genitori é finito tutto o no, un bambino vuole solo che ci siano entrambi sempre insieme, al mattino quando si svegliano e la notte mentre dormono. La separazione é sempre e solo una scelta egoistica! Certo che si Deve restare insieme per i figli! Ci vuole coraggio a restare, non a scappare! I bambini hanno diritto ad avere i propri genitori li nello stesso momento

C’è troppo egoismo, al primo problema , alla prima crisi si separano, e a pagarne le conseguenze sono sempre e solo quelle povere anime inno

Ed ora venitemi anche a dire , che un bambino non soffre della separazione .. perché non è , e non sarà mai così ..

 I bambini soffrono irrimediabilmente per un divorzio, tutto sarebbe meglio di questo per loro!se non si riesce a evitare di far male almeno ai figli, cosa rimane della nostra umanità?”

Rispondo

MA LA VOSTRA DI UMANITA CHE FINE HA FATTO?

Al bando tutte le bigotte e chi critica senza un minimo di empatia

L’avete smarrita nelle frasi fatte? Nell’offendere, screditare e umiliare il dolore delle altre persone tirando in mezzo i figli che sono quanto di più prezioso un genitore possiede?

Credete forse che chi arriva a separarsi lo faccia con leggerezza? Che abbia messo al mondo dei figli così per divertimento?

CHI SIETE VOI PER ERIGERVI SU UN PIEDISTALLO PREDICANDO CIO CHE SECONDO VOI SAREBBE GIUSTO E CIO CHE INVECE VEDETE COME SBAGLIATO.

CHI SIETE PER CRITICARE E MINIMIZZARE LE DECISIONI SOFFERTE PRESE DA ALTRE PERSONE

CHI SIETE PER GIUDICARE LA NOSTRA VITA.

CHI SIETE PER DIRE A NOI CHE SIAMO PESSIMI GENITORI SOLO PERCHE ABBIAMO PRESO UNA DECISIONE FUORI DAL VECCHIO CONCETTO DIO FAMIGLIA SECONDO CUI DEVE STARE INSIEME A TUTTI I COSTI.

Sono meglio forse le famiglie dove genitori che non sia amano più stanno insieme per forza magari costruendosi fuori storie parallele e dando ai figli solo un’illusione di famiglia unita e sincera?

E meglio forse crescere i figli inculcando loro il concetto dello stare insieme per dovere e non per amore?

Dove due genitori vivono sotto lo stesso tetto ma non si amano più?

E meglio crescere i figli nella menzogna?

Da quando mi sono separata la maggioranza delle mamme intorno a me non mi saluta più e non si avvicina più a me.

Siccome la decisione è stata mia vedono lui come un povero martire mentre io sono la strega cattiva.

Ma cosa ne sanno loro del malessere e di tutto quello che abbiamo vissuto prima di arrivare a questo.

Delle notti in bianco

Delle lacrime versate in silenzio.

E cosi difficile capire che quando una coppia si sfalda le colpe non stanno mai solo da una parte ma sono condivise?

E sparlano. Criticano. Si sentono migliori solo perché loro il matrimonio lo stanno mantenendo a galla ad ogni costo.

E credono che i loro figli saranno adulti migliori dei miei figli.

I loro figli cresceranno sereni mentre i miei no.

Io ho una sola certezza. I miei figli cresceranno nella verità.

La verità che nella vita le cose non sempre vanno come avevamo programmato o sperato.

Che nella vita ci vuole coraggio e dignità nell’affrontare ciò che capita a testa alta.

Che bisogna amare se stessi fino ad ammettere che qualcosa non ha funzionato, e bisogna amarsi tanto da trovare la forza di cambiare strada con tutto ciò che ne consegue.

Che la vita è una sola e dobbiamo fare di tutto per essere felici.

Cresceranno con la certezza di essere sempre al primo posto nel cuore.

Con davanti un modello di madre che ha preso in mano la propria vita e con coraggio l’ha mandata avanti nonostante le critiche e le cattiverie subite.

Cresceranno vedendo che la verità costa cara, ma è l’unica strada che porta alla felicità.

Nonostante tutto. Nonostante la cattiveria.

Perché a tutto c’è un limite tranne la cattiveria, l’egoismo e l’invidia delle persone.

Sopratutto l’invidia di chi non ha il coraggio di cambiare e allora sta fermo li e critica che è più facile e decisamente meno faticoso.

Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi sulla mia pagina facebook Mammansia, Instagram Mammansia_chica

Sui nonni quelli proprio inesistenti. E ce ne sono ve lo garantisco

Sui nonni quelli proprio inesistenti. E ce ne sono ve lo garantisco

Diciamoci la verità spesso nemmeno si sceglie di diventare genitori, anche nel 2020 si può diventare genitori per caso, per sbaglio.

Certo è che diventare nonni non è mai una scelta che nasce dalla propria volontà.

Essere nonni è uno status che si acquisisce per scelte di altri. Anche se gli altri sono poi i propri figli.

Se ti separi qualsiasi problema di tuo figlio sarà colpa tua

Se ti separi qualsiasi problema di tuo figlio sarà colpa tua

Se ti separi qualsiasi problema di tuo figlio sarà colpa tua.

E un meccanismo automatico.

Due genitori si separano e automaticamente ogni piccolo problema del figlio dal nervosismo alla verruca sul piede sarà colpa della separazione.

Perché la società è bigotta e nonostante i genitori separati siano tanti, inconsciamente non si accetta.

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli.

Ne è pieno il mondo di coppie che stanno insieme perché “devono”.

Perché non trovano il coraggio di separarsi anche quando è finito tutto perché ci sono i figli.

Personalmente non condivido questo tipo di scelta.

In primis perché trovo inutile nascondersi dietro la scusa dei figli quando a volte semplicemente di tratta di mancanza di coraggio.

In secondo luogo perché si finirà prima o poi a caricare i figli della colpa della propria infelicità. E magari un giorno ce lo sentiremo anche rinfacciare.

Quando si intraprende un percorso di vita con una persona si spera, anzi si è convinti che sarà per sempre.

Quando arriva un matrimonio, dei figli in quel momento si è sempre certi di avere a che fare con l’uomo o la donna della propria vita.

Nessuno di noi compie questi passi se in quel momento non si sente sicuro della persona che ha al proprio fianco.

Ma il tempo passa per tutti. E tempo significa anche crescita e cambiamento.

Ci sono coppie in cui le due parti crescono allo stesso modo, e anche se il tempo le cambia restano compatibili.

E felici insieme.

In altre coppie non è cosi.

A volte semplicemente le cose finiscono. Non è mai colpa solo di uno.

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli
Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli

Le storie finiscono perché devono finire, sono arrivate al capolinea. Le due parti sono cambiate e si sono trovate incompatibili, o semplicemente non più compatibili come un tempo.

Oggi non è più come una volta quando si doveva comunque continuare a stare insieme per forza.

Oggi ci si può separare.

Si può chiudere e ricominciare da capo prendendo in mano le redini della propria vita.

Nessuno dice che sia facile.

Anzi è una delle cose più difficili.

Un cambiamento che per quanto voluto pesa. E si fa fatica a digerire.

Un boccone amaro da mandare giù. Ma va fatto perché tenerlo in bocca genera solo altro amaro.

Bisogna imparare a fare pace con se stessi ed ammettere che le cose sono cambiate. Anche se questo fa tremare le gambe e fa paura.

Perché il cambiamento spaventa sempre, anche quando nasce da una nostra necessità.

In questo contesto i figli sono quelli che vivono con noi il cambiamento.

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli.

Non è importante stare insieme per loro ma fare in modo che loro siano felici anche in una nuova situazione.

Cosa insegneremo loro?

Insegneremo loro che nella vita quando le situazioni non ci rendono più felici significa che è arrivato il momento di cambiarle.

Che non bisogna avere paura del cambiamento ma della paura che paralizza e ci blocca in situazioni di stallo.

Che le cose cambiano a anche se non si vive più nella convenzionalità si può vivere molto meglio.

Che la vita è una sola e rassegnarsi allo stato di cose è sempre la scelta peggiore.

L’importante è esserci per loro. Essere presenti anche se in modi e tempi diversi rispetto a prima.

Dando loro il meglio che possiamo dare.

Daremo loro una grande lezione di vita.

Insegneremo loro il coraggio e l’amore verso se stessi.

E la voglia di crescere ed andare avanti.

Ti potrebbe interessare anche Perché non ha senso stare insieme solo per i figli

Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi sulla mia pagina facebook Mammansia, Instagram Mammansia_chica

Non sei una pessima madre se pensi anche a te stessa

Non sei una pessima madre se pensi anche a te stessa

Non sei una pessima madre se pensi anche a te stessa.

Anche se sarai circondata di persone che faranno di tutto e di più per fartelo credere.N

Non sei una pessima madre se ritagli del tempo anche per solo per te stessa.

Se vai dal parrucchiere o a fare un aperitivo con le amiche.

Non sei una pessima madre se coltivi le tue passioni.

E non rinunci alle le cose che ti piacciono fare e che più ti rappresentano.

Non sei una pessima madre se non abbandoni tutti tuoi sogni.