Autore: mammansia

Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio

Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio

Ad affrontare le difficoltà a testa alta. Con un sorriso e una buona dose di ironia. Che alla fine siamo tutti di passaggio e allora vale la pena godersi il tempo e i doni della vita.

Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme

Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme

Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme. Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua. Chiudono le scuole. Le correnti africane prendono possesso del nostro cielo. E noi care mamme ci troviamo a fare i conti coi due mesi più duri dell’anno. I 

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Forse è tra i pochi momenti della vita in cui ci è concesso essere quelli che siamo per davvero.

In cui il nostro compito è solo fare cose che ci piacciono.

Correre, arrampicarci, giocare a pallone, mangiare gelati.

Allo stesso tempo è anche uno dei periodi più delicati, quelli in cui inizia a prendere forma la nostra vera essenza, quelli che siamo e gli adulti che saremo.

E l’unico periodo in cui siamo veramente liberi dai condizionamenti sociali.

Poi inizia la scuola e tutto cambia.

Lo spazio dedicato al gioco diventa spazio dedicato alle lezioni.

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell'infanzia.

I compiti, i doveri.

E quella spensieratezza diventa man mano solo un ricordo felice.

Sarà per questo che a pochi giorni dalla fine del ciclo della scuola d’infanzia di Enea ho la lacrima facile.

Non sono stati anni semplici questi.

C’è stata la mia separazione, il lockdown e tante cose incomprensibili per un bambino.

Ma lui ha affrontato tutto col sorriso e la positività che lo contraddistingue.

Gli ultimi due anni sono stati speciali. In una scuola meravigliosa che non ha accolto solo il bambino, ma ha accolto noi come famiglia.

E pensare che sono gli ultimi giorni in cui varcherò quel cancello mi fa salire un grande groppo alla gola.

Dicono che i figli piccoli siano un grande impegno, è vero, ma crescono molto più in fretta di quanto si possa immaginare.

Era ieri il primo giorno di asilo e oggi è già l’ultimo.

Inizia un nuovo ciclo, unico e importante.

Ma si sa i cambiamenti fanno paura e a me mettono tanta malinconia.

Si lascia una scuola, si entra in un’altra. Si cambiano abitudini orari e persone che ci circondano.

Ma non è solo questo. E che il bambino della scuola dell’infanzia non c’è più, è cresciuto e adesso è un bambino grande.

E quel bambino piccolo non torna.

I lineamenti tondi hanno lasciato spazio ai lineamenti più marcati, e cambieranno ancora di giorno in giorno.

Il valore del tempo.

I cambiamenti mi fanno capire il valore del tempo.

Buona estate a tutti i bambini che a settembre inizieranno un nuovo ciclo.

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La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

a scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore.

Dall’alto dei miei 38 anni posso dire di sbagli di averne fatti in quantità, praticamente quotidianamente.

Ma qualche cosa di buono l’ho fatto.

Una tra le mie scelte migliori di sempre è stata quella di mandare Enea alla scuola materna Steineriana.

Ho capito di essere “diversa” al primo anno di scuola materna della mia figlia maggiore, quando catapultata in un ambiente che non mi rispecchiava mi sono trovata a fare i conti con un mondo e un modo di vivere che non mi appartiene.

Ho preso quindi la decisione migliore per Enea. Toglierlo da un ambiente in cui io per prima come genitore mi trovavo a disagio per entrare in un mondo nuovo.

Rudolf Steiner è stato un pedagogista e un filosofo, fondatore dell’antroposofia, della medicina

Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

La verità è che sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre.

Perché davanti ai tuoi figli si sentono tutti migliori di te.

Tutti sanno cosa fare, anzi cosa farebbero.

Cosa sarebbe giusto.

Quale sarebbe la scelta migliore

E bada bene sarà sempre qualcosa di diverso da quello che hai scelto tu.

Tutti esperti educatori. Tutti capaci di crescere figli che non fanno capricci.

Tutti in grado di crescere bambini perfetti.

Mentre tu madre non fai mai la scelta giusta.

Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano

Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano

Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano.

Lo scopri dal primo momento in cui ti mettono in braccio il tuo neonato.

Sei in ospedale, dolorante per i punti (ovunque essi siano) e devi occuparti di tuo figlio.

E impari a farcela a in un qualche modo. Perché alternative non ce ne sono soprattutto ora che causa covid non sono ammesse visite.

Ricordo le prime colazioni in ospedale, con il piccolo in braccio e una mano libera per fare colazione. Ridendone con la compagna di stanza nella stessa situazione.

Ed è solo l’inizio.

Vai in bagno col bebè.

Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano

Cucini con il bebè.

Vesti i fratelli grandi col bebè in braccio o nel marsupio.

Fai fare i compiti.

Passi l’aspirapolvere.

Stendi la lavatrice.

Rifai il letto.

Cucini di nuovo.

E impari a fare tutto con una mano sola.

Passi giorni di sconforto, in cui ti chiedi se da ora in avanti la tua vita sarà sempre cosi complicata, perché siamo oneste: fare tutto con una mano o se con due mani ma con un neonato addosso è molto più difficile e faticoso.

Il tutto mentre intorno a te molti ti dicono che è tutta colpa tua.

Che il tuo bebè è già viziato.

Che devi lasciarlo piangere.

Che non puoi vivere con lui in braccio.

Ed in effetti è proprio così perché tu non vivrai con lui in braccio. I primi mesi passeranno in fretta e già verso i 6 mesi il tuo bambino sarà più interessato ai suoi giochi, al mondo da scoprire che gira intorno a lui.

Non farai tutto con una mano per sempre, e il tuo bambino non sarà un bambino viziato solo perché i primi mesi della sua vita ha avuto bisogno del contatto materno.

Certo la tua vita sarà più complicata. E se i primi mesi la difficoltà era solo fare le cose con una mano ogni giorno la difficoltà cambierà ed evolverà.

Poi arriverà un giorno in cui all’improvviso ti accorgerai che tutto è cambiato.

Il caos dei primi mesi di vita del tuo bambino ha lasciato posto a un bambino che cammina e mangia da solo.

Certo i pensieri sono altri, ma la corsa e le urla dei primi mesi saranno solo un ricordo lontano.

E ti chiederai come sia possibile che sia già passato quel periodo.

E ti sentirai forte come non mai. Un supereroe che ha vinto ancora.

E forse ti verrà malinconia. E allora penserai al secondo figlio, o al terzo. E tutto sarà più semplice, leggero e intenso nella consapevolezza che tutto cambia in fretta, ed oggi è già domani.

Goditi il tuo bambino e non ascoltare i consigli non richiesti.

Noi mamme possiamo fare tutto. Anche solo con una mano.

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Stiamo crescendo generazioni di figli imbranati

Stiamo crescendo generazioni di figli imbranati

Stiamo crescendo generazioni di figli imbranati.

Forse non tutti ma io probabilmente si. 

Noi genitori di oggi siamo troppo protettivi.

Abbiamo una profonda paura del mondo tanto da metterci sempre troppo davanti ai nostri figli.

E mi rendo conto che questo impedisce loro di fare esperienza, sbagliare, sbucciarsi le ginocchia e rimettersi in piedi da soli.

Da bambina avevo sempre le ginocchia sbucciate.

I miei figli invece appena si fanno un piccolo graffio piangono e urlano. Non hanno mai avuto le ginocchia davvero sbucciate.

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi.

Voglio che sappiano che il coraggio premia sempre.

Che la vita va affrontata per quella che è. Che nessuno di noi ha una vita perfetta, ma per renderla bella ci vuole coraggio.

Il coraggio di chiudere le cose che sono finite. Che siano amori, amicizie e rapporti di lavoro.

Che si cammina sempre e comunque a testa alta, solo così ci si può godere il viaggio e il paesaggio.

Odio il weekend perché odio i compiti

Odio il weekend perché odio i compiti

Odio il weekend perché odio i compiti.

Si l’ho detto.

E lo sottoscrivo.

E non mi vergogno ad urlarlo ad alta voce.

Qualcuno mi spieghi perché un lavoratore che lavora 40 ore a settimana ha DIRITTO  al weekend di riposo mentre un bambino di 6 anni che passa 40 ore settimanali a scuola il weekend deve passarlo a  fare i compiti.

Per pochi che siano sono comunque troppi.

Come li paghiamo gli straordinari ai bambini?

Non hanno forse diritto anche loro di staccare e riposarsi e perché no annoiarsi?

Perché i bambini non si possono annoiare?

Pensate davvero che siano i compiti del weekend fatti controvoglia, e a suon di ricatto a fare la differenza nel percorso scolastico? Non bastano le ore e gli esercizi a scuola?

E qui mi rivolgo ai poveri genitori martiri dei figli che i compiti non li vogliono fare.

Odio il weekend perché odio i compiti

Facile parlare se si ha un bambino che li fa da solo e volentieri. Ma tutti gli altri?

Ah perché i bambini vanno seguiti.

Ma come i compiti fanno tanto bene.

Non fanno i compiti? E colpa tua che non li sai seguire, motivare.

Ma poi tu madre come ti permetti di giudicare il lavoro delle insegnanti?

A parte il fatto che non faccio la motivatrice e  lavoro anche io e quando arriva il weekend, madre di merda che sono, preferisco fare delle cose divertenti insieme a loro non sto criticando il lavoro delle insegnanti di cui ho il massimo rispetto.

Ma non sta a me spiegare come fare le divisioni anche se potrei benissimo farlo, sta all’insegnante.

Non sta a me costringerli a studiare.

Sono loro che devono maturare e sentire il senso del dovere.

E l’amore verso lo studio e la fame di conoscenza sono cose si imparano a scuola.

Io alla loro età lo avevo il senso del dovere. A me piaceva imparare e soprattutto ci tenevo a prendere dei bei voti.

Ma non tutti sono cosi e il karma mi ha dato una figlia che di studiare ha voglia negativa.

Meno di zero. Meno meno.

Colpa mia? Si del mio karma forse.

E poi lo sapete cosa significa costringere a fare i compiti un bambino che proprio non ne ha voglia?

Se avete un bambino cosi mi potete capire.

No mamma li faccio dopo.

Adesso ho fame.

Ho sete.

Ho male alla gamba.

Non funziona la penna rossa.

Devo temperare le matite.

Ho pipi.

Ho la cacca.

E intanto arriva sera.

Il weekend finisce e  e tu lo hai passato a convincerlo a fare i compiti senza avere fatto qualcosa di bello insieme.

E allora siccome il tempo non torna indietro io il tempo che posso passare con loro me lo voglio godere.

E per me significa non essere costretta a fare il guardiano dei compiti.

La mamma cattiva.

Quindi qualcuno me lo spiega il senso dei compiti il weekend?

 

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Io non dimentico che ci sei sempre stata mamma

Io non dimentico che ci sei sempre stata mamma

Eppure ti amo e ti odio come solo una figlia sa fare.

E questo è e sarà per sempre.

Buon compleanno mamma.