Autore: mammansia

Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro

Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro

Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro. E quello sinistro se ne avrai bisogno.

Una mamma non si misura dal parto

Una mamma non si misura dal parto

Scrivo questo post di getto e lo scrivo soprattutto per quelle donne che stanno per diventare madri per la prima volta.

Mamme liberiamoci dai sensi di colpa

Mamme liberiamoci dai sensi di colpa

Mamme liberiamoci dai sensi di colpa.

Sono sempre stata una persona onesta, sincera e trasparente.

Se ho fatto un qualcosa è sempre stato per il piacere di farlo e non perché costretta a farlo.

Ho sempre avuto rispetto per gli altri ma non più della mia persona.

Da quando sono mamma invece mi rendo conto che la mia condizione è cambiata.

Sono cambiati pensieri, le priorità.

Mamme liberiamoci dai sensi di colpa.

Ci sono loro, i miei figli, al primo posto. Sempre e comunque anche se a volte dovrei imparare a prendermi cura di me stessa.

Sopporto sensi di colpa pesanti come macigni troppo spesso. Non sono capace di perdonare i miei errori.

Nel terrore di ferirli e farli soffrire ho troppo spesso represso me stessa fino ad arrivare al punto di scoppio, o di non ritorno.

Tenere in equilibrio l’amore verso se stesse e l’amore e verso i figli è davvero difficile.

Perché troppo spesso ci dimentichiamo che l’amore verso di loro passa anche attraverso l’amore e la cura della nostra felicità e noi stesse.

Dimentichiamo che la nostra felicità è la base della loro di felicità.

Perché solo una madre serena ed appagata potrà crescere figli sereni ed appagati.

Che mettere noi stesse al primo posto non è sbagliato se gli equilibri si compensano.

Che il tempo da dedicare a noi stesse non è meno importante del tempo dedicato a loro.

Qualità, tempo di qualità non in quantità purché sia.

E difficilissimo essere mamme sole e senza aiuti. Col terrore di prendere anche solo una stupida influenza che ci debiliterà, ben sapendo di non poter avere la possibilità di riposarsi e passarla nel letto come andrebbe.

E intrappolate in questo senso del dovere ci sentiamo in colpa. In colpa anche solo per esserci involontariamente ammalate.

Non so se sia un retaggio storico o semplicemente siamo fatte cosi, ma da quando sono mamma, a volte, amo me stessa un po’ di meno credendo in questo modo di amare di più loro.

Ho sbagliato quando ho creduto che annullando me stessa sarei stata una mamma migliore.

Poi, col tempo, ho capito.

Che i sensi di colpa sono inutili e assurdi se comunque il meglio che posso lo sto facendo, e il meglio inteso come il meglio anche per me stessa.

E allora non rinuncio più a nulla.

E vado avanti nella mia vota coltivando l’amore per me per loro.

Perché i figli cresceranno. E vorranno una madre felice non una madre che ha fatto scelte che l’hanno resa infelice credendo di rendere felice il reto del mondo tranne se stessa.

O che almeno ci ha provato.

Una donna realizzata.

Non una persona infelice che fa ricadere le colpe su di loro.

Amate i vostri figli ma amate anchde voi stesse.

Sempre incondizionatamente.

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Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli. Ho imparato che i bambini non sono tutti uguali, e ho imparato che per fortuna quasi mai assomigliano a noi. Oltre che nell’aspetto i figli ci differisco nelle capacità e nei talenti. Nelle aspirazioni e nelle 

Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio

Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio

Ad affrontare le difficoltà a testa alta. Con un sorriso e una buona dose di ironia. Che alla fine siamo tutti di passaggio e allora vale la pena godersi il tempo e i doni della vita.

Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme

Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme

Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme.

Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua.

Chiudono le scuole. Le correnti africane prendono possesso del nostro cielo. E noi care mamme ci troviamo a fare i conti coi due mesi più duri dell’anno.

I figli si annoiano, noi abbiamo caldo e vorremmo solo stare ferme immobili per non sudare. Ma non possiamo con figli piccoli, e allora cosa decidiamo di fare? TUTTI AL MARE.

Una volta, in un’epoca precedente i figli, la parola mare era sinonimo di vacanza.

Dopo i figli invece la parola mare sta per esercitazione di sopravvivenza per esperti marines.

Sono ormai otto anni che mi diletto in queste esercitazioni e oggi vi do qualche consiglio:

Come prima cosa, non dimenticate mai una grande borsa con crema solare e cappellino. L’importanza ve la spiego QUI

Evitate la spiaggia quando i bambini sono stanchi, e se potete portateli a riposare al fresco. Bambino stanco significa bambino capriccioso e con meno pazienza del solito.

Al mare coi bambini kit di sopravvivenza per mamme
Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme

Il passeggino: se non possedete uno di quei passeggini super mega power con ruote grandi e adatte a qualsiasi terreno evitate di portarlo in spiaggia, o se proprio non potete farne a meno chiedete un ombrellone attaccato alla passerella ed evitate di fare passeggiate lungo la spiaggia. Ho passato mattinate, col sole rovente di luglio a voler passeggiare lungo la spiaggia con un passeggino non adatto. Ricordo ancorala fatica, le goccioline di sudore sulla fronte e la sabbia che si attaccava al sudore sotto il sole a picco sulla mia testa.

Giochi da spiaggia: compratene i abbondanza perché le classiche formine riescono a sparire tra la sabbia come i calzini nella lavatrice. E’ un fenomeno quasi paranormale, ma alla fine della vacanza vi ritroverete giusto con un secchiello e una paletta, il resto se lo sarà mangiato la sabbia.

Non dimenticate la merenda!!!

Animazione: trovate uno stabilimento con animazione per bambini. Con figli da 4 anni in su sarà come poter fare qualche ora di vacanza, quella vera.

Per mamme ansiose appuntatevi l’ora del pasto affinché passi il giusto tempo tra il pasto e il bagnetto in mare. Lo sappiamo, alcune letture dicono che non sia necessario far passare 3 ore tra un pasto e il bagno ( a meno che non si sia pasteggiato in spiaggia con lasagna e parmigiana) ma se siete ansiose fate passare il tempo che vi rende serene tra il ghiacciolo e il bagnetto. Ricordate che quello che può essere pericoloso è lo sbalzo termico, quindi i bambini vanno messi a bagno nell’acqua fresca in maniera graduale.

M SOPRATUTTO NON DIMENTICATE A CASA LA PAZIENZA.

Di quella ne servirà davvero tanta.

E pensate al futuro, arriverà un giorno, in cui vacanza al mare sarà di nuovo vacanza.

Ma non ora

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Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Dicono che il periodo più felice della vita sia proprio quello della scuola dell’infanzia.

Forse è tra i pochi momenti della vita in cui ci è concesso essere quelli che siamo per davvero.

In cui il nostro compito è solo fare cose che ci piacciono.

Correre, arrampicarci, giocare a pallone, mangiare gelati.

Allo stesso tempo è anche uno dei periodi più delicati, quelli in cui inizia a prendere forma la nostra vera essenza, quelli che siamo e gli adulti che saremo.

La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

a scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore.

Dall’alto dei miei 38 anni posso dire di sbagli di averne fatti in quantità, praticamente quotidianamente.

Ma qualche cosa di buono l’ho fatto.

Una tra le mie scelte migliori di sempre è stata quella di mandare Enea alla scuola materna Steineriana.

Ho capito di essere “diversa” al primo anno di scuola materna della mia figlia maggiore, quando catapultata in un ambiente che non mi rispecchiava mi sono trovata a fare i conti con un mondo e un modo di vivere che non mi appartiene.

Ho preso quindi la decisione migliore per Enea. Toglierlo da un ambiente in cui io per prima come genitore mi trovavo a disagio per entrare in un mondo nuovo.

Rudolf Steiner è stato un pedagogista e un filosofo, fondatore dell’antroposofia, della medicina

Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

La verità è che sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre.

Perché davanti ai tuoi figli si sentono tutti migliori di te.

Tutti sanno cosa fare, anzi cosa farebbero.

Cosa sarebbe giusto.

Quale sarebbe la scelta migliore

E bada bene sarà sempre qualcosa di diverso da quello che hai scelto tu.

Tutti esperti educatori. Tutti capaci di crescere figli che non fanno capricci.

Tutti in grado di crescere bambini perfetti.

Mentre tu madre non fai mai la scelta giusta.

Perché lavori troppo o troppo poco

Perché non esci mai con le tue amiche o ci esci troppo.

Perché gliele dai tutte vinte o sei troppo dura.

Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

Perché non sei abbastanza ferma nelle tue decisioni.

E li coccoli troppo o troppo poco.

Perché cucini troppo o cucini nulla.

Perché sei troppo buona.

E li vizi troppo.

O non li vizi per niente e non pensi mai alla loro felicità.

Tutti esperti tranne te.

Te che sei LA mamma e nonostante il carico dei tuoi difetti ci metti tutto il tuo cuore e la tua anima.

Che ti sei trovata madre e non hai aiuti e cerchi di dare il meglio in ogni singolo aspetto della tua vita.

E fai quello che puoi perché per i superpoteri la domanda non è ancora stata accettata.

Te che ti chiedi perché lo hai fatto e ogni tanto vorresti solo scappare dalla quotidianità, dai problemi e dalle giornate che non finiscono mai.

E mentre arranchi nella tua vita sei circondata da chi crede di sapere tutto.

Ma loro non sanno.

Non sanno perché la mamma sei tu e solo una mamma conosce il proprio figlio meglio di chiunque altro.

E allora tappati le orecchie e fai una linguaccia mentre cammini a testa alta.

Non saremo mai madri perfette. Ma saremo per sempre madri.

 

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Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano

Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano

Lo scopri dal primo momento in cui ti mettono in braccio il tuo neonato.

Sei in ospedale, dolorante per i punti (ovunque essi siano) e devi occuparti di tuo figlio.

E impari a farcela a in un qualche modo. Perché alternative non ce ne sono soprattutto ora che causa covid non sono ammesse visite.

Ricordo le prime colazioni in ospedale, con il piccolo in braccio e una mano libera per fare colazione. Ridendone con la compagna di stanza nella stessa situazione.