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Tag: tempestina

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato.

Sei nato un assurdo pomeriggio di quasi autunno. In maniera inaspettata e traumatica per entrambi. Forse anche tu sei rimasto sconvolto ma col carattere meraviglioso che hai l’hai superata prima e meglio di me.

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato. Perché non credevo che avrei avuto figli, e non credevo avrei avuto figli maschi.

Vedevo il mondo maschile cosi lontano da me.

Non potevo nemmeno immaginare cosa stavo rischiando di perdere.

I genitori non si scelgono… e nemmeno i figli

I genitori non si scelgono… e nemmeno i figli

I genitori non si scelgono… e nemmeno i figli.

Quando ero un’adolescente che litigavo coi miei genitori dicevo sempre che avrei voluto che loro fossero diversi. Guardavo i genitori degli altri e mi sembravano tutti più buoni e bravi dei miei.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Cara ministra Azzolina,

Da semplice madre che sono volevo solo dirle una cosa.

Mentre lei vanta il successo della sua DAD ovvero didattica a distanza, dietro lo schermo del pc ci sono mamme che piangono.

Perché la sua DAD sui bambini più piccoli è per lo più un vero fallimento.

Un fallimento didattico.

Un fallimento sociale.

Un fallimento psicologico.

Cara ministra lei figli non ne ha, ma le posso assicurare che in questo periodo di reclusione in casa, senza scuola, amici i bambini sono tutto regrediti.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Lei non lo sa ma i compiti dati così perché il programma deve andare avanti non sono di stimolo per i più piccoli. Sono DELETERI.

Lei non lo sa ma siamo noi mamme a stampare pagine su pagine, controllare date di scadenza compiti e a pregare ogni singolo giorno i nostri figli affinché siano almeno un pochino collaborativi.

Lei non lo sa cara ministra ma i bambini non sono tutti uguali, e se qualcuno davanti a questa assurdità ha arrancato ma comunque è andato avanti, altri non ce l’hanno fatta.

Sono caduti in apatia.

Depressione cara ministra.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono.

Perché la scuola non è nozioni. La scuola è rapporto umano, è apprendimento attraverso l’esperienza.

La scuola è anche l’intervallo per la merenda, gli sguardi complici e i suggerimenti.

E il compagno di banco che ti chiede un pezzo della sua merenda, e il sorriso delle insegnanti, quelle che davvero vogliono insegnare non solo inculcare nozioni.

La scuola è la campanella che suona, la corsa in classe e la fila per il bagno.

E nessuna mail, video lezione potrà mai sostituirsi alla scuola quella umana.

Cara ministra ha chiesto alle insegnanti di dare valutazione sugli alunni. Senza empatia.

Ci sono bambini che a scuola avrebbero preso 10 e con la sua DAD nemmeno arrivano alla sufficienza.

Lo sa cara ministra quante madri davanti a figli troppo piccoli per questa DAD ogni giorno piangono.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Piangono mentre riorganizzano i compiti da fare

Le videolezioni dei figli a cui non vogliono partecipare

Che si inventano trucchi premi e ricatti per convincerli almeno a provarci.

Non è facile essere madri cara ministra

Ma sappia che con questa DAD molte di noi si sentono ogni giorno di più madri di merda.

Io sono la prima.

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Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus.

Iniziamo parlando dei bambini, quelli che sono prima di tutto stati additati come untori. Quelli che in realtà superano il coronavirus senza grossi problemi.

Come al solito i bambini sono stati ritenuti portatori sani di virus e allontanati senza spiegazioni dalla loro quotidianità, dalle loro scuole e dai loro amici.

Chiusi in casa senza il diritto di fare una passeggiata al parco.

Chiusi in casa  mentre loro giochi al parco sono stati transennati. E vedere quelle altalene transennate credo sia l’esempio più lampante del fallimento della nostra società

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza.

Manca solo l’ufficialità, ma lo sappiamo già che sarà una Pasqua in quarantena.

Ognuno nelle proprie case senza la possibilità e la bellezza di riunire tutta la famiglia.

Per me la Pasqua ha sempre significato allegria, colore, primavera, sole e tante gite all’aria aperta. Quest’anno invece mi troverò a casa da sola coi miei bambini.

Ci sono le chat, le videochiamate e i telefoni. Ma nulla potrà mai sostituirsi agli abbracci, alle risate e al valore del tempo condiviso con tutti i familiari.

A te che sei tutte le mie prime volte. Alla mia primogenita

A te che sei tutte le mie prime volte. Alla mia primogenita

A te che sei tutte le mie prime volte. Alla mia primogenita

In bene e in male. Nelle cose belle e in quelle brutte.

Sei stata la mia prima gravidanza, quella del non so cosa capiterà, delle paure insensate e delle emozioni tutte nuove.

I primi calcetti, le ecografie e la smania di vederti e stringerti tra le braccia.

I primi pannolini acquistati e i consigli per gli acquisti tipici delle neomamme che non sanno bene cosa servirà per davvero.

Le prime 100 tutine taglia zero che nel giro di poche settimane non sarebbero più andate ma non lo sapevo che saresti cresciuta in fretta.

Così in fretta che oggi passeggiamo mano nella mano, guardiamo le vetrine e ci sediamo al tavolino del bar per fare delle chiacchiere. Le chiacchiere da donnine.

Così grande che i miei baci dopo un po’ ti infastidiscono.

E ti preoccupi per me quando non sono in forma.

Così grande che le retate di shopping insieme sono i nostri momenti felici ed esclusivi.

Così grande che posso definirti una bambina responsabile e affidabile mentre ti prendi cura del tuo fratellino.

Se penso a quel 6 febbraio del 2013, mentre per la prima volta ti stringevo tra le braccia, non avrei potuto immaginare in che modo avresti riempito e colorato la mia vita.

Come mi avresti cambiata e cresciuta insieme a te.

Come ti saresti presa cura della mia autostima quando mi dici che sono bella e che mi vuoi bene.

Non potevo immaginare che quel frugoletto di 50 cm sarebbe diventato il bastone delle mie giornate e il senso di alzarsi da letto anche nelle giornate più difficili dei periodi più neri.

Non sono la mamma perfetta che vorrei essere e lo so che questo periodo per te è molto difficile, ma ti prometto che qualsiasi cambiamento avverrà nella nostra vita tu sarai sempre al primo posto.

E io per te ci sarò sempre. Anche quando mi costringi a vedere i “me contro te” al cinema.

Io non ti lascerò mai sola perché sono la tua mamma e tu sempre sarai parte di me.

Buon Compleanno polpettina del mio cuore

La mamma ti ama.

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Idee regalo per stimolare la fantasia. Mitama

Idee regalo per stimolare la fantasia. Mitama

dee regalo per stimolare la fantasia.

Natale si avvicina a grandi passi e oggi parlo di idee regalo low cost che allo stesso tempo vi faranno fare un figurone e saranno estremamente gradite.

I miei figli sono pieni di giocattoli e non è semplice trovarne uno che li catturi per davvero e che sfruttino fino in fondo.

La prima è la novità 2019 di Mitama.

Halloween a Mirabilandia

Halloween a Mirabilandia

Halloween a Mirabilandia.

Lo sapete vero che adori i parchi tematici e non ne perdo uno?

Quest’anno durante il periodo di Halloween siamo stati per la prima volta a Mirabilandia.

Mirabilandia come vi ho già raccontato Qui è un parco tematico che ho visto crescere.

A due passi da casa e nella mia amata Romagna.

A Mirabilandia il divertimento è trasversale e ci si diverte sempre a tutte le età.

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa per i bambini che già frequentano la scuola a tempo pieno.

Spiegatemelo perché io non lo comprendo.

Quindi facciamo due conti insieme: questi bambini stanno a scuola dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:30.

Quaranta ore settimanali.

Quaranta ore.

Le stesse ore di un lavoratore full time.

Con una piccola differenza: il lavoratore il venerdì spegne pc, chiude l’officina e fino al lunedì mattina non ci pensa più.

Il bambino invece il venerdì ha i compiti da fare a casa nel week end.

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Nel week end che dovrebbe essere periodo di riposo e pausa i bambini hanno i compiti. I bambini non hanno diritto di staccare la spina.

E parliamo di bambini di 6-10 anni circa.

Stanno a scuola 40 ore settimanali.

Cosa dovrebbero fare di più?

I compiti nel week end.

Non lo trovo ne giusto ne sensato.

Se parliamo di consolidamento delle nozioni mi pare che a scuola abbiano già tutto il tempo necessario per farlo.

I bambini sono stanchi.

Hanno diritto al riposo

I bambini hanno il sacrosanto diritto di annoiarsi

Di fare nulla o solo ciò che gli piace.

Pure che sia una paginetta veloce i compiti a casa nel week end non hanno senso. Ne utilità.

L’unica cosa che possono fare è allontanare i bambini dalla voglia di imparare perché non staccano mai.

Esattamente come i compiti delle vacanza.

Scusate ma i lavoratori in ferie lavorano? Si portano dietro il lavoro? La risposta è no.

E allora spiegatemi perché i bambini hanno i compiti delle vacanze.

L’unico compito che devono eseguire  i bambini nel fine settimana e nelle vacanze è riposarsi.

Giocare.

Divertirsi

Stare coi genitori

Annoiarsi

Sognare

e fantasticare

Concediamo ai bambini gli stessi piaceri degli adulti.

Niente compiti e tempo libero da dedicare alle proprie passioni.

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La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

Le mamme possono essere divise in due schieramenti:

Quelle che lavorano
Quelle che “non lavorano”

Due mondi così diversi eppure così vicini.

Le mamme che lavorano invidiamo quelle che “non lavorano” perché dal loro punto di vista le ultime hanno un sacco di tempo libero.

Ma io vi garantisco che non è così, perché se “Non lavori” tutti quelli che ti circondano si aspettano che ti occupi tu di tutte le incombenze.Se tu non lavori i compiti di casa non vengono ripartiti equamente, quindi il tempo libero non c’è.