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Ultimi due mesi di scuola e poi inizia il salto ad ostacoli

Ultimi due mesi di scuola e poi inizia il salto ad ostacoli

Ultimi due mesi di scuola e poi inizia il salto ad ostacoli. Estate stagione bellissima per chi non ha figli e non lavora.

Per la festa della donna ti auguro che ogni singolo giorno sia la tua festa

Per la festa della donna ti auguro che ogni singolo giorno sia la tua festa

E a te cara figlia oggi voglio ricordare che noi donne siamo molto più forti degli uomini. Non lo siamo fisicamente ma lo siamo nel cuore, e nella resilienza.

Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro

Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro

Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro. E quello sinistro se ne avrai bisogno.

Sarò la tua spalla. Su cui appoggiarti, su cui piangere, e su da cui allontanarti quando sentirai bisogno dei tuoi spazi.

Sarò la tua amica, la tua confidente e la persona che amerai e odierai più al mondo.

Ti abbraccerò forte anche quando non lo vorrai.

E imparerò a farmi da parte mentre cammini e prendi la tua strada.

Dovrò imparare a tenderti la mano quando cadrai e allo stesso tempo a lasciarti i tuoi spazi perché tu possa cadere da solo e imparare a rialzarti da solo.

Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro

Oltre ad educare te dovrò imparare ad educare me stessa. A non essere troppo chioccia e allo stesso ad esserci quando ne avrai bisogno tu e non quando ne avrò bisogno io.

Sarò il tuo modello e a volte sarò anche tutto ciò che tu non vorrai mai essere.

Perché vieni da me, ma sei diverso. Sei unico.

Ti insegnerò ad amare la tua unicità. E se non ci riuscirò ti insegnerò almeno a volerti bene quanto te ne voglio io.

Ti consolerò se lo vorrai.

E se non lo vorrai piangerò di nascosto quando la vita ti ferirà.

Sarò sempre la tua fan numero uno. E sarò la persona che crederà in te. Nelle tue capacità e nei doni meravigliosi che la vita farà.

Qualunque saranno le tue decisioni io sarò dalla tua parte anche se a volte non le condividerò.

Seminerò in te il seme del senso di giustizia. E spero che tu lo farai germogliare.

Sarò la persona su cui potrai contare sempre. Il porto sicuro in cui attraccare. Sarò quella da chiamare per le notizie belle e quelle brutte.

Ti amerò quando mi allontanerai, perché tanto so che sarà solo per poco.

Farò del mio meglio perché tu sia felice.

E sarò sempre felice per te.

Mamma

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Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

La verità è che sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre.

Perché davanti ai tuoi figli si sentono tutti migliori di te.

Tutti sanno cosa fare, anzi cosa farebbero.

Cosa sarebbe giusto.

Quale sarebbe la scelta migliore

E bada bene sarà sempre qualcosa di diverso da quello che hai scelto tu.

Tutti esperti educatori. Tutti capaci di crescere figli che non fanno capricci.

Tutti in grado di crescere bambini perfetti.

Mentre tu madre non fai mai la scelta giusta.

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi.

Voglio che sappiano che il coraggio premia sempre.

Che la vita va affrontata per quella che è. Che nessuno di noi ha una vita perfetta, ma per renderla bella ci vuole coraggio.

Il coraggio di chiudere le cose che sono finite. Che siano amori, amicizie e rapporti di lavoro.

Che si cammina sempre e comunque a testa alta, solo così ci si può godere il viaggio e il paesaggio.

Se rinasco non voglio essere la primogenita

Se rinasco non voglio essere la primogenita

Se rinasco non voglio essere la primogenita.

Il primogenito è quello che mette in “On” il tasto genitori.

Quello dell’avvio, del primo start con il suo carico di aspettative, delusioni ed errori immani.

Il primogenito è una scoperta. Anzi LA scoperta.

La meraviglia della magia della vita e il terrore di tutto ciò che ne consegue.

Il primogenito cambia per sempre la vita dei genitori.

se rinasco non voglio essere la primogenita

Tutti lo aspettano, lo bramano e lo riempiono di regali e i genitori non sanno cosa li aspetta.

E si sbaglia col primo figlio, si sbaglia perché non si nasce genitori, lo si diventa col tempo e l’esperienza. Lo si diventa provando sbagliando cadendo e rialzandosi.

Col primogenito ci si carica di aspettative e quando queste regolarmente non vengono realizzate ci si sente inadeguati, incapaci.

Al primo figlio si va a tentativi.

Avrà fame, avrà sete, forse mal di pancia ?

Io solo al secondo figlio ho capito che i neonati piangono anche per il sonno.

E solo al terzo ho compreso che le mamme non sbagliano mai, il loro istinto ha sempre la ragione.

Al primogenito si ascoltano i consigli esterni. POI si impara a fregarsene. Perché ogni bambino è diverso e quello che vale per uno non vale per mai per l’altro.  Tuo figlio lo conosci fino in fondo solo tu.

Dal primogenito ci si aspetta che sia il figlio perfetto. Ubbidiente, non troppo silenzioso e non troppo rumoroso.

Si pianificano piani di studi fino alla maggiore età.

Si caricano di responsabilità e troppe troppe troppe aspettative.

I primi figlio spianano la strada.

Testano la resistenza, la pazienza e il coraggio.

Mettono in crisi la mamma il papà e anche la coppia.

I primi figli ti cambiano nel profondo.

Per questo non voglio nascere primogenita.

E con questi pensieri un po’ sconclusionati oggi festeggio gli 8 anni della mia primogenita.

Quella bambina testona, sensibile e talmente uguale a me che ogni giorno è uno scontro.

Quella che ogni giorno mi sfida e mi mette alla prova.

Testa la mia pazienza.

Ma è anche quella che ha messo in On la mia modalità mamma.

Quella che mi ha cambiato più di tutti la vita facendomi conoscere una nuova me.

Una mamma che fa il meglio e sbaglia in continuazione.

Che a volte non la capisce e poi si sente in colpa.

Tanti auguri alla mia primogenita. Quella che più volte al giorno urla mammmaaaaaaaaaaa

e che quando litighiamo mi dice:” ti odio”

Io invece ti amo

Mamma

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Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato.

Sei nato un assurdo pomeriggio di quasi autunno. In maniera inaspettata e traumatica per entrambi. Forse anche tu sei rimasto sconvolto ma col carattere meraviglioso che hai l’hai superata prima e meglio di me.

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato. Perché non credevo che avrei avuto figli, e non credevo avrei avuto figli maschi.

Vedevo il mondo maschile cosi lontano da me.

Non potevo nemmeno immaginare cosa stavo rischiando di perdere.

I genitori non si scelgono… e nemmeno i figli

I genitori non si scelgono… e nemmeno i figli

I genitori non si scelgono… e nemmeno i figli.

Quando ero un’adolescente che litigavo coi miei genitori dicevo sempre che avrei voluto che loro fossero diversi. Guardavo i genitori degli altri e mi sembravano tutti più buoni e bravi dei miei.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Cara ministra Azzolina,

Da semplice madre che sono volevo solo dirle una cosa.

Mentre lei vanta il successo della sua DAD ovvero didattica a distanza, dietro lo schermo del pc ci sono mamme che piangono.

Perché la sua DAD sui bambini più piccoli è per lo più un vero fallimento.

Un fallimento didattico.

Un fallimento sociale.

Un fallimento psicologico.

Cara ministra lei figli non ne ha, ma le posso assicurare che in questo periodo di reclusione in casa, senza scuola, amici i bambini sono tutto regrediti.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Lei non lo sa ma i compiti dati così perché il programma deve andare avanti non sono di stimolo per i più piccoli. Sono DELETERI.

Lei non lo sa ma siamo noi mamme a stampare pagine su pagine, controllare date di scadenza compiti e a pregare ogni singolo giorno i nostri figli affinché siano almeno un pochino collaborativi.

Lei non lo sa cara ministra ma i bambini non sono tutti uguali, e se qualcuno davanti a questa assurdità ha arrancato ma comunque è andato avanti, altri non ce l’hanno fatta.

Sono caduti in apatia.

Depressione cara ministra.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono.

Perché la scuola non è nozioni. La scuola è rapporto umano, è apprendimento attraverso l’esperienza.

La scuola è anche l’intervallo per la merenda, gli sguardi complici e i suggerimenti.

E il compagno di banco che ti chiede un pezzo della sua merenda, e il sorriso delle insegnanti, quelle che davvero vogliono insegnare non solo inculcare nozioni.

La scuola è la campanella che suona, la corsa in classe e la fila per il bagno.

E nessuna mail, video lezione potrà mai sostituirsi alla scuola quella umana.

Cara ministra ha chiesto alle insegnanti di dare valutazione sugli alunni. Senza empatia.

Ci sono bambini che a scuola avrebbero preso 10 e con la sua DAD nemmeno arrivano alla sufficienza.

Lo sa cara ministra quante madri davanti a figli troppo piccoli per questa DAD ogni giorno piangono.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Piangono mentre riorganizzano i compiti da fare

Le videolezioni dei figli a cui non vogliono partecipare

Che si inventano trucchi premi e ricatti per convincerli almeno a provarci.

Non è facile essere madri cara ministra

Ma sappia che con questa DAD molte di noi si sentono ogni giorno di più madri di merda.

Io sono la prima.

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Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus.

Iniziamo parlando dei bambini, quelli che sono prima di tutto stati additati come untori. Quelli che in realtà superano il coronavirus senza grossi problemi.

Come al solito i bambini sono stati ritenuti portatori sani di virus e allontanati senza spiegazioni dalla loro quotidianità, dalle loro scuole e dai loro amici.

Chiusi in casa senza il diritto di fare una passeggiata al parco.

Chiusi in casa  mentre loro giochi al parco sono stati transennati. E vedere quelle altalene transennate credo sia l’esempio più lampante del fallimento della nostra società