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Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza.

Alla prima gravidanza fa il test una settimana di anticipo, lo ripeti i giorni seguenti e fai misuri le beta nel sangue almeno tre volte per essere sicura che stiano crescendo bene.

Alla seconda gravidanza aspetti il ritardo e se va bene fai le beta solo una volta.

Alla terza fai il test dopo due settimane di ritardo e basta.

Alla prima gravidanza hai appuntamento dal ginecologo privato e a pagamento dopo 10 minuti dall’ultimo test.

Alla seconda valuti se ginecologo privato o consultorio

Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro

Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro

Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro. E quello sinistro se ne avrai bisogno.

Una mamma non si misura dal parto

Una mamma non si misura dal parto

Una mamma non si misura dal parto

Scrivo questo post di getto e lo scrivo soprattutto per quelle donne che stanno per diventare madri per la prima volta.

Quelle che inesperte navigano sui forum delle mammine perfette. Che sono circondate da donne che sembrano mamme perfette.

Che già in gravidanza sono bombardate dall’ideale di mamma impeccabile.

Che partorisce naturale of course, allatta all’infinito, certamente. Che prepara torte e biscotti.

Che non dimentica un impegno e ai 6 mesi spaccati rientra al lavoro.

Tutto sempre col sorriso.

Dell’argomento lavoro ne ho parlato già tanto nel mio blog.

Sul rientro al lavoro, sulle mamme che a lavoro non tornano, e su quelle che lavorano subito.

Ma la prima cosa che dovrà affrontare una futura mamma è il parto.

Ci fanno credere che se non partoriamo in maniera naturale siamo delle smidollate che hanno scelto una scorciatoia.

Che i bambini nati col cesraeo sono bambini sfortunati.

Che abbiamo perso un momento unico e irripetibile.

E io in prima persona, quando ho partorito la mia figlia con un cesareo d’urgenza mi sono sentita una mamma di merda esattamente tre secondi dopo aver sentito il suo primo vagito. La mia vita da mamma insomma è cominciata non male, malissimo.

E questa cosa non l’ho elaborata finché incinta del secondo figlio ho cercato di avere un vbac ovvero un parto naturale dopo un cesareo.

Tentativo che è ovviamente finito in cesareo d’urgenza facendomi sentore male e in colpa verso mio figlio per mesi e mesi.

Convinta e straconvinta che aver perso l’attimo in cui loro sono venuti alla luce fosse stata una perdita irrimediabile.

Poi loro sono cresciuti e ho capito.

Ho capito che niente è irrimediabile e che nella vita di un figlio e di una madre i momenti unici e irripetibili sono infiniti, tanto che è normale perderne qualcuno.

Che non è come partorisci o come allatti che fa te una brava madre.

Ma lo fa come ci sei. Al loro fianco in ogni momento della vita.

Quando devi prendere decisioni difficili e devi lottare per loro e per il loro bene.

E come gli prepari la merenda ogni mattina, e come gli rimbocchi le coperte ogni sera.

Come li abbracci quando ne hanno bisogno e come stai a distanza quando hanno bisogno di stare da soli (perché si crescono fino a chiedere di non stare a contatto con noi).

Ho capito che il parto è una cosa infinitesimale rispetto a tutto quello che arriva dopo.

E che una brava è semplicemente una mamma che è presente. In tutti i modi in cui sa esserlo.

Quindi mamme al primo figlio non andate in crisi per parto e allattamento.

Dopo c’è molto molto di più!

Per inciso anche al terzo figlio sono finita in cesareo d’urgenza e sapete cosa ho pensato questa volta?

“Sti cazzi!”

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Mamme liberiamoci dai sensi di colpa

Mamme liberiamoci dai sensi di colpa

Perché troppo spesso ci dimentichiamo che l’amore verso di loro passa anche attraverso l’amore e la cura della nostra felicità e noi stesse.

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli. Ho imparato che i bambini non sono tutti uguali, e ho imparato che per fortuna quasi mai assomigliano a noi. Oltre che nell’aspetto i figli ci differisco nelle capacità e nei talenti. Nelle aspirazioni e nelle 

Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio

Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio

Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio.

Come prima cosa lui mi ha insegnato il coraggio. La forza di affrontare le cose che succedono senza farsi vincere dalla paura del domani.

Mi ha insegnato che mentre perdiamo tempo a fare progetti, questi puntualmente non si realizzano ed il destino è sempre li pronto a mischiare le carte.

Ad affrontare le difficoltà a testa alta. Con un sorriso e una buona dose di ironia. Che alla fine siamo tutti di passaggio e allora vale la pena godersi il tempo e i doni della vita.

Mi ha insegnato la pazienza.

Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio
Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio

Mi ha insegnato che le cose belle sono quelle inaspettate. Quelle che subito ti fanno tremare le ginocchia ma col tempo fanno sorridere il cuore.

Mi ha insegnato che le famiglie allargate non sono affatto belle come nei film. Dietro un’apparente felicità ci sono gelosie, rabbie e momenti difficili. E se una famiglia classica è difficile da gestire, una famiglia allargata a volte sembra impossibile. Ma con tanta pazienza alla fine nulla è impossibile anche se non bello come uno se lo immaginava.

Mi ha insegnato che l’amore non ha età e legame genetico.

Che il sorriso innocente di un bambino può far muovere le montagne e creare legami che sembravano impossibili.

Che una mamma può farsi in tre e anche in mille senza crollare come credeva.

E che per l’amore lo spazio lo si trova sempre.

Come il tempo di un abbraccio e di una coccola.

Che un figlio per quanto impegnativo è sempre un dono d’amore.

Ma soprattutto mi ha insegnato che il coraggio di sfidare i propri limiti ripaga sempre e che non bisogna aver paura di affrontare quello che la vita ci offre.

E per l’ennesima volta mi ha dimostrato che Le mamme sono dei supereroi

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Di seguito un po di cose che mi sono state utili per tutti i miei figli:

Trio Babyzen yoyo Blu esiste anche nella versione Peppermint

Borsa Fasciatoio zaino  che adesso uso anche come porta pc portatile

Bavaglini Lassig 

Paracapezzoli in argento questi sono fondamentali!!

Marsupio Ergobaby utilizzabile fin dalla nascita

Fascia portabebè molto comoda i primi mesi

Dispositivo antiabbandono

E invece le cose che sono riuscita ad usare per tutti e tre i figli:

Fasciatoio Sterilizzatore a vapore Seggiolone Rialzo sedia Altalena

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Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme

Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme

Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme. Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua. Chiudono le scuole. Le correnti africane prendono possesso del nostro cielo. E noi care mamme ci troviamo a fare i conti coi due mesi più duri dell’anno. I 

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Dicono che il periodo più felice della vita sia proprio quello della scuola dell’infanzia.

Forse è tra i pochi momenti della vita in cui ci è concesso essere quelli che siamo per davvero.

In cui il nostro compito è solo fare cose che ci piacciono.

Correre, arrampicarci, giocare a pallone, mangiare gelati.

Allo stesso tempo è anche uno dei periodi più delicati, quelli in cui inizia a prendere forma la nostra vera essenza, quelli che siamo e gli adulti che saremo.

La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore.

Dall’alto dei miei 38 anni posso dire di sbagli di averne fatti in quantità, praticamente quotidianamente.

Ma qualche cosa di buono l’ho fatto.

Una tra le mie scelte migliori di sempre è stata quella di mandare Enea alla scuola materna Steineriana.

Ho capito di essere “diversa” al primo anno di scuola materna della mia figlia maggiore, quando catapultata in un ambiente che non mi rispecchiava mi sono trovata a fare i conti con un mondo e un modo di vivere che non mi appartiene.

Ho preso quindi la decisione migliore per Enea. Toglierlo da un ambiente in cui io per prima come genitore mi trovavo a disagio per entrare in un mondo nuovo.

Rudolf Steiner è stato un pedagogista e un filosofo, fondatore dell’antroposofia, della medicina antroposofica o steineriana e della pedagogia Waldorf stessa. Questo dovrebbe già farvi comprendere quanto studio ci sia dietro un’educazione di questo tipo.

I maestri sono tutte persone di altissima cultura, persone studiose che non smettono mai di aggiornarsi.

Per chi non comprende etichetta la scuola come semplice libertaria in senso dispregiativo. Invece no.

Al centro dell’educazione di tipo steineriano c’è l’individuo nella sua totalità, nel suo essere anima e corpo.

Secondo l’antroposofia l’uomo è costituito di corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale ed Io. E tutto il percorso scolastico è volto a prendersi cura di tutti gli aspetti individuali di ogni bambino.

I bambini vengono accettati previa osservazione da parte dei maestri.

Ci vorrebbero libri per spiegarvi questo tipo di approccio, quindi mi limiterò a raccontare quella che è stata la mia esperienza.

Sono entrata in una scuola in cui i genitori sono delle colonne portanti, in cui la scuola diventa parte della famiglia.

L’accoglienza al mattino è calda, i bambini entrano in un ambiente che si avvicina a quello domestico.

Giochi in legno e attività manuali. Ogni bambino ha il suo telaio ad esempio.

Le giornate rispettano una routine, un ritmo e ogni cambio di attività è accompagnato dal suo canto.

Ogni settimana impastano e invece di portare a casa carta su carta, portano a casa biscotti, pizza, cibo creato da loro.

La manualità è al centro delle attività, perché attraverso le attività manuali il bambino entra in contatto con il suo corpo e la sua anima.

Ci sono rituali legati alle stagioni.

I bambini imparano ad essere presenti nella vita reale, nel mondo che li circonda sempre rispettando ognuno i propri tempi di crescita e maturazione.

Posso dirvi che mio figlio è sbocciato come un fiore.

Ogni mattina accompagnarlo è una gioia perché nella sua scuola l’aria è così serena e accogliente che mi rilasso anche io e inizio a lavorare in maniera diversa.

Respiro accoglienza.

La scuola Steineriana è una perla in un mondo marcio. E ringrazio ogni giorno per aver avuto al fortuna di entrare in questo mondo.

 

Sempre a proposito di educazione vi segnalo questo libro I colori delle emozioni

 

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Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

La verità è che sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre.

Perché davanti ai tuoi figli si sentono tutti migliori di te.

Tutti sanno cosa fare, anzi cosa farebbero.

Cosa sarebbe giusto.

Quale sarebbe la scelta migliore

E bada bene sarà sempre qualcosa di diverso da quello che hai scelto tu.

Tutti esperti educatori. Tutti capaci di crescere figli che non fanno capricci.

Tutti in grado di crescere bambini perfetti.

Mentre tu madre non fai mai la scelta giusta.

Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano

Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano

Lo scopri dal primo momento in cui ti mettono in braccio il tuo neonato.

Sei in ospedale, dolorante per i punti (ovunque essi siano) e devi occuparti di tuo figlio.

E impari a farcela a in un qualche modo. Perché alternative non ce ne sono soprattutto ora che causa covid non sono ammesse visite.

Ricordo le prime colazioni in ospedale, con il piccolo in braccio e una mano libera per fare colazione. Ridendone con la compagna di stanza nella stessa situazione.