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Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza.

Alla prima gravidanza fa il test una settimana di anticipo, lo ripeti i giorni seguenti e fai misuri le beta nel sangue almeno tre volte per essere sicura che stiano crescendo bene.

Alla seconda gravidanza aspetti il ritardo e se va bene fai le beta solo una volta.

Alla terza fai il test dopo due settimane di ritardo e basta.

Alla prima gravidanza hai appuntamento dal ginecologo privato e a pagamento dopo 10 minuti dall’ultimo test.

Alla seconda valuti se ginecologo privato o consultorio

Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio

Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio

Ad affrontare le difficoltà a testa alta. Con un sorriso e una buona dose di ironia. Che alla fine siamo tutti di passaggio e allora vale la pena godersi il tempo e i doni della vita.

Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme

Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme

Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme.

Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua.

Chiudono le scuole. Le correnti africane prendono possesso del nostro cielo. E noi care mamme ci troviamo a fare i conti coi due mesi più duri dell’anno.

I figli si annoiano, noi abbiamo caldo e vorremmo solo stare ferme immobili per non sudare. Ma non possiamo con figli piccoli, e allora cosa decidiamo di fare? TUTTI AL MARE.

Una volta, in un’epoca precedente i figli, la parola mare era sinonimo di vacanza.

Dopo i figli invece la parola mare sta per esercitazione di sopravvivenza per esperti marines.

Sono ormai otto anni che mi diletto in queste esercitazioni e oggi vi do qualche consiglio:

Come prima cosa, non dimenticate mai una grande borsa con crema solare e cappellino. L’importanza ve la spiego QUI

Evitate la spiaggia quando i bambini sono stanchi, e se potete portateli a riposare al fresco. Bambino stanco significa bambino capriccioso e con meno pazienza del solito.

Al mare coi bambini kit di sopravvivenza per mamme
Al mare coi bambini: kit di sopravvivenza per mamme

Il passeggino: se non possedete uno di quei passeggini super mega power con ruote grandi e adatte a qualsiasi terreno evitate di portarlo in spiaggia, o se proprio non potete farne a meno chiedete un ombrellone attaccato alla passerella ed evitate di fare passeggiate lungo la spiaggia. Ho passato mattinate, col sole rovente di luglio a voler passeggiare lungo la spiaggia con un passeggino non adatto. Ricordo ancorala fatica, le goccioline di sudore sulla fronte e la sabbia che si attaccava al sudore sotto il sole a picco sulla mia testa.

Giochi da spiaggia: compratene i abbondanza perché le classiche formine riescono a sparire tra la sabbia come i calzini nella lavatrice. E’ un fenomeno quasi paranormale, ma alla fine della vacanza vi ritroverete giusto con un secchiello e una paletta, il resto se lo sarà mangiato la sabbia.

Non dimenticate la merenda!!!

Animazione: trovate uno stabilimento con animazione per bambini. Con figli da 4 anni in su sarà come poter fare qualche ora di vacanza, quella vera.

Per mamme ansiose appuntatevi l’ora del pasto affinché passi il giusto tempo tra il pasto e il bagnetto in mare. Lo sappiamo, alcune letture dicono che non sia necessario far passare 3 ore tra un pasto e il bagno ( a meno che non si sia pasteggiato in spiaggia con lasagna e parmigiana) ma se siete ansiose fate passare il tempo che vi rende serene tra il ghiacciolo e il bagnetto. Ricordate che quello che può essere pericoloso è lo sbalzo termico, quindi i bambini vanno messi a bagno nell’acqua fresca in maniera graduale.

M SOPRATUTTO NON DIMENTICATE A CASA LA PAZIENZA.

Di quella ne servirà davvero tanta.

E pensate al futuro, arriverà un giorno, in cui vacanza al mare sarà di nuovo vacanza.

Ma non ora

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Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Dicono che il periodo più felice della vita sia proprio quello della scuola dell’infanzia.

Forse è tra i pochi momenti della vita in cui ci è concesso essere quelli che siamo per davvero.

In cui il nostro compito è solo fare cose che ci piacciono.

Correre, arrampicarci, giocare a pallone, mangiare gelati.

Allo stesso tempo è anche uno dei periodi più delicati, quelli in cui inizia a prendere forma la nostra vera essenza, quelli che siamo e gli adulti che saremo.

La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

a scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore.

Dall’alto dei miei 38 anni posso dire di sbagli di averne fatti in quantità, praticamente quotidianamente.

Ma qualche cosa di buono l’ho fatto.

Una tra le mie scelte migliori di sempre è stata quella di mandare Enea alla scuola materna Steineriana.

Ho capito di essere “diversa” al primo anno di scuola materna della mia figlia maggiore, quando catapultata in un ambiente che non mi rispecchiava mi sono trovata a fare i conti con un mondo e un modo di vivere che non mi appartiene.

Ho preso quindi la decisione migliore per Enea. Toglierlo da un ambiente in cui io per prima come genitore mi trovavo a disagio per entrare in un mondo nuovo.

Rudolf Steiner è stato un pedagogista e un filosofo, fondatore dell’antroposofia, della medicina

Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

La verità è che sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre.

Perché davanti ai tuoi figli si sentono tutti migliori di te.

Tutti sanno cosa fare, anzi cosa farebbero.

Cosa sarebbe giusto.

Quale sarebbe la scelta migliore

E bada bene sarà sempre qualcosa di diverso da quello che hai scelto tu.

Tutti esperti educatori. Tutti capaci di crescere figli che non fanno capricci.

Tutti in grado di crescere bambini perfetti.

Mentre tu madre non fai mai la scelta giusta.

Perché lavori troppo o troppo poco

Perché non esci mai con le tue amiche o ci esci troppo.

Perché gliele dai tutte vinte o sei troppo dura.

Sono stanca di sentirmi dire come devo fare la madre

Perché non sei abbastanza ferma nelle tue decisioni.

E li coccoli troppo o troppo poco.

Perché cucini troppo o cucini nulla.

Perché sei troppo buona.

E li vizi troppo.

O non li vizi per niente e non pensi mai alla loro felicità.

Tutti esperti tranne te.

Te che sei LA mamma e nonostante il carico dei tuoi difetti ci metti tutto il tuo cuore e la tua anima.

Che ti sei trovata madre e non hai aiuti e cerchi di dare il meglio in ogni singolo aspetto della tua vita.

E fai quello che puoi perché per i superpoteri la domanda non è ancora stata accettata.

Te che ti chiedi perché lo hai fatto e ogni tanto vorresti solo scappare dalla quotidianità, dai problemi e dalle giornate che non finiscono mai.

E mentre arranchi nella tua vita sei circondata da chi crede di sapere tutto.

Ma loro non sanno.

Non sanno perché la mamma sei tu e solo una mamma conosce il proprio figlio meglio di chiunque altro.

E allora tappati le orecchie e fai una linguaccia mentre cammini a testa alta.

Non saremo mai madri perfette. Ma saremo per sempre madri.

 

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Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano

Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano

Lo scopri dal primo momento in cui ti mettono in braccio il tuo neonato.

Sei in ospedale, dolorante per i punti (ovunque essi siano) e devi occuparti di tuo figlio.

E impari a farcela a in un qualche modo. Perché alternative non ce ne sono soprattutto ora che causa covid non sono ammesse visite.

Ricordo le prime colazioni in ospedale, con il piccolo in braccio e una mano libera per fare colazione. Ridendone con la compagna di stanza nella stessa situazione.

Stiamo crescendo generazioni di figli imbranati

Stiamo crescendo generazioni di figli imbranati

Stiamo crescendo generazioni di figli imbranati.

Forse non tutti ma io probabilmente si. 

Noi genitori di oggi siamo troppo protettivi.

Abbiamo una profonda paura del mondo tanto da metterci sempre troppo davanti ai nostri figli.

E mi rendo conto che questo impedisce loro di fare esperienza, sbagliare, sbucciarsi le ginocchia e rimettersi in piedi da soli.

Da bambina avevo sempre le ginocchia sbucciate.

I miei figli invece appena si fanno un piccolo graffio piangono e urlano. Non hanno mai avuto le ginocchia davvero sbucciate.

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi.

Cosa voglio che i miei figli sappiano.

Voglio che sappiano che il coraggio premia sempre.

Che la vita va affrontata per quella che è. Che nessuno di noi ha una vita perfetta, ma per renderla bella ci vuole coraggio.

Il coraggio di chiudere le cose che sono finite. Che siano amori, amicizie e rapporti di lavoro.

Che si cammina sempre e comunque a testa alta, solo così ci si può godere il viaggio e il paesaggio.

Che il valore di una persona si misura dai gesti e dal coraggio.

Coraggio di vivere la vita sempre respirando a pieni polmoni e senza paura.

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi.

Perché la paura ti limita, la paura ti annienta, la paura ti mette in galera. E in galera non si vive ma si sopravvive.

Che le giornate di sole sono così belle solo perché conosciamo le giornate di pioggia.

Che i fiori si maneggiano con delicatezza. Che la bellezza è delicata e va trattata con cura.

L’amore va trattato con cura e nel momento in cui la delicatezza lascia lo spazio all’apatia allora non è più amore.

Che ogni volta in cui si troveranno davanti ad un bivio, e saranno tante , la scelta giusta sarà quella che viene dal cuore.

Che la vita troppo spesso svelerà il suo lato più nero: l’ingiustizia. Ed è allora che dovranno imparare a non farsi sangue amaro e continuare dritti per la propria strada a testa alta continuando a difendere ciò che è giusto.

Incontreranno tante maschere e pochi volti. E quei pochi volti veri saranno i rapporti da coltivare e curare con amore.

Voglio dire loro che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi.

Perché ogni figlio ti cambia la vita, complicandola soprattutto per la donna.

Ma è proprio il coraggio di cambiare ed andare avanti che rende la vita cosi bella e degna di essere vissuta.

Qualsiasi cosa accada, qualsiasi errore tu faccia sono i tuoi figli gli unici che ti vorranno sempre bene in maniera incondizionata.

Loro sono il mio coraggio e tra le poche cose di cui non mi pento nella mia vita.

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Odio il weekend perché odio i compiti

Odio il weekend perché odio i compiti

Odio il weekend perché odio i compiti.

Si l’ho detto.

E lo sottoscrivo.

E non mi vergogno ad urlarlo ad alta voce.

Qualcuno mi spieghi perché un lavoratore che lavora 40 ore a settimana ha DIRITTO  al weekend di riposo mentre un bambino di 6 anni che passa 40 ore settimanali a scuola il weekend deve passarlo a  fare i compiti.

Per pochi che siano sono comunque troppi.

Come li paghiamo gli straordinari ai bambini?

Io non dimentico che ci sei sempre stata mamma

Io non dimentico che ci sei sempre stata mamma

Eppure ti amo e ti odio come solo una figlia sa fare.

E questo è e sarà per sempre.

Buon compleanno mamma.