Tag: bambini

Togliete o no quei bavagli ai bambini?

Togliete o no quei bavagli ai bambini?

2 maggio 2022 mentre si gira indisturbati senza mascherina quasi ovunque i nostri bambini sono costretti a tenere la mascherina ancora 8 ore al giorno.

Quanto è diventato insostenibile essere genitori e lavoratori nel 2022

Quanto è diventato insostenibile essere genitori e lavoratori nel 2022

La parola che meglio descrive il mio sentimento in questo inizio 2022 è ANGOSCIA. Angoscia per il mio futuro e quello die miei figli

Una mamma non si misura dal parto

Una mamma non si misura dal parto

Una mamma non si misura dal parto

Scrivo questo post di getto e lo scrivo soprattutto per quelle donne che stanno per diventare madri per la prima volta.

Quelle che inesperte navigano sui forum delle mammine perfette. Che sono circondate da donne che sembrano mamme perfette.

Che già in gravidanza sono bombardate dall’ideale di mamma impeccabile.

Che partorisce naturale of course, allatta all’infinito, certamente. Che prepara torte e biscotti.

Che non dimentica un impegno e ai 6 mesi spaccati rientra al lavoro.

Tutto sempre col sorriso.

Dell’argomento lavoro ne ho parlato già tanto nel mio blog.

Sul rientro al lavoro, sulle mamme che a lavoro non tornano, e su quelle che lavorano subito.

Ma la prima cosa che dovrà affrontare una futura mamma è il parto.

Ci fanno credere che se non partoriamo in maniera naturale siamo delle smidollate che hanno scelto una scorciatoia.

Che i bambini nati col cesraeo sono bambini sfortunati.

Che abbiamo perso un momento unico e irripetibile.

E io in prima persona, quando ho partorito la mia figlia con un cesareo d’urgenza mi sono sentita una mamma di merda esattamente tre secondi dopo aver sentito il suo primo vagito. La mia vita da mamma insomma è cominciata non male, malissimo.

E questa cosa non l’ho elaborata finché incinta del secondo figlio ho cercato di avere un vbac ovvero un parto naturale dopo un cesareo.

Tentativo che è ovviamente finito in cesareo d’urgenza facendomi sentore male e in colpa verso mio figlio per mesi e mesi.

Convinta e straconvinta che aver perso l’attimo in cui loro sono venuti alla luce fosse stata una perdita irrimediabile.

Poi loro sono cresciuti e ho capito.

Ho capito che niente è irrimediabile e che nella vita di un figlio e di una madre i momenti unici e irripetibili sono infiniti, tanto che è normale perderne qualcuno.

Che non è come partorisci o come allatti che fa te una brava madre.

Ma lo fa come ci sei. Al loro fianco in ogni momento della vita.

Quando devi prendere decisioni difficili e devi lottare per loro e per il loro bene.

E come gli prepari la merenda ogni mattina, e come gli rimbocchi le coperte ogni sera.

Come li abbracci quando ne hanno bisogno e come stai a distanza quando hanno bisogno di stare da soli (perché si crescono fino a chiedere di non stare a contatto con noi).

Ho capito che il parto è una cosa infinitesimale rispetto a tutto quello che arriva dopo.

E che una brava è semplicemente una mamma che è presente. In tutti i modi in cui sa esserlo.

Quindi mamme al primo figlio non andate in crisi per parto e allattamento.

Dopo c’è molto molto di più!

Per inciso anche al terzo figlio sono finita in cesareo d’urgenza e sapete cosa ho pensato questa volta?

“Sti cazzi!”

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Mamme liberiamoci dai sensi di colpa

Mamme liberiamoci dai sensi di colpa

Perché troppo spesso ci dimentichiamo che l’amore verso di loro passa anche attraverso l’amore e la cura della nostra felicità e noi stesse.

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli. Ho imparato che i bambini non sono tutti uguali, e ho imparato che per fortuna quasi mai assomigliano a noi. Oltre che nell’aspetto i figli ci differisco nelle capacità e nei talenti. Nelle aspirazioni e nelle 

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell’infanzia.

Forse è tra i pochi momenti della vita in cui ci è concesso essere quelli che siamo per davvero.

In cui il nostro compito è solo fare cose che ci piacciono.

Correre, arrampicarci, giocare a pallone, mangiare gelati.

Allo stesso tempo è anche uno dei periodi più delicati, quelli in cui inizia a prendere forma la nostra vera essenza, quelli che siamo e gli adulti che saremo.

E l’unico periodo in cui siamo veramente liberi dai condizionamenti sociali.

Poi inizia la scuola e tutto cambia.

Lo spazio dedicato al gioco diventa spazio dedicato alle lezioni.

Dicono che il periodo più felice della vita sia quello della scuola dell'infanzia.

I compiti, i doveri.

E quella spensieratezza diventa man mano solo un ricordo felice.

Sarà per questo che a pochi giorni dalla fine del ciclo della scuola d’infanzia di Enea ho la lacrima facile.

Non sono stati anni semplici questi.

C’è stata la mia separazione, il lockdown e tante cose incomprensibili per un bambino.

Ma lui ha affrontato tutto col sorriso e la positività che lo contraddistingue.

Gli ultimi due anni sono stati speciali. In una scuola meravigliosa che non ha accolto solo il bambino, ma ha accolto noi come famiglia.

E pensare che sono gli ultimi giorni in cui varcherò quel cancello mi fa salire un grande groppo alla gola.

Dicono che i figli piccoli siano un grande impegno, è vero, ma crescono molto più in fretta di quanto si possa immaginare.

Era ieri il primo giorno di asilo e oggi è già l’ultimo.

Inizia un nuovo ciclo, unico e importante.

Ma si sa i cambiamenti fanno paura e a me mettono tanta malinconia.

Si lascia una scuola, si entra in un’altra. Si cambiano abitudini orari e persone che ci circondano.

Ma non è solo questo. E che il bambino della scuola dell’infanzia non c’è più, è cresciuto e adesso è un bambino grande.

E quel bambino piccolo non torna.

I lineamenti tondi hanno lasciato spazio ai lineamenti più marcati, e cambieranno ancora di giorno in giorno.

Il valore del tempo.

I cambiamenti mi fanno capire il valore del tempo.

Buona estate a tutti i bambini che a settembre inizieranno un nuovo ciclo.

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Odio il weekend perché odio i compiti

Odio il weekend perché odio i compiti

Odio il weekend perché odio i compiti.

Si l’ho detto.

E lo sottoscrivo.

E non mi vergogno ad urlarlo ad alta voce.

Qualcuno mi spieghi perché un lavoratore che lavora 40 ore a settimana ha DIRITTO  al weekend di riposo mentre un bambino di 6 anni che passa 40 ore settimanali a scuola il weekend deve passarlo a  fare i compiti.

Per pochi che siano sono comunque troppi.

Come li paghiamo gli straordinari ai bambini?

Hai voluto fare i figli? Arrangiati stronza

Hai voluto fare i figli? Arrangiati stronza

Hai voluto fare i figli? Arrangiati stronza

Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala!

La scuola non è un parcheggio.

La scuola non è un diritto.

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi.

Quando ho saputo di aspettare il terzo il panico ha preso il sopravvento in me.

Un po’ per la situazione complicata, un po’ perché mi chiedevo come avrei fatto a gestire 3 bambini di cui un neonato.

Tutta la gravidanza ci ho scherzato tu dicendo che sarei finita in clinica psichiatrica nel giro di pochi giorni. E mentre fuori ridevo dentro di me, di fatto, piangevo.

Le ultime settimane di gravidanza sono state le più pesanti. Ero terrorizzata dall’idea di entrare in travaglio in un momento in cui ero sola con gli altri due figli e pregavo che il tutto partisse nel week end in cui eravamo tutti a casa.

Avevo allertato il mondo nel caso in cui fossi dovuta correre in ospedale e i miei figli erano a scuola cercando qualcuno che in caso di emergenza me li portasse a casa.

Il terzo figlio viene su da solo... o quasi

E mi chiedevo come avrei fatto a far conciliare le esigenze del neonato con le esigenze dei miei due figli orami già grandicelli.

Come avrei fatto a seguire tutti e non far mancare nulla.

Poi lui è nato.

E con lui una nuova me.

E di questo devo ringraziare il mio compagno. Senza di lui non sarei quella che sono adesso.

Perché un figlio si fa in due e se lo si cresce in due è tutto più facile e piacevole.

E ho scoperto che noi mamme abbiamo davvero i superpoteri.

Che c’è sempre posto e tempo per un altro figlio e in un qualche modo si riesce a gestire tutto.

Basta non pretendere la perfezione sempre e comunque. Chiudere gli occhi davanti a una casa più in disordine del solito.

Ho imparato a respirare.

A godermi il tempo con lui.

Ho imparato a sedermi e guardarlo dormire e sospirare consapevole che domani sarà già più grande.

Ho imparato a coccolare tre bambini contemporaneamente e a stringerli forte a me.

Ho imparato a riempirli di baci finché li vogliono.

Ho imparato a superare le ansie e le paure perché non ha senso perdere tempo mentre loro crescono cosi velocemente.

E cosi rilassandomi è passato già un mese.

E lui è cresciuto, e io non me ne sono accorta.

Il terzo figlio viene su da se perché al terzo figlio sei più grande e consapevole e hai davanti agli occhi gli altri due che sono cresciuti e non sai bene ne come ne quando.

E allora ti rilassi e vivi il momento.

E tutto va avanti ed è molto più facile e piacevole di quello che pensavi.

Coi figli cresce l’amore e cresci tu e diventi una MAMMA sempre più felice.

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Noi mamme cesareo non siamo meno mamme di te

Noi mamme cesareo non siamo meno mamme di te

Noi mamme cesareo non siamo meno mamme di te.

Ho una terza cicatrice sulla pancia. Che è stata più dolorosa sia fisicamente che psicologicamente da digerire.

E che non ho ancora digerito del tutto.

Ci vorrà del tempo e del lavoro su me stessa.

Anche stavolta ho tentato un parto naturale nonostante i due pregressi cesarei.  In ospedale ero semplicemente la precesarizzata che non si voleva arrendere ad un corpo incapace di partorire.