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Tag: bambini

Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma una mamma

Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma una mamma

Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma sono una mamma.

Lo penso ogni giorno da quando è successo questo delirio.
Mi sono trovata da un giorno all’altro a dover lavorare da casa, coi bambini e a dover fare l’insegnate della grande.
Si perché se da un certo punto di vista è logico il ragionamento che gli studenti non debbano essere lasciati allo sbaraglio, d’altro canto non è pensabile che un genitore lavori e contemporaneamente faccia da insegnante.
Le ore della giornata sono le stesse.

Al bando tutte le bigotte e chi critica senza un minimo di empatia

Al bando tutte le bigotte e chi critica senza un minimo di empatia

o sto vivendo sulla mia pelle.

Ho deciso di separarmi dal padre dei miei figli.

E non è stato un capriccio né una decisione presa con facilità e a cuor leggero.

E stata una decisione presa con tempo, con fatica, e con dolore. Un decisione che pago ogni giorno e ogni sera quando sono a casa coi miei figli e quando sono da sola perché i miei figli sono con lui. In quei momento in cui il silenzio fa così tanto rumore da diventare assordante.

Una decisione che sto pagando col sudore, coi soldi che sono meno e vanno misurati con maggiore attenzione.

E con la salute che ho rimesso perché sono così provata che mi ammalo spesso. Ho avuto una polmonite e non ho potuto curarmi e riposarmi come si deve essendo da sola con due bambini che vanno portato e ripresi da scuola.

Una decisione che pago con la solitudine grazie a chi in momento così delicato mi ha voltato le spalle. Perché è vero che nei momento felici ti sono tutti vicini mentre in quelli difficili le persone si allontanano.

E nonostante tutto sono fermamente convinta che sia stata la cosa giusta da fare.

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli.

Ne è pieno il mondo di coppie che stanno insieme perché “devono”.

Perché non trovano il coraggio di separarsi anche quando è finito tutto perché ci sono i figli.

Personalmente non condivido questo tipo di scelta.

In primis perché trovo inutile nascondersi dietro la scusa dei figli quando a volte semplicemente di tratta di mancanza di coraggio.

In secondo luogo perché si finirà prima o poi a caricare i figli della colpa della propria infelicità. E magari un giorno ce lo sentiremo anche rinfacciare.

Quando si intraprende un percorso di vita con una persona si spera, anzi si è convinti che sarà per sempre.

Quando arriva un matrimonio, dei figli in quel momento si è sempre certi di avere a che fare con l’uomo o la donna della propria vita.

Nessuno di noi compie questi passi se in quel momento non si sente sicuro della persona che ha al proprio fianco.

Ma il tempo passa per tutti. E tempo significa anche crescita e cambiamento.

Ci sono coppie in cui le due parti crescono allo stesso modo, e anche se il tempo le cambia restano compatibili.

E felici insieme.

In altre coppie non è cosi.

A volte semplicemente le cose finiscono. Non è mai colpa solo di uno.

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli
Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli

Le storie finiscono perché devono finire, sono arrivate al capolinea. Le due parti sono cambiate e si sono trovate incompatibili, o semplicemente non più compatibili come un tempo.

Oggi non è più come una volta quando si doveva comunque continuare a stare insieme per forza.

Oggi ci si può separare.

Si può chiudere e ricominciare da capo prendendo in mano le redini della propria vita.

Nessuno dice che sia facile.

Anzi è una delle cose più difficili.

Un cambiamento che per quanto voluto pesa. E si fa fatica a digerire.

Un boccone amaro da mandare giù. Ma va fatto perché tenerlo in bocca genera solo altro amaro.

Bisogna imparare a fare pace con se stessi ed ammettere che le cose sono cambiate. Anche se questo fa tremare le gambe e fa paura.

Perché il cambiamento spaventa sempre, anche quando nasce da una nostra necessità.

In questo contesto i figli sono quelli che vivono con noi il cambiamento.

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli.

Non è importante stare insieme per loro ma fare in modo che loro siano felici anche in una nuova situazione.

Cosa insegneremo loro?

Insegneremo loro che nella vita quando le situazioni non ci rendono più felici significa che è arrivato il momento di cambiarle.

Che non bisogna avere paura del cambiamento ma della paura che paralizza e ci blocca in situazioni di stallo.

Che le cose cambiano a anche se non si vive più nella convenzionalità si può vivere molto meglio.

Che la vita è una sola e rassegnarsi allo stato di cose è sempre la scelta peggiore.

L’importante è esserci per loro. Essere presenti anche se in modi e tempi diversi rispetto a prima.

Dando loro il meglio che possiamo dare.

Daremo loro una grande lezione di vita.

Insegneremo loro il coraggio e l’amore verso se stessi.

E la voglia di crescere ed andare avanti.

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Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto.

Quando sono diventata mamma per la prima volta credevo che con estrema facilità avrei conciliato i ruoli di mamma e di donna.

Credevo che sul lavoro non ci avrei rimesso e che non avrei rinunciato a nulla che mi rendesse felice e serena.

Poi sono diventata mamma di due e mi sono accorta che in questi anni ho dovuto rinunciare a tantissime cose.

Ho rinunciato alla mia carriera lavorativa che ha subito un brusco stop col primo figlio e si è totalmente azzerata col secondo.

Ho dovuto rinunciare a molte delle cose che mi facevano piacere non avendo aiuti da nessuna parte.

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

e lo dico col senno di poi. Prima di fare il secondo figlio pensateci non una, non cento ma almeno mille volte. E poi pensateci ancora.

Perché il secondo figlio non fa due ma duecento.

Non importa quanto piccola sarà la differenza di età perché avranno sempre e comunque esigenze, necessità e desideri diversi.

Avranno bisogno del bagno nello stesso momento.

E mentre uno dormirà l’altro non lo farà perché non riesce a prendere sonno, ha sete, ha fame, ha mal di pancia deve fare cacca.

Mentre uno starà giocando con un oggetto che era rimasto nascosto per mesi e mesi nell’angolo più buio della stanza l’altro ne avrà improvvisamente bisogno. Ovviamente se il fratello non ci avesse giocato non ne avrebbe avuto bisogno.

Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Di libri nuovi da aprire per la prima volta, di libri da scoprire e di cose nuove da imparare.

Settembre fatto di quaderni bianchi da compilare. Con difficoltà o con leggerezza. Con quelli che saranno sorrisi e quelle che saranno lacrime amare. Nelle giornate solari e in quelle piovose.

Settembre che profuma di sogno e di speranze. E di attese.

Di un nuovo anno tutto da dipingere con pennarelli nuovi e dai colori brillanti.

Settembre con il suo carico di sogni, di speranze e di aspettative. Di una vita nuova da iniziare dopo una lunga estate.

Settembre ancora sporco di salsedine, e di granelli di sabbia di mare incastonati nelle suole delle scarpe.

Settembre di mamme impazienti e di mamme ansiose.

Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare
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Di mamme commosse ed emozionate. Di mamme preoccupate. Di mamme felici e di mamme in divenire.

Perché l’anno nuovo non inizia a gennaio ma inizia a settembre.

Quando si varca la soglia di una scuola nuova, o solo della classe successiva.

Settembre è pieno di aspettative commisurate all’età.

Le aspettative delle mamme e quelle dei figli.

Quel settembre cosi unico perché quello successivo sarà diverso.

Quanto crescono i figli in un anno. Ogni settembre è irriconoscibile dal precedente.

Settembre che arriva e porta un nuovo autunno, e un nuovo ciclo che si compie.

Finisce l’estate e siamo tutti cambiati. Sia dentro che fuori.

La pelle è ancora abbronzata e i nostri sogni sono pronti a realizzarsi perché regolarmente rimandiamo sempre tutto a settembre.

Questo settembre per me è ancora più carico di cambiamenti, anche dolorosi  e difficili da raccontare.

E emozionante settembre quando sei genitore.

E proprio vero che da genitore cambia tutto.

Senza figli ormai a settembre sarebbe stato un mese come un altro. Ora no. ora settembre è speciale. Unico. E lo sarà per i prossimi anni.

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Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Li ho sempre detestati con tutta me stessa.

Sono uno degli incubi più ricorrenti della mia infanzia. Quei libri delle vacanze che definire interminabili è un eufemismo.

Pagine e pagine senza senso.

Compiti che non finiscono mai.

E l’ansia ai primi di settembre con quelle pagine perse, mancate, lasciate indietro da completare  a tutti i costi.

L’insegnante che li ritirava il primo giorno e non li riconsegnava mai.

Sono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

Sono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

ono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

Lo ammetto sono stata una mamma chioccia.

Da quando sono nati mi sono sempre separata da loro con sofferenza e fatica. Li ho sempre affidati alle cure di altre persone il meno possibile e poco volentieri.

Sono stata molto più che una mamma appiccicosa.

Amavo sentirli attacchi alla mia gonna e non mi pesava.

Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro

Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro

Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro.

Sono felice nel vederli crescere e insieme a loro, la loro indipendenza.

Ma.

Vorrei percorrere la loro strada al posto loro per stanare tutte le trappole e scansarle via.

Per cadere al posto loro e sbucciare le mia di ginocchia.

Per spianargli la strada.

Per lasciare loro solo le cose belle, le felicità e i successi.

Vorrei versare io tutte le lacrime che inevitabilmente verseranno. E sentire io il dolore delle loro sconfitte, delle giornate no.

Vorrei conoscere il segreto per vivere sempre felici e insegnarglielo.

Vorrei non contaminarli con le mie paure.

Ed essere capace di far splendere il sole anche nelle giornate nere.

Vorrei potermi trasformare in una mosca per vedere quello che fanno quando io non ci sono.

E restare incantata dalla loro bellezza.

Osservarli di nascosto in silenzio e stupirmi senza sosta nella meraviglia della vita che dal nulla ha creato loro.

Che sono l’ossigeno delle mie giornate e la mia soddisfazione più vera solo per il semplice fatto di esistere.

Anche nei giorni neri io per loro darei la mia vita.

Darei le mie ali se servissero.

Userei i poteri magici per dipingere la loro vita un capolavoro ed evitare loro tutte le cose che mi hanno ferita.

Vorrei potermi trasformare in  uno scudo.

Una mosca.

Essere il loro pony fatato.

La fatina magica che fa tornare il sorriso.

Il colpo di fortuna che ti cambia la vita.

Vorrei essere tutto quello che può esistere.

Perché niente al mondo vale più di un loro sorriso, di una loro risata.

Niente vale come un  abbraccio di amore puro.

E la soddisfazione di avercela fatta.

Anche oggi.

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Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la liberà, eliminate le chat di classe!
Le chat di classe sono strumenti inutili e pericolosi. Non servono a nulla se non a testare il livello di sopportazione e di sottomissione delle persone.