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Tag: mammansia

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato.

Sei nato un assurdo pomeriggio di quasi autunno. In maniera inaspettata e traumatica per entrambi. Forse anche tu sei rimasto sconvolto ma col carattere meraviglioso che hai l’hai superata prima e meglio di me.

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato. Perché non credevo che avrei avuto figli, e non credevo avrei avuto figli maschi.

Vedevo il mondo maschile cosi lontano da me.

Non potevo nemmeno immaginare cosa stavo rischiando di perdere.

I genitori non si scelgono… e nemmeno i figli

I genitori non si scelgono… e nemmeno i figli

I genitori non si scelgono… e nemmeno i figli.

Quando ero un’adolescente che litigavo coi miei genitori dicevo sempre che avrei voluto che loro fossero diversi. Guardavo i genitori degli altri e mi sembravano tutti più buoni e bravi dei miei.

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma.

C’è una cosa che in questi giorni mi fa imbestialire: l’incertezza sulla riapertura della scuola.

Come se la scuola fosse un servizio di serie B.

Ha riaperto tutto. TUTTO. Siamo stati in vacanza e la vita ha ripreso come doveva essere. Solo la scuola è rimasta nel limbo. E questo mi fa infuriare.

Perché la scuola non è un parcheggio per genitori che lavorano ma allo stesso tempo è fondamentale per permettere ai genitori di lavorare e crescere i figli dignitosamente e senza privazioni.

Perché la scuola non sono nozioni ma CULTURA e solo persone con una buona cultura potranno crescere ed evolversi nella vita senza essere oppresse e schiacciate.

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché la scuola è socialità. La socialità che è il fondamento dell’infanzia e della capacità di interazione e di costruzione di relazioni sentimentali. Perché siamo individui sociali.

Perché in questi mesi i più penalizzati sono stati i bambini che hanno perso troppo. Hanno perso amici, quotidianità, sorrisi e risate. Hanno perso le gite di fine anno, i diplomi e la festa dell’ultimo giorno di scuola.

Hanno perso i gavettoni, i saluti in attesa di settembre e l’ansia delle ultime verifiche.

Sono stati messi in isolamento, chiusi nelle loro stanze dietro schermi di pc e tablet, dispositivi che i più piccoli non sono nemmeno in grado di gestire da soli.

Hanno perso pomeriggi di sole e ginocchia sbucciate.

Quaderni rimasti bianchi, e sogni come orti abbandonati a se stessi.

Abbiamo ripreso la vita, il lavoro e la socialità. Non si può nemmeno pensare che la scuola non riparta.

Oppure volete scippare del futuro i nostri bambini per un virus che non crea più vittime e che non li colpisce?

A pensare male forse non si sbaglia.

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Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma.

Vista da fuori la gravidanza sembra una passeggiata.

In realtà le cose stanno molto diversamente.

Il pancione non è facile da portare, il corpo è appesantito e tutti i movimenti ne risentono irrimediabilmente.

Tutti i movimenti sono rallentati e difficoltosi anche per la mamma più sprint.

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte.

Per molte lo è grazie al cielo.

Poi ci sono quelle per cui non lo è.

Ci sono donne che hanno problemi di salute e passano ogni singolo giorno della propria gravidanza a sperare che non sia l’ultimo.

Che non sia l’ultimo di un illusione.

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza.

Alla prima gravidanza fai il test una settimana di anticipo, lo ripeti i giorni seguenti e misuri le beta nel sangue almeno tre volte per essere sicura che stiano crescendo bene. E devono non solo crescere ma raddoppiare ogni due giorni.

Alla seconda gravidanza aspetti il ritardo e se va bene fai le beta solo una volta.

Alla terza fai il test dopo due settimane di ritardo e basta.

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Alla prima gravidanza hai appuntamento dal ginecologo privato e a pagamento dopo 10 minuti dall’ultimo test.

Alla seconda valuti se ginecologo privato o consultorio

Alla terza vai direttamente dall’ostetrica e ti prescrivi gli esami da sola. Evitando quelli inutili.

Alla prima gravidanza conosci ore minuti e secondi della gestazione. “Oggi sono 22 settimane più 3 giorni più 7 ore!”

Alla seconda ” Sono intorno alla 20 esima settimana“.

Alla terza ” Boh non lo so, comunque nasce a ottobre circa“.

Alla prima gravidanza guai anche solo guardare una fetta di prosciutto, alla seconda una fettina di parma stagionato almeno 28 mesi te la concedi, alla terza e che cavolo se non hai preso la toxoplasmosi in 37 anni di vita chi te lo fa fare di rinunciare a un buon panino al prosciutto?

Alla prima gravidanza fai la lista nascita. Un calderone di oggetti per lo più inutili che finiranno comprati da amici e parenti nel giro di 48 ore dalla nascita. Torni a casa dall’ospedale che non hai più posto nemmeno per passare e piena di oggetti che nemmeno ti eri ricordata di avere inserito nella lista.

Alla seconda magari fai una lista nascita molto minimal ed essenziale da cui non riceverai alcun regalo perché tanto al secondo figlio secondo gli altri hai già tutto.

Al terzo figlio vai diretta la negozio per bambini snobbando le commesse e sapendo bene cosa serve e non serve. E rinunci alla lista nascita tanto il terzo figlio non riceverà nulla se non un messaggino di felicitazioni su whatsapp.

Ma alla prima gravidanza il cuore aumenta di dimensioni, alla seconda la crescita è pari ad esponente due e alla terza l’esponente è il 3.

E questo lo sai solo tu.

 

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1, 2, 3 faccio i figli che pare a me

1, 2, 3 faccio i figli che pare a me

1, 2, 3 faccio i figli che pare a me.

Il che potrebbe anche significare che di figli non ne voglio nemmeno uno.

Non c’è legge che dica che perché dotata utero sia costretta a procreare.

E nemmeno una che sancisca il numero di figli che devo mettere al mondo.

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

Mai citazione fu più adatta a questo particolare momento della mia vita.

E una cosa che ancora forse non ho metabolizzato del tutto. Un evento che nella stragrande maggioranza dei casi è felice, perché deve esserlo. Ma che a me ha colto alla sprovvista, e di cui ancora forse non sono del tutto consapevole.

E barcollo ancora tra momenti di felicità e momenti di depressione.

Sono su una barca in balia del mare che a volte è calmo e a volte è agitato più che mai.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Cara ministra Azzolina,

Da semplice madre che sono volevo solo dirle una cosa.

Mentre lei vanta il successo della sua DAD ovvero didattica a distanza, dietro lo schermo del pc ci sono mamme che piangono.

Perché la sua DAD sui bambini più piccoli è per lo più un vero fallimento.

Un fallimento didattico.

Un fallimento sociale.

Un fallimento psicologico.

Cara ministra lei figli non ne ha, ma le posso assicurare che in questo periodo di reclusione in casa, senza scuola, amici i bambini sono tutto regrediti.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Lei non lo sa ma i compiti dati così perché il programma deve andare avanti non sono di stimolo per i più piccoli. Sono DELETERI.

Lei non lo sa ma siamo noi mamme a stampare pagine su pagine, controllare date di scadenza compiti e a pregare ogni singolo giorno i nostri figli affinché siano almeno un pochino collaborativi.

Lei non lo sa cara ministra ma i bambini non sono tutti uguali, e se qualcuno davanti a questa assurdità ha arrancato ma comunque è andato avanti, altri non ce l’hanno fatta.

Sono caduti in apatia.

Depressione cara ministra.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono.

Perché la scuola non è nozioni. La scuola è rapporto umano, è apprendimento attraverso l’esperienza.

La scuola è anche l’intervallo per la merenda, gli sguardi complici e i suggerimenti.

E il compagno di banco che ti chiede un pezzo della sua merenda, e il sorriso delle insegnanti, quelle che davvero vogliono insegnare non solo inculcare nozioni.

La scuola è la campanella che suona, la corsa in classe e la fila per il bagno.

E nessuna mail, video lezione potrà mai sostituirsi alla scuola quella umana.

Cara ministra ha chiesto alle insegnanti di dare valutazione sugli alunni. Senza empatia.

Ci sono bambini che a scuola avrebbero preso 10 e con la sua DAD nemmeno arrivano alla sufficienza.

Lo sa cara ministra quante madri davanti a figli troppo piccoli per questa DAD ogni giorno piangono.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Piangono mentre riorganizzano i compiti da fare

Le videolezioni dei figli a cui non vogliono partecipare

Che si inventano trucchi premi e ricatti per convincerli almeno a provarci.

Non è facile essere madri cara ministra

Ma sappia che con questa DAD molte di noi si sentono ogni giorno di più madri di merda.

Io sono la prima.

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Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus.

Iniziamo parlando dei bambini, quelli che sono prima di tutto stati additati come untori. Quelli che in realtà superano il coronavirus senza grossi problemi.

Come al solito i bambini sono stati ritenuti portatori sani di virus e allontanati senza spiegazioni dalla loro quotidianità, dalle loro scuole e dai loro amici.

Chiusi in casa senza il diritto di fare una passeggiata al parco.

Chiusi in casa  mentre loro giochi al parco sono stati transennati. E vedere quelle altalene transennate credo sia l’esempio più lampante del fallimento della nostra società