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Dalla parità del ruolo genitoriale ne siamo usciti peggiori

Dalla parità del ruolo genitoriale ne siamo usciti peggiori

Dalla parità del ruolo genitoriale ne siamo usciti peggiori.
E questo ve lo dico e ve lo urlo a gran voce perché invece della solidarietà tra genitori abbiamo imparato solo a giudicare e a puntare il dito.
Se una mamma fa di più, e questo succede nel 90% dei casi, e un giorno dice che di essere stanca anziché avere solidarietà viene attaccata perché è colpa SUA che non si fa aiutare abbastanza dal padre.

Togliete o no quei bavagli ai bambini?

Togliete o no quei bavagli ai bambini?

2 maggio 2022 mentre si gira indisturbati senza mascherina quasi ovunque i nostri bambini sono costretti a tenere la mascherina ancora 8 ore al giorno.

Ultimi due mesi di scuola e poi inizia il salto ad ostacoli

Ultimi due mesi di scuola e poi inizia il salto ad ostacoli

Ultimi due mesi di scuola e poi inizia il salto ad ostacoli.

E torna l’estate.

Stagione bellissima.

Si per chi non ha figli oppure ha figli e non lavora. Per chi può trasferirsi al male o in montagna.

Perché il trittico estate-figli-lavoro è l’incubo di ogni famiglia di lavoratori.

Nessuno ha diritto a tre mesi di ferie l’anno. Eppure per tre mesi di fila tutti i servizi gratuiti di sostegno alle famiglie sono sospesi.

Ad eccezione, of course, di quelli a pagamento che sono più attivi e costosi che mai. Già pronti a partire a suon di centinaia di euro a settimana a figlio.

Ultimi due mesi di scuola e poi inizia il salto ad ostacoli

Con i prezzi che ho visto quest’anno per i centri estivi quello che guadagno in un mese non basta a coprirne i costi.

Eh ma fai i figli poi li parcheggi. Eh certo e chi li mantiene se no?

Posso portare i bambini a lavoro? Certo che no.

Le scuole sono chiuse. E mi sembra giusto che le scuole siano chiuse, ma è possibile che non si riesca ad organizzare qualcosa di gratuito come la scuola e che la sostituisca?

Non mi resta che lavorare e dare fondo ai miei risparmi per i mesi estivi esclusivamente per poter lavorare ancora in inverno!

FAVOLOSO

Eppure non sono sola.

Forse sarebbe il caso di fare una rivoluzione? Ma non succederà mai perché alla fine in un qualche modo tra salti mortali, rinunce e sudate non dovute solo al caldo l’estate passa.

Ma che agonia.

Tre mesi su 12 sono un quarto, Un quarto di anno passato ad arrancare per sopravvivere per avere voluto dei figli nonostante la necessità di lavorare per campare.

E allora penso che l’italia sia un paese per ricchi o privilegiati. In cui le persone normali fanno sempre più fatica a tirare avanti in un qualche modo.

E alla fine ogni anno mi trovo a scrivere le stesse cose a conferma che non cambia mai nulla e anche se i figli crescono il problema permane.

Un minuto di silenzio per tutte le famiglie in agonia.

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Tanto va sempre a finire che i figli sono delle mamme

Tanto va sempre a finire che i figli sono delle mamme

E ve lo sottoscrivo con cognizione di causa. E care mamme se a casa vostra non è cosi baciatevi i gomiti e baciateveli tanto perché siete l’eccezione. La regola è che tanto alla fine a pagare il conto della gestione dei figli sono sempre e solo le mamme.

Quanto è diventato insostenibile essere genitori e lavoratori nel 2022

Quanto è diventato insostenibile essere genitori e lavoratori nel 2022

La parola che meglio descrive il mio sentimento in questo inizio 2022 è ANGOSCIA. Angoscia per il mio futuro e quello die miei figli

39 anni di polemiche e pessimismo

39 anni di polemiche e pessimismo

39 anni di polemiche e pessimismo.

Questo è il post dedicato al mio 39 compleanno. Scritto in ritardo di tre giorni perché il tempo non basta mai.

39 anni in cui ho cercato di dare sempre il meglio di me riuscendo il più delle volte a dare il peggio.

Di me bambina ricordo che conformarmi agli altri non era la mia aspirazione, e se guardo mia figlia cosi piccola e oppositiva non posso che rivedere me stessa in chiave moderna 2.0.

Ci ho provato a fare le cose alla perfezione ma non ci sono riuscita e il carico e le conseguenze delle mie scelte le porto sulle spalle ogni singolo giorno, ogni singolo grammo.

Col senno di poi avrei preso altre strade in tantissimi campi della vita. Forse ora sarei più felice oppure avrebbe prevalso in ogni situazione la mia vena malinconica e pessimista.

Ma sono qui e va bene cosi.

39 anni di polemiche e pessimismo

Potrei lamentarmi di meno o forse di più.

Le cose potrebbero essere più facili o più difficili, dipende tutto dal punto di vista in cui si osservano le cose.

A volte mi guardo da lontano e mi faccio tenerezza perché dietro la maschera della donna forte c’è sempre una bambina che ha un grande vuoto interiore.

Ma ci vogliono occhi profondi per vederlo. E di occhi profondi il mondo ormai è vuoto.

C’è chi mi odia con tutto se stesso.

Persone che mi amano davvero sono poche. Di sicuro sono 3. E sono la cosa più bella e impegnativa della mia vita.

A volte mi sento sola e quando i bimbi sono dal padre il vuoto mi comprime lo stomaco.

Sognavo una famiglia perfetta. Ho una famiglia a pezzi, a rate, a giornate. E a chi vi dice che le famiglie allargate sono una bella cosa mandateli pure a quel paese da parte mia. Le famiglie allargate sono problemi, liti e incomprensioni. Molto più di una famiglia normale. Sempre sul filo di un equilibrio instabile e in balia delle onde emozionali.

Non è facile e non è la situazione in cui avrei voluto trovarmi ma sono qui e quando qualcuno mi chiede come faccio la risposta è sempre:” Ho forse alternativa?”…

Comunque sono qui. Ho dei bambini, una casa e in qualche modo riesco far quadrare i conti.

Sono viva e ogni sera posso abbracciarli.

Per quest’anno va bene cosi.

Il mondo fuori in questo momento sta dando il peggio di se e le quattro mura di casa sono il mio rifugio di cui non potrei fare a meno.

Sto un po’ arrancando in questa vita.

Chissà se il post per i miei 40 sarà più allegro.

Ma sono qui e per quest’anno va bene così.

Alla mia bambina interiore posso solo chiedere scusa per non essere ancora stata capace di curare le ferite profonde. E non so nemmeno quando ci riuscirò.

Voglio chiederle scusa per averci messo troppo tempo a capire che quel vuoto interiore non potrà mai colmarlo l’affetto di un’altra persona. Quel vuoto interiore è una ferita che devo guarire e riempire piano piano ma da sola.

Comunque tanti auguri a me.

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Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro

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Sono la tua mamma e sarò sempre il tuo braccio destro. E quello sinistro se ne avrai bisogno.

Una mamma non si misura dal parto

Una mamma non si misura dal parto

Scrivo questo post di getto e lo scrivo soprattutto per quelle donne che stanno per diventare madri per la prima volta.

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli

Impariamo a prenderci cura dei talenti dei nostri figli.

Ho imparato che i bambini non sono tutti uguali, e ho imparato che per fortuna quasi mai assomigliano a noi.

Oltre che nell’aspetto i figli ci differisco nelle capacità e nei talenti.

Nelle aspirazioni e nelle prospettive future.

Ho imparato che quasi mai ciò che noi genitori ci aspettiamo da loro è ciò che fa piacere a noi.

E il bravo genitore deve capirlo, e accompagnare il proprio figlio non nella direzione che vorrebbe lui ma nella direzione più congeniale al proprio figlio.

Se li rinchiudiamo nelle nostre aspettative e nei nostri desideri faremo di loro degli adulti infelici.

Si tratta di essere una spalla, una guida che li aiuta a non cadere nel fosso mentre cercano la loro strada.

Non è semplice.

E molto più facile pensare che ciò che fa felici noi allora farà felici anche loro. Ma non è mai così.

Tutto il contrario.

Credo che ognuno di noi abbia dei doni, dei talenti. Ognuno il suo. Si tratta di riconoscerli e coltivarli.

Ho amato la scrittura sin da bambina. Ma nessuno mi ha mai sostenuto e sono finita a laurearmi in matematica. Certo ora ho un lavoro e una carriera, e la mia passione è qui.

A volte penso che se avessi avuto abbastanza sostegno e qualcuno che si fosse preso cura dei miei talenti adesso sarei una persona con una vita più felice.

Poi penso che tutto questo mi è di aiuto come madre e quello che voglio fare è+ assecondare i miei figli e coltivare i loro talenti.

Quando avranno abbastanza forza e fiducia in se stessi non ci sarà più bisogno di me e loro saranno persone realizzate. Solo a quel punto mi sentiro di essere stata una buona madre.

Carlotta ha la passione del disegno. In questo ha sempre dimostrato un certo talento tanto che posso garatire che a 4 anni disegnava già meglio di quanto faccia io.

Ma è una bambina che ha bisogno di essere stimolata e accompagnata.

Proprio per questo cerco di farle sempre dei regali che valorizzino il suo senso artistico, materiali e colori di qualità.

Perché il risultato finale di un disegno sia soddisfacente è importate che i colori usati siano brillanti, definiti e soprattutto ben lavorabili.

La mia marca di colori preferiti è la Giotto.

Fila Giotto nasce nel 1920 e il primo prodotto in assoluto sono le matite colorate. Realizzate solo in legno certificato adesso hanno diversi tipi di mine. Da quelle più morbide e lavabili a quelle più professionali.

Il bello delle matite colorate Giotto oltre al risultato finale del colore acceso è che la matita si riesce ad utilizzare fino alla fine senza spezzarsi quando viene temperata.

Ci sono poi le linee di pennarelli, sottili e grossi, lavabili e non lavabili e anche glitterati.

Non mancano tempere e acquarelli.

E tutto io materiale necessario per l’inizio della scuola!

Giotto è mia alleata nella cura del talento artistico di mia figlia!

Grazie!

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Cosa mi ha insegnato il mio terzo figlio

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Ad affrontare le difficoltà a testa alta. Con un sorriso e una buona dose di ironia. Che alla fine siamo tutti di passaggio e allora vale la pena godersi il tempo e i doni della vita.