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Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto.

Quando sono diventata mamma per la prima volta credevo che con estrema facilità avrei conciliato i ruoli di mamma e di donna.

Credevo che sul lavoro non ci avrei rimesso e che non avrei rinunciato a nulla che mi rendesse felice e serena.

Poi sono diventata mamma di due e mi sono accorta che in questi anni ho dovuto rinunciare a tantissime cose.

Ho rinunciato alla mia carriera lavorativa che ha subito un brusco stop col primo figlio e si è totalmente azzerata col secondo.

Ho dovuto rinunciare a molte delle cose che mi facevano piacere non avendo aiuti da nessuna parte.

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino.

Il bambino deve imparare a scoprire e conoscere il mondo. E in che modo lo fa il bambino?

Il bambino scopre il mondo attraverso il gioco.

Attraverso il gioco sperimenta, e sperimentando capisce e conosce.

E la conoscenza da sicurezza, fiducia in se stessi.

Il gioco è quindi alla base di una crescita sana. Il gioco rappresenta le fondamenta dell’uomo o della donna che saranno quel determinato bambino.

Il gioco deve però, per essere efficace, deve essere tangibile e stimolare la fantasia e il pensiero.

Proprio per questo sono contraria ai videogames e i giochi virtuali.

Mentre via libera ai giochi che stimolano abilità, fantasia e voglia di crescere.

Anche questa estate ho vinto io la partita

Anche questa estate ho vinto io la partita

Anche questa estate ho vinto io la partita a Tetris ferie, lavoro, bambini.

Ce l’ho fatta.

Lo dico con orgoglio e soddisfazione.

Anche quest’estate la partita a tetris lavoro, ferie, vacanze, bambini l’ho vinta io.

Ho solo versato l’equivalente di due vacanze alle Maldive ai centri estivi.

Pianto giornate di ferie col capo e onestamente mi sono vergognata davanti ai colleghi a doverne chiedere così tante..

Ho studiato meticolosamente il periodo giugno settembre settimana per settimana.

Spesso vivendo alla giornata per non farmi prendere troppo dallo sconforto.

Ho elaborato una pianificazione giornaliera meglio di qualsiasi gestionale in commercio.

Anche questa estate ho vinto io la partita
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Ho diviso equamente le ferie tra me e il padre dei miei figli, farle insieme non era pensabile con agosto di mezzo.

Ma alla fine anche quest’anno ho vinto io. Ovvero sono ancora viva e non sono disoccupata.

Finisce l’estate e sono più stanca di prima. Amareggiata in fin dei conti.

Tra vacanze obbligate, corse giornaliere oggi di qua domani di là. Inventando ogni sorta di attività che potesse intrattenere due bambini piccoli annoiati dalla mancanza della scuola.

Borsoni piscina da preparare, gite settimanali da pagare e organizzare.

Ne esco dopo aver esaurito giorni di ferie, soldi risparmiati e pazienza persa per strada.

Ho le ossa rotte.

Mi sento stanca come un maratoneta alla fine della gara, quando arranca verso la meta coi crampi alle gambe e la lingua fuori dalla bocca.

L’estate da genitore dovrebbe essere considerata al pari di una disciplina olimpionica.

Chi arriva al 15 settembre col minor tasso di stress addosso vince la medaglia.

Ma a parte lo stress mi basta non aver perso il lavoro, non aver perso figli per strada ed essere in grado di camminare ancora con le mie gambe.

Più o meno.

E ora cari figli si torna a scuola.

Alla routine quotidiana che per quanto possa essere stressante e faticosa non lo sarà mai quanto l’estate.

L’estate da genitori lavoratori.

Provateci voi genitori di una volta se ne siete capaci!

Se questo articolo ti può piacere anche L’ estate impossibile delle famiglie dei lavoratori. Quattro mesi di vacanze sono troppi

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Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Di libri nuovi da aprire per la prima volta, di libri da scoprire e di cose nuove da imparare.

Settembre fatto di quaderni bianchi da compilare. Con difficoltà o con leggerezza. Con quelli che saranno sorrisi e quelle che saranno lacrime amare. Nelle giornate solari e in quelle piovose.

Settembre che profuma di sogno e di speranze. E di attese.

Di un nuovo anno tutto da dipingere con pennarelli nuovi e dai colori brillanti.

Settembre con il suo carico di sogni, di speranze e di aspettative. Di una vita nuova da iniziare dopo una lunga estate.

Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Ovviamente non ce l’ho con tutti i papà del mondo, ma purtroppo è assodato che nella stragrande maggioranza dei casi i figli sono delle mamme.

Perché storicamente è sempre stato così e delle tradizioni non ce ne si libera cosi facilmente.

Tecnicamente ogni bambino ha due genitori.

Di fatto la maggiore quota di gestione finisce alle madri.

Vuoi perché fin dall’inizio le madri hanno il diritto di stare a casa da lavoro per qualche tempo, vuoi perché l’uomo difficilmente lavora part time, vuoi perché troppo spesso una donna che è anche mamma non riesce a trovare un lavoro.

Tutto il necessario per la scuola primaria

Tutto il necessario per la scuola primaria

Tutto il necessario per la scuola primaria.

Un anno fa a quest’ora Carlotta terminava gli ultimi giorni di asilo ed io tra un momento di malinconia e uno di euforia mi chiedevo che cosa avrei dovuto acquistare per la scuola primaria.

Sono una mamma molto apprensiva, organizzata e pianificatrice e non potevo pensare nemmeno lontanamente di preparare ogni cosa all’ultimo minuto.

Col senno di poi vi dico che ci sono cose che si possono acquistare prima, per tutto il resto vi tocca aspettare la prima riunione o qualche comunicazione della scuola.

Una delle cose che potete acquistare con netto anticipo è lo zaino o il trolley.

Carlotta li ha entrambi, ma devo dire che quello che ha utilizzato molto di più è il trolley. In prima elementare lo zaino non è mai pieno tranne il lunedì mattina e il venerdì pomeriggio, però avere dello spazio da riempire senza gravare sulla schiena è assolutamente necessario, utile e comodo.

Quest’anno Carlotta continuerà ad utilizzare Mitama Dr Trolley

Il trolley che all’occorrenza si trasforma in zaino.

Capiente (40 litri) e resistente tanto che lo ha utilizzato anche come valigia delle vacanze, questo trolley è inoltre impermeabile e facilmente maneggiabile grazie alle ruote in gomma morbida .

Inoltre caratteristica fondamentale è la maniglia regolabile che si adatta sia alla mia che alla sua di altezza.

La struttura è molto leggera ma allo stesso tempo estremamente resistente, e questo lo abbiamo testato gli ultimi giorni di scuola quando all’interno aveva messo tutti i quaderni usati durante l’anno e i libri. E meno male che aveva il trolley, perché cosi carico pesava il doppio di lei.

Quindi trolley assolutamente si.

Oltre al trolley potete acquistare gli astucci e vi consiglio di fare scorta di pennarelli, pastelli  e colla stick che vengono utilizzati in quantità industriali.

Come pennarelli ho acquistato i pennarelli Mitama perché hanno la presa triangolare. Difatti le maestre ci avevano consigliato ad inizio anno di utilizzare tutto il materiale possibile a forma appunto triangolare per prevenire la disgrafia. Sono inoltre super lavabili per la gioia della mia lavatrice.

L’anno scorso non so quante scatole di pastelli ho acquistato, non so se mia figlia se li mangiasse al posto della merenda o passasse il tempo libero a temperare.

Nel dubbio ho fatto scorta Pastelli Mitama trinagolari  che sono anche loro triangolari sempre per il discorso della prevenzione della disgrafia. Poi perché sono luminosi e resistenti alle infinite sessione di temperino. E in ultimo non per importanza sono fatti con legno di altissima qualità.

Le colle stick vi conviene comprare le confezioni formato famiglia e stesso discorso per le gomme e i temperini.

E possibile acquistare anche le penne cancellabili, anche se non tutte le insegnato le usano dalla prima.

Le migliori sono quelle ricaricabili come le Penne  Goody Mitama. Lo speciale inchiostro si cancella grazie al calore procurato dall’attrito della gomma sul foglio.

Restano fuori quaderni e copertine che però verranno indicati dagli insegnanti.

Poi per le bimbe più creative ed amanti dei glitter ho trovato le colle glitter, che effettivamente per la scuola non servono ma per i momenti di libero sfogo e creatività assolutamente si!

Le colle glitter sono lavabili a 30 gradi e permettono di fare delle meravigliose e creative decorazio in 3 d.

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Le mamme e i loro infiniti compromessi

Le mamme e i loro infiniti compromessi

e mamme e i loro infiniti compromessi.

Con se stesse e con il resto del mondo.

Quanti compromessi fanno le mamme. Iniziano dalla gravidanza, quando scendono a compromessi con la bilancia e con quel corpo che cambia in tutto e per tutto.

Nell’aspetto e nelle energie.

Nelle forme.

Scendono a compromessi si col dolore del parto, perché non esiste dolore eguale, eppure loro sopportano e questo solo per amore.

Da quando sono mamma io l’estate la odio

Da quando sono mamma io l’estate la odio

a quando sono mamma io l’estate la odio.

La odio dal profondo del cuore e non per il caldo.

La odio perché quando ero bambina io si viveva benissimo con un solo stipendio e estate significava tre mesi al mare con mamma e amiche.

Perché negli anni 80′ le ferie te le potevi permettere anche con un solo stipendio

Adesso oltre a tendere a sopravvivere con due stipendi tiri pure a fare le ferie per due motivi.

Costano troppo

     2 . Un lavoratore normale ha solo 4 settimane di ferie all’anno

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la liberà, eliminate le chat di classe!

Quello che penso, e che è frutto della mia esperienza, è che per stare in una chat di classe senza dover abusare di xanax e  devi essere capace di dire la tua il meno possibile.

E sopratutto di mettere a tacere il tuo libero pensiero in nome della pace. Su qualsiasi argomento. Dal biscotto a colazione al regalo alla maestra.

Io personalmente non ho resistito. Mi sono logorata il fegato per mesi e mesi e alla fine sono uscita dalle chat di classe di entrambi i miei figli.

Ho un carattere difficile, non riesco a stare zitta e non riesco a non dire quello che penso.

Se non sono d’accordo su una cosa non dico che mi va bene, io dico la verità cioè che non sono d’accordo.

E poi finisce che mi innervosisco ancora di più perché so che ci sono altre persone che la penserebbero come me ma non hanno il coraggio di dirlo.

E irrimediabilmente vengo marchiata a fuoco come la polemica rompiballe.

Quella che non le va mai bene niente. Quella che tutti odiano.

Per stare in una chat di classe bisogna avere carattere remissivo. Essere capaci di superare le cose e di fregarsene.

Ci ho messo il non marito che fa prima, lui risolve il problema a monte, lui non legge.

Quindi non sappiamo più nulla.

Non sappiamo se c’è qualche manifestazione qualcosa da portare.

Ora io ne comprendo a malapena l’utilità di questa chat e dico. Possibile che non si possa fare come si faceva una volta?

Come sopravvivevano le maestre quando non c’era  whatsapp? Come comunicavano le cose? Non possono farlo anche adesso?

Le chat di classe sono strumenti inutili e pericolosi.

Non servono a nulla se non a testare il livello di sopportazione e di sottomissione delle persone.

Mi sono fatta venire tante di quelle gastriti che la metà bastavano.

Vi prego ascoltatemi ribelliamoci tutti insieme. Mettiamo al bando le chat di classe e torniamo ai messaggi in bacheca o sul diario.

Ne guadagneremo tutti in salute, in tempo libero e in rispetto verso gli altri e noi stessi.

Perché stare a dire sempre si e comportandosi come gregge che non pensa non facciamo del bene a sopratutto non diamo un bell’esempio ai nostri figli.

Evviva il pensiero libero

Ridateci la libertà.

Cancellate le chat di classe

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Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.

Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.

Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.Lasciateli correre nei prati e saltare nelle pozzanghere di fango. I vestiti si lavano, il tempo perso non si recupera.Tirateli giù dal divano e fategli respirare l’aria fresca. Anche se piove non importa, i vestiti si asciugheranno.Emozionatevi insieme a loro guardando un tramonto e ballate sotto la pioggia. Ascoltate la natura e il respiro del mare. E fatelo anche voi.Portateli fuori quando nevica e mangiate la neve insieme a loro. Se fa freddo basta coprirsi. Il ricordo della neve resterà tra i loro ricordi più belli dell’infanzia.