Sono una mamma e sono “leggermente” stressata

Sono una mamma e sono “leggermente” stressata.

Ore 7:00 suona la sveglia. A quel punto so che ho disposizione 60 minuti per alzarli, fargli fare colazione, convincerli a fare pipì, vestirli e uscire.

Ah giusto devo anche preparare me stessa, almeno un pochino di deodorante prima di andare a lavoro mi sembra il minimo necessario per andare in società.

In questi 60 minuti litigano, si picchiano, almeno uno si fa male. La colazione viene sparsa in giro per casa, il divano sottosopra, giocattoli ovunque.

In un qualche modo li vesto e usciamo.

Dovrei alzarmi prima. Ma sono onesta ho troppo sonno e già le 7 del mattino mi sembra troppo presto.

Perché figli alla fine ti perdonano sempre. Mammansia

I figli alla fine ti perdonano sempre

Cucino la pasta insipida perché mi dimentico di mettere il sale. Loro si lamentano ma poi la mangiano lo stesso.

Mi lamento per come hanno messo a posto i giochi, e poi  chiedo loro scusa perché so che lo hanno fatto migliore dei modi dal loro punto di vista. E poi mi abbracciano e mi perdonano.

A volte perdo la pazienza. Urlo senza motivo in un mix di stanchezza e frustrazione. Ma loro così piccoli lo capiscono e  fanno finta di nulla, come se fosse successo niente.

Passo troppo tempo col mio smartphone ma loro non demordono e continua a chiamarmi.

Troppe volte sono in ritardo, ma non gli importa,  basta vedermi e abbracciarmi.

Pipì nel materasso. Rimedi e consigli

tanotte gli è scappata. In realtà ad un mese dall’inizio della scuola materna Enea ha ricominciato occasionalmente  a farsi la pipì addosso.

All’inizio solo durante il riposino a scuola, stanotte nel letto. Per la precisione nel MIO letto.

Un lago di pipì.

Dire che mi è venuto da piangere è poco. In parte perché una regressione non fa mai piacere e in parte perché nel cuore della notte dopo una giornata di lavoro mettersi li a cambiare il letto, lavare il bambino non è affatto piacevole. A dire il vero è molto molto deprimente.

Superato il trauma notturno ho iniziato a meditare sul da farsi col materasso e grazie ai consigli delle mie lettrici ecco il riassunto dei metodi più efficaci.

Le mamme lavoratrici sono le eroine di oggi

Le mamme lavoratrici sono le eroine di oggi.

E questo ve lo dico con cognizione di causa.

Con questo post non voglio minimizzare il lavoro e la fatica che può fare una mamma che non lavora, ma vi posso assicurare che una mamma che lavora fa decisamente molta più fatica.

Una corsa continua contro il tempo, i semafori, il traffico.

Nella testa mille pensieri.

le cose da fare in casa dove per ovvie ragioni molto probabilmente regna il caos perenne.

La spesa da fare. La cena da cucinare.

Perché le mamme hanno sempre ragione

Mia mamma me lo diceva sempre, ma io ovviamente non le ho mai creduto.

E adesso che sono mamma mi ricredo in tutto è per tutto.

Se c’è una certezza nella mia vita è che le mamme hanno sempre ragione.

Niente e nessuno al mondo conoscerà mai un bambino quanto la sua mamma. Non me ne vogliano i papà, ma la mamma è sempre la mamma.

La mamma lo sa.

Lo capisce da uno sguardo.

Quando ha fame, quando ha sonno, quando ha solo bisogno di una piccola coccola.

Essere maestra, l’insegnante il ruolo più difficile

Non deve essere facile essere un’insegnante al giorno d’oggi.

In realtà non lo è mai stato a mio avviso ma ora come ora è davvero complicato.

Ho iniziato a pensarci su ieri, quando all’uscita della scuola primaria ho visto la maestra che abbracciava teneramente un alunno i cui genitori ancora non erano ancora arrivati. Un abbraccio pieno di affetto.

E allora ho riflettuto su quanto sia difficile essere un’insegnante, dove il materiale di lavoro è umano.

Mentre sorridi al tempo che passa sono già 3 anni di te

Se c’è una cosa che ti contraddistingue è il sorriso, e lo stupore e l’amore verso la vita.

Ricordo la prima volta che ti ho visto. Stordita dalla morfina e dolorante. Tu eri minuscolo e leggermente grigiastro, ti hanno appoggiato a me e non mi sono resa conto di quello che stava accadendo.

Sono stati difficili i primi giorni, forse tra i più complicati della mia vita.

Quella ferita sulla pancia che faceva male al corpo e al cuore, i tuoi primi momenti e tua sorella così piccola eppure già cosi grande.

Col secondo figlio è tutto più facile!

Col secondo figlio è tutto più facile!

Si inizia con il test di gravidanza. Al secondo giro sai già quando farlo, come farlo e quale fare. Hai già studiato i vari modelli e la sensibilità specifica di ognuno.

Conosci anche meglio il tuo corpo e forse sai già distinguere i sintomi della gravidanza da quelli di un’abbuffata serale.

Accertata la gravidanza sai già quali esami dovrai fare, quali cibi mangiare e a quale medico affidarti.

L’estate impossibile delle famiglie dei lavoratori. Quattro mesi di vacanze sono troppi

Ne avevo già parlato, ma man mano che le giornate passano e il ritorno a scuola è ancora lontano mi arrabbio sempre di più.

Quattro mesi di vacanze estive sono troppi.

“E ma non li vorrai mica parcheggiare a scuola poveri bambini!” Disse la mamma che, fortuna sua, non doveva lavorare.

No certo i miei figli non li parcheggio. I miei figli me li gestisco e lo faccio anche molto volentieri, altrimenti non li avrei fatti, ma ditemi come si fa a gestire anche un solo figlio quando entrambi i genitori lavorano da dipendenti.

Fate figli e non lamentatevi MAI per favore

Fate figli e non lamentatevi MAI per favore.

Fate figli e abbiate il coraggio di comunicarlo a lavoro, magari con un contratto precario che ovviamente non si rinnoverà mai più.

Fate figli e non andate in maternità, perché anche se i colleghi vi vedono già a casa a cambiare pannolini, l’azienda ha bisogno della vostra presenza fisica. Poco importa se passerete la maggior parte del tempo chiuse in bagno a vomitare.