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Tag: superpapà

Grazie papà. Per tutto quello che hai fatto, che fai e che farai.

Grazie papà. Per tutto quello che hai fatto, che fai e che farai.

Grazie papà. Per tutto quello che hai fatto, che fai e che farai.

Grazie papà perche quando hai saputo di me (Tempestina), nonostante ti tremassero le gambe, e in fondo avresti solo voluto scappare, hai appoggiato la tua mano sulla pancia della mamma e hai detto :”Va tutto bene, qui c’è tutto il nostro amore”.

Grazie papà, per ogni singola mattina quando, all’alba, esci di casa, spesso avvolto nella nebbia e vai a lavorare;

Grazie papà perchè ogni sera quando torni hai ancora voglia di giocare con noi e ci fai fare dei veri giochi pericolosi che con la mamma non possiamo fare;

Voglio sognare ancora come un bambino

Voglio sognare ancora come un bambino

I figli insegnano tante cose. Grazie a un figlio puoi ricordare com’eri prima che la tua mente fosse intrappolata da pregiudizi e condizionamenti. I bambini sono purezza , e noi adulti dovremmo guardarli di più per ricordare come eravamo e confrontarlo con ciò che siamo diventati.

Ma lo allatti ancora??? Storie di allattamento a lungo termine

Ma lo allatti ancora??? Storie di allattamento a lungo termine

Ma lo allatti ancora??????Storie di allattamento a lungo termine

Prova ad allattare un bambino di più di sei mesi e prima o poi qualcuno, magari con la faccia schifata ti farà questa stupida domanda. Il tutto mentre il tuo bambino beve sereno il SUO latte.

Come se a sei mesi scattasse un orologio magico nel bambino che improvvisamente gli fa passare la voglia di seno materno, che devo ricordarvi sempre non è solo nutrimento.

Il seno è coccola, è calore, è sicurezza, è calma.

Quante volte ho usato il seno per calmare nervosismo, rabbia e stanchezza!

O come se il seno a sei mesi esatti smettesse di produrre latte.

Fino a sei mesi vedere una mamma che allatta è bello, dolce, romantico dopo improvvisamente invece fa schifo.

Ma lo allatti ancora??? Storie di allattamento a lungo termine

Ho allattato la mia prima figlia fino a 23 mesi e il secondo figlio ai due anni ma, non lo nascondo, a volte, in certe occasioni, con un po di vergogna. Se lo facevo, lo facevo in disparte cercando di nascondermi.

Quando erano neonati li allattavo ovunque, ma quando hanno iniziato a crescere le cose sono cambiate. Non avevo voglia di sentire commenti inutili, sguardi disprezzo, consigli non richiesti su come staccarli.

 

La faccenda allattamento l’ho sempre considerata una faccenda privata tra me e i miei figli.

Non esiste un momento preciso in cui un bambino si debba staccare dal seno. C’è chi lo fa a sei mesi, chi a un anno e chi a 3 anni.

I bambini si staccano quando sono pronti a farlo.

Con entrambi i miei figli la fine dell’allattamento è stato un processo molto naturale, lo hanno scelto loro, quando una sera si sono addormentati tra le mie braccia e non più attaccati. Li ho capito, che erano pronti. Il mio seno non produceva più molto latte e non ho avuto bisogno di farmaci per smettere. E’ stato perfetto cosi, per noi. Era quelli erano i momenti giusti.

Certo quando si parla di bambini e allattamento sono sempre tutti pronti a dare consigli e a giudicare.

Improvvisamente tutti laureati in tuttologia con master in allattamento.

Ma non lo capite che se vi intromettete nella faccenda allattamento è come se vi intrometteste nelle dinamiche personali di una coppia.

Vi mettereste mai a giudicare come una coppia vive la propria intimità? Ecco allo stesso modo non dovete intromettervi nella faccenda allattamento.

Se una mamma non allatta lasciatela in pace! Glielo pagate voi il latte artificiale?

Se allatta pochi mesi saranno problemi suoi! Se ha smesso avrà avuto i suoi buoni motivi.

Se allatta fino ai 6 anni del bambino toglie forse qualcosa a voi?

Non ci sono regole o schemi fissi e nessuno si dovrebbe permettere di commentare una faccenda tanto personale.

Non  vi piace vedere una mamma che allatta un bambino più grande?

Bene ve la do io la soluzione: guardate altrove!

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Scusa tempo puoi fermarti un po?

Scusa tempo puoi fermarti un po?

Scusa tempo puoi fermarti un po?

Mi sa che stai passando troppo in fretta e non mi piace per niente.

Papà all’asilo

Papà all’asilo

Esiste una sottospecie unama in via d’estinzione, protetta dal wwf: i papà all’asilo.

I papà all’asilo sono quei personaggi che vogliono dimostrare di essere a loro agio in un ambiente per loro ostile, in cui si sentono osservati e irrimediabilmente giudicati dalle altre mamme e maestre.

L’esclusiva della mamma

L’esclusiva della mamma

L’esclusiva della mamma. La  mia esperienza.

Di mamme si sa ce n’è una sola. E’ così quasi per tutti, anche se come ho già raccontato i papà hanno un ruolo importantissimo (https://blog.pianetamamma.it/mammansia/come-faremmo-senza-i-papa/).

Ma la mamma è unica e insostituibile specie i primi mesi di vita. La mamma è colei che ti capisce al volo. La mamma è dolcezza. E’ stata la prima a piangere di gioia davanti a un test postivo, a percepire i primi movimenti. La mamma è quella che ha trattenuto il fiato in quei pochi , ma per lei lunghissimi secondi, dal momento della nascita al primo pianto liberatorio.  La mamma è la prima a nutrirti che sia al seno o al biberon.

La mamma, sopratutto i primi mesi ha l’esclusiva. L’odore, il tocco che cerca un neonato è quello della mamma.

Si anche i papà sono importantissimi, e ad un certo punto, almeno nel mio caso, sono anche preferiti alla mamma.

Ma non i primi mesi.

I primi mesi entrambi i miei figli hanno sempre e comunque preferito me con grande sofferenza del non-marito.

Un uomo, non vivendola in prima persona fa fatica a comprendere la gravidanza. Soprattutto all’inizio quando la pancia ancora non è evidente e l’unica cosa che la conferma è, prima un pezzetto di plastica con due righe, poi un ecografia da cui non si capisce molto.

Poi la pancia cresce, il bambino si muove, ma sistematicamente, col tocco del papà che vorrebbe sentire i movimenti si mette buono buono.

Il papà condivide il momento della nascita, ma , buon per lui, non i dolori e nemmeno il crollo ormonale post parto e stenta a capire la neo-mamma nelle sue crisi di pianto per cose che ritiene di poca importanza.

Il papà , in questo percorso è come uno spettatore che vorrebbe però salire sul palco.

Il non marito, dal momento della nascita ci ha provato a salire sul palco, ed è stato anche bravo nei suoi tentativi, ma non era facile interagire con un neonato che cercava disperatamente il contatto con la mamma.

Poi sono cresciuti e lui ha trovato la chiave giusta per conquistarli: IL GIOCO. Piano , piano ha scalato le vette del palcoscenico. Inutile che vi dica che ora il preferito di Tempestina è lui!

Comunque ecco a voi uno dei primi tentativi di avere una coccola da Tempestina come fosse un gioco.

 

 

 

 

Giochi con papà. Ovvero tempo di qualità visto dal papà

Giochi con papà. Ovvero tempo di qualità visto dal papà

Normalmente i giochi con papà sono i più divertenti ma allo stesso tempo i più pericolosi. Ecco a voi un esempio