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Idee regalo per stimolare la fantasia. Mitama

Idee regalo per stimolare la fantasia. Mitama

dee regalo per stimolare la fantasia.

Natale si avvicina a grandi passi e oggi parlo di idee regalo low cost che allo stesso tempo vi faranno fare un figurone e saranno estremamente gradite.

I miei figli sono pieni di giocattoli e non è semplice trovarne uno che li catturi per davvero e che sfruttino fino in fondo.

La prima è la novità 2019 di Mitama.

Halloween a Mirabilandia

Halloween a Mirabilandia

Halloween a Mirabilandia.

Lo sapete vero che adori i parchi tematici e non ne perdo uno?

Quest’anno durante il periodo di Halloween siamo stati per la prima volta a Mirabilandia.

Mirabilandia come vi ho già raccontato Qui è un parco tematico che ho visto crescere.

A due passi da casa e nella mia amata Romagna.

A Mirabilandia il divertimento è trasversale e ci si diverte sempre a tutte le età.

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto.

Quando sono diventata mamma per la prima volta credevo che con estrema facilità avrei conciliato i ruoli di mamma e di donna.

Credevo che sul lavoro non ci avrei rimesso e che non avrei rinunciato a nulla che mi rendesse felice e serena.

Poi sono diventata mamma di due e mi sono accorta che in questi anni ho dovuto rinunciare a tantissime cose.

Ho rinunciato alla mia carriera lavorativa che ha subito un brusco stop col primo figlio e si è totalmente azzerata col secondo.

Ho dovuto rinunciare a molte delle cose che mi facevano piacere non avendo aiuti da nessuna parte.

Non posso più nemmeno andare in palestra perché  con due bambini e nessuno disposto a tenerli anche solo per un’ora.

Ho rinunciato al tempo per me stessa

Alla lettura che tanto mi allietava. Io ci provo a leggere alla sera quando loro dormono, ma la stanchezza della giornata ha sempre la meglio.

Ho rinunciato ai viaggi avventurosi e alle improvvisate.

E chi vi dice che con dei figli non è vero che si rinuncia a tantissime cose  significa solo una cosa: LORO HANNO TANTI AIUTI.

Cosa che io mi sogno.

Passo la settimana di corsa, tra una scuola e l’altra. Il lavoro e il mantenimento di una casa decente.

Le spese per loro occupano il 90% del mio stipendio.

Le ferie solo quando le scuole sono chiuse

I viaggi chi se li ricorda più? costano troppo nel periodo delle chiusure scolastiche.

Ho rinunciato a pensare prima a me stessa perché prima vengono sempre e solo loro.

E quando me ne lamento mi sento dire che sono una mamma degenere.

Molte di voi non mi capiranno, ed è una fortuna, perché se non mi capiscono è perché hanno un marito presente ed attivo, oppure dei nonni che amano fare i nonni.

Mi capirà chi ha un marito compagno totalmente assente, talmente preso dal suo lavoro da dimenticare il rispetto per il lavoro della donna.

Che non hanno nonni o parenti disponibili.

Che tutto il peso grava sulle proprie.

Fino al punto di rottura.

Che arriva per tutte prima o poi.

Ed è l’esatto momento in cui te ne accorgi che hai rinunciato a tanto. Forse troppo.

 

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L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino.

Il bambino deve imparare a scoprire e conoscere il mondo. E in che modo lo fa il bambino?

Il bambino scopre il mondo attraverso il gioco.

Attraverso il gioco sperimenta, e sperimentando capisce e conosce.

E la conoscenza da sicurezza, fiducia in se stessi.

Il gioco è quindi alla base di una crescita sana. Il gioco rappresenta le fondamenta dell’uomo o della donna che saranno quel determinato bambino.

Il gioco deve però, per essere efficace, deve essere tangibile e stimolare la fantasia e il pensiero.

Proprio per questo sono contraria ai videogames e i giochi virtuali.

Mentre via libera ai giochi che stimolano abilità, fantasia e voglia di crescere.

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

Le mamme possono essere divise in due schieramenti:

Quelle che lavorano
Quelle che “non lavorano”

Due mondi così diversi eppure così vicini.

Le mamme che lavorano invidiamo quelle che “non lavorano” perché dal loro punto di vista le ultime hanno un sacco di tempo libero.

Ma io vi garantisco che non è così, perché se “Non lavori” tutti quelli che ti circondano si aspettano che ti occupi tu di tutte le incombenze.Se tu non lavori i compiti di casa non vengono ripartiti equamente, quindi il tempo libero non c’è.

A mio figlio, tutto quello che sei per me

A mio figlio, tutto quello che sei per me

A mio figlio, tutto quello che sei per me

Sei nato senza dubbio per fare di me una persona migliore.

Vieni da me, fisicamente mi somigli, ma sei diverso da me nei modi, nei pensieri e nei sorrisi.

Tu sorridi alla vita. Sorridi sempre e senza paura di mostrare i tuoi dentini da latte.

Ti sciogli in un abbraccio solo quando sei stanco.

Ami stare in mezzo ai tuoi coetanei e non hai paura del giudizio della gente. Vai sempre avanti a testa dritta per la tua strada.

A mio figlio, tutto quello che sei per me

Ti stacchi da me con serenità perché sai che io da te torno sempre. Sei più sicuro di un adulto.

Sai stare in mezzo agli altri senza litigare. E ti sai isolare quando hai bisogno di stare solo con te stesso.

Io invece sono difficile. Sembro aperta ma  non lo sono. In mezzo agli altri dico sempre la cosa sbagliata e non mi so isolare quando dovrei.

Non sorrido quasi mai alla vita e il bicchiere per me è sempre mezzo vuoto. Sono capricciosa, arrabbiata e infelice spesso senza motivo.

Poi sei arrivato tu.

In quel pomeriggio sgangherato dove nulla è andato come doveva andare. Mi sono svegliata dolorante e tu eri li.

Con la calma e la serenità che ti contraddistingue.

Perché se i figli vengono da noi, spesso vengono per noi.

Non è facile trovare le parole giuste per raccontare cosa sei per me.

Sei il crollo dei miei pregiudizi.

Il sorriso di prima mattina.

Sei il sole che mi corre incontro e mi abbraccia.

Sei la boccata di ossigeno quando la negatività della mia esistenza mi chiude i polmoni.

Sei il mio uomo ideale, quello che immaginavo e che ho trovato in me stessa.

Forse quando eri nella mia pancia hai preso le cose belle di me, quelle che io tenevo nascoste e inutilizzate .

E ora ogni giorno mi insegni quanto sia bello stupirsi con poco, ridere a crepapelle e senza paura di mostrarlo.

Sei la bellezza della vita a forma di bambino.

Buon compleanno mio piccolo raggio di sole.

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Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Settembre che odora di carta nuova e di sogni da realizzare

Di libri nuovi da aprire per la prima volta, di libri da scoprire e di cose nuove da imparare.

Settembre fatto di quaderni bianchi da compilare. Con difficoltà o con leggerezza. Con quelli che saranno sorrisi e quelle che saranno lacrime amare. Nelle giornate solari e in quelle piovose.

Settembre che profuma di sogno e di speranze. E di attese.

Di un nuovo anno tutto da dipingere con pennarelli nuovi e dai colori brillanti.

Settembre con il suo carico di sogni, di speranze e di aspettative. Di una vita nuova da iniziare dopo una lunga estate.

Tutto il necessario per la scuola primaria

Tutto il necessario per la scuola primaria

Tutto il necessario per la scuola primaria.

Un anno fa a quest’ora Carlotta terminava gli ultimi giorni di asilo ed io tra un momento di malinconia e uno di euforia mi chiedevo che cosa avrei dovuto acquistare per la scuola primaria.

Sono una mamma molto apprensiva, organizzata e pianificatrice e non potevo pensare nemmeno lontanamente di preparare ogni cosa all’ultimo minuto.

Col senno di poi vi dico che ci sono cose che si possono acquistare prima, per tutto il resto vi tocca aspettare la prima riunione o qualche comunicazione della scuola.

Le mamme e i loro infiniti compromessi

Le mamme e i loro infiniti compromessi

Le mamme e i loro infiniti compromessi.

Con se stesse e con il resto del mondo.

Quanti compromessi fanno le mamme. Iniziano dalla gravidanza, quando scendono a compromessi con la bilancia e con quel corpo che cambia in tutto e per tutto.

Nell’aspetto e nelle energie.

Nelle forme.

Scendono a compromessi si col dolore del parto, perché non esiste dolore eguale, eppure loro sopportano e questo solo per amore.

Poi ci sono  Le notti delle mamme, le mamme dormono ma solo per finta. E scendono a compromessi con il sonno.

Scendono a compromessi con la società che le vorrebbe energiche e presenti già il giorno sopo il parto, senza ormai nessun rispetto del silenzio e della calma che invece dovrebbe accompagnare una donna nella sacralità  dei primi giorni dopo il parto.

Scendono a compromessi col datore di lavoro. Accettando una retrocessione di carriera pur di avere del tempo da dedicare ai propri figli.

Scendono a compromessi con se stesse, ogni giorni, quando davanti allo specchio sono assalite dai dubbi. E da inutili sensi di colpa.

Perché non è facile essere una mamma.

E solo le mamme sono capaci di autocritiche a volte esagerate.

Scendono a compromessi con le amiche senza figli che spesso non possono capire la stanchezza e la poca voglia di uscire.

Molte scendono a compromessi coi mariti, perché non tutti gli uomini capisco a fondo, e non riconoscono più la donna di prima vedendo solo la mamma.

Ma la donna di prima c’è.

Sta li.

Nascosta.

A volte sopraffatta dal nuovo ruolo, che per quanto magnifico è totalizzante.

Scendono a compromessi con le altre mamme, con le amiche, i parenti e la società.

A volte piangono in silenzio. Nascoste al buio.

Ma poco. Perché tra i tanti compromessi c’è anche quello di non piangere troppo.

 

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Da quando sono mamma io l’estate la odio

Da quando sono mamma io l’estate la odio

a quando sono mamma io l’estate la odio.

La odio dal profondo del cuore e non per il caldo.

La odio perché quando ero bambina io si viveva benissimo con un solo stipendio e estate significava tre mesi al mare con mamma e amiche.

Perché negli anni 80′ le ferie te le potevi permettere anche con un solo stipendio

Adesso oltre a tendere a sopravvivere con due stipendi tiri pure a fare le ferie per due motivi.

Costano troppo

     2 . Un lavoratore normale ha solo 4 settimane di ferie all’anno