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Tag: papà

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

Le mamme possono essere divise in due schieramenti:

Quelle che lavorano
Quelle che “non lavorano”

Due mondi così diversi eppure così vicini.

Le mamme che lavorano invidiamo quelle che “non lavorano” perché dal loro punto di vista le ultime hanno un sacco di tempo libero.

Ma io vi garantisco che non è così, perché se “Non lavori” tutti quelli che ti circondano si aspettano che ti occupi tu di tutte le incombenze.Se tu non lavori i compiti di casa non vengono ripartiti equamente, quindi il tempo libero non c’è.

A mio figlio, tutto quello che sei per me

A mio figlio, tutto quello che sei per me

Sei nato senza dubbio per fare di me una persona migliore.

Vieni da me, fisicamente mi somigli, ma sei diverso da me nei modi, nei pensieri e nei sorrisi.

Tu sorridi alla vita. Sorridi sempre e senza paura di mostrare i tuoi dentini da latte.

Ti sciogli in un abbraccio solo quando sei stanco.

Ami stare in mezzo ai tuoi coetanei e non hai paura del giudizio della gente. Vai sempre avanti a testa dritta per la tua strada.

Ti stacchi da me con serenità perché sai che io da te torno sempre. Sei più sicuro di un adulto.

Sai stare in mezzo agli altri senza litigare. E ti sai isolare quando hai bisogno di stare solo con te stesso.

Anche questa estate ho vinto io la partita

Anche questa estate ho vinto io la partita

Anche questa estate ho vinto io la partita a Tetris ferie, lavoro, bambini.

Ce l’ho fatta.

Lo dico con orgoglio e soddisfazione.

Anche quest’estate la partita a tetris lavoro, ferie, vacanze, bambini l’ho vinta io.

Ho solo versato l’equivalente di due vacanze alle Maldive ai centri estivi.

Pianto giornate di ferie col capo e onestamente mi sono vergognata davanti ai colleghi a doverne chiedere così tante..

Ho studiato meticolosamente il periodo giugno settembre settimana per settimana.

Spesso vivendo alla giornata per non farmi prendere troppo dallo sconforto.

Ho elaborato una pianificazione giornaliera meglio di qualsiasi gestionale in commercio.

Anche questa estate ho vinto io la partita
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Ho diviso equamente le ferie tra me e il padre dei miei figli, farle insieme non era pensabile con agosto di mezzo.

Ma alla fine anche quest’anno ho vinto io. Ovvero sono ancora viva e non sono disoccupata.

Finisce l’estate e sono più stanca di prima. Amareggiata in fin dei conti.

Tra vacanze obbligate, corse giornaliere oggi di qua domani di là. Inventando ogni sorta di attività che potesse intrattenere due bambini piccoli annoiati dalla mancanza della scuola.

Borsoni piscina da preparare, gite settimanali da pagare e organizzare.

Ne esco dopo aver esaurito giorni di ferie, soldi risparmiati e pazienza persa per strada.

Ho le ossa rotte.

Mi sento stanca come un maratoneta alla fine della gara, quando arranca verso la meta coi crampi alle gambe e la lingua fuori dalla bocca.

L’estate da genitore dovrebbe essere considerata al pari di una disciplina olimpionica.

Chi arriva al 15 settembre col minor tasso di stress addosso vince la medaglia.

Ma a parte lo stress mi basta non aver perso il lavoro, non aver perso figli per strada ed essere in grado di camminare ancora con le mie gambe.

Più o meno.

E ora cari figli si torna a scuola.

Alla routine quotidiana che per quanto possa essere stressante e faticosa non lo sarà mai quanto l’estate.

L’estate da genitori lavoratori.

Provateci voi genitori di una volta se ne siete capaci!

Se questo articolo ti può piacere anche L’ estate impossibile delle famiglie dei lavoratori. Quattro mesi di vacanze sono troppi

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Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Ovviamente non ce l’ho con tutti i papà del mondo, ma purtroppo è assodato che nella stragrande maggioranza dei casi i figli sono delle mamme.

Perché storicamente è sempre stato così e delle tradizioni non ce ne si libera cosi facilmente.

Tecnicamente ogni bambino ha due genitori.

Di fatto la maggiore quota di gestione finisce alle madri.

Vuoi perché fin dall’inizio le madri hanno il diritto di stare a casa da lavoro per qualche tempo, vuoi perché l’uomo difficilmente lavora part time, vuoi perché troppo spesso una donna che è anche mamma non riesce a trovare un lavoro.

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui.Diventare genitore non ti rende una persona più umana, comprensiva. Anzi troppo spesso accentua i lati negativi e le insofferenze delle persone stesse.Sono gli stessi adulti, già genitori, ad essere intolleranti verso i figli altrui.A non provare un minimo di empatia, anzi più i loro figli sono grandi più tendono a mettersi sul piedistallo e a non sopportare e criticare i figli degli altri.Ieri sono andata la cinema cinema con il mio compagno ed i miei figli.Per dovere di cronaca non eravamo a a vedere un film da adulti, ma un cartone per bambini.Nei posti davanti a noi una fila di genitori con figli più grandi dei miei. Si siedono e il più alto si mette proprio davanti ad Enea togliendogli tutta la visuale.Non dico nulla e faccio cambio di posto con mio figlio.

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono.

Sono una persona piena di difetti. Ne ho talmente tanti che ho smesso di contarli.

Però ho un pregio. I miei difetti li ammetto.

Non mi reputo una mamma perfetta, ma sono una persona onesta e in tutta onestà lo devo ammettere il figlio preferito esiste.

La maggior parte delle mamme si nasconde dietro scuse tipo:” eh ma sai lui ha più bisogno di me” oppure “eh ma lui è più piccolo” ancora “sai lui è più debole tu sei più forte si vede

Ma non è vero niente.

L’univa vera e inconfutabile verità è che esiste il figlio prediletto.

Quello che senza farlo apposta mettiamo al primo posto. Il figlio dei cui bisogno ci curiamo di più e con più attenzione.

 

Perché il figlio non prediletto queste cose le vede. Le sente. E anche da adulto ne risente.

Non è vero che c’è un figlio più forte, uno che ha più bisogno, no. C’è il figlio prediletto.

Io stessa molte anzi troppo volte sbaglio e mettendo carlotta al primo posto.

Perché è la mia figlia femmina, perché è più attaccata a me e perché non lo so nemmeno io ma molte volte ho due pesi e due misure. Solo che poi me ne accorgo, me ne pento e mi prenderei a schiaffi da sola.

Io lo ammetto. Io.

la maggior parte delle mamme no. Loro si sentono perfette e imparziali come un arbitro professionista.

Poi le vedi che per un figlio fanno di tutto e per l’altro no. Che quando rivedono un figlio sopo tanto tempo gli stendono il tappeto rosso mentre l’altro lo salutano.

E allo stesso modo si comportano con i nipoti.

Si creano nipoti di serie A e nipoti di serie B.

Nipoti per cui si immolano. E nipoti per cui nemmeno l’uovo di cioccolato a Pasqua.

Come avevo scritto Ci sono nonni e nonni. Mica tutti sono tutti belli e bravi e le attenzioni e le dedizioni verso un figlio si misurano anche nelle attenzioni verso i nipoti.

Perché non puoi dimenticare di avere due nipoti e non regalare nemmeno l’uovo di cioccolato a Pasqua mentre per l’altro figlio ti fai in quattro.

Poi siamo umani. Nessuno è perfetto e nessuna mamma lo sarà mai.

Ma esiste un abisso tra commettere degli sbagli e cercare di rimediare e non ammettere di averli commessi.

Perché lo ammetto spesso sono una pessima mamma.

Ma so ammetterlo.

E almeno a correggermi ci provo.

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Ci sono nonni e nonni. Mica tutti sono tutti belli e bravi

Ci sono nonni e nonni. Mica tutti sono tutti belli e bravi

Ci sono nonni e nonni. Mica tutti sono tutti belli e bravi

Carina la credenza che tutti i nonni siano generosi, gentili, disponibili coi nipoti.

Il mito del nonno che fa di tutto per i nipoti è pura fantasia.

C’è il nonno quello super, quello che fa regali di nascosto, sorprese improvvisate e che a Natale si presenta con mezzo negozio di giocattoli.

Ma non è solo una questione economica, io parlo sopratutto di generosità di affetto, di gesti semplici. Di pensieri. Del desiderio di far sorridere

Le scuse dei papà

Le scuse dei papà

Cari papà, se non ci foste bisognerebbe inventarvi! A volte siete bravissimi, ad aiutarci, vedi anche Come faremmo senza i papà? Ma a volte la fantasia con cui trovate “scuse” per non dovervi occuparvi dei vostri figli supera ogni immaginazione.

Grazie papà. Per tutto quello che hai fatto, che fai e che farai.

Grazie papà. Per tutto quello che hai fatto, che fai e che farai.

Grazie papà. Per tutto quello che hai fatto, che fai e che farai.

Grazie papà perché quando hai saputo di me (Tempestina), nonostante ti tremassero le gambe, e in fondo avresti solo voluto scappare, hai appoggiato la tua mano sulla pancia della mamma e hai detto :”Va tutto bene, qui c’è tutto il nostro amore”.

Grazie papà, per ogni singola mattina quando, all’alba, esci di casa, spesso avvolto nella nebbia e vai a lavorare;

Grazie papà perché ogni sera quando torni hai ancora voglia di giocare con noi e ci fai fare dei veri giochi pericolosi che con la mamma non possiamo fare;

festa del papà

Grazie papà quando provi a farmi i codini e poi la mamma si lamenta perché sono storti;

Grazie papà perché quando siamo nati  hai sformato la tue magliette preferite perché, inaspettatamente, il primo pelle a pelle lo abbiamo fatto con te. Quel primo incontro con te è stato emozionante anche per noi;

Grazie papà per essere stato un supereroe i nostri primi giorni di vita, occupandoti di noi e della mamma con la delicatezza che ti contraddistingue;

Grazie papà quando ci porti in giardino con te, e ci insegni a curare le piante, anche se non ci metti mai il cappellino in pieno inverno;

Grazie papà per ogni pannolino che hai cambiato, anche se ci hai sempre messo il triplo del tempo rispetto alla mamma;

Grazie papà per le serate in casa, solo con noi, mentre hai regalato alla mamma qualche ora di svago;

Grazie per aver sempre trovato il modo di consolarci ed addormentarci, nonostante tu non sia dotato di tetta magica;

Grazie per le notti in cui ti sei alzato, ci hai consolato, cullato e non hai nemmeno avuto il tempo di appoggiarti che già suonava la sveglia;

Grazie papà per l’impegno che ci metti a vestirci anche se non azzecchi un solo abbinamento e la mamma non capisce che a noi piace e ci fa cambiare sempre;

Grazie papà per aver rinunciato a tante cose per noi, mettendo sempre al primo posto le nostre esigenze e conservando per te solo quello che avanzava;

Grazie per ogni volta che mangiamo insieme le patatine di nascosto;

Grazie per ogni volta che mi hai accompagnato all’asilo e non mi volevi lasciare. Lo so che se la mamma non fosse stata a casa tu mi avresti riportato a casa con te pur di non vedermi piangere;

Grazie papà per la tua fantasia, che inventa storie e personaggi che ci fanno tanto ridere;

Grazie per ogni lacrima di emozione che ti ostini a nascondere. Ma cosa credi: che i maschietti non si possano emozionare?

Grazie papà per essere semplicemente come sei: IL NOSTRO PAPA.

I tuoi bimbi Tempestina e Sempreallegro

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