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Autore: mammansia

Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro

Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro

Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro.Sono felice nel vederli crescere e insieme a loro, la loro indipendenza.Ma.Vorrei percorrere la loro strada al posto loro per stanare tutte le trappole e scansarle via.Per cadere al posto loro e sbucciare le mia di ginocchia.Per spianargli la strada.Per lasciare loro solo le cose belle, le felicità e i successi.Vorrei versare io tutte le lacrime che inevitabilmente verseranno. E sentire io il dolore delle loro sconfitte, delle giornate no.Vorrei conoscere il segreto per vivere sempre felici e insegnarglielo.

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la liberà, eliminate le chat di classe!
Le chat di classe sono strumenti inutili e pericolosi. Non servono a nulla se non a testare il livello di sopportazione e di sottomissione delle persone.

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa.

O almeno alle scuole elementari secondo me non hanno alcun senso.

Specialmente se i bambini già frequentano a tempo pieno.

Al giorno d’oggi, quando in famiglia si lavora in due e senza aiuti l’unica soluzione per troppe famiglie è lasciare i bambini a scuola a tempo pieno.

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Addirittura dove abito io non ho avuto scelta. O tempo pieno o nulla.

Mia FIGLIA va alla scuola primaria a tempo pieno. Passa otto ore al giorno a scuola per cinque giorni a settimana. In totale fanno 40 ore esattamente come un lavoratore full time.

Ma un lavoratore full time finite le sue ore è libero.

I bambini no.

I bambini hanno i compiti nel week end e a volte anche durante la settimana.

Eppure un lavoratore normale se fa dello straordinario gli viene retribuito, ad un bambino no

Ecco io non sono assolutamente d’accordo col dare i compiti nel week end e durante la settimana.

I bambini hanno il sacrosanto diritto di annoiarsi

Di riposarsi.

Hanno diritto a godere del week end senza dover pensare ai compiti. Anche che sia solo colorare una scheda.

Non è giusto.

Non è il modo per far amare lo studio ai bambini.

Lo studio e la voglia di studiare deve essere qualcosa che viene. Lo studio è piacere. Non obbligo e costrizione.

Dopo 8 ore di scuola e dopo 40 ore settimanali i bambini devono potersi riposare e cosi anche i genitori.

Non so per voi ma per me il week end è un incubo al solo pensiero dei compiti.

Passiamo la settimana di corsa e il week end è sempre un gioco ad incastri per fare le cose rimaste indietro. Ora devo anche incastrarci anche i compiti.

Non ci potevo credere finché non l’ho provato.

E non ditemi che alle elementari sono necessari per imparare perché non è cosi.

Se fanno un buon lavoro durante le ore scolastiche è più che sufficiente.

Le scuole medie sono un altro discorso, ma le scuole elementari devono modernizzarsi.

E i compiti a casa sono la cosa più arcaica a e antipatica.

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Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.

Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.

Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.Lasciateli correre nei prati e saltare nelle pozzanghere di fango. I vestiti si lavano, il tempo perso non si recupera.Tirateli giù dal divano e fategli respirare l’aria fresca. Anche se piove non importa, i vestiti si asciugheranno.Emozionatevi insieme a loro guardando un tramonto e ballate sotto la pioggia. Ascoltate la natura e il respiro del mare. E fatelo anche voi.Portateli fuori quando nevica e mangiate la neve insieme a loro. Se fa freddo basta coprirsi. Il ricordo della neve resterà tra i loro ricordi più belli dell’infanzia.

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare.Non so se sia un fatto di età che avanza, che invecchiando si torna bambini. Con vizi, capricci e pretese.Fatto sta che molti nonni non sanno dare ma solo pretendere.Ci sono nonni che sono semplicemente meravigliosi. Che si fanno in quattro per i figli e ancor più per nipoti. Che aiutano economicamente e a livello pratico.Ci sono nonni che estinguono mutui, e altri che fanno i tassisti, cuochi, baby sitter. Dando sempre tutto ciò che possono dare, e sopratutto lo fanno col cuore.Nonni che pur abitando lontano ci sono. Che mandano regali. Che sono davvero interessati ai nipoti e ai figli.

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui.

Diventare genitore non ti rende una persona più umana, comprensiva. Anzi troppo spesso accentua i lati negativi e le insofferenze delle persone stesse.

Sono gli stessi adulti, già genitori, ad essere intolleranti verso i figli altrui.

A non provare un minimo di empatia, anzi più i loro figli sono grandi più tendono a mettersi sul piedistallo e a non sopportare e criticare i figli degli altri.

Vi racconto quello che mi è successo.

Ieri sono andata la cinema cinema con il mio compagno ed i miei figli.

Per dovere di cronaca non eravamo a a vedere un film da adulti, ma un cartone per bambini.

Nei posti davanti a noi una fila di genitori con figli più grandi dei miei. Si siedono e il più alto si mette proprio davanti ad Enea togliendogli tutta la visuale.

Non dico nulla e faccio cambio di posto con mio figlio.

Il film inizia. Enea ha tre anni, guarda il film ma ogni tanto dice qualche parola ad alta voce. Fin dalla prima parola che osa dire i gentili genitori davanti a noi si voltano e ci guardano male.

Arriva la scena del combattimento, in sala un rumore assordante, Enea si esalta e fa qualche versetto da bambino, finché il gentile genitore davanti a noi si volta e ci aggredisce.

Il gentile genitore urlava, sbraitava, gesticolava ma non sono riuscita a sentire cosa diceva perché l’audio della sala era troppo alto, quindi mi piacerebbe tanto sapere come ha fatto a sentire la voce di mio figlio, lo vedo sgolarsi e farci il gesto di andare via.

Riassumo siamo al cinema, ad uno spettacolo per bambini, e un genitore si è permesso di infastidirsi per la voce di un bambino fino ad aggredire madre e bambino per farli uscire dalla sala.

La sala del cinema era praticamente vuota. Il gentile genitore avrebbe potuto spostarsi in qualsiasi momento, come ho fatto io quando col suo testone aveva coperto la visuale a mio figlio, e invece ha preferito aggredire una mamma e un bambino per allontanare loro.

Sono rimasta talmente allibita e senza parole che non ho avuto la forza di rispondere.

Mi ha lasciata letteralmente senza parole.

Io ed Enea ci siamo spostati, e non l’ho fatto per dargli ragione ma perché le persone violente e maleducate non meritano risposta.

Ora se è questo il mondo e la tolleranza degli adulti verso i bambini dovremmo smettere tutti di farne.

Se un genitore qualsiasi prenderebbe a sprangate il figlio di un’altro per una sciocchezza simile chiediamoci dove stiamo andando e che persone stanno popolando questo mondo.

Non dico che i bambini non debbano essere educati.

Probabilmente avrebbe avuto ragione se mio figlio durante tutta la proiezione avesse corso davanti a lui sui suoi piedi. Ma mio figlio era seduto al suo posto, a fianco a me e ogni tanto parlava.

Ma era un film per bambini.

Non possiamo andare nei posti dedicati ai bambini e pretendere che i bambini degli altri si comportino da adulti.

Se andiamo a vedere un film per bambini dobbiamo aspettarci che ci siano dei bambini e che non tutti i bambini siano dei robot in stand-by.

Non ho mai respirato tanto odio e insofferenza verso i bambini da quando sono mamma e frequento altri bambini e genitori.

I bambini non mi hanno mai dato fastidio, a meno che al ristorante non si mettessero seduti al mio tavolo.

La voce di un bambino non mi ha mai irritato anche prima di essere mamma.

Non mi sono mai sentita una madre migliore di altre se in quel momento i miei figli erano tranquilli mentre gli altri facevano i capricci.

Ma sopratutto mai avrei pensato di essere aggredita insieme a mio figlio al cinema ad una proiezione per bambini.

Mai avrei pensato che avrei trovato intorno a me genitori e persone talmente piede di odio da voler eliminare il mondo intorno a loro. O almeno la parte di mondo che non si rispecchia in loro.

Perché è facile dare consigli e giudicare quando i tuoi figli sono grandi.

E facile sentirsi migliori rispetto ad un altro quanto tu quel percorso lo hai già finito.

Ed è molto difficile mettersi nei panni dell’altro.

Tutti gli adulti dovrebbero andare a scuola di empatia…. e di educazione.

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Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

Oggi vi parlo di un progetto che mi ha entusiasmata da subito. Vi parlo di uno zaino che oltre ad essere ergonomico è super ecologico. Di fatti per realizzare questo zaino servono 18 bottiglie di Pet.

Le brave mamme ogni tanto ammettono di avere bisogno di una vacanza

Le brave mamme ogni tanto ammettono di avere bisogno di una vacanza

Le brave mamme ogni tanto ammettono di avere bisogno di una vacanza dai figli.Non sopporto le mamme che fanno le perfettine. Quelle che i figli sono la ragione di vita, che sono felici semplicemente per il fatto di essere mamme e tutto il resto del mondo intorno a loro non ha più valore.Non sopporto quelle che si credono mamme migliori di te solo perché tu sei sincera e si ogni tanto lo ammetti di aver bisogno di una vacanza. Di momenti tutti per per te.Perché le brave mamme non sono quelle che si immolano sull’altare dei figli.

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono.

Sono una persona piena di difetti. Ne ho talmente tanti che ho smesso di contarli.

Però ho un pregio. I miei difetti li ammetto.

Non mi reputo una mamma perfetta, ma sono una persona onesta e in tutta onestà lo devo ammettere il figlio preferito esiste.

La maggior parte delle mamme si nasconde dietro scuse tipo:” eh ma sai lui ha più bisogno di me” oppure “eh ma lui è più piccolo” ancora “sai lui è più debole tu sei più forte si vede

Ma non è vero niente.

L’univa vera e inconfutabile verità è che esiste il figlio prediletto.

Quello che senza farlo apposta mettiamo al primo posto. Il figlio dei cui bisogno ci curiamo di più e con più attenzione.

 

Perché il figlio non prediletto queste cose le vede. Le sente. E anche da adulto ne risente.

Non è vero che c’è un figlio più forte, uno che ha più bisogno, no. C’è il figlio prediletto.

Io stessa molte anzi troppo volte sbaglio e mettendo carlotta al primo posto.

Perché è la mia figlia femmina, perché è più attaccata a me e perché non lo so nemmeno io ma molte volte ho due pesi e due misure. Solo che poi me ne accorgo, me ne pento e mi prenderei a schiaffi da sola.

Io lo ammetto. Io.

la maggior parte delle mamme no. Loro si sentono perfette e imparziali come un arbitro professionista.

Poi le vedi che per un figlio fanno di tutto e per l’altro no. Che quando rivedono un figlio sopo tanto tempo gli stendono il tappeto rosso mentre l’altro lo salutano.

E allo stesso modo si comportano con i nipoti.

Si creano nipoti di serie A e nipoti di serie B.

Nipoti per cui si immolano. E nipoti per cui nemmeno l’uovo di cioccolato a Pasqua.

Come avevo scritto Ci sono nonni e nonni. Mica tutti sono tutti belli e bravi e le attenzioni e le dedizioni verso un figlio si misurano anche nelle attenzioni verso i nipoti.

Perché non puoi dimenticare di avere due nipoti e non regalare nemmeno l’uovo di cioccolato a Pasqua mentre per l’altro figlio ti fai in quattro.

Poi siamo umani. Nessuno è perfetto e nessuna mamma lo sarà mai.

Ma esiste un abisso tra commettere degli sbagli e cercare di rimediare e non ammettere di averli commessi.

Perché lo ammetto spesso sono una pessima mamma.

Ma so ammetterlo.

E almeno a correggermi ci provo.

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Finché sono piccoli è quasi tutto facile, è il dopo che mi fa molta paura.

Finché sono piccoli è quasi tutto facile, è il dopo che mi fa molta paura.

Finché sono piccoli è quasi tutto facile, è il dopo che mi fa molta paura.

Sto iniziando a rifletterci ora che Carlotta ha 6 anni. Mi rendo conto che il tempo è volato e prima di accorgermene avrò a che fare con un’adolescente.

Più ci penso e più la cosa mi fa paura.

Io sono stata un adolescente abbastanza tranquilla, a tratti ribelle,  chi in fondo non lo è in quel particolare periodo della vita, ma ho sempre avuto chiaro il concetto del giusto e dello sbagliato.

Conoscevo i pericoli e per questo sono sempre stata in grado di difendermi.

Certo una buona dose di fortuna ha aiutato, ma tutto sommato è andata bene.

Il fatto è che i pericoli del mondo di oggi sono molti di più rispetto ai pericoli del mondo di ieri.

E sopratutto sono molto più vicini e raggiungibili.

Raggiungibili alla portata di un click.

Il pericolo ai miei tempi era la droga. Ma la droga non poteva arrivare direttamente a casa attraverso lo smartphone. La droga andava cercata, quindi sì era un pericolo ma non cosi scontato da trovare.