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Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio.

Quante ne sento di coppie che non funzionano ma stringono i denti e restano insieme solo perché i figli sono piccoli. Magari fanno i separati in casa credendo di fare la cosa giusta verso i propri figli

Quante ne sento di donne frustate e infelici che decidono di rimandare la separazione col marito o compagno a quando i figli saranno grandi.

Se il vostro rapporto di coppia non funziona e pensate di non separarvi solo perché i figli sono piccoli vi dico col cuore in mano che stato sbagliando tutto per tanti motivi.

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte.

Per molte lo è grazie al cielo.

Poi ci sono quelle per cui non lo è.

Ci sono donne che hanno problemi di salute e passano ogni singolo giorno della propria gravidanza a sperare che non sia l’ultimo.

Che non sia l’ultimo di un illusione.

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza.

Alla prima gravidanza fai il test una settimana di anticipo, lo ripeti i giorni seguenti e misuri le beta nel sangue almeno tre volte per essere sicura che stiano crescendo bene. E devono non solo crescere ma raddoppiare ogni due giorni.

Alla seconda gravidanza aspetti il ritardo e se va bene fai le beta solo una volta.

Alla terza fai il test dopo due settimane di ritardo e basta.

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Alla prima gravidanza hai appuntamento dal ginecologo privato e a pagamento dopo 10 minuti dall’ultimo test.

Alla seconda valuti se ginecologo privato o consultorio

Alla terza vai direttamente dall’ostetrica e ti prescrivi gli esami da sola. Evitando quelli inutili.

Alla prima gravidanza conosci ore minuti e secondi della gestazione. “Oggi sono 22 settimane più 3 giorni più 7 ore!”

Alla seconda ” Sono intorno alla 20 esima settimana“.

Alla terza ” Boh non lo so, comunque nasce a ottobre circa“.

Alla prima gravidanza guai anche solo guardare una fetta di prosciutto, alla seconda una fettina di parma stagionato almeno 28 mesi te la concedi, alla terza e che cavolo se non hai preso la toxoplasmosi in 37 anni di vita chi te lo fa fare di rinunciare a un buon panino al prosciutto?

Alla prima gravidanza fai la lista nascita. Un calderone di oggetti per lo più inutili che finiranno comprati da amici e parenti nel giro di 48 ore dalla nascita. Torni a casa dall’ospedale che non hai più posto nemmeno per passare e piena di oggetti che nemmeno ti eri ricordata di avere inserito nella lista.

Alla seconda magari fai una lista nascita molto minimal ed essenziale da cui non riceverai alcun regalo perché tanto al secondo figlio secondo gli altri hai già tutto.

Al terzo figlio vai diretta la negozio per bambini snobbando le commesse e sapendo bene cosa serve e non serve. E rinunci alla lista nascita tanto il terzo figlio non riceverà nulla se non un messaggino di felicitazioni su whatsapp.

Ma alla prima gravidanza il cuore aumenta di dimensioni, alla seconda la crescita è pari ad esponente due e alla terza l’esponente è il 3.

E questo lo sai solo tu.

 

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1, 2, 3 faccio i figli che pare a me

1, 2, 3 faccio i figli che pare a me

1, 2, 3 faccio i figli che pare a me.

Il che potrebbe anche significare che di figli non ne voglio nemmeno uno.

Non c’è legge che dica che perché dotata utero sia costretta a procreare.

E nemmeno una che sancisca il numero di figli che devo mettere al mondo.

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

Mai citazione fu più adatta a questo particolare momento della mia vita.

E una cosa che ancora forse non ho metabolizzato del tutto. Un evento che nella stragrande maggioranza dei casi è felice, perché deve esserlo. Ma che a me ha colto alla sprovvista, e di cui ancora forse non sono del tutto consapevole.

E barcollo ancora tra momenti di felicità e momenti di depressione.

Sono su una barca in balia del mare che a volte è calmo e a volte è agitato più che mai.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Cara ministra Azzolina,

Da semplice madre che sono volevo solo dirle una cosa.

Mentre lei vanta il successo della sua DAD ovvero didattica a distanza, dietro lo schermo del pc ci sono mamme che piangono.

Perché la sua DAD sui bambini più piccoli è per lo più un vero fallimento.

Un fallimento didattico.

Un fallimento sociale.

Un fallimento psicologico.

Cara ministra lei figli non ne ha, ma le posso assicurare che in questo periodo di reclusione in casa, senza scuola, amici i bambini sono tutto regrediti.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Lei non lo sa ma i compiti dati così perché il programma deve andare avanti non sono di stimolo per i più piccoli. Sono DELETERI.

Lei non lo sa ma siamo noi mamme a stampare pagine su pagine, controllare date di scadenza compiti e a pregare ogni singolo giorno i nostri figli affinché siano almeno un pochino collaborativi.

Lei non lo sa cara ministra ma i bambini non sono tutti uguali, e se qualcuno davanti a questa assurdità ha arrancato ma comunque è andato avanti, altri non ce l’hanno fatta.

Sono caduti in apatia.

Depressione cara ministra.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono.

Perché la scuola non è nozioni. La scuola è rapporto umano, è apprendimento attraverso l’esperienza.

La scuola è anche l’intervallo per la merenda, gli sguardi complici e i suggerimenti.

E il compagno di banco che ti chiede un pezzo della sua merenda, e il sorriso delle insegnanti, quelle che davvero vogliono insegnare non solo inculcare nozioni.

La scuola è la campanella che suona, la corsa in classe e la fila per il bagno.

E nessuna mail, video lezione potrà mai sostituirsi alla scuola quella umana.

Cara ministra ha chiesto alle insegnanti di dare valutazione sugli alunni. Senza empatia.

Ci sono bambini che a scuola avrebbero preso 10 e con la sua DAD nemmeno arrivano alla sufficienza.

Lo sa cara ministra quante madri davanti a figli troppo piccoli per questa DAD ogni giorno piangono.

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Piangono mentre riorganizzano i compiti da fare

Le videolezioni dei figli a cui non vogliono partecipare

Che si inventano trucchi premi e ricatti per convincerli almeno a provarci.

Non è facile essere madri cara ministra

Ma sappia che con questa DAD molte di noi si sentono ogni giorno di più madri di merda.

Io sono la prima.

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Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Ora vi dico la mia.

La didattica distanza è inutile e dannosa.

Vi parlo del mio punto di vista, di mamma di due bambini di cui una in età da scuola primaria.

Ricapitoliamo quello che è successo a questi bambini.

Da un giorno all’altro gli è stato detto che in giro c’era un virus molto pericoloso, allora per proteggersi avrebbero dovuto accettare il famoso “distanziamento sociale”.

Ripetiamo insieme “distanziamento sociale”. Ergo niente più scuola, palestra, parchetto amici.

Corse, merende, risate e giochi con i coetanei.

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus.

Iniziamo parlando dei bambini, quelli che sono prima di tutto stati additati come untori. Quelli che in realtà superano il coronavirus senza grossi problemi.

Come al solito i bambini sono stati ritenuti portatori sani di virus e allontanati senza spiegazioni dalla loro quotidianità, dalle loro scuole e dai loro amici.

Chiusi in casa senza il diritto di fare una passeggiata al parco.

Chiusi in casa  mentre loro giochi al parco sono stati transennati. E vedere quelle altalene transennate credo sia l’esempio più lampante del fallimento della nostra società

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza.

Manca solo l’ufficialità, ma lo sappiamo già che sarà una Pasqua in quarantena.

Ognuno nelle proprie case senza la possibilità e la bellezza di riunire tutta la famiglia.

Per me la Pasqua ha sempre significato allegria, colore, primavera, sole e tante gite all’aria aperta. Quest’anno invece mi troverò a casa da sola coi miei bambini.

Ci sono le chat, le videochiamate e i telefoni. Ma nulla potrà mai sostituirsi agli abbracci, alle risate e al valore del tempo condiviso con tutti i familiari.

Siamo in una dimensione sospesa nel tempo, e anche se la primavera sta arrivando non ne possiamo godere.

Questo mi pesa tanto. A un’anima libera, ribelle e “girandolona” come me la reclusione pesa come un macigno sulla testa.

E allora ho pensato a tutto quello che posso fare per far passare una bella Pasqua ai miei bambini.

Ci alzeremo con calma e partiremo con la caccia alle uova che sto organizzando, poi faremo un bel pranzetto noi tre e alla fine ci daremo all’apertura delle uova di Pasqua che ho scelto con molta attenzione.

Le uova che ho scelto per i miei bambini sono quelle di Dolci Preziosi.

La scelta anche quest’anno è davvero ampia!

Enea ha voluto Lamborghini, Ducati e Baby shark mentre Carlotta Super Slime, Miracle tunes, e Poopsie l’unicorno magico.

Ci sono anche le LOL, i Gormiti, le tartarughe Ninja, il richiestissimo uovo di “La Sabri”.

Novità assoluta è l’uovo di cioccolato fondente nella confezione Plastic-Free a sostegno della campagna “TartaLove” di Legambiente.

Un uovo di cioccolato che contribuirà, con il suo acquisto, a sostenere la salvaguardia delle tartarughe marine del Mediterraneo, vittime dell’inquinamento di rifiuti e plastiche in mare.

Questo è l’uovo scelto da me.

Il cioccolato al latte è sempre di ottima qualità, mentre vorrei sottolineare che quest’anno le sorprese all’interno delle uova (ehm si ne abbiamo già aperto qualcuna per affogare nel cioccolato la tristezza della reclusione) sono davvero belle e grandi.

Giochi consistenti che danno davvero soddisfazione ai bambini!

Un esempio? Nell’uovo baby shark si trovano degli squaletti grandi circa 10 cm che cantano appunto la canzoncina baby shark.

I miei figli sono sempre felici aprendo queste uova. Sono i nostri momenti di normalità, in questo periodo così grigio.

Facciamoci  compagnia raccontatemi la vostra Pasqua!

 

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Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma una mamma

Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma una mamma

Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma sono una mamma.

Lo penso ogni giorno da quando è successo questo delirio.
Mi sono trovata da un giorno all’altro a dover lavorare da casa, coi bambini e a dover fare l’insegnate della grande.
Si perché se da un certo punto di vista è logico il ragionamento che gli studenti non debbano essere lasciati allo sbaraglio, d’altro canto non è pensabile che un genitore lavori e contemporaneamente faccia da insegnante.
Le ore della giornata sono le stesse.