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Nel paradiso dei bambini dove tutti i sogni diventano realtà da Fortura giocattoli

Nel paradiso dei bambini dove tutti i sogni diventano realtà da Fortura giocattoli

Nel paradiso dei bambini dove tutti i sogni diventano realtà.

Ho sempre amato i negozi di giocattoli. 

Quei posti magici pieni di luci, colori e desideri da realizzare.

Quei posti dove ogni sogno si può realizzare per davvero.

Un po come entrare nel magico villaggio di babbo Natale, dove le Barbie la fanno sempre da padrone e non mancano nemmeno i giocattoli di legno cosi belli e affascinanti.

Si alla mia età sono sempre un po’ bambina, e passeggiare nei negozi di giocattoli coi miei figli è una delle mie cose preferite.

Oggi vi parlo di un negozio storico di Milano  che da Novembre sarà insignito del premio Bottega Storica di Milano.

Idee regalo per stimolare la fantasia. Mitama

Idee regalo per stimolare la fantasia. Mitama

dee regalo per stimolare la fantasia.

Natale si avvicina a grandi passi e oggi parlo di idee regalo low cost che allo stesso tempo vi faranno fare un figurone e saranno estremamente gradite.

I miei figli sono pieni di giocattoli e non è semplice trovarne uno che li catturi per davvero e che sfruttino fino in fondo.

La prima è la novità 2019 di Mitama.

Halloween a Mirabilandia

Halloween a Mirabilandia

Halloween a Mirabilandia.

Lo sapete vero che adori i parchi tematici e non ne perdo uno?

Quest’anno durante il periodo di Halloween siamo stati per la prima volta a Mirabilandia.

Mirabilandia come vi ho già raccontato Qui è un parco tematico che ho visto crescere.

A due passi da casa e nella mia amata Romagna.

A Mirabilandia il divertimento è trasversale e ci si diverte sempre a tutte le età.

Quando ero più giovane non rinunciavo all’adrenalina e attrazioni come le  OIL TOWER ovvero le torri che ti lanciano in caduta libera o in salita improvvisa, erano immancabili durante le mie visite.

Oggi con due figli all’attivo preferisco di gran lunga Bimboland.

A Bimboland le attrazioni sono adatte a tutta la famiglia e vi assicuro che nella Casamamata e nel Flying Arturo i siamo fatti delle grasse risate!

Poca adrenalima ma risate senza limite.

In questi giorni il parco era “mostruosamente” addobbato ad Halloween. Le zucche ornamentali non mancavano in giro per il parco, e nemmeno i teschi e i ragni giganti.

Per di più sono state allestite delle attrazioni speciali dedicate proprio al tema

tra cui una galleria per un percorso horror divertente a misura di bambini.

I bambini si sono immersi nell’atmosfera magica e si sono goduti ogni singolo attimo della giornata.

Abbiamo passeggiato, mangiato caramelle, corso riso e scherzato.

Da segnalare l’area tematica dedicata ai dinosauro ovvero “Dinoland” in cui sono presenti diverse ricostruzioni di dinosauri a grandezza naturale.

Inutile dire che il mio piccolo esperto di dinosauri è rimasto a bocca aperta e non voleva più andare via.

Molto carina in questa area l’attrazione Ovosauro. Si tratta di una monorotaia che si percorre a bordo di un mega uovo di dinosauro che permette di esplorare dall’alto Dinoland, osservando dettagli che da terra non sono visibili.

Infine prima di andare a casa, quando il sole iniziava a calare abbiamo fatto un giro sull’altissima ruota panoramica. Quella di Mirabilandia è la più alta d’Europa e vi assicuro che stano lassù in altro lo spettacolo è mozzafiato.

Col calare del buio e l’illuminazione delle attrazioni, il parco è ancora più magico, e in questi giorni ancora più  a tema Halloween.

Se non ci siete stati ve lo consiglio anche se non siete amanti delle giostre perché è l’atmosfera quella che fa la differenza e vi assicuro che i vostri figli avranno un ricordo bellismo di quella giornata.

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Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa per i bambini che già frequentano la scuola a tempo pieno.

Spiegatemelo perché io non lo comprendo.

Quindi facciamo due conti insieme: questi bambini stanno a scuola dal lunedì al venerdì dalle8:30 alle 16:30.

Quaranta ore settimanali.

Quaranta ore.

Le stesse ore di un lavoratore full time.

Con una piccola differenza: il lavoratore il venerdì spegne pc, chiude l’officina e fino al lunedì mattina non ci pensa più.

Il bambino invece il venerdì ha i compiti da fare a casa nel week end.

Nel week end che dovrebbe essere periodo di riposo e pausa i bambini hanno i compiti. I bambini non hanno diritto di staccare la spina.

E parliamo di bambini di 6-10 anni circa.

Stanno a scuola 40 ore settimanali.

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto.

Quando sono diventata mamma per la prima volta credevo che con estrema facilità avrei conciliato i ruoli di mamma e di donna.

Credevo che sul lavoro non ci avrei rimesso e che non avrei rinunciato a nulla che mi rendesse felice e serena.

Poi sono diventata mamma di due e mi sono accorta che in questi anni ho dovuto rinunciare a tantissime cose.

Ho rinunciato alla mia carriera lavorativa che ha subito un brusco stop col primo figlio e si è totalmente azzerata col secondo.

Ho dovuto rinunciare a molte delle cose che mi facevano piacere non avendo aiuti da nessuna parte.

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino.

Il bambino deve imparare a scoprire e conoscere il mondo. E in che modo lo fa il bambino?

Il bambino scopre il mondo attraverso il gioco.

Attraverso il gioco sperimenta, e sperimentando capisce e conosce.

E la conoscenza da sicurezza, fiducia in se stessi.

Il gioco è quindi alla base di una crescita sana. Il gioco rappresenta le fondamenta dell’uomo o della donna che saranno quel determinato bambino.

Il gioco deve però, per essere efficace, deve essere tangibile e stimolare la fantasia e il pensiero.

Proprio per questo sono contraria ai videogames e i giochi virtuali.

L'importanza della manualità nel bambino

Mentre via libera ai giochi che stimolano abilità, fantasia e voglia di crescere.

I miei figli, come tutti i bambini di oggi, hanno di tutto e di più. Non esistono giochi da maschio e da femmina, in questa casa esistono i giochi e basta.

Così a volte giocano insieme con le bambole, oppure a calcio.

Un’altro tipo di giochi che li mette d’accordo sono i giochi di costruzioni. Dalle costruzioni classiche alle più moderne costruzioni magnetiche Geomag.

I miei figli hanno potuto testare Geomag Magic cube, si tratta di cubi magnetici che si attaccano tra di loro facilmente e in tutte le direzioni.

C’è la scatola formata dai cubi semplici colorati. Sono quelli che combinati insieme possono diventare qualsiasi cosa. Una casa, un cane, un castello, un fiore, un gelato.

Poi ci sono le scatole tematiche di animali, animali polari, frutti i cui cubi riportano in ogni faccia dei disegno relativi al tema della scatola.

Ad esempio nella scatola a tema frutta i cubi avranno una parte di un frutto diverso in ogni faccia in modo che cambiando diversi cubi a seconda della posizione di assemblamento il bambino possa ricostruire il frutto originale o inventare un frutto nuovo che sia una combinazione di più frutti a seconda della fantasia del bambino stesso.

Nella scatola dedicata agli animali polari avremo in ogni faccia del cubo un pezzetto di animale tipo orso polare e il bambino combinando insieme i pezzi va a creare l’animale originale oppure un nuovo animale fantastico sconosciuto a tutto il mondo tranne che a lui.

Strutturati in questo modo bastano davvero pochi cubi per passare insieme ai propri bambini dei bei pomeriggi di fantasia e storie da inventare.

Perché il gioco è più bello se fatto in compagnia.

E il tempo passato con loro è il tempo meglio speso.

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La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

Le mamme possono essere divise in due schieramenti:

Quelle che lavorano
Quelle che “non lavorano”

Due mondi così diversi eppure così vicini.

Le mamme che lavorano invidiamo quelle che “non lavorano” perché dal loro punto di vista le ultime hanno un sacco di tempo libero.

Ma io vi garantisco che non è così, perché se “Non lavori” tutti quelli che ti circondano si aspettano che ti occupi tu di tutte le incombenze.Se tu non lavori i compiti di casa non vengono ripartiti equamente, quindi il tempo libero non c’è.

A mio figlio, tutto quello che sei per me

A mio figlio, tutto quello che sei per me

Sei nato senza dubbio per fare di me una persona migliore.

Vieni da me, fisicamente mi somigli, ma sei diverso da me nei modi, nei pensieri e nei sorrisi.

Tu sorridi alla vita. Sorridi sempre e senza paura di mostrare i tuoi dentini da latte.

Ti sciogli in un abbraccio solo quando sei stanco.

Ami stare in mezzo ai tuoi coetanei e non hai paura del giudizio della gente. Vai sempre avanti a testa dritta per la tua strada.

Ti stacchi da me con serenità perché sai che io da te torno sempre. Sei più sicuro di un adulto.

Sai stare in mezzo agli altri senza litigare. E ti sai isolare quando hai bisogno di stare solo con te stesso.

Anche questa estate ho vinto io la partita

Anche questa estate ho vinto io la partita

Anche questa estate ho vinto io la partita a Tetris ferie, lavoro, bambini.

Ce l’ho fatta.

Lo dico con orgoglio e soddisfazione.

Anche quest’estate la partita a tetris lavoro, ferie, vacanze, bambini l’ho vinta io.

Ho solo versato l’equivalente di due vacanze alle Maldive ai centri estivi.

Pianto giornate di ferie col capo e onestamente mi sono vergognata davanti ai colleghi a doverne chiedere così tante..

Ho studiato meticolosamente il periodo giugno settembre settimana per settimana.

Spesso vivendo alla giornata per non farmi prendere troppo dallo sconforto.

Ho elaborato una pianificazione giornaliera meglio di qualsiasi gestionale in commercio.

Anche questa estate ho vinto io la partita
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Ho diviso equamente le ferie tra me e il padre dei miei figli, farle insieme non era pensabile con agosto di mezzo.

Ma alla fine anche quest’anno ho vinto io. Ovvero sono ancora viva e non sono disoccupata.

Finisce l’estate e sono più stanca di prima. Amareggiata in fin dei conti.

Tra vacanze obbligate, corse giornaliere oggi di qua domani di là. Inventando ogni sorta di attività che potesse intrattenere due bambini piccoli annoiati dalla mancanza della scuola.

Borsoni piscina da preparare, gite settimanali da pagare e organizzare.

Ne esco dopo aver esaurito giorni di ferie, soldi risparmiati e pazienza persa per strada.

Ho le ossa rotte.

Mi sento stanca come un maratoneta alla fine della gara, quando arranca verso la meta coi crampi alle gambe e la lingua fuori dalla bocca.

L’estate da genitore dovrebbe essere considerata al pari di una disciplina olimpionica.

Chi arriva al 15 settembre col minor tasso di stress addosso vince la medaglia.

Ma a parte lo stress mi basta non aver perso il lavoro, non aver perso figli per strada ed essere in grado di camminare ancora con le mie gambe.

Più o meno.

E ora cari figli si torna a scuola.

Alla routine quotidiana che per quanto possa essere stressante e faticosa non lo sarà mai quanto l’estate.

L’estate da genitori lavoratori.

Provateci voi genitori di una volta se ne siete capaci!

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Il secondo figlio non fa due ma duecento.

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

e lo dico col senno di poi. Prima di fare il secondo figlio pensateci non una, non cento ma almeno mille volte. E poi pensateci ancora.

Perché il secondo figlio non fa due ma duecento.

Non importa quanto piccola sarà la differenza di età perché avranno sempre e comunque esigenze, necessità e desideri diversi.

Avranno bisogno del bagno nello stesso momento.

E mentre uno dormirà l’altro non lo farà perché non riesce a prendere sonno, ha sete, ha fame, ha mal di pancia deve fare cacca.

Mentre uno starà giocando con un oggetto che era rimasto nascosto per mesi e mesi nell’angolo più buio della stanza l’altro ne avrà improvvisamente bisogno. Ovviamente se il fratello non ci avesse giocato non ne avrebbe avuto bisogno.