Tag: gravidanza

Lista nascita cosa farsi regalare

Lista nascita cosa farsi regalare

Quando aspettavo Carlotta essendo alla prima esperienza per creare la sua lista nascita mi sono dovuta appoggiare al negozio. Forse se avessi letto qualcosa prima sarei andata a fare la lista nascita più preparata e informata.

Ecco allora qualche spunto per la vostra lista nascita!

Qualche punto per idee regalo.

Una mamma non si misura dal parto

Una mamma non si misura dal parto

Scrivo questo post di getto e lo scrivo soprattutto per quelle donne che stanno per diventare madri per la prima volta.

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi.

Quando ho saputo di aspettare il terzo il panico ha preso il sopravvento in me.

Un po’ per la situazione complicata, un po’ perché mi chiedevo come avrei fatto a gestire 3 bambini di cui un neonato.

Tutta la gravidanza ci ho scherzato tu dicendo che sarei finita in clinica psichiatrica nel giro di pochi giorni. E mentre fuori ridevo dentro di me, di fatto, piangevo.

Le ultime settimane di gravidanza sono state le più pesanti. Ero terrorizzata dall’idea di entrare in travaglio in un momento in cui ero sola con gli altri due figli e pregavo che il tutto partisse nel week end in cui eravamo tutti a casa.

Avevo allertato il mondo nel caso in cui fossi dovuta correre in ospedale e i miei figli erano a scuola cercando qualcuno che in caso di emergenza me li portasse a casa.

Il terzo figlio viene su da solo... o quasi

E mi chiedevo come avrei fatto a far conciliare le esigenze del neonato con le esigenze dei miei due figli orami già grandicelli.

Come avrei fatto a seguire tutti e non far mancare nulla.

Poi lui è nato.

E con lui una nuova me.

E di questo devo ringraziare il mio compagno. Senza di lui non sarei quella che sono adesso.

Perché un figlio si fa in due e se lo si cresce in due è tutto più facile e piacevole.

E ho scoperto che noi mamme abbiamo davvero i superpoteri.

Che c’è sempre posto e tempo per un altro figlio e in un qualche modo si riesce a gestire tutto.

Basta non pretendere la perfezione sempre e comunque. Chiudere gli occhi davanti a una casa più in disordine del solito.

Ho imparato a respirare.

A godermi il tempo con lui.

Ho imparato a sedermi e guardarlo dormire e sospirare consapevole che domani sarà già più grande.

Ho imparato a coccolare tre bambini contemporaneamente e a stringerli forte a me.

Ho imparato a riempirli di baci finché li vogliono.

Ho imparato a superare le ansie e le paure perché non ha senso perdere tempo mentre loro crescono cosi velocemente.

E cosi rilassandomi è passato già un mese.

E lui è cresciuto, e io non me ne sono accorta.

Il terzo figlio viene su da se perché al terzo figlio sei più grande e consapevole e hai davanti agli occhi gli altri due che sono cresciuti e non sai bene ne come ne quando.

E allora ti rilassi e vivi il momento.

E tutto va avanti ed è molto più facile e piacevole di quello che pensavi.

Coi figli cresce l’amore e cresci tu e diventi una MAMMA sempre più felice.

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Noi mamme cesareo non siamo meno mamme di te

Noi mamme cesareo non siamo meno mamme di te

Noi mamme cesareo non siamo meno mamme di te.

Ho una terza cicatrice sulla pancia. Che è stata più dolorosa sia fisicamente che psicologicamente da digerire.

E che non ho ancora digerito del tutto.

Ci vorrà del tempo e del lavoro su me stessa.

Anche stavolta ho tentato un parto naturale nonostante i due pregressi cesarei.  In ospedale ero semplicemente la precesarizzata che non si voleva arrendere ad un corpo incapace di partorire.

Diventare mamme ai tempi del covid

Diventare mamme ai tempi del covid

Ho fatto il test di gravidanza il 14 febbraio 2020. Nell’aria si sentiva lontanamente puzza di virus cinese ma niente faceva presagire quello che stava per accadere.

Quella mattina mai avrei immaginato che stavo per vivere una gravidanza totalmente diversa dalle altre due.

Oggi posso dirvi che le mamme e i neonati 2020 hanno la scorza davvero dura.

Un lungo viaggio di quaranta settimane

Un lungo viaggio di quaranta settimane

Un lungo viaggio di quaranta settimane.

E così anche stavolta la fine viaggio si avvicina.

E stato un viaggio intenso, potente, altalenante. Abbiamo affrontato decisioni difficili e momenti più o meno felici.

La notte dormo male e mi chiedo cosa proverò quando vedrò il tuo viso. Lo stesso viso che stavo decidendo di non vedere.

Quando sentirò il tuo pianto. Quel pianto che mi spaventava solo l’idea.

Ci vuole coraggio per portare avanti una gravidanza non pianificata. Ma ce ne vuole molto di più per interromperla. Oppure è il contrario.

Un lungo viaggio di quaranta settimane

Io so solo che ho avuto tanta paura quando quel test si è colorato. Che avrei tanto voluto non fosse vero. Ma poi dopo aver sentito il tuo cuoricino per la prima volta non ho potuto fare altro che accettarti.

E accettare che la vita è imprevedibile e ti fa girare la testa proprio quando credi di aver trovato una sommaria stabilità emotiva.

Che ci vuole coraggio per accettare ed accogliere quello che la vita ti porge inaspettatamente.

Ma il coraggio alla fine premia sempre.

Non so se riuscirò mai ad appianare il senso di colpa per aver pensato di non tenerti, e forse per questo con te sarò ancora più mamma chioccia e non ti farò del bene.

Accolgo ogni piccola contrazione con serenità sapendo che il viaggio verso il nostro primo incontro è iniziato.

Non so immaginarti. Ma so che sei parte di me e amerò ogni piccola cosa di te, esattamente come faccio coi tuoi fratelli.

A proposito di loro sappi che sono qui e sono pronti ad accoglierti con una maturità che mai ti aspetteresti da bambini con genitori separati.

Ma i bambini sono puri e noi grandi abbiamo tanto da imparare da loro.

Il tuo arrivo mi ha costretta a guardarmi dentro, in un viaggio interiore dove finalmente ho guardato in faccia la me bambina. Quella insicura, indecisa, spaventata. Quella che temeva l’abbandono più di ogni altra cosa. E ho imparato ad accettare le cose che non posso cambiare senza arrabbiarmi. A non pensare troppo al domani ma a vivere nel presente che tempo di un soffio è già passato.

Ho imparato a vivere ogni momento giorno per giorno.

E sto cercando di imparare a non pianificare troppo, perché tanto qualsiasi cosa si pianifica poi succede sempre il contrario.

E ho capito che tu sei esattamente quello che doveva arrivare nella nostra vita.

Quando qualcuno mi chiede come farò, dico semplicemente che non lo so ma in un qualche modo farò.

Che mi prenderò cura di me e dei miei figli nel miglior modo possibile e sarò la madre migliore possibile con tutti i miei limiti.

Respiro gli ultimi giorni di gravidanza e di silenzio, quel silenzio che sarà colmato presto dalla tua voce.

Coccolo i tuoi fratelli consapevole che quando sarai qui le mie braccia diventeranno più lunghe per stringervi forte tutti e tre.

Se mi chiedono cosa avrei immaginato per il mio futuro non sarebbe stato questo.

Ma ora so che questo è il meglio che mi poteva succedere.

E adesso Tommasino fatti forza e spingi forte, c’è tanto amore fuori da questa pancia che ti aspetta.

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Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma.

Vista da fuori la gravidanza sembra una passeggiata.

In realtà le cose stanno molto diversamente.

Il pancione non è facile da portare, il corpo è appesantito e tutti i movimenti ne risentono irrimediabilmente.

Tutti i movimenti sono rallentati e difficoltosi anche per la mamma più sprint.

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte.

Per molte lo è grazie al cielo.

Poi ci sono quelle per cui non lo è.

Ci sono donne che hanno problemi di salute e passano ogni singolo giorno della propria gravidanza a sperare che non sia l’ultimo.

Che non sia l’ultimo di un illusione.

1, 2, 3 faccio i figli che pare a me

1, 2, 3 faccio i figli che pare a me

1, 2, 3 faccio i figli che pare a me.

Il che potrebbe anche significare che di figli non ne voglio nemmeno uno.

Non c’è legge che dica che perché dotata utero sia costretta a procreare.

E nemmeno una che sancisca il numero di figli che devo mettere al mondo.

Così come non è il numero di figli a fare di me una donna realizzata o meno. Che poi cosa significhi universalmente “realizzata” nessuno lo sa.

Potrei fare 5 figli e non rinunciare al lavoro. Oppure farne solo uno e immolargli la mia vita. Semplicemente perché siamo tutte diverse e la strada verso la felicità è diversa da donna a donna.

Col terzo figlio i commenti si sono sprecati .

Adesso al posto tuo penserei a chiudermi le tube” al “Peccato con la tua intelligenza avresti potuto realizzarti molto di più sul lavoro

Ora non sono un cane randagio che ha necessità di essere sterilizzato ne penso che le gravidanze abbiano c0nseguenze negative sul mio cervello.

Si i figli prosciugano le energie.

1, 2, 3 faccio i figli che pare a me

Ed essere mamme e donne in carriera non è una cosa facile. Ne ho parlato tante altre volte Una società che non aiuta le mamme a reinserirsi nel mondo del lavoro

Ma se c’è qualcosa che la vita mi ha insegnato è che il destino premia i tenaci. Che nella vita per ottenere qualcosa bisogna volerlo fortemente.

E che a me fare lo solo la mamma è qualcosa che nonostante ami follemente i miei figli sta molto stretto.

Quindi se dopo i primi due figli ho ripreso a lavorare così faro dopo questo.

Sarò penalizzata? Ripartirò da zero? Pazienza io non ho mai mollato ne pensato di farlo.

Dopo il primo figlio in genere ti chiedono quando farai una sorellina o o un fratellino, perché poverino i figli unici soffrono.

Che poi dive diavolo sarebbe scritta questa cosa? Basta se una famiglia non vuole altri figli, oppure per mille motivi non arrivano che bisogno c’è di fare certe domande?

Poi dopo il secondo invece i commenti sono del tipo: ” Ah brava ne hai due, adesso basta però?”

Io dico ma perché?

Ma perché devo fare il numero di figli che pontifica qualcun’latro?

Perché la gente deve sempre dire la sua anche quando non richiesto?

1, 2, 3 faccio i figli che pare a me.

E avrai diritto di parola solo quando sarò io a chiederti aiuto.

Per resto chi si fa i fatti suoi campa cent’anni.

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La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

Mai citazione fu più adatta a questo particolare momento della mia vita.

E una cosa che ancora forse non ho metabolizzato del tutto. Un evento che nella stragrande maggioranza dei casi è felice, perché deve esserlo. Ma che a me ha colto alla sprovvista, e di cui ancora forse non sono del tutto consapevole.

E barcollo ancora tra momenti di felicità e momenti di depressione.

Sono su una barca in balia del mare che a volte è calmo e a volte è agitato più che mai.