Crea sito

Mese: Giugno 2017

E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna

E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna

E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna.

Il tuo primo traguardo scolastico è già stato tagliato. Oggi.

E il tempo continua a volare, inesorabile.

Lettera alla ragazza che ero

Lettera alla ragazza che ero

ettera alla ragazza che ero.

Oggi va così, fa troppo caldo per uscire e insieme a mia figlia ho iniziato a sfogliare vecchi album di foto.

Ho trovato un album che risale al 2005, una vacanza nel sud della Spagna in uno dei periodi più belli in assoluto della mia vita.

Metodi per favorire l’avvio del travaglio di parto

Metodi per favorire l’avvio del travaglio di parto

Metodi per favorire l’avvio del travaglio.

Ci sono passata con la prima figlia.

Quaranta settimane, poi quaranta più un giorno, due, tre e niente lei non ne voleva sapere di nascere.

E mentre io facevo avanti e indietro dall’ospedale scambiando ogni minimo dolorino per l’avvio del travaglio (povera illusa) nella chat del corso pre parto, una a una partorivano tutte tranne me.

Alla fine, quando anche le mie amiche ostetriche mi hanno bloccato il contatto Whatsapp, ho iniziato in maniera compulsiva a cercare metodi che favorissero l’avvio del travaglio di parto.

Ora non so se abbiano funzionato o meno, in fondo credo che la natura sia perfetta e i bambini nascano quando sono pronti ed è una cosa che sanno solo loro e va al di là della nostra sopportazione del pancione.

Ma tentar non nuoce, e quindi se siete scadute come yogurt ecco qualche rimedio che dovrebbe aiutare a far partire il travaglio:

Fare sesso. Questa è una tecnica scientificamente provata e che i vostri mariti apprezzeranno. Nello sperma maschile infatti sono presenti le prostaglandine, ormoni naturali che servono a far partire il travaglio, solo se esistono a livello del collo uterino e dell’utero le condizioni per recepire il messaggio portato dalle prostaglandineDifatti uno dei metodi di induzione al parto è a base di prostaglandine però chimiche. Durante il rapporto sessuale si ha anche il rilascio dell‘ossitocina, l’ormone dell’amore e ormone che porta avanti il travaglio.

Camminare e fare le scale. Muoviti, muoviti muoviti, forse anche al bambinio verrà voglia di muoversi. Comunque il movimento, nella giusta misura,  fa sempre bene alla mamma.

Tisane alla salvia. Non so bene il perchè ma dovrebbero favorire le contrazioni. In realtà da bere sono orribili!

Olio di ricino. L’olio di ricino va ad agire sull’intestino, questo potrebbe avere un riflesso anche sull’attività contrattile. Ma il rischio è di passare diverse ore al bagno senza ottenere l’avvio del parto. Io personalmente è un metodo che non ho avuto il coraggio di utilizzare.

Parlare al bambino. 

Quello che io penso invece, è che affinchè il parto si avvii è fondamentale che la mamma sia serena.

Con la prima figlia, attendevo con troppa impazienza e non ero abbastanza tranquilla da permettere al mio corpo di partorire.

Con il secondo figlio, invece, ero molto più tranquilla, non avevo fretta che nascesse e anche durante le prime contrazioni ho mantenuto molta serenità.

Il ricordo più bello sono le risate mie e del non marito, abbracciati a ridere in quel corridoio di ospedale, mentre lui blaterava che poteva aspettare ancora un pò a nascere perchè quella data non gli piaceva!

Mi sono rilassata e ho riso così tanto che ho partorito alla velocità della luce!

Quindi sapete qual’è il metodo più valido secondo me per far partire il travaglio? 

Le risate e l’amore!

Buon divertimento con il mio video:

Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi su Facebook Mammansia, Instagram Mammansia_chica

Non vedo l’ora di essere nonna per fare quello che mi pare

Non vedo l’ora di essere nonna per fare quello che mi pare

Non vedo l’ora di essere nonna per fare quello che mi pare.

Si l’ho detto. Non vedo l’ora di diventare nonna per poter viziare i miei nipoti senza essere additata come mamma diseducativa.

Ho iniziato contando i giorni. Poi sono diventata mamma

Ho iniziato contando i giorni. Poi sono diventata mamma

Ho iniziato contando i giorni.

Poi ho contato i minuti davanti a un test.

Ho contato il tempo che mancava al ritorno del tuo papà, per dirgli che tu stavi arrivando.

Ho contato le settimane che mancavano alle ecografie. Ho contati i battiti del tuo cuore.

Ho contato i kg presi.

10 cose che odio dell’estate da quando sono mamma

10 cose che odio dell’estate da quando sono mamma

10 cose che odio dell’estate da quando sono mamma

L’estate mi piace, abbastanza, insomma finché non fa davvero troppo caldo.

La mia soglia di tolleranza cala all’aumentare delle temperature, dell’afa e dell’umidità. Ed ecco le cose che regolarmente l’estate si porta dietro e io non sopporto.

  1. La bacheca facebook in cui ricompaiono, uscite dal letargo, le persone che non pubblicano MAI.   Dall’autunno alla primavera scompaiono, tanto che ti dimentichi di averle tra le amicizie, ma al primo raggio di sole riappaiono. In una foto, al mare, perché, non so come, loro al mare ci fanno tutta la stagione. O magari ci stanno solo una settimana fa fanno cosi tante foto da pubblicarne una giorno da giugno a settembre. Questo mentre tu stai lottando con tutte le tue forze per resistere all’asfalto che ti sta sciogliendo le suole delle scarpe, mentre il tuo duenne è in preda all’ennesimo capriccio della giornata, e il tuo viso gronda di sudore. Perché da quando sei mamma sudi di più. Molto di più.
  2. Le battute sull’abbronzatura : “Ah ma davvero sei stata al mare? sei bianca come una mozzarella“!. Caro il mio genio dell’abbronzatura a tutti i costi, tutto il sole che hai preso deve averti cotto qualche neurone se pensi che io, dall’alto del mio color bianco latte possa espormi al sole senza protezione 50+ e che possa abbronzarmi seriamente nei 3 giorni che mi sono potuta concedere di mare, mentre passavo le giornate a salvare la vita ai miei figli;
  3. Il doversi divertire a tutti i costi. Non so voi, ma io se devo divertirmi a tutti i costi mi innervosisco e divento allegra come un corvo.
  4. I 70.000 gradi della macchina che hai dovuto lasciare al sole perché non c’era altro posto. E quando entri la sauna che sta facendo l’amico di Facebook al punto 1 non è nulla.
  5. Laria condizionata dei negozi. Roba che entri e le goccioline di sudore che scendevano serene dalla tempie restano li, paralizzate e diventano tanti piccoli polaretti salati. Passi davanti al banco frigo e ti senti come al polo nord, d’un tratto ti sembra che sia già Natale e ti chiedo perché non riesci a trovare il panettone sugli scaffali. Poi esci, il sangue sgela, e la pressione cede. Il tutto mentre stai mettendo e togliendo maglioncini ai tuoi figli per evitare almeno a loro lo sbalzo termico.
  6. I peli. Ne vogliamo parlare? Fa caldo, non puoi mettere i pantaloni lunghi, e nonostante la massima attenzione troverai sempre qualche pelo sulla gamba, che non capisci come possa essere rimasto, mentre con fronte grondante ti passavi il silk epil. Lui è rimasto li. E ti sta facendo marameo. E tu lo sai che quel pelo, unito alla pancia molliccia post gravidanza ti rende orribile.
  7. La sete. La borsa piena di bottiglie di acqua perché i bambini giustamente devono bere. E la borsa che pesa 30 kg e ti sega il braccio.
  8. Le vacanze a tutti i costi. Perché bisogna andare al mare, ai bambini l’aria di mare fa bene. Poi chiami per avere qualche preventivo e tolte tutte le bollette che arrivano regolarmente, a Giugno da pagare, le rette delle scuole e le spese ordinarie ti rendi conto che nemmeno quest’anno è possibile regalare ai bimbi tanto mare. E li un po’ madre di merda ti senti davvero.
  9. I compiti delle vacanze. Non è ancora il momento, ma manca poco e anche per i miei figli arriveranno i compiti delle vacanze. Ma io dico: ma perché? Che senso hanno questi ridicoli libri con esercizi che alla fine sono più per i genitori? Ma non sarebbe sufficiente accompagnare i bambini alla lettura di qualche libro? La letteratura italiana è una delle più ricche! Non basterebbe questo per tenere la mente allenata?
  10. Le giornate troppo lunghe. Il sole che di tramontare non ne vuole sapere e loro che con la luce non vogliono andare a dormire. E allora sigilli casa per simulare il buio, ma poi non circola aria e la casa si trasforma di nuovo in un forno. E finisce che si va a letto tardi, mentre il mio articolo di blog resta lì, incompiuto anche per stanotte.

Ma in fondo l’estate è bella no?

Ah dimenticavo la cosa che detesto di più: l’hashtag #lestateaddosso

Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi su Facebook Mammansia, Instagram Mammansia_chica

Differenze tra primo e secondo figlio: il post parto

Differenze tra primo e secondo figlio: il post parto

PRIMO FIGLIO

E così sei trepidante attesa della nascita del primo figlio. Il mondo freme insieme a te. Tu stesa sul divano ad ascoltare il tuo corpo cercando di percepire ogni piccolo dolore che possa far pensare all’inizio del travaglio, mentre il mondo intorno a te si mobilita e attende ansioso il grande giorno.

Le 10 differenze figlio maschio figlia femmina

Le 10 differenze figlio maschio figlia femmina

Le 10 differenze figlio maschio figlia femmina. Test di gravidanza: Lei: pochi giorni di ritardo e il test era già bello colorato, vivido, insomma non lasciava spazio ai dubbi; Lui: perché il test si colorasse bene ho dovuto aspettare di avere 20 giorni di ritardo. […]

Da quando ho due figli passo le giornate a sedare risse!

Da quando ho due figli passo le giornate a sedare risse!

Da quando ho due figli passo le giornate a sedare risse!

Fai due figli mi dicevano, falli vicini dicevano ancora.

Cresceranno insieme dicevano.

Infatti ho fatto due figli, li ho fatti vicini, e stanno crescendo insieme. A suon di mazzate però.

All’inizio è stato tutto molto romantico. La nascita del fratellino, Carlotta che dolce e angelica coi suoi ricciolini biondi lo guardava e gli diceva: “Benvenuto fratellino!”.

Poi sono passati i giorni, ed osservando che il fratellino era solo un neonato che dormiva, mangiava, piangeva e faceva cacca, giustamente, Carlotta ha fatto questa osservazione:” Mamma ma il fratellino non parla, non cammina, insomma non serve a niente!”

E da quel giorno è guerra aperta.

La gelosia.

La ricerca di attenzione esclusiva.

Non è stato facile per lei, la reginetta della casa, accettare un’altra persona con cui condividere le attenzioni di mamma e papà.

Non è stato facile per lei vedere il fratellino crescere ed avvicinarsi ai suoi giochi. E a vederne alcuni distrutti.

Ormai hanno un età in cui potrebbero giocare insieme. Ma non lo fanno.

Litigano. Sempre e comunque.

Lei prende un giocattolo, lui piange perché lo vuole anche lui.

Lui prende un gioco, lei glielo strappa di mano. Lui piange. Strano vero?

Lei si mette sul divano, lui sale e le tira i capelli, allora lei lo spinge giù. Lui cade e piange.

Lei fa il bagnetto, anche lui vuole fare il bagnetto. Lei non lo vuole. Lui piange.

Lui gioca seduto per terra, lei si siede vicino. Lui le tira un giocattolo addosso. Lei piange e poi piange anche lui perchè lei si vendica e se lui le ha tirato una macchinina  lei gli lancia direttamente un camion. In testa.

E così dal mattino alla sera.

Da quando è nato lui, i momenti in cui sono andati d’amore e d’accordo per oltre due minuti si contano sulle dita di una mano. Monca.

Insomma fai due figli, falli vicini. Ci vuole coraggio. Oppure follia.Tanta follia.

Ma alla fine non me ne pento, perchè spero che arriveranno giorni migliori.

O no???

Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi su Facebook Mammansia, Instagram Mammansia_chica

Essere genitori è come essere campioni olimpici di decathlon

Essere genitori è come essere campioni olimpici di decathlon

Essere genitori è come essere campioni olimpici di decathlon Il decathlon è una specialità sia maschile che femminile dell’atletica leggera, composta da dieci gare di diverse discipline. Fa parte delle prove multiple. Il decathlon si svolge in due giornate, con cinque gare per ciascuna giornata. […]