10 cose che odio dell’estate da quando sono mamma

10 cose che odio dell’estate da quando sono mamma

L’estate mi piace, abbastanza, insomma finché non fa davvero troppo caldo.

La mia soglia di tolleranza cala all’aumentare delle temperature, dell’afa e dell’umidità. Ed ecco le cose che regolarmente l’estate si porta dietro e io non sopporto.

  1. La bacheca facebook in cui ricompaiono, uscite dal letargo, le persone che non pubblicano MAI.   Dall’autunno alla primavera scompaiono, tanto che ti dimentichi di averle tra le amicizie, ma al primo raggio di sole riappaiono. In una foto, al mare, perché, non so come, loro al mare ci fanno tutta la stagione. O magari ci stanno solo una settimana fa fanno cosi tante foto da pubblicarne una giorno da giugno a settembre. Questo mentre tu stai lottando con tutte le tue forze per resistere all’asfalto che ti sta sciogliendo le suole delle scarpe, mentre il tuo duenne è in preda all’ennesimo capriccio della giornata, e il tuo viso gronda di sudore. Perché da quando sei mamma sudi di più. Molto di più.
  2. Le battute sull’abbronzatura : “Ah ma davvero sei stata al mare? sei bianca come una mozzarella“!. Caro il mio genio dell’abbronzatura a tutti i costi, tutto il sole che hai preso deve averti cotto qualche neurone se pensi che io, dall’alto del mio color bianco latte possa espormi al sole senza protezione 50+ e che possa abbronzarmi seriamente nei 3 giorni che mi sono potuta concedere di mare, mentre passavo le giornate a salvare la vita ai miei figli;
  3. Il doversi divertire a tutti i costi. Non so voi, ma io se devo divertirmi a tutti i costi mi innervosisco e divento allegra come un corvo.
  4. I 70.000 gradi della macchina che hai dovuto lasciare al sole perché non c’era altro posto. E quando entri la sauna che sta facendo l’amico di Facebook al punto 1 non è nulla.
  5. Laria condizionata dei negozi. Roba che entri e le goccioline di sudore che scendevano serene dalla tempie restano li, paralizzate e diventano tanti piccoli polaretti salati. Passi davanti al banco frigo e ti senti come al polo nord, d’un tratto ti sembra che sia già Natale e ti chiedo perché non riesci a trovare il panettone sugli scaffali. Poi esci, il sangue sgela, e la pressione cede. Il tutto mentre stai mettendo e togliendo maglioncini ai tuoi figli per evitare almeno a loro lo sbalzo termico.
  6. I peli. Ne vogliamo parlare? Fa caldo, non puoi mettere i pantaloni lunghi, e nonostante la massima attenzione troverai sempre qualche pelo sulla gamba, che non capisci come possa essere rimasto, mentre con fronte grondante ti passavi il silk epil. Lui è rimasto li. E ti sta facendo marameo. E tu lo sai che quel pelo, unito alla pancia molliccia post gravidanza ti rende orribile.
  7. La sete. La borsa piena di bottiglie di acqua perché i bambini giustamente devono bere. E la borsa che pesa 30 kg e ti sega il braccio.
  8. Le vacanze a tutti i costi. Perché bisogna andare al mare, ai bambini l’aria di mare fa bene. Poi chiami per avere qualche preventivo e tolte tutte le bollette che arrivano regolarmente, a Giugno da pagare, le rette delle scuole e le spese ordinarie ti rendi conto che nemmeno quest’anno è possibile regalare ai bimbi tanto mare. E li un po’ madre di merda ti senti davvero.
  9. I compiti delle vacanze. Non è ancora il momento, ma manca poco e anche per i miei figli arriveranno i compiti delle vacanze. Ma io dico: ma perché? Che senso hanno questi ridicoli libri con esercizi che alla fine sono più per i genitori? Ma non sarebbe sufficiente accompagnare i bambini alla lettura di qualche libro? La letteratura italiana è una delle più ricche! Non basterebbe questo per tenere la mente allenata?
  10. Le giornate troppo lunghe. Il sole che di tramontare non ne vuole sapere e loro che con la luce non vogliono andare a dormire. E allora sigilli casa per simulare il buio, ma poi non circola aria e la casa si trasforma di nuovo in un forno. E finisce che si va a letto tardi, mentre il mio articolo di blog resta lì, incompiuto anche per stanotte.

Ma in fondo l’estate è bella no?

Ah dimenticavo la cosa che detesto di più: l’hashtag #lestateaddosso

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