Crea sito

Tag: esseremamma

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto.

Quando sono diventata mamma per la prima volta credevo che con estrema facilità avrei conciliato i ruoli di mamma e di donna.

Credevo che sul lavoro non ci avrei rimesso e che non avrei rinunciato a nulla che mi rendesse felice e serena.

Poi sono diventata mamma di due e mi sono accorta che in questi anni ho dovuto rinunciare a tantissime cose.

Ho rinunciato alla mia carriera lavorativa che ha subito un brusco stop col primo figlio e si è totalmente azzerata col secondo.

Ho dovuto rinunciare a molte delle cose che mi facevano piacere non avendo aiuti da nessuna parte.

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino.

Il bambino deve imparare a scoprire e conoscere il mondo. E in che modo lo fa il bambino?

Il bambino scopre il mondo attraverso il gioco.

Attraverso il gioco sperimenta, e sperimentando capisce e conosce.

E la conoscenza da sicurezza, fiducia in se stessi.

Il gioco è quindi alla base di una crescita sana. Il gioco rappresenta le fondamenta dell’uomo o della donna che saranno quel determinato bambino.

Il gioco deve però, per essere efficace, deve essere tangibile e stimolare la fantasia e il pensiero.

Proprio per questo sono contraria ai videogames e i giochi virtuali.

Mentre via libera ai giochi che stimolano abilità, fantasia e voglia di crescere.

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

Le mamme possono essere divise in due schieramenti:

  • Quelle che lavorano
  • Quelle che “non lavorano”

Due mondi così diversi eppure inconsapevolmente così vicini.

Le mamme che lavorano invidiamo quelle che “non lavorano” perché dal loro punto di vista le ultime hanno un sacco di tempo libero.

Ma io vi garantisco che non è così, perché se “Non lavori” tutti quelli che ti circondano si aspettano che ti occupi tu di tutte le incombenze.Se tu non lavori i compiti di casa non vengono ripartiti equamente, quindi il tempo libero non c’è.

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

Normalmente poi una mamma che “non lavora” ha anche a casa un bambino sotto i 3 anni, perché se “Non lavora ” e si azzarda a portalo al nido le critiche raggiungono livelli esponenziali.

Se “non lavori” passerai molto tempo in casa coi bambini, quindi la casa sarà da pulire molto più spesso. E non perché una sia maniaca delle pulizie.

Se “non lavori” quello che fai, lo fai sempre. Non esiste momento di stacco.

Non c’è venerdì sera in attesa del lunedì.

Le giornate sono tutte uguali.

Le chiacchiere con persone che non siano bambini o mamme quasi a zero.

Le mamme che “non lavorano” quindi  invidiano quelle che lo fanno, perché hanno la possibilità di staccare dal ruolo esclusivo di mamme, ed affermarsi come donne indipendenti. A partire dallo stipendio.

Ma non capiscono che quando lavori, se sei mamma, la testa è sempre col tuo bambino, specie se piccolissimo è stato lasciato alle cure di un’altra persona.

Il pensiero è sempre a lì, insieme al dispiace per non esserci sempre all’uscita da scuola, e magari al dover mancare alla recita scolastica.

Il lavoro, in realtà,  permette di staccare solo materialmente dal ruolo di mamma.

Se lavori la giornata è una corsa ad ostacoli nell’impresa di incastrare tutti gli impegni lavorativi e familiari.

La verità è che una donna qualsiasi cosa faccia difficilmente si sentirà del tutto serena. Vuoi perché non può contribuire al bilancio familiare, vuoi perché sta perdendo molti (a suo avviso sempre troppi) momenti di crescita del proprio  bambino.

E allora si tende a guardare troppo quello che fanno le altre mamme e giudicarle.

Ma la battaglia non va fatta tra mamme. La battaglia va fatta con se stesse.

L’equilibrio casa, famiglia, lavoro è un equilibrio estremamente delicato e il baricentro non è uguale per tutte. C’è chi si sentirà più appagata lavorando e chi invece crescendosi i propri bambini.

E magari coinvolgendo di più i papà lasciandosi alle spalle, con decisione,  il retaggio storico della mamma che deve fare tutto .

Perché siamo tutte mamme e non siamo onnipotenti anche se ci piacerebbe molto esserlo.

Ti può interessare anche Le donne e mamme di oggi non si fermano mai

La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi

Se l’articolo ti è piaciuto metti “mi piace” sulla mia pagina Facebook Mammansia, e seguimi su Instagram Mammansia_chica

A mio figlio, tutto quello che sei per me

A mio figlio, tutto quello che sei per me

Sei nato senza dubbio per fare di me una persona migliore.

Vieni da me, fisicamente mi somigli, ma sei diverso da me nei modi, nei pensieri e nei sorrisi.

Tu sorridi alla vita. Sorridi sempre e senza paura di mostrare i tuoi dentini da latte.

Ti sciogli in un abbraccio solo quando sei stanco.

Ami stare in mezzo ai tuoi coetanei e non hai paura del giudizio della gente. Vai sempre avanti a testa dritta per la tua strada.

Ti stacchi da me con serenità perché sai che io da te torno sempre. Sei più sicuro di un adulto.

Sai stare in mezzo agli altri senza litigare. E ti sai isolare quando hai bisogno di stare solo con te stesso.

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Li ho sempre detestati con tutta me stessa.

Sono uno degli incubi più ricorrenti della mia infanzia. Quei libri delle vacanze che definire interminabili è un eufemismo.

Pagine e pagine senza senso.

Compiti che non finiscono mai.

E l’ansia ai primi di settembre con quelle pagine perse, mancate, lasciate indietro da completare  a tutti i costi.

L’insegnante che li ritirava il primo giorno e non li riconsegnava mai.

Sono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

Sono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

Sono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

Lo ammetto sono stata una mamma chioccia.

Da quando sono nati mi sono sempre separata da loro con sofferenza e fatica. Li ho sempre affidati alle cure di altre persone il meno possibile e poco volentieri.

Sono stata molto più che una mamma appiccicosa.

Amavo sentirli attacchi alla mia gonna e non mi pesava.

Non mi pesava calibrare e misurare la mia vita solo in base a loro e alle loro esigenze.

Non mi pesava mettere da parte le mie necessità. Il  mio essere donna e le cose che mi piacciono.

Contava solo averli vicino e proteggerli.

Avessi potuto metterli sotto una campana di vetro, lo avrei fatto e senza remore.

Mi sentivo in colpa a non dedicare loro il massimo del tempo possibile.

Poi ho capito.

Ho capito che i figli vengono da noi ma non ci appartengono e la cosa più giusta da fare non è volare al posto loro, ma insegnare loro a farlo.

Ho capito che bisogna lasciarli andare, col rischio che cadano e si sbuccino le ginocchia.

Che il miglior insegnamento è quello non dato.

Che il tempo migliore non è necessariamente quello passato con noi ma quello passato coi coetanei.

Che è bello sentirli raccontare cosa hanno fatto quando io non c’ero.

E tutte le nuove canzoncine che hanno imparato da soli e vogliono essere loro stessi ad insegnare a me.

Che l’indipendenza è il regalo migliore che gli possiamo fare.

Anche se.

Anche se ci fa paura. Anche se ci angoscia. Anche se crediamo che ci allontani da loro.

Ho capito che il tempo migliore è quello di qualità non in quantità.

Che a fare da soli imparano prima di quanto crediamo. E facendo da soli accrescono la loro autostima diventando un giorno adulti migliori.

Che lasciarli andare imparando a prendermi cura di me stessa è stata la scelta più intelligente e matura della mia vita.

E oggi mi sento una mamma migliore.

Meno chioccia.

Più donna

E molto mamma.

Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi sulla mia pagina facebook Mammansia, Instagram Mammansia_chica

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa.O almeno alle scuole elementari secondo me non hanno alcun senso.Specialmente se i bambini già frequentano a tempo pieno.Al giorno d’oggi, quando in famiglia si lavora in due e senza aiuti l’unica soluzione per troppe famiglie è+ lasciare i bambini a scuola a tempo pieno.Addirittura dove abito io non ho avuto scelta. O tempo pieno o nulla.Mia FIGLIA va alla scuola primaria a tempo pieno. Passa otto ore al giorno a scuola per cinque giorni a settimana. In totale fanno 40 ore esattamente come un lavoratore full time.

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare.Non so se sia un fatto di età che avanza, che invecchiando si torna bambini. Con vizi, capricci e pretese.Fatto sta che molti nonni non sanno dare ma solo pretendere.Ci sono nonni che sono semplicemente meravigliosi. Che si fanno in quattro per i figli e ancor più per nipoti. Che aiutano economicamente e a livello pratico.Ci sono nonni che estinguono mutui, e altri che fanno i tassisti, cuochi, baby sitter. Dando sempre tutto ciò che possono dare, e sopratutto lo fanno col cuore.Nonni che pur abitando lontano ci sono. Che mandano regali. Che sono davvero interessati ai nipoti e ai figli.

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui.

Diventare genitore non ti rende una persona più umana, comprensiva. Anzi troppo spesso accentua i lati negativi e le insofferenze delle persone stesse.

Sono gli stessi adulti, già genitori, ad essere intolleranti verso i figli altrui.

A non provare un minimo di empatia, anzi più i loro figli sono grandi più tendono a mettersi sul piedistallo e a non sopportare e criticare i figli degli altri.

Vi racconto quello che mi è successo.

Ieri sono andata la cinema cinema con il mio compagno ed i miei figli.

Per dovere di cronaca non eravamo a a vedere un film da adulti, ma un cartone per bambini.

Nei posti davanti a noi una fila di genitori con figli più grandi dei miei. Si siedono e il più alto si mette proprio davanti ad Enea togliendogli tutta la visuale.

Non dico nulla e faccio cambio di posto con mio figlio.

Il film inizia. Enea ha tre anni, guarda il film ma ogni tanto dice qualche parola ad alta voce. Fin dalla prima parola che osa dire i gentili genitori davanti a noi si voltano e ci guardano male.

Arriva la scena del combattimento, in sala un rumore assordante, Enea si esalta e fa qualche versetto da bambino, finché il gentile genitore davanti a noi si volta e ci aggredisce.

Il gentile genitore urlava, sbraitava, gesticolava ma non sono riuscita a sentire cosa diceva perché l’audio della sala era troppo alto, quindi mi piacerebbe tanto sapere come ha fatto a sentire la voce di mio figlio, lo vedo sgolarsi e farci il gesto di andare via.

Riassumo siamo al cinema, ad uno spettacolo per bambini, e un genitore si è permesso di infastidirsi per la voce di un bambino fino ad aggredire madre e bambino per farli uscire dalla sala.

La sala del cinema era praticamente vuota. Il gentile genitore avrebbe potuto spostarsi in qualsiasi momento, come ho fatto io quando col suo testone aveva coperto la visuale a mio figlio, e invece ha preferito aggredire una mamma e un bambino per allontanare loro.

Sono rimasta talmente allibita e senza parole che non ho avuto la forza di rispondere.

Mi ha lasciata letteralmente senza parole.

Io ed Enea ci siamo spostati, e non l’ho fatto per dargli ragione ma perché le persone violente e maleducate non meritano risposta.

Ora se è questo il mondo e la tolleranza degli adulti verso i bambini dovremmo smettere tutti di farne.

Se un genitore qualsiasi prenderebbe a sprangate il figlio di un’altro per una sciocchezza simile chiediamoci dove stiamo andando e che persone stanno popolando questo mondo.

Non dico che i bambini non debbano essere educati.

Probabilmente avrebbe avuto ragione se mio figlio durante tutta la proiezione avesse corso davanti a lui sui suoi piedi. Ma mio figlio era seduto al suo posto, a fianco a me e ogni tanto parlava.

Ma era un film per bambini.

Non possiamo andare nei posti dedicati ai bambini e pretendere che i bambini degli altri si comportino da adulti.

Se andiamo a vedere un film per bambini dobbiamo aspettarci che ci siano dei bambini e che non tutti i bambini siano dei robot in stand-by.

Non ho mai respirato tanto odio e insofferenza verso i bambini da quando sono mamma e frequento altri bambini e genitori.

I bambini non mi hanno mai dato fastidio, a meno che al ristorante non si mettessero seduti al mio tavolo.

La voce di un bambino non mi ha mai irritato anche prima di essere mamma.

Non mi sono mai sentita una madre migliore di altre se in quel momento i miei figli erano tranquilli mentre gli altri facevano i capricci.

Ma sopratutto mai avrei pensato di essere aggredita insieme a mio figlio al cinema ad una proiezione per bambini.

Mai avrei pensato che avrei trovato intorno a me genitori e persone talmente piede di odio da voler eliminare il mondo intorno a loro. O almeno la parte di mondo che non si rispecchia in loro.

Perché è facile dare consigli e giudicare quando i tuoi figli sono grandi.

E facile sentirsi migliori rispetto ad un altro quanto tu quel percorso lo hai già finito.

Ed è molto difficile mettersi nei panni dell’altro.

Tutti gli adulti dovrebbero andare a scuola di empatia…. e di educazione.

Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi sulla mia pagina facebook Mammansia, Instagram Mammansia_chica

Le brave mamme ogni tanto ammettono di avere bisogno di una vacanza

Le brave mamme ogni tanto ammettono di avere bisogno di una vacanza

Le brave mamme ogni tanto ammettono di avere bisogno di una vacanza dai figli.Non sopporto le mamme che fanno le perfettine. Quelle che i figli sono la ragione di vita, che sono felici semplicemente per il fatto di essere mamme e tutto il resto del mondo intorno a loro non ha più valore.Non sopporto quelle che si credono mamme migliori di te solo perché tu sei sincera e si ogni tanto lo ammetti di aver bisogno di una vacanza. Di momenti tutti per per te.Perché le brave mamme non sono quelle che si immolano sull’altare dei figli.