Finché sono piccoli è quasi tutto facile, è il dopo che mi fa molta paura.

Finché sono piccoli è quasi tutto facile, è il dopo che mi fa molta paura.

Sto iniziando a rifletterci ora che Carlotta ha 6 anni. Mi rendo conto che il tempo è volato e prima di accorgermene avrò a che fare con un’adolescente.

Più ci penso e più la cosa mi fa paura.

Io sono stata un adolescente abbastanza tranquilla, a tratti ribelle,  chi in fondo non lo è in quel particolare periodo della vita, ma ho sempre avuto chiaro il concetto del giusto e dello sbagliato.

Conoscevo i pericoli e per questo sono sempre stata in grado di difendermi.

Certo una buona dose di fortuna ha aiutato, ma tutto sommato è andata bene.

Il fatto è che i pericoli del mondo di oggi sono molti di più rispetto ai pericoli del mondo di ieri.

E sopratutto sono molto più vicini e raggiungibili.

Raggiungibili alla portata di un click.

Il pericolo ai miei tempi era la droga. Ma la droga non poteva arrivare direttamente a casa attraverso lo smartphone. La droga andava cercata, quindi sì era un pericolo ma non cosi scontato da trovare.

Le vacanze quando ci sono i bambini non sono le stesse di prima ma possono essere anche meglio

Le vacanze quando ci sono i bambini non sono le stesse di prima ma possono essere anche meglio.

Adoro viaggiare, ho sempre adorato farlo.

Adoro viaggiare ma sopratutto ho sempre adorato partire all’avventura o prenotare il viaggio una settimana prima di partire.

sarà il mio carattere che ama le cose fatte d’impulso, organizzate così un po’ improvvisate .

Poi sono diventata mamma e mi sono resa conto che con due bambini, passeggini, spuntini e loro esigenze imprescindibili era necessario cambiare tipo di approccio alla vacanza.

La prima cosa da cambiare è stata sicuramente l’organizzazione. Con due bambini non è possibile organizzare vacanze all’ultimo minuto. Bisogna pianificare, studiare  organizzarsi.

Altra cosa: i bambini in vacanza troppo spesso si annoiano. Hanno quindi bisogno di andare in vacanza in un posto che offra molteplici attività che siano divertenti e su misura per loro.

Se i genitori sono un esempio anche le mamme sanno essere delle bulle

Quale genitore oggi come oggi non si preoccupa del bullismo nelle scuole?

Del bullismo se ne parla da poco, ma in realtà esiste da sempre. Esiste da cosi tanto che noi stessi molte volte ci comportiamo proprio da bulli senza nemmeno rendercene conto.

Certi atteggiamenti e modi di fare sono cosi radicati in noi che li attuiamo in automatico senza renderci conto di essere proprio quei bulli che tanto vorremmo fuori dalla nostra vita e sopratutto lontano dai nostri figli.

Spesso, anzi troppo spesso sono le mamme stesse le prima a dare esempi di comportamenti sbagliati, al limite del bullismo e della discriminazione.

Le vedi le mamme davanti alle scuole. Raggruppate in gruppetti a parlottare, sparlare. Guardare male le altre e criticare.

I bambini hanno il sacrosanto diritto di annoiarsi

I bambini di oggi sono lo specchio degli adulti e della società odierna.

Sono sempre di corsa, sempre di fretta.

Passano ore e ore a scuola e appena finito ogni giorno o quasi hanno un’attività nuova.

Anche i week end sono sempre impegnati, tra partite, e impegni vari.

I bambini di oggi hanno perso il sacrosanto diritto di annoiarsi.

Di fermarsi e respirare con calma.

Il tempo di perdersi a guardare l’orizzonte, o un bruco che cammina in giardino in tutta la sua semplice lentezza.

Hanno perso il diritto di respirare con calma.

Reddito di maternità ma assolutamente no!

In questi giorno ho visto girare la proposta più maschilista e offensiva nei confronti delle donne che abbia mai sentito in vita mia.
Il reddito di maternità per le mamme che decidono di dedicarsi unicamente alla cura dei figli. Un sussidio di 1000 euro al mese fino agli otto anni dei bambini per le mamme che decidono di dedicarsi esclusivamente ai figli.

Ho scritto proprio qualche giorno fa Su come il lavoro mi ha salvato la salute mentale e trovo questa proposta aberrante.

Vi spiego subito perché

Su come il lavoro mi ha salvato la salute mentale

Su come il lavoro mi ha salvato la salute mentale.

Fare la mamma è bellissimo.

E lo ripeto ogni giorno, i miei bambini sono l’unica cosa bella e giusta che ho fatto nella mia vita.

Dopo Enea per un certo periodo ho anche smesso di lavorare credendo erroneamente che loro e solo loro fossero il centro lo scopo della mia vita.

Ho buttato via tutto. Anni di studio, anni di lavoro, professionalità e competenze credendo di trovare nel tempo passato insieme a loro il senso e lo scopo della mia vita.

Credendo che per essere una buona mamma sarebbe stato sufficiente esserci. Sempre e anche fin troppo.

Credendo che il mio valore di mamma si misurasse in ore passate insieme, in vestiti perfettamente stirati e in casa perfetta.

Le donne e mamme di oggi non si fermano mai

Le donne e mamme di oggi non si fermano mai.

Corrono all’impazzata, nel disperato tentativo di conciliare il ruolo di mamma e donna.

Tenendo alti gli standard. Perché noi donne non ci accontentiamo mai.

Vogliamo essere mamme perfette. Presenti e impeccabili. Ma essere solo mamme non basta. Per necessità personali o necessita contingenti dobbiamo essere molto di più.

E conciliare più ruoli quando all’uomo spesso ne è richiesto solo uno.

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini.

E colei che magari ti ha tanto desiderato, perché non c’eri. Ma poi quando arrivi per davvero si accorge subito che a volte sei di troppo. E non ti vorrebbe più, ma poi ti vorrebbe di nuovo.

E colei che si rende conto che non è facile condividere la mamma. A volte lo fa volentieri, ma molto spesso è la cosa che odia più al mondo. Perché la mamma è la mamma.

Che quegli abbracci che erano tutti per se all’improvviso vanno divisi equamente. E che né la mamma né il papà sono divisibili fisicamente.

Una sorella maggiore è colei che è orgogliosa di te, ma a cui allo stesso tempo la tua presenza infastidisce.

Che ti porta in braccio ma si stanca subito. Che dice che sei carino, ma lei è più bella. E che i fratellini e le sorelline delle sue amiche sono molto più belli e bravi di te.

Una sorella maggiore è colei che ti ama con tutta se stessa. Ma che poi, allo stesso tempo ti odia.

Tu sei tutte le mie prime volte. Buon compleanno amore mio

Tu sei tutte le mie prime volte.

Sono già passati sei anni, da quando sei arrivata tu che hai rappresentato tutte le mie prime volte.

La prima volta che ho fatto un test di gravidanza, e il positivo con timidezza e coraggio si è presentato subito.

La prima volta che ho partorito e ho conosciuto quel dolore così decantato, così temuto e allo stesso tempo magicamente desiderato. L’unico dolore nella vita che ti porta a qualcosa di buono e bello.

L’unico dolore che ha davvero un senso.

La prima volta che ho tenuto tra le braccia un neonato. E ne ho annusato il profumo. Così nuovo eppure così familiare.

La prima volta in cui la vita ha saputo stupirmi per davvero.

5 cose da fare il primo mese di vita del neonato

Posso dire di avere ormai bambini abbastanza grandi. Chi è già mamma lo sa, quando il più piccolo parla, va all’asilo e non usa più il pannolino può essere definito grande.

L’età dei bambini non è come quella degli adulti in cui pochi anni non fanno differenza. Nei bambini sono i mesi a fare la differenza.

Per questo non dobbiamo perderci nemmeno un attimo  della loro crescita.

A mio avviso il momento più dolce, romantico e allo stesso tempo faticoso e snervante è il primo mese di vita.

E un primo conoscersi, scoprirsi a vicenda. E un periodo fondamentale che resterà impresso nella mente e nel cuore tutta la vita. E anche se mentre lo stiamo vivendo una parte di noi non vede l’ora che finisca, un giorno lo ricorderemo con dolcezza, e anche se non abbiamo mai dormito ci mancherà.

Ecco quindi le 10 cose da fare il primo mese di vita del proprio bambino: