Crea sito

Tag: esseremamma

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma.

C’è una cosa che in questi giorni mi fa imbestialire: l’incertezza sulla riapertura della scuola.

Come se la scuola fosse un servizio di serie B.

Ha riaperto tutto. TUTTO. Siamo stati in vacanza e la vita ha ripreso come doveva essere. Solo la scuola è rimasta nel limbo. E questo mi fa infuriare.

Perché la scuola non è un parcheggio per genitori che lavorano ma allo stesso tempo è fondamentale per permettere ai genitori di lavorare e crescere i figli dignitosamente e senza privazioni.

Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma.

Vista da fuori la gravidanza sembra una passeggiata.

In realtà le cose stanno molto diversamente.

Il pancione non è facile da portare, il corpo è appesantito e tutti i movimenti ne risentono irrimediabilmente.

Tutti i movimenti sono rallentati e difficoltosi anche per la mamma più sprint.

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio.

Quante ne sento di coppie che non funzionano ma stringono i denti e restano insieme solo perché i figli sono piccoli. Magari fanno i separati in casa credendo di fare la cosa giusta verso i propri figli

Quante ne sento di donne frustate e infelici che decidono di rimandare la separazione col marito o compagno a quando i figli saranno grandi.

Se il vostro rapporto di coppia non funziona e pensate di non separarvi solo perché i figli sono piccoli vi dico col cuore in mano che stato sbagliando tutto per tanti motivi.

1- I bambini non sono stupidi. I bambini lo vedono quando l’armonia in casa non è reale. E parliamoci chiaro se una relazione è arrivata al capolinea è praticamente impossibile non litigare mai. Forse voi credete che i bambini non capiscano. Ma i bambini capiscono tutto, proprio tutto. E con che esempio cresceranno? Con l’esempio di persone che anziché vivere la propria vita inseguendo la felicità e la serenità hanno consapevolmente scelto di essere infelici. Senza contare che un giorno potreste accusare i vostri figli della vita che non avete vissuto o avete vissuto male, caricandoli di colpe che non hanno.

2-Gli adolescenti non accettano la separazione dei genitori con facilità e potrebbero non perdonarvela mai oppure accusare ingiustamente se stessi.

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se i bambini piccoli sono dotati di un enorme resilienza e capacità di adattamento ai cambiamenti e alle situazioni, gli adolescenti non lo sono.

E se avete rimandato solo in attesa di avere figli più grandi avete sbagliato tutto.

Gli adolescenti vivono una fase difficile alla ricerca di capire quello che sono. Non sono adulti ma nemmeno bambini e hanno bisogno di molta più stabilità dei bambini stessi.

Gli adolescenti non perdonano nulla ai genitori e danno loro le colpe anche del buco dell’ozono. Figurati se potranno accettare una separazione.

Gli adolescenti non accetteranno mai che il padre e la madre si rifacciano una vita con altre persone dando sempre agli altri le colpe del loro malessere interiore.

I bambini no. I bambini amano a tal punto i genitori da accettare qualsiasi sia la loro decisione. E lo fanno con fiducia, la fiducia che i figli ti danno solo durante la loro infanzia

I bambini desiderano davvero vedere i genitori felici e non hanno problemi ad accettare anche nuove relazioni dei genitori stessi se l’altra persona di dimostra gentile ed empatica con loro.

Gli adolescenti no.

I bambini invece ci mettono l’amore sotto tutte le sue forme. Sono liberi dai condizionamenti e sono capaci di vedere il bello anche nelle famiglie allargate.

Genitori felici crescono figli felici.

Per questo non dimenticate mai di volervi bene. Talmente bene da prendere decisioni difficili.

Tutto quello che è fatto col cuore non è mai sbagliato

Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi sulla mia pagina facebook Mammansia, Instagram Mammansia_chica

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte.

Per molte lo è grazie al cielo.

Poi ci sono quelle per cui non lo è.

Ci sono donne che hanno problemi di salute e passano ogni singolo giorno della propria gravidanza a sperare che non sia l’ultimo.

Che non sia l’ultimo di un illusione.

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza.

Alla prima gravidanza fa il test una settimana di anticipo, lo ripeti i giorni seguenti e fai misuri le beta nel sangue almeno tre volte per essere sicura che stiano crescendo bene.

Alla seconda gravidanza aspetti il ritardo e se va bene fai le beta solo una volta.

Alla terza fai il test dopo due settimane di ritardo e basta.

Alla prima gravidanza hai appuntamento dal ginecologo privato e a pagamento dopo 10 minuti dall’ultimo test.

Alla seconda valuti se ginecologo privato o consultorio

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

“La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi”

Mai citazione fu più adatta a questo particolare momento della mia vita.

E una cosa che ancora forse non ho metabolizzato del tutto. Un evento che nella stragrande maggioranza dei casi è felice, perché deve esserlo. Ma che a me ha colto alla sprovvista, e di cui ancora forse non sono del tutto consapevole.

E barcollo ancora tra momenti di felicità e momenti di depressione.

Sono su una barca in balia del mare che a volte è calmo e a volte è agitato più che mai.

Avevo da poco riassettato la mia vita da mamma single, e avevo trovato un equilibrio ancora abbastanza instabile, precario a dire il vero. Mi sentivo come un equilibrista che cammina a piedi nudi sul filo, a tratti fiero e deciso a tratti dondolante.

Poi ho conosciuto una persona, è stato un fulmine a ciel sereno. Un incontro tra persone che dalla vita sentimentale di frustate ne avevano prese a sufficienza e in abbondanza.

Una persona di quelle che ti sa capire. Anche lui col suo carico di figli in equilibrio precario.

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

Abbiamo iniziato a conoscerci, e concederci dei momenti tutti per noi, sempre incastrati come nel gioco di tetris tra un impegno coi figli e uno di lavoro

E dopo alcuni mesi la sorpresa.

Ho pianto. Ma non di gioia. Ho pianto di paura di disperazione e di rabbia verso me stessa. A 37 anni certi errori non possono e non devono succedere.

Ho pianto nel panico completo.

Ho iniziato a pensare a tutti gli aspetti negativi concentrandomi solo su quelli senza concedermi il beneficio del dubbio.

Ho vissuto giorni neri.

In cui la fatica maggiore era non far trapelare nulla ai miei figli. A quelli che avevo già tra le mie braccia.

Chi vede da fuori le famiglie allargate può pensare che sia semplice. Ed invece no ci sono miliardi di variabili che mutano di giorno in giorno.

Magari un giorno va tutto bene e quello successivo invece tutto male.

Ci si barcamena. In un qualche modo.

Non è facile costruire una nuova casa quando non hai smaltito del tutto le macerie della casa precedente. Ed in questo contesto un nuovo bambino è la variabile impazzita che fa esplodere un’equazione già complicata di suo.

Poi c’è la vita. Quella che ti stupisce e che prevale sempre su tutto.

E ci sono le domande. Perché proprio adesso?

Non vi nascondo che avevo già l’appuntamento in mano per interrompere la gravidanza. Avevo le carte pronte e dovevo solo presentarmi quella mattina.

Sarebbe stato semplice, una volta uscita avrei potuto riprendere la mia vita esattamente li, dal giorno in cui l’avevo lasciata col test in mano.

Poi non ce l’ho fatta. Ho guardato quell’ecografia e non ho avuto il coraggio di farlo.

E ho potuto farlo perché lui è stato li con me.

Non ci siamo giurati amore eterno, consapevoli che i rapporti di coppia mutano nel tempo e che bisogna essere in grado di crescere insieme.

Però ci siamo promessi di parlare sempre e di ascoltarci a vicenda.

Di sostenerci e sopportarci a vicenda. E di essere sempre dalla stessa parte.

La vita ci bussava alla porta e cosa dovevamo fare se non accoglierla?

Non è una gravidanza facile. Finché ho potuto nasconderlo l’ho nascosto, provando vergogna.

So che riceverò un mare di critiche e che con questa notizia darò da parlare malignamente e a lungo.

Il senso di inadeguatezza a giorni mi schiaccia.

La vergogna. La paura delle brutte parole della gente.

Ci sono giorni in cui mi vorrei nascondere, oppure sparire. Ma non posso farlo, devo restare e andare avanti a testa alta in un qualche modo.

Ditemi pure che dovevo pensarci prima e stare più attenta. Lo so. Mi colpevolizzo già da sola ogni singolo giorno.

Ditemi che i miei figli resteranno traumatizzati. Sappiate che penso a loro ogni giorno e sto facendo tutto quello che posso perché questa gravidanza non sia un peso per loro, e anzi sia motivo di crescita.

Poi c’è lui. Che si è attaccato alla vita nel periodo più nero degli ultimi anni. Lui che ha gridato alla vita mentre il mondo esterno era morte ed isolamento.

Lui col suo cuore forte.

Che mi farà penare. Sarà durissima, lo so.

Ma ho scelto la vita. E se nulla accade per caso un giorno capirò il senso di questo caos.

 

Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi sulla mia pagina facebook Mammansia, Instagram Mammansia_chica

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Dietro gli schermi ci sono mamme che piangono

Cara ministra Azzolina,

Da semplice madre che sono volevo solo dirle una cosa.

Mentre lei vanta il successo della sua DAD ovvero didattica a distanza, dietro lo schermo del pc ci sono mamme che piangono.

Perché la sua DAD sui bambini più piccoli è per lo più un vero fallimento.

Un fallimento didattico.

Un fallimento sociale.

Un fallimento psicologico.

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Ora vi dico la mia.

La didattica distanza è inutile e dannosa.

Vi parlo del mio punto di vista, di mamma di due bambini di cui una in età da scuola primaria.

Ricapitoliamo quello che è successo a questi bambini.

Da un giorno all’altro gli è stato detto che in giro c’era un virus molto pericoloso, allora per proteggersi avrebbero dovuto accettare il famoso “distanziamento sociale”.

Ripetiamo insieme “distanziamento sociale”. Ergo niente più scuola, palestra, parchetto amici.

Corse, merende, risate e giochi con i coetanei.

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus.

Iniziamo parlando dei bambini, quelli che sono prima di tutto stati additati come untori. Quelli che in realtà superano il coronavirus senza grossi problemi.

Come al solito i bambini sono stati ritenuti portatori sani di virus e allontanati senza spiegazioni e senza remore dalla loro quotidianità, dalle loro scuole e dai loro amici.

Chiusi in casa senza il diritto di fare una passeggiata al parco.

Chiusi in casa mentre loro giochi al parco venivano transennati. E vedere quelle altalene transennate credo sia l’esempio più lampante del fallimento della nostra società.

Quelli delle materne per di più abbandonati al loro destino da parte delle scuole, quelli delle elementari relegati davanti ad un pc ad ascoltare lezioni on line e fare compiti con l’ausilio dei genitori.

I bambini sono stati segregati e violentati per salvare gli anziani che sono quelli che statisticamente hanno più complicazioni dalle malattie.

Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus
Sono le mamme e i bambini le vere vittime del coronavirus

E mentre i bambini sono chiusi tra quattro mura gli anziani invece il giretto al supermercato non se lo negano.

Hanno fatto rinchiudere i loro nipoti per tutelare la loro salute. E poi se ne vanno a spasso senza alcun rispetto del sacrificio dei più piccoli.

Ma non è solo sacrificio. Questo è un danno psicologico che si sta perpetuando sulle nuove generazioni.

I bambini hanno necessità di muoversi, di correre e frequentare i loro coetanei.

E non possono farlo per colpa di un virus che però uccide gli anziani.

Poi ci sono le famiglie, in particolar modo le mamme. Le mamme che si sono trovate a ricoprire il ruolo di insegnanti oltre che di lavoratrici, colf cuoche etc etc. Come se fosse possibile allungare le ore giornaliere. Oppure sdoppiarsi.

I bambini a casa sono annoiati, svogliati e demotivati.

LA MAMMA NON PUO E NON DEVE SOSTITUIRSI ALLA SCUOLA.

E da mamma ve lo dico senza vergogna: dopo due mesi a casa 24 h coi miei figli, i compiti, lo smart work e tutto il resto sono arrivata al capolinea e su qualcosa devo mollare.

O non faccio più l’insegnate, o non lavoro.

Se non lavoro però non posso sfamarli.

Se non faccio l’insegnante mi sento una mamma di m… che non segue abbastanza i suoi figli.

La scuola non è un parcheggio. La scuola è molto di più. E condivisione, socializzazione, studio e amicizia.

I rapporti via skype non possono nemmeno lontanamente essere paragonati ai rapporti reali.

Alle risate in compagnia, le corse nel prato e le ginocchia sbucciate.

Non voglio crescere i miei figli sotto una campana di vetro. Voglio che i miei figli vivano la vita.

Che corrano sotto il sole fino ad andare a dormire esausti.

Rivoglio la nostra vita. Voglio vederli sorridere.

Si sono già sacrificati troppo.

Gli anziani sono a rischio? Allora è giusto che stiano loro in quarantena. I bambini hanno già fatto troppo per uno stato che non è nemmeno in grado di tutelare i loro bisogni primari.

Noi genitori rientreremo a lavoro a breve, qualcuno mi dica chi si prenderà cura dei nostri bambini.

Perché il lavoro delle donne non è solo un dovere ma è un diritto.

Le famiglie hanno diritto di lavorare per garantirsi uno stile di vita dignitoso.

I bambini devono stare coi loro coetanei.

Ridateci la vita.

Se l’articolo ti è piaciuto continua a seguirmi sulla mia pagina facebook Mammansia, Instagram Mammansia_chica

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza.

Manca solo l’ufficialità, ma lo sappiamo già che sarà una Pasqua in quarantena.

Ognuno nelle proprie case senza la possibilità e la bellezza di riunire tutta la famiglia.

Per me la Pasqua ha sempre significato allegria, colore, primavera, sole e tante gite all’aria aperta. Quest’anno invece mi troverò a casa da sola coi miei bambini.

Ci sono le chat, le videochiamate e i telefoni. Ma nulla potrà mai sostituirsi agli abbracci, alle risate e al valore del tempo condiviso con tutti i familiari.