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La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

La scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore

a scuola Steineriana ovvero la mia scelta migliore.

Dall’alto dei miei 38 anni posso dire di sbagli di averne fatti in quantità, praticamente quotidianamente.

Ma qualche cosa di buono l’ho fatto.

Una tra le mie scelte migliori di sempre è stata quella di mandare Enea alla scuola materna Steineriana.

Ho capito di essere “diversa” al primo anno di scuola materna della mia figlia maggiore, quando catapultata in un ambiente che non mi rispecchiava mi sono trovata a fare i conti con un mondo e un modo di vivere che non mi appartiene.

Ho preso quindi la decisione migliore per Enea. Toglierlo da un ambiente in cui io per prima come genitore mi trovavo a disagio per entrare in un mondo nuovo.

Rudolf Steiner è stato un pedagogista e un filosofo, fondatore dell’antroposofia, della medicina

Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano

Se sei mamma sai fare tutto con una sola mano

Lo scopri dal primo momento in cui ti mettono in braccio il tuo neonato.

Sei in ospedale, dolorante per i punti (ovunque essi siano) e devi occuparti di tuo figlio.

E impari a farcela a in un qualche modo. Perché alternative non ce ne sono soprattutto ora che causa covid non sono ammesse visite.

Ricordo le prime colazioni in ospedale, con il piccolo in braccio e una mano libera per fare colazione. Ridendone con la compagna di stanza nella stessa situazione.

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi.

Cosa voglio che i miei figli sappiano.

Voglio che sappiano che il coraggio premia sempre.

Che la vita va affrontata per quella che è. Che nessuno di noi ha una vita perfetta, ma per renderla bella ci vuole coraggio.

Il coraggio di chiudere le cose che sono finite. Che siano amori, amicizie e rapporti di lavoro.

Che si cammina sempre e comunque a testa alta, solo così ci si può godere il viaggio e il paesaggio.

Che il valore di una persona si misura dai gesti e dal coraggio.

Coraggio di vivere la vita sempre respirando a pieni polmoni e senza paura.

Voglio dire ai miei figli che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi.

Perché la paura ti limita, la paura ti annienta, la paura ti mette in galera. E in galera non si vive ma si sopravvive.

Che le giornate di sole sono così belle solo perché conosciamo le giornate di pioggia.

Che i fiori si maneggiano con delicatezza. Che la bellezza è delicata e va trattata con cura.

L’amore va trattato con cura e nel momento in cui la delicatezza lascia lo spazio all’apatia allora non è più amore.

Che ogni volta in cui si troveranno davanti ad un bivio, e saranno tante , la scelta giusta sarà quella che viene dal cuore.

Che la vita troppo spesso svelerà il suo lato più nero: l’ingiustizia. Ed è allora che dovranno imparare a non farsi sangue amaro e continuare dritti per la propria strada a testa alta continuando a difendere ciò che è giusto.

Incontreranno tante maschere e pochi volti. E quei pochi volti veri saranno i rapporti da coltivare e curare con amore.

Voglio dire loro che se mi chiedessero il significato della parola coraggio io direi i loro nomi.

Perché ogni figlio ti cambia la vita, complicandola soprattutto per la donna.

Ma è proprio il coraggio di cambiare ed andare avanti che rende la vita cosi bella e degna di essere vissuta.

Qualsiasi cosa accada, qualsiasi errore tu faccia sono i tuoi figli gli unici che ti vorranno sempre bene in maniera incondizionata.

Loro sono il mio coraggio e tra le poche cose di cui non mi pento nella mia vita.

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Odio il weekend perché odio i compiti

Odio il weekend perché odio i compiti

Odio il weekend perché odio i compiti.

Si l’ho detto.

E lo sottoscrivo.

E non mi vergogno ad urlarlo ad alta voce.

Qualcuno mi spieghi perché un lavoratore che lavora 40 ore a settimana ha DIRITTO  al weekend di riposo mentre un bambino di 6 anni che passa 40 ore settimanali a scuola il weekend deve passarlo a  fare i compiti.

Per pochi che siano sono comunque troppi.

Come li paghiamo gli straordinari ai bambini?

Io non dimentico che ci sei sempre stata mamma

Io non dimentico che ci sei sempre stata mamma

Eppure ti amo e ti odio come solo una figlia sa fare.

E questo è e sarà per sempre.

Buon compleanno mamma.

Scuole chiuse e welfare familiare zero

Scuole chiuse e welfare familiare zero

Quindi riassumiamo.

Scuole chiuse e welfare familiare zero

C’è la pandemia. Pandemia di cui i contagi nelle scuole pesano per un 2%. Focolai che da settembre a oggi si sono tenuti a bada e circoscritti senza grossi problemi.

Ma la prima soluzione per lor signori al governo è sempre e solo: chiudiamo le scuole.

Ma non le attività produttive.

Quindi scuole chiuse, bambini a casa e genitori al lavoro.

E qui si aprono vari scenari

I nonni. I santi nonni.

Beato chi li ha a disposizione. Ma scusate non erano loro quelli da proteggere dal terribile virus di cui i nostri bambini sarebbero perfidi e temibili portatori sani?

Scuole chiuse e welfare familiare zero

E quindi rischiamo la vita del  nonno? Chiudiamo le scuole per salvare la vita ai nonni e poi gli lasciamo in custodia i piccoli asintomatici?

Eh no.

Lavoratore dipendente ha diritto al congedo parentale retribuito al 50%.

WOW

Una ricchezza. Come se per tante famiglie fosse possibile rinunciare al 50% del proprio stipendio. Ci pagano loro l’affitto? Il mutuo? le bollette? Eh no cari fatevi bastare la metà della retribuzione. Mentre fate spesa nel supermercato del vostro comune perché non potete uscire dal comune.

Altrimenti chiedi lo smart work che di smart non ha proprio nulla, al massimo è hard work, very hard work.

Perché non è che i bambini dai 6 anni li puoi parcheggiare davanti al computer. Eh no devi stargli di fianco. Seguire la lezione con la maestra. Controllare che non perdano il filo e non facciano gli sciocchi.

E guai se non lo fai. Genitore irresponsabile che non segue suo figlio.

Si ma la DAD è scuola. Si uguale. Infatti a scuola ci vado anche io e sono la compagna di banco di mia figlia. Mentre lei è a scuola io mica lavoro. No seguo le sue lezioni perché la terza elementare non la ricordo mica bene nonostante la aurea conseguita.

E poi scusa sei in smart ti lamenti?

Devi solo seguire i figli in dad, consolarli, controllarli e fargli da mangiare. Ah si e lavorare of course.

Ma lavori in smart cosa ti lamenti quindi?

Che poi dei bambini sotto i 6 anni ne vogliamo parlare? Con loro cosa facciamo che la dad all’asilo non esiste?

Li buttiamo nell’umido?

E gli autonomi? ah si loro sono avvantaggiatissimi, per loro bonus baby sitter dell’immenso valore di 100 euro a settimana.

100 euro a settimana.

Considerato che una baby sitter costa almeno 10 euro all’ora, loro ti chiudono le scuole ma ti danno ben 10 ore di baby sitter.

Ben 10 ore in cui lavorare. Wow. Un affare. Encomiabile.

Che poi anche volendo ma voi una baby sitter la riuscite a trovare?

No perché con la paura del virus mortale e con la diffidenza che abbiamo adesso uno verso l’altro è quasi impossibile trovare una persona che venga a casa a gestire i tuoi piccoli pericolosi portatori sani di virus.

Quindi che si fa?

Niente  nel dubbio chiudiamo  le scuole e poi se si lamentano gli diciamo che la scuola non è un parcheggio e che da bravi genitori non devono lamentarsi di passare del tempo insieme ai propri figli.

Tanto chi ha ancora un lavoro forse a breve non lo avrà più.

E poi tanto alla fine ci pensa sempre mammà tra una riunione di lavoro, un pasto, una lezione privata di matematica.

Mentre gioca con play doh, cambia un pannolino e scrive una relazione.

Hai voluto fare i figli? Arrangiati stronza

E quindi no proprio non ci siamo.

Scuole chiuse e welfare familiare zero

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Se rinasco non voglio essere la primogenita

Se rinasco non voglio essere la primogenita

e rinasco non voglio essere la primogenita.

Il primogenito è quello che mette in “On” il tasto genitori.

Quello dell’avvio, del primo start con il suo carico di aspettative, delusioni ed errori immani.

Il primogenito è una scoperta. Anzi LA scoperta.

La meraviglia della magia della vita e il terrore di tutto ciò che ne consegue.

Il primogenito cambia per sempre la vita dei genitori.

Tutti lo aspettano, lo bramano e lo riempiono di regali e i genitori non sanno cosa li aspetta.

E si sbaglia col primo figlio, si sbaglia perché non si nasce genitori, lo si diventa col tempo e l’esperienza. Lo si diventa provando sbagliando cadendo e rialzandosi.

Ma quanto cavolo è difficile essere genitore!!!

Ma quanto cavolo è difficile essere genitore!!!

Ma quanto cavolo è difficile essere genitore!!!

Nasci da figlio e vivi nel ruolo di figlio finché da un giorno all’altro diventi genitore.

E che non sia facile lo capisci dal primo vagito, che se tarda ad arrivare dopo due nanosecondi dalla nascita eccoti li a gridare “Perché non piange!”

L’ho gridato per tutti i figli. Ed è stata la prima seria preoccupazione da mamma.

Poi dopo poche ore ho compreso la preoccupazione delle mamme per il cibo.

Si attacca, non si attacca, si attacca bene, si attacca male. Mangia abbastanza? Perché si addormenta mentre mangia???

E i controlli di crescita dal pediatra. Ogni volta mi sento come all’esame di maturità.

Ma questo è solo l’inizio.

Sono una mamma ad alto contatto e non mi importa se ti da fastidio

Sono una mamma ad alto contatto e non mi importa se ti da fastidio

Sono una mamma ad alto contatto e non mi importa se ti da fastidio.

Sono una mamma ad alto contatto.

I miei figli sono delle piccole cozze appiccicose.

Tutti e tre allattati al seno, tutti i tre per i primi mesi costantemente attaccati a me. Di giorno e di notte.

E non stavano attaccati perché il mio latte fosse acqua, avessero mal di pancia o altre cavolate. Semplicemente facevano i neonati.

Come ho fatto coi due grandi ora faccio col piccolo: dorme con me, attaccato a me e non potrei pensare per lui un posto più sicuro delle mie braccia.

In natura i cuccioli dormono attaccati alla mamma. Ditemi perché non deve essere così anche per gli esseri umani.

Per esperienza so che i cuccioli crescono più in fretta di quanto una persona possa rendersene conto. E che le fatiche dei primi tempi si dimenticano in fretta.

Sono una mamma ad alto contatto e non mi importa se ti da fastidio

E ho imparato a non ascoltare chi mi dice che non si fa così, che devono dormire nella loro culle altrimenti non si staccheranno mai da me.

Ne ho già due che ora dormono nella loro cameretta e sono la prova che tenerli a letto con se i primi tempi non significa che ci staranno in eterno e se ne andranno nel loro lettino prima di quanto si possa immaginare.

Perché l’attaccamento alla mamma, il bisogno di contatto sono semplicemente istinti naturali di sopravvivenza.

Se in braccio a me è tranquillo allora lo tengo in braccio. Perché tanto arriverà presto il giorno in cui non si farà più baciare da me e sarà troppo pesante per stare in braccio.

I primi mesi sono momenti unici. Faticosi da morire, stancanti fino alle lacrime. Ma sono passeggeri e senza nemmeno il tempo di accorgersene passa tutto.

In fretta.

Troppo in fretta.

E l’abbraccio del neonato arriva presto a mancare.

E allora godetevi questi bimbi, che a giudicare sono tutti bravi, ma i figli sono vostri e non saranno piccoli per sempre.

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Sulla depressione post partum e il crollo ormonale

Sulla depressione post partum e il crollo ormonale

Nove giorni oggi dal parto e ho avuto il classico crollo ormonale.

Si sa è fisiologico, tutti gli ormoni che hanno sostenuto la gravidanza se ne vanno all’improvviso e come tutte le cose che cambiano all’improvviso destabilizzano.

E la terza gravidanza quindi razionalmente lo so che è così, che è solo un momento che passerà.

Ma poi c’è tutta la me irrazionale che piange senza motivo.