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Mese: Giugno 2016

Chiedimelo ancora quando torno a lavorare

Chiedimelo ancora quando torno a lavorare

Dai chiedetemelo ancora quando torno a lavorare.
Perche sono a casa a girarmi i pollici vero?
perchè in Italia il congedo di maternità è lunghissimo vero?

Benvenuto fratellino adesso sono sorella maggiore

Benvenuto fratellino adesso sono sorella maggiore

Oggi vi vorrei parlare dell’inserimento di Sempreallegro in una famiglia in cui Tempestina era ed è la regina indiscussa.

Io sono stata vittima di bullismo e per questo ho paura per i miei figli

Io sono stata vittima di bullismo e per questo ho paura per i miei figli

Io sono stata vittima di bullismo e per questo ho paura per i miei figli

Sono stata una bambina per nulla estroversa, anzi abbastanza timida e sempre rispettosa del prossimo, specie se il prossimo era un adulto.

Sono cresciuta serena e fiduciosa in me stessa finchè non ho iniziato la scuole medie.

Le scuole medie sono quel periodo di purgatorio tra l infanzia e l’adolescenza. Troppo grandi per essere definiti bambini, e troppo piccoli per essere  giovani adulti.

Anche fisicamente non si è, né carne, né pesce, il corpo inizia la sua trasformazione e come un lavoro in corso d’opera non sempre risulta già bello.

Io ero decisamente bruttina. Diversi kg di troppo, mono-ciglio alla Teo Teocoli, capelli arruffati e pochissimo gusto nel vestire.

Questo, unito al  mio carattere timido e introverso ha fatto di me la vittima perfetta dei bulli.

Non è stato un bullismo fisico, è stato un bullismo psicologico fatto di battutine, continue prese in giro e isolamento, non da parte di tutti i componenti della classe, ovvio. La classe faceva gruppo, ma io a quel gruppo non appartenevo. Chi si sedeva vicino a me rischiava di finire vittima di scherno. E io ogni giorno che passava mi sentivo sempre più isolata e sempre più brutta.

La mia autostima ha toccato il minimo storico. A scuola andavo malvolentieri, ma ci andavo perché a me studiare piaceva davvero!

Soffrivo, tanto.  Non capisco come mai nessun professore se ne sia mai accorto. Forse perché all’epoca c’era meno attenzione verso queste tematiche.

Ai miei genitori non ne ho parlato. Non volevo sentirmi inadeguata anche con loro, mi vergognavo. Ora guardo i miei bambini e mi chiedo cosa posso fare affinchè mi dicano sempre tutto senza vergognarsi mai. Come posso difenderli da questo?

A onor del vero quei compagni qualche anno fa li ho rivisti, il tempo ha fatto di ognuno di loro una persona migliore e i bulletti sono ora adulti normali. Ma all’epoca non era cosi.

Poi fortunatamente le medie sono finite e ho iniziato il liceo. Li le cose sono andate un po’ meglio anche se gli strascichi del periodo precedente sono durati parecchio, per diverso tempo ho continuato a sentirmi inadeguata, mai all’altezza degli altri, un senso di inferiorità che ha necessitato di parecchio tempo per passare.

Sono guarita all’università. Corso di laurea in matematica, pochissimi studenti, nessun bulletto. Col senno di poi devo dire che è grazie a loro che ho riscoperto me stessa e ho imparato ad amarmi. Con loro non  mi sentivo più diversa e brutta. Sono tutte persone speciali. Se leggete questo post sappiate che anche se non ci vediamo più vi ricordo uno a uno con tanto affetto.

Bullismo

Guarendo e riscoprendo l’amore per me stessa ho ritrovato la mia autostima ma ho imparato anche ad alzare dei muri. Il mio non-marito dice che litigo con tutti e ho un brutto carattere. È vero mi capita di litigare e chiudere i ponti con le persone. La velocità con cui chiudo i rapporti è proporzionale all’affetto che provo verso questa persona.

Ci sono amiche a cui ho voluto tanto bene e con cui  ho condiviso tante cose, poi sono successe delle incomprensioni, delle situazioni che mi hanno fatto soffrire e per non soffrire più io ho chiuso tutti i rapporti.

Non sono capace di farmi scivolare le cose addosso, non ne sono mai stata capace, ma ho imparato ad allontanare dalla mia vita chi mi fa del male e a non stare li a subire.

Dicono che mi arrabbio troppo facilmente. È vero. Se qualcosa mi ferisce  io mi arrabbio, tiro fuori tutto il mio carattere e poi mi allontano.

Non posso farci niente, è il risultato del mio passato, del dolore che ho provato.

Per anni , per colpa di ragazzetti ho creduto di essere un inetta, odiavo me stessa, avrei voluto essere totalmente diversa, ma non potevo esserlo e soffrivo e mi chiudevo.

Poi sono cresciuta, fisicamente sono cambiata, e dentro di me è nata la consapevolezza che quelli sbagliati erano loro non io. Io non facevo male a nessuno.

Ora guardo i miei figli e mi chiedo se sarò in grado di trasmettergli quella sicurezza in se stessi che forse mi avrebbe risparmiato tanto dolore.

Voglio che si sappiano difendere e sappiano chiedere aiuto se ce ne fosse bisogno. Si devono fidare e confidare con mamma e papà con la certezza che noi non siamo qui per giudicarli, ma per appoggiarli e sostenerli nel loro processo di crescita.

Sono e sarò sempre una madre attentissima. Li guarderò costantemente negli occhi e nel cuore, come solo una mamma sa fare, e cercherò di trasmettergli quella forza che a me è mancata.

Ogni giorno gli ripeto che li amo, che li proteggerò e che di me si possono fidare.

Voglio tenerli per mano, accompagnarli nella loro crescita e lasciargli la mano solo quando saranno adulti e consapevoli del fatto che loro sono speciali.

Che ogni persona è unica e speciale, coi suoi pregi e coi suoi difetti.

Che nessuno merita di essere preso in giro per i suoi difetti.

Che quello che ci rende unici è la diversità ed è anche la nostra forza più grande.

A 28 anni ho fatto un tatuaggio sulla spalla destra, è un bellissimo cigno che spicca il volo. Quel cigno per tanto tempo si è sentito solo il brutto anatroccolo.

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Perchè voglio le telecamere negli asili

Perchè voglio le telecamere negli asili

Tempestina inizierà a settembre la scuola materna, destreggiandomi tra nonni e zii e mia maternità sono riuscita a tenerla a casa fino adesso, ma sapevo che prima o poi il momento di inizio scuola sarebbe dovuto arrivare.

Con tutto quello che si sente non vi nascondo però che io HO PAURA.

Taglio cesareo e allattamento

Taglio cesareo e allattamento

Una volta si credeva che il taglio inibisse l’allattamento. Non è così, però a mio avviso far partire l’allattamento dopo un cesareo è un pelino più complicato.

Allattamento e dintorni tecniche e consigli

Allattamento e dintorni tecniche e consigli

Allattamento e dintorni, tecniche e consigli.

Oggi più che mai è raccomandato l’allattamento al seno.

Da sempre il tema è scottante, latte materno si no, forse si, certamente si.

allattamento
Allattamento

Ho pubblicato sulla mia pagina web la foto di un biberon anni 50′, in cui sono incise le modalità di allungamento con acqua del latte di mucca già a un mese di vita. Ne possiamo dedurre quindi che in quegli anni le mamme che non allattavano, davano da subito, latte di mucca annacquato.

In effetti mia nonna guardandomi allattare Tempestina e Sempreallegro mi diceva sempre:”ah guarda te hai il latte,  io e tua madre invece non l’avevamo!”

A parte il mitologico concetto della famosissima  “vena del latte” io credo che la verità fosse che non sono state supportate  in fase di avvio allattamento.

Io poi sono nata negli anno 80, anni in cui entravano in scena i primi latti in formula. Una manna dal cielo nei i casi in cui DAVVERO non era possibile allattare al seno il proprio bambino. Il problema è stato che per spingere la vendita di questi prodotti alle mamme veniva messo in testa che il proprio latte non fosse nutriente e che fosse meglio il latte in formula. Il risultato è che generazioni di bambini sono cresciuti con il latte artificiale anche casi in cui l’allattamento materno sarebbe andato benissimo, se solo correttamente supportato.

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I bambini sono cresciuti lo stesso eh.

Negli ultimi anni la tendenza è invece al contrario. Latte di mamma sempre e comunque  troppo spesso a discapito della salute mentale della mamma.

Partiamo da un concetto di base: allattare al seno il proprio bambino può essere faticoso sia fisicamente che mentalmente.

I primi giorni anche doloroso, magari non per tutte ,ma me i primi giorni lo sono stati.

Il capezzolo si deve adattare alla suzione del bambino e nel momento dell’allattamento vengono rilasciati degli ormoni che servono a  far partire delle contrazioni uterine per aiutare l’utero stesso a tornare alle vecchie dimensioni. Insomma una cosa davvero poco simpatica per una neo mamma!

Quando è nata Tempestina io ero assolutamente disinformata, ed ero convinta che sarebbe bastato attaccarla al seno ogni 3 ore , il latte sarebbe facilmente arrivato e lei avrebbe dormito tra una poppata e l’altra.

la realtà è stata mooooolto diversa.

A parte i primi due giorni in cui i bambini sostanzialmente dormono e si nutrono del solo colostro dal terzo giorno ha iniziato ad avere fame, ma il latte , un po per lo stress del parto faticoso un po per cattivo attacco , non arrivava, e lei piangeva, piangeva, piangeva e non si voleva più attaccare. Il peso continuava a scendere e in ospedale mi hanno fatto terrorismo finchè non le ho dato l’aggiunta di latte artificiale.

Una volta provato il biberon a quel punto lei avrebbe voluto che anche dal seno il latte uscisse cosi facilmente e quindi si attaccava e si staccava subito arrabbiata, e cosi per farla attaccare tenevo vicino al seno una siringa di latte artificiale e glielo sparavo in bocca per ingannarla.

E finita che ho fatto allattamento misto. Una roba da manicomio che probabilmente una più sana di mente di me avrebbe lasciato perdere. L’ attaccavo al seno tutte le volte che lo chiedeva e alla fine le preparavo il biberon per saziarla del tutto. Per dovere di cronaca non  ha mai tenuto 3 ore tra una poppata e l altra.

Ha preso il mio latte fino a 22 mesi quando si è staccata autonomamente.

Poi è arrivato Sempreallegro, ho cambiato ospedale per il parto e ormai di allattamento avevo esperienza. Lui non ha mai preso un biberon di latte artificiale.

Ora condivido con voi le tecniche e gli accorgimenti che secondo me posso aiutare l’avvio di un buon allattamento al seno, fermo restando che parliamo di bambini nati a termine e senza particolari patologie e che si tratta del frutto della mia esperienza personale:

  1. PELLE A PELLE : è fondamentale stabilire un contatto pelle a pelle col neonato sin dalle prime di vita. Sempreallegro è stato pelle a pelle con me tutte le prime 24 ore di vita. Dopo il parto traumatico (Vbac e mille tipologie di parto) quando mi sono svegliata me lo hanno messo addosso e io li l’ho tenuto fino al giorno dopo.
  2. ATTACCATELO AL SENO ogni volta che il piccolo piange. Il seno non è solo cibo, è anche consolazione, coccola, rassicurazione.
  3. CO SLEEPING : i primi giorni in ospedale e ho sempre dormito coi miei bimbi addosso, non sono riuscita a separarmi da loro durante il sonno , e cosi è stato anche a casa. Io sono una pigra per natura e di notte li ho allattati da sdraiata a letto, loro “tittavano” e io dormivo.
  4. NON GUARDATE L OROLOGIO : all’inizio difficilmente vi richiederà il seno ogni 3 ore, lo farà molto più spesso perche come vi ho spiegato in precedenza il seno non è solo cibo. Non contate le poppate perchè all’inizio potranno essere 100.000 in un giorno. E’ dura, è difficile, ma vi garantisco che non sarà per sempre, e poi quando si staccherà vi mancherà.
  5. NON FATE MAI LA DOPPIA PESATA: la doppia pesata consiste nel pesare il bambino subito prima e subito dopo la poppata per vedere quanto latte ha bevuto. Non serve a nulla se non a far aumentare le vostre paranoie. Infatti i bambini allattati al seno a volte bevono 10 gr a volte 50 a volte 100. L unica cosa che conta è pesare il bambino dalla pediatra ai bilanci di salute e verificare che aumenti correttamente secondo la sua curva di crescita. Non comprate bilance.
  6. BEVETE TANTA ACQUA o tisane se avete sete. I primi giorni avevo una sete allucinate! Se l’avete è normale!
  7. NON FIDATEVI DEL TIRALATTE: non tutti i seni rispondono al tiralatte. Sempreallegro è sempre cresciuto benissimo, ma nonostante questo se provavo a tirarmi il latte col tiralatte ne uscivano quando andava bene 30 gr. Eppure il latte c’era. Il mio seno non accetta il tiralatte, pazienza l’unico inconveniente è che non posso congelare scorte di latte.
  8. Se avete RAGADI  che non guariscono probabilmente l’attacco del bambino non è corretto. In questo caso è opportuno chiedere aiuto a un ostetrica o a qualche associazione nella vostre città. In moltissimi consultori e ospedali ci sono proprio degli sportelli gratuiti dedicati all’allattamento.
  9. NON ABBIATE PAURA A CHIEDERE AIUTO. Allattare all’inizio può risultare difficoltoso ed impegnativo. Fatevi aiutare nelle faccende domestiche, e fate il meno possibile.
  10. USCITE con le amiche a passeggiare, a fare due chiacchiere, coltivate la vita sociale. Il bello dell’allattamento al seno è che il latte lo avete sempre con voi e sempre pronto, se il piccolo piange lo potete allattare dove vi pare.

Se desiderate allattare al seno seguite i miei consigli e andrà tutto splendidamente, se invece non volete ALLATTARE PER MILLE E UNO MOTIVI  non c’è problema, ci sono tantissimi tipi di latte in formula e i bimbi crescono felici e sereni ugualmente.

Deve essere una decisione solo vostra care mammine, scegliete sempre la strada che vi rende più serene perchè i bambini hanno più di ogni altra cosa bisogno di mamme FELICI e SORRIDENTI.

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Vbac e mille e una tipologie di parto

Vbac e mille e una tipologie di parto

Quando si parla di parto le donne possono essere divise in diverse categorie:

Le donne NATE PER PARTORIRE. Ognuno di noi ha delle doti, alcune donne hanno la dote del parto . Sono quelle che al primo parto in 2/3 ore sfornano il pupo, dal secondo in poi rischiano di farlo in macchina. Sono quelle “due spinte e via, voilà ecco a voi il pupetto”. …

Come ho conosciuto l’amore di un cane

Come ho conosciuto l’amore di un cane

Non vi racconterò la storia romantica di una bambina che è cresciuta con un cane, da bambina ho avuto solo un pesce rosso che chiamavo Gedeone, poi lui è morto e io ho pianto settimane.

la prima (ansiosissima) gravidanza.. aspettando Tempestina

la prima (ansiosissima) gravidanza.. aspettando Tempestina

La prima (ansiosissima) gravidanza.. aspettando Tempestina.

Vi ho gia raccontato com’è stato il test di Tempestina ma non vi ho detto che due giorni dopo fu il 20 maggio 2012 giorno del terremoto che ha sconvolto la mia amata Emilia e anche me.

Insomma possiamo dire che Lei è arrivata e ha sconvolto tutto ma proprio tutto!

Sopratutto le mie pseudo-ipocondrie e le mie ansie (leggi Ipocondria in gravidanza). Le gia mamme lo sanno, la gravidanza non è proprio una passeggiata di salute e in quanto tale ti costringe a diverse visite mediche.

gravidanza carlotta

Ho avuto paura di tutte le patologie associate alla gravidanza.

Partendo dalla gravidanza extrauterina con conseguente scoppio della tuba  emoraggia interna e morte assicurata alla gestosi gravidica con conseguente pressione alle stelle e ictus letale.

In realtà sono stata fortunata  fisicamente non ho avuto alcun problema ma non è stato facile accettarlo.

Si perchè per un ipocondriaco non è facile accettare di stare bene è invece scontato credere di soffrire di qualcosa che sicuramente la prossima visita confermerà.

E se in condizioni normali mi posso permettere di rimandare le visite finchè mi sentirò pronta,  in gravidanza questo non si può fare perchè le visite e i controlli devono necessariamente essere fatti in un certo periodo.

E quindi avanti tutta alle paranoie giornaliere alle giornate scandite in base ai controlli e ai post-it sulle malattie da ricercare attaccati al pc. Dottor google che combini!

Vogliamo parlare poi dei prelievi?

Normalmente ai prelievi io semplicemente  SVENIVO.

In gravidanza si fa un prelievo ogni mese partendo dal primo che include il riempimento di 6/7 provette.

Il primo prelievo l ho fatto in un laboratorio che prima di entrare ti dava in mano le provette da riempire del TUO sangue. Ricordo il volto della signora che ha iniziato con 1 2, 3, 4 5, 6 provette e ad ogni provetta io sbiancavo sempre  di piu.

E finita che il ho chiesto di essere sdraiata e, finito il tutto mi hanno dato un sacchetto (non una ma un sacchetto) di caramelle per bambini.

In gravidanza poi, la movimentazione ormonale ricade anche sui nevi, io non lo sapevo e cosi un giorno verso il settimo mese, mentre come al solito controllavo ogni centimetro di cute ho visto LUI. TERRIBILIS NEO PLANTARE.

UN NEVO NUOVO SULLA PALMA DEL PIEDE.

Bon la prima cosa che ho fatto è stato fare testamento, perche SI SA i nevi sulla pianta del piede sono pericolosissimi.

Poi ho chiamato Lei, la mia dermatologa di fiducia, lei che ogni volta che sente la mia voce le parte un tic nervoso ormai, le ho spiegato l URGENZA e mi ha fissato una visita il giorno dopo.

Sono state tra le 24 ore peggiori della mia vita, son arrivata all’appuntamento con un ora di anticipo mani sudate, voce tremante e lacrimuccia pronta a scendere.

Diagnosi: normalissimo neo, da rivedere tre mesi dopo il parto perche 3 mesi dopo il parto vanno ricontrollati tutti i nei lo sapevate?

A oggi il neo plantare è ancora li, immutato, ma regna spesso nei miei pensieri ansiosi, quando non ho sintomi strani penso a lui e lo controllo, lo studio, lo guardo con la lente d’ ingrandimento e poi chiamo lei, la dermatologa, e ogni tanto ci vediamo.

E cosi tra una paranoia e un altra è arrivato il 6 febbraio.

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Competizioni tra mamme

Competizioni tra mamme

Oggi vi voglio parlare di competizioni tra mamme ovvero quei confronti tra bambini stupidi e insignificanti che però rischiano di segnare anche i bambini stessi. Perché ricordiamocelo sempre, i bambini ascoltano tutto.