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Tag: scuola

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Li ho sempre detestati con tutta me stessa.

Sono uno degli incubi più ricorrenti della mia infanzia. Quei libri delle vacanze che definire interminabili è un eufemismo.

Pagine e pagine senza senso.

Compiti che non finiscono mai.

E l’ansia ai primi di settembre con quelle pagine perse, mancate, lasciate indietro da completare  a tutti i costi.

L’insegnante che li ritirava il primo giorno e non li riconsegnava mai.

Tutto il necessario per la scuola primaria

Tutto il necessario per la scuola primaria

Tutto il necessario per la scuola primaria.

Un anno fa a quest’ora Carlotta terminava gli ultimi giorni di asilo ed io tra un momento di malinconia e uno di euforia mi chiedevo che cosa avrei dovuto acquistare per la scuola primaria.

Sono una mamma molto apprensiva, organizzata e pianificatrice e non potevo pensare nemmeno lontanamente di preparare ogni cosa all’ultimo minuto.

Col senno di poi vi dico che ci sono cose che si possono acquistare prima, per tutto il resto vi tocca aspettare la prima riunione o qualche comunicazione della scuola.

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la liberà, eliminate le chat di classe!

Quello che penso, e che è frutto della mia esperienza, è che per stare in una chat di classe senza dover abusare di xanax e  devi essere capace di dire la tua il meno possibile.

E sopratutto di mettere a tacere il tuo libero pensiero in nome della pace. Su qualsiasi argomento. Dal biscotto a colazione al regalo alla maestra.

Io personalmente non ho resistito. Mi sono logorata il fegato per mesi e mesi e alla fine sono uscita dalle chat di classe di entrambi i miei figli.

Ho un carattere difficile, non riesco a stare zitta e non riesco a non dire quello che penso.

Se non sono d’accordo su una cosa non dico che mi va bene, io dico la verità cioè che non sono d’accordo.

E poi finisce che mi innervosisco ancora di più perché so che ci sono altre persone che la penserebbero come me ma non hanno il coraggio di dirlo.

E irrimediabilmente vengo marchiata a fuoco come la polemica rompiballe.

Quella che non le va mai bene niente. Quella che tutti odiano.

Per stare in una chat di classe bisogna avere carattere remissivo. Essere capaci di superare le cose e di fregarsene.

Ci ho messo il non marito che fa prima, lui risolve il problema a monte, lui non legge.

Quindi non sappiamo più nulla.

Non sappiamo se c’è qualche manifestazione qualcosa da portare.

Ora io ne comprendo a malapena l’utilità di questa chat e dico. Possibile che non si possa fare come si faceva una volta?

Come sopravvivevano le maestre quando non c’era  whatsapp? Come comunicavano le cose? Non possono farlo anche adesso?

Le chat di classe sono strumenti inutili e pericolosi.

Non servono a nulla se non a testare il livello di sopportazione e di sottomissione delle persone.

Mi sono fatta venire tante di quelle gastriti che la metà bastavano.

Vi prego ascoltatemi ribelliamoci tutti insieme. Mettiamo al bando le chat di classe e torniamo ai messaggi in bacheca o sul diario.

Ne guadagneremo tutti in salute, in tempo libero e in rispetto verso gli altri e noi stessi.

Perché stare a dire sempre si e comportandosi come gregge che non pensa non facciamo del bene a sopratutto non diamo un bell’esempio ai nostri figli.

Evviva il pensiero libero

Ridateci la libertà.

Cancellate le chat di classe

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Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa.O almeno alle scuole elementari secondo me non hanno alcun senso.Specialmente se i bambini già frequentano a tempo pieno.Al giorno d’oggi, quando in famiglia si lavora in due e senza aiuti l’unica soluzione per troppe famiglie è+ lasciare i bambini a scuola a tempo pieno.Addirittura dove abito io non ho avuto scelta. O tempo pieno o nulla.Mia FIGLIA va alla scuola primaria a tempo pieno. Passa otto ore al giorno a scuola per cinque giorni a settimana. In totale fanno 40 ore esattamente come un lavoratore full time.

Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

Oggi vi parlo di un progetto che mi ha entusiasmata da subito. Vi parlo di uno zaino che oltre ad essere ergonomico è super ecologico. Di fatti per realizzare questo zaino servono 18 bottiglie di Pet.

Essere maestra, l’insegnante  il ruolo più difficile

Essere maestra, l’insegnante il ruolo più difficile

Essere maestra, l’insegnante il ruolo più difficile

Non deve essere facile essere un’insegnante al giorno d’oggi.

In realtà non lo è mai stato a mio avviso ma ora come ora è davvero complicato.

Ho iniziato a pensarci su ieri, quando all’uscita della scuola primaria ho visto la maestra che abbracciava teneramente un alunno i cui genitori ancora non erano ancora arrivati. Un abbraccio pieno di affetto.

E allora ho riflettuto su quanto sia difficile essere un’insegnante, dove il materiale di lavoro è umano.

Sono bambini in carne e ossa, coi loro pensieri, il loro carattere i loro sentimenti,

Ognuno unico e speciale.

Ognuno così diverso. Cosi diverso, che la modalità di lavoro non potrà mai essere standardizzata ma sarà soggetta a continui cambiamenti in base al momento e alle necessità del singolo.

E difficile essere un’insegnate ma sopratutto una buona insegnante.

Insegnare a farsi rispettare ma senza utilizzare urla o metodi violenti.

C’è poi da considerare che le insegnanti non devono solo rispondere al direttore scolastico, ma rispondono ogni singolo giorno ai genitori. Sono costantemente sotto la lente di ingrandimento di mamme e papà, più o meno ansiosi più o meno presenti o assenti.

E come se avessero una sfilza di capi, sempre sull’attenti e pronti a criticare.

Non è facile essere una brava insegnate perché oltre alle nozioni bisogna essere capaci stimolare la curiosità e il desiderio di imparare. L’amore verso la scienza e le arti. L’ambizione continua di voler sapere sempre di più, perché anche da adulti quegli stessi bambini non smettano mai di avere voglia di imparare.

E non deve essere facile essere insegnate perché dopo ore, mesi e anni passati insieme a questi bambini, con cui si è condiviso tempo, lacrime e sorrisi bisogna essere capaci di lasciarli andare verso nuove scuole e nuove insegnanti.

Consapevoli che ogni bambino porterò inevitabilmente via con se un po di se stesse. E che alcuni prenderanno la loro strada che li porterà lontani da loro.

Ho visto insegnanti con gli occhi lucidi a fine anno, insegnati abbracciare i miei bambini come fossero i loro.

Le ho viste con le occhiaie alle otto sera all’ennesima riunione.

le ho viste ritagliare cartoncini e sorridere davanti a un lavoretto ben fatto.

Ho visto i “super brava” sui quaderni di prima elementare.

Sono stata fortunata perché ho incontrato insegnanti piene di amore e di passione.

Le brave insegnanti sono un grande valore, sono il fondamento dei bambini di oggi che saranno gli adulti di domani.

Le insegnanti dei bambini di oggi sono il cemento armato della società del domani.

E noi genitori a volte dovremmo solo sorridergli di più.

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A settembre iniziano due nuove avventure con gli accessori Mitama

A settembre iniziano due nuove avventure con gli accessori Mitama

A settembre iniziano due nuove avventure.

Sono molto emozionata, settembre sarà un grande nuovo inizio!

Carlotta inizierà la scuola elementare ed Enea la scuola materna. Non posso ancora credere che siano già così grandi!

Ho iniziato a preparare le prime cose per entrambi anche se ancora non ho la lista definitiva di ciò che mi richiederanno le due scuole.

Anche al centro estivo li mandano malati.

Anche al centro estivo li mandano malati.

Anche al centro estivo li mandano malati.

Avevo appena finire si scrivere Sarebbe ora di smetterla di portare i bambini all’asilo ammalati! quando mia figlia per necessità ha iniziato a frequentare un centro estivo.

Avevo appena finito di scrivere quanto mi pesasse non poterle far passare l’estate al mare come invece facevo io da bambina.

Quanto mi pesasse svegliarla ogni mattino allo stesso orario, di fatto rubandole le vacanze e il bello dell’estate.

Quanto mi sentissi in colpa per questo.

Qualsiasi cosa deciderai per tuo figlio preparati ad una marea di critiche

Qualsiasi cosa deciderai per tuo figlio preparati ad una marea di critiche

Qualsiasi cosa deciderai per tuo figlio preparati ad una marea di critiche.

Perché oggi come oggi sono tutti tuttologi (del web).

Ci sono cose che gli dicono che si devono fare e vanno fatte. E se tu invece pensi con la tua testa e non le fai allora preparati a subire le peggio critiche. Commenti alle spalle. Chiacchiere inutili.

Parliamo ora della storia dell’anticipo alle elementari. Ovvero la possibilità (legittimata dalla legge) che permette di iscrivere alla prima elementare i bambini nati entro il 30 aprile dell’anno successivo all’anno che invece deve frequentare per legge.

Ed ecco che improvvisamente tra un bambino nato il 27 dicembre e uno nato il 6 gennaio c’è un abisso.

Quello del 27 dicembre è SICURAMENTE pronto. Quello del 6 gennaio no.

Immaginiamo tutti che 10 giorni di differenza siano davvero un ostacolo insormontabile.

Una volta, fare l’anticipo, ovvero la “primina” era una cosa da “figo”. Una cosa ambita e invidiata. Chi poteva farlo lo faceva. Le maestre lo consigliavano. Parlo della mia generazione non della preistoria.

Oggi se tu mamma decidi di fare l’anticipo sei semplicemente un mostro. Una snaturata. Una mamma di m… Ah capisci molto poco aggiungo ( anche se hai una laurea in ingegneria aerospaziale).

Mi ne sono sentita di ogni, la peggiore:”Ma povera bambina cos’ha fatto di male?” come se la stessi mandando ad un campo di concentramento.

E anche le insegnanti, le stesse insegnanti che una volta spingevano per l’anticipo, oggi come oggi lo sconsigliano. A priori. Non c’è ma che tenga loro sono contro. Ma proprio contro senza alcun margine di trattativa o di personalizzazione. Stiamo parlando di bambini non di giocattoli prodotti in serie!

E se decidi di andare avanti ugualmente, magari perché davvero non puoi fare diversamente preparati a subirne di ogni.

A subire abusi, offese e a lottare con le unghie per non crollare.

Perché c’è una cosa che nessuno capisce. Che una mamma non prende mai e poi mai decisioni a cuor leggero. Ci sono decisioni che una mamma si trova costretta a fare e magari lo fa anche malvolentieri. Ma, a volte, non ha scelta.

E una mamma non prende mai una decisione “fuori dal gregge”con leggerezza.

Vi ricordo che è estremamente più facile prendere decisioni semplici perché condivise dalla maggior parte della popolazione.

E se non lo fai, oltre a peso della responsabilità, l’intero mondo aggiunge il carico da novanta ed è tutto più difficile.

Ora ditemi perché accanirvi con chi prende decisioni che esulano dalla moda di oggi.

Oggi va di moda far frequentare l’asilo il più possibile. Ma perché attaccare chi la pensa diversamente?

Ma sopratutto prima da ergervi a paladini della giustizia vi siete chiesti se ci possa essere una motivazione seria che abbia portato a tale decisione?

No. E’ più facile criticare che collegare il cervello .

Seguire la massa. Giudicare e non pensare.

Io vi consiglio di imparare a pensare.

Perché quella mamma per un motivo o un altro un giorno potreste essere voi.

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Anticipo alle scuole elementari. La mia scelta.

Anticipo alle scuole elementari. La mia scelta.

Anticipo alle scuole elementari. La mia scelta.

L’anticipo scolastico è stato introdotto con la legge 53/2003, che ha ridisegnato il sistema dell’istruzione, dalla scuola dell’infanzia fino alle scuole superiori. La possibilità di iscrivere alla prima classe della scuola primaria i bambini di circa cinque anni e mezzo, che compiono i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento, è stata poi formalizzata con il Decreto legislativo n. 59/2004

Le legge dice che lo posso fare. Che posso iscrivere mia figlia alle scuole elementari con un anno di anticipo.

E’ una scelta personale. E onestamente molto difficile da prendere.