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Tag: scuola

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa per i bambini che già frequentano la scuola a tempo pieno.

Spiegatemelo perché io non lo comprendo.

Quindi facciamo due conti insieme: questi bambini stanno a scuola dal lunedì al venerdì dalle8:30 alle 16:30.

Quaranta ore settimanali.

Quaranta ore.

Le stesse ore di un lavoratore full time.

Con una piccola differenza: il lavoratore il venerdì spegne pc, chiude l’officina e fino al lunedì mattina non ci pensa più.

Il bambino invece il venerdì ha i compiti da fare a casa nel week end.

Nel week end che dovrebbe essere periodo di riposo e pausa i bambini hanno i compiti. I bambini non hanno diritto di staccare la spina.

E parliamo di bambini di 6-10 anni circa.

Stanno a scuola 40 ore settimanali.

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Li ho sempre detestati con tutta me stessa.

Sono uno degli incubi più ricorrenti della mia infanzia. Quei libri delle vacanze che definire interminabili è un eufemismo.

Pagine e pagine senza senso.

Compiti che non finiscono mai.

E l’ansia ai primi di settembre con quelle pagine perse, mancate, lasciate indietro da completare  a tutti i costi.

L’insegnante che li ritirava il primo giorno e non li riconsegnava mai.

Tutto il necessario per la scuola primaria

Tutto il necessario per la scuola primaria

Tutto il necessario per la scuola primaria.

Un anno fa a quest’ora Carlotta terminava gli ultimi giorni di asilo ed io tra un momento di malinconia e uno di euforia mi chiedevo che cosa avrei dovuto acquistare per la scuola primaria.

Sono una mamma molto apprensiva, organizzata e pianificatrice e non potevo pensare nemmeno lontanamente di preparare ogni cosa all’ultimo minuto.

Col senno di poi vi dico che ci sono cose che si possono acquistare prima, per tutto il resto vi tocca aspettare la prima riunione o qualche comunicazione della scuola.

Una delle cose che potete acquistare con netto anticipo è lo zaino o il trolley.

Carlotta li ha entrambi, ma devo dire che quello che ha utilizzato molto di più è il trolley. In prima elementare lo zaino non è mai pieno tranne il lunedì mattina e il venerdì pomeriggio, però avere dello spazio da riempire senza gravare sulla schiena è assolutamente necessario, utile e comodo.

Quest’anno Carlotta continuerà ad utilizzare Mitama Dr Trolley

Il trolley che all’occorrenza si trasforma in zaino.

Capiente (40 litri) e resistente tanto che lo ha utilizzato anche come valigia delle vacanze, questo trolley è inoltre impermeabile e facilmente maneggiabile grazie alle ruote in gomma morbida .

Inoltre caratteristica fondamentale è la maniglia regolabile che si adatta sia alla mia che alla sua di altezza.

La struttura è molto leggera ma allo stesso tempo estremamente resistente, e questo lo abbiamo testato gli ultimi giorni di scuola quando all’interno aveva messo tutti i quaderni usati durante l’anno e i libri. E meno male che aveva il trolley, perché cosi carico pesava il doppio di lei.

Quindi trolley assolutamente si.

Oltre al trolley potete acquistare gli astucci e vi consiglio di fare scorta di pennarelli, pastelli  e colla stick che vengono utilizzati in quantità industriali.

Come pennarelli ho acquistato i pennarelli Mitama perché hanno la presa triangolare. Difatti le maestre ci avevano consigliato ad inizio anno di utilizzare tutto il materiale possibile a forma appunto triangolare per prevenire la disgrafia. Sono inoltre super lavabili per la gioia della mia lavatrice.

L’anno scorso non so quante scatole di pastelli ho acquistato, non so se mia figlia se li mangiasse al posto della merenda o passasse il tempo libero a temperare.

Nel dubbio ho fatto scorta Pastelli Mitama trinagolari  che sono anche loro triangolari sempre per il discorso della prevenzione della disgrafia. Poi perché sono luminosi e resistenti alle infinite sessione di temperino. E in ultimo non per importanza sono fatti con legno di altissima qualità.

Le colle stick vi conviene comprare le confezioni formato famiglia e stesso discorso per le gomme e i temperini.

E possibile acquistare anche le penne cancellabili, anche se non tutte le insegnato le usano dalla prima.

Le migliori sono quelle ricaricabili come le Penne  Goody Mitama. Lo speciale inchiostro si cancella grazie al calore procurato dall’attrito della gomma sul foglio.

Restano fuori quaderni e copertine che però verranno indicati dagli insegnanti.

Poi per le bimbe più creative ed amanti dei glitter ho trovato le colle glitter, che effettivamente per la scuola non servono ma per i momenti di libero sfogo e creatività assolutamente si!

Le colle glitter sono lavabili a 30 gradi e permettono di fare delle meravigliose e creative decorazio in 3 d.

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Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la liberà, eliminate le chat di classe!
Le chat di classe sono strumenti inutili e pericolosi. Non servono a nulla se non a testare il livello di sopportazione e di sottomissione delle persone.

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa.O almeno alle scuole elementari secondo me non hanno alcun senso.Specialmente se i bambini già frequentano a tempo pieno.Al giorno d’oggi, quando in famiglia si lavora in due e senza aiuti l’unica soluzione per troppe famiglie è+ lasciare i bambini a scuola a tempo pieno.Addirittura dove abito io non ho avuto scelta. O tempo pieno o nulla.Mia FIGLIA va alla scuola primaria a tempo pieno. Passa otto ore al giorno a scuola per cinque giorni a settimana. In totale fanno 40 ore esattamente come un lavoratore full time.

Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

La scelta degli zaini per i nostri bimbi è davvero infinita.

Oggi come oggi nei negozi troviamo zaini di tutti i tipi, forme dimensioni e materiali.

Oltre all’aspetto estetico, nella scelta dello zaino è estremamente importante valutare l’effetto sulle schiene dei nostri figli, perché ho notato che anche in prima elementare ci sono giorni in cui lo zaino è davvero pesante.

La prima alternativa è quindi sicuramente lo zaino a trolley, con questo tipo di zaino il peso non viene più ripartito sulla schiena. Tuttavia il trolley ha di contro che risulta ingombrante e non è comodo in caso di gite o momenti in cui si abbia necessità di muoversi con agilità.

L’alternativa al trolley è lo zaino ergonomico.

Oggi vi parlo di un progetto che mi ha entusiasmata da subito. Vi parlo di uno zaino che oltre ad essere ergonomico è super ecologico. Di fatti per realizzare questo zaino servono 18 bottiglie di Pet.

Care mamme ecco a voi lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate.

Stiamo educando i bambini alla cultura del riciclo. I miei figli sanno riconoscere i bidoni della differenziata e sanno bene che le cartacce non si buttano a terra.

Scambiano i giochi coi loro amici per riciclare tutto quello che si può riciclare e quando ho raccontato loro come i loro nuovi zaini nascano da materiali di riciclo sono rimasti letteralmente stupefatti.

Volete sapere come sono prodotti?

Le bottiglie PET vengono raccolte e portate agli impianti di riciclaggio. In seguito, solo le bottiglie trasparenti vengono selezionate per il processo di riciclaggio.

Le bottiglie vengono quindi triturate in piccoli fiocchi PET e poi lavate.

I fiocchi PET vengono fusi e mescolati. La massa calda viene poi trasformata in fibre a loro volta tagliate alla lunghezza di 3 mm.

I pellet vengono di nuovo fusi, trafilati e torsi a formare un filo. Il filato finito viene avvolto su bobine destinate alla tessitura.

Da questo filato vengono prodotte le stoffe con cui sarà prodotto lo zaino.

Sembra una magia ma invece è realtà!

Se pensate che i materiali siano brutti o di pessima qualità credo che le foto parlino da se.

Gli zaini sono belli, colorati e resistenti. Il materiale non sembra affatto provenire da bottiglie di pet.

Sono leggerissimi e piacevoli al tatto.

Lo schienale è ergonomico e lo zaino ha le fibbie da allacciare davanti come gli zaini da trekking, in questo modo il peso viene ridistribuito in maniera ottimale.

Lo schienale inoltre è regolabile in base all’altezza del bambino affinché lo zaino calzi alla perfezione come un paio di scarpe.

Uno zaino bello, confortevole e sopratutto ecologico.

Sul sito che trovate Cliccando qui ne troverete diversi modelli e varianti a tema.

I miei bimbi indossano:

Carlotta il modello  “prime” adatto proprio alla scuola primaria

Enea invece la versione “mini” dedicata all’asilo.

Abbiamo abolito le bottiglie in plastica da diversi anni quindi oltre agli zaini abbiamo anche le borracce in polipropilene, senza sostanze tossiche e che possono contenere liquidi fino ad una temperatura di 80 gradi.

Insomma possiamo assolutamente dire di essere green!

 

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Essere maestra, l’insegnante  il ruolo più difficile

Essere maestra, l’insegnante il ruolo più difficile

Non deve essere facile essere un’insegnante al giorno d’oggi.

In realtà non lo è mai stato a mio avviso ma ora come ora è davvero complicato.

Ho iniziato a pensarci su ieri, quando all’uscita della scuola primaria ho visto la maestra che abbracciava teneramente un alunno i cui genitori ancora non erano ancora arrivati. Un abbraccio pieno di affetto.

E allora ho riflettuto su quanto sia difficile essere un’insegnante, dove il materiale di lavoro è umano.

A settembre iniziano due nuove avventure con gli accessori Mitama

A settembre iniziano due nuove avventure con gli accessori Mitama

A settembre iniziano due nuove avventure.

Sono molto emozionata, settembre sarà un grande nuovo inizio!

Carlotta inizierà la scuola elementare ed Enea la scuola materna. Non posso ancora credere che siano già così grandi!

Ho iniziato a preparare le prime cose per entrambi anche se ancora non ho la lista definitiva di ciò che mi richiederanno le due scuole.

Anche al centro estivo li mandano malati.

Anche al centro estivo li mandano malati.

Anche al centro estivo li mandano malati.

Avevo appena finire si scrivere Sarebbe ora di smetterla di portare i bambini all’asilo ammalati! quando mia figlia per necessità ha iniziato a frequentare un centro estivo.

Avevo appena finito di scrivere quanto mi pesasse non poterle far passare l’estate al mare come invece facevo io da bambina.

Quanto mi pesasse svegliarla ogni mattino allo stesso orario, di fatto rubandole le vacanze e il bello dell’estate.

Quanto mi sentissi in colpa per questo.

Stavo finendo di ammortizzare il colpo, iniziando a fare pace coi miei sensi di colpa vedendola comunque felice e divertita, quando oggi a due giorni dalla partenza per le vacanze, quando la vado a prendere leggo questo cartello: “Si è verificato un caso di mani bocca, piedi”.

Ho sobbalzato e ho riletto con calma. Dovevo essermi sbagliata per forza.

E invece c’era proprio scritto  “Si è verificato un caso di mani bocca, piedi”.

Dall’inizio del centro estivo era già dilagata un’epidemia di febbre, che guarda caso aveva colpito quasi tutti.

Mancava solo la malattia infettiva.

Per la precisione altamente contagiosa.

Io che sono una pessimista di natura vedo già le giornate di ferie rovinate. Le vacanze chiuse in camera col tanto desiderato mare che mi guarda da lontano.

Ma la domanda più importante è perchè?

Perché anche al centro estivo devi mandare tuo figlio malato? Perché devi rovinare le ferie a tutti gli altri bambini e alle altre famiglie?

Perché certe mamme non sono in grado di vedere al di la del proprio naso e capire che se il proprio figlio frequenta le comunità quando è ammalato infetta tutti gli altri?

Perché non c’è soluzione? Eh no bella mia la soluzione c’è eccome.

Se sei lavoratore dipendente puoi usufruire del congedo parentale. E chissenefrega sei il capo storcerà il naso. Abbiamo dei diritti ed è nostro dovere farli valere.

Sei lavoratore autonomo? Meglio significa che hai la possibilità di gestire il tuo tempo ed è tendenzialmente più facile organizzarsi.

E comunque si può chiedere aiuto.

Ma la soluzione non è mandarli a scuola, all’asilo, al centro estivo malati.

Non lo è per i nostri figli e men che meno per i figli degli altri.

Oggi schiumo rabbia.

Perché i sacrifici li facciamo tutti quanti. E tutti quanti abbiamo il sacrosanto diritto di godere delle nostre ferie senza avere il figlio ammalato per colpa dell’incosciente che ha mandato il suo malato.

E comunque anche quando stanno bene i bambini vanno tenuti a casa per 48 ore dalla fine della febbre e non lo dico io lo dice il pediatra.

E se proprio non volete farlo per gli altri, fatelo per la salute del vostro bambino.

Ogni bambino si merita di essere protetto e coccolato sempre, ma ancor di più quando non sta bene.

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Qualsiasi cosa deciderai per tuo figlio preparati ad una marea di critiche

Qualsiasi cosa deciderai per tuo figlio preparati ad una marea di critiche

Qualsiasi cosa deciderai per tuo figlio preparati a una marea di critiche.

Perché oggi come oggi sono tutti tuttologi.

O pecoroni dipende dai punti di vista.

Ci sono cose che gli dicono che si devono fare e vanno fatte. E se tu invece pensi con la tua testa e non le fai allora preparati a subire le peggio critiche. Commenti alle spalle. Chiacchiere inutili.