Tag: scuola

Qualsiasi cosa deciderai per tuo figlio preparati ad una marea di critiche

Qualsiasi cosa deciderai per tuo figlio preparati ad una marea di critiche

Qualsiasi cosa deciderai per tuo figlio preparati a una marea di critiche.

Perché oggi come oggi sono tutti tuttologi.

O pecoroni dipende dai punti di vista.

Ci sono cose che gli dicono che si devono fare e vanno fatte. E se tu invece pensi con la tua testa e non le fai allora preparati a subire le peggio critiche. Commenti alle spalle. Chiacchiere inutili.

Anticipo alle scuole elementari. La mia scelta.

Anticipo alle scuole elementari. La mia scelta.

Anticipo alle scuole elementari. La mia scelta.

L’anticipo scolastico è stato introdotto con la legge 53/2003, che ha ridisegnato il sistema dell’istruzione, dalla scuola dell’infanzia fino alle scuole superiori. La possibilità di iscrivere alla prima classe della scuola primaria i bambini di circa cinque anni e mezzo, che compiono i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento, è stata poi formalizzata con il Decreto legislativo n. 59/2004

Le legge dice che lo posso fare. Che posso iscrivere mia figlia alle scuole elementari con un anno di anticipo.

E’ una scelta personale. E onestamente molto difficile da prendere.

I bambini non sono burattini. Smettetela di volerli tutti omologati.

I bambini non sono burattini. Smettetela di volerli tutti omologati.

I bambini non sono burattini. Smettetela di volerli tutti omologati.

Sempre più spesso mi capita di parlare con altri genitori che si lamentano dei propri figli perché non sono ubbidienti, perché non abbassano la testa ed esprimono i propri pensieri e le proprie idee.
Io invece sono sempre più convinta invece che anziché lamentarci dovremmo renderci conto che i nostri bambini sono esseri pensanti.

Che è sacrosanto che anche se solo bambini, abbiano il diritto di esprimere il proprio punto di vista e compito nostro non è omologarli allo standard ma ascoltarli e accompagnarli senza interferire troppo.
Il bambino non può e non deve essere un robottino che al primo no abbassa la testa. Il bambino deve fare il bambino, reagire davanti a un no e mostrare il proprio disappunto.

Ci sono richieste che per noi grandi appaiono senza senso ma se viste con gli occhi di quel bambino assumono tutt’altro significato e sta a noi comprenderle senza chiuderci in un no senza trattative.

Non possiamo pensare di crescere esseri pensanti e autonomi se al loro minimo segno di personalizzazione delle idee li stronchiamo.

Non possiamo pensare di crescere adulti e uomini e donne migliori se pretendiamo che non abbiano la voglia di reagire, di affermare la propria personalità e perché no di difendere le proprie idee e i propri desideri.

Non dobbiamo crescere figli come burattini disposti ad accettare tutto senza mai esprimere il proprio dissenso. E magari andarne pure orgogliosi perché:”Oh come è ubbidiente mio figlio!”

Non possiamo crescere persone che accettino senza fiatare tutto ciò che gli viene imposto.
La dignità. Dobbiamo coltivare la loro dignità. L’amore verso sé stessi.

E solo dalla consapevolezza della propria unicità nasce la spinta a difendere la propria dignità e l’amore verso se stessi.

Non dobbiamo essere tutti uguali. Non dobbiamo assomigliarci.

Dobbiamo pensare diversamente, vedere le cose sotto punti di vista e avere diverse priorità.

Dobbiamo essere consapevoli del VALORE della nostra Unicità e in questi valori dobbiamo accompagnare la crescita e la maturazione dei nostri bambini.

Non esistono percorsi pre definiti e strade spianate. Esistono gli itinerari che percorriamo e seguiamo ogni giorno, ognuno a modo suo. Nel modo che ognuno ritiene opportuno.

Se crescerete bambini che amano sé stessi, che hanno voglia ogni giorno di più di affermare la propria personalità difendendo le proprie idee non dovrete temere nulla.

Non dovrete temere i bulli, le cattive compagnie e le strade sbagliate perché un bambino che è cresciuto consapevole del valore della propria persona non si abbasserà mai davanti ai bulletti di quartiere, non seguirà cattive compagnie perché non vorrà assomigliare a nessuno se non a stesso e seguirà i suoi percorsi forte dell’amore verso sé stesso che voi gli avete trasmesso giorno per giorno.

Amandolo e accompagnandolo nel suo essere una persona unica e speciale degna di amore, di comprensione ma soprattutto di rispetto.

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E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna

E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna

E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna.

Il tuo primo traguardo scolastico è già stato tagliato. Oggi.

E il tempo continua a volare, inesorabile.

Manuale di sopravvivenza al WhatsApp di classe

Manuale di sopravvivenza al WhatsApp di classe

Ci sono cose della vita da cui non si può fare a meno di esimersi. Cose che bisogna affrontare con lucidità e temerarietà. Ma sopratutto con molta calma e raziocinio.

Una tra queste il gruppo WhatsApp di classe.

Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatsupp (WhatsApp) di classe

Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatsupp (WhatsApp) di classe

Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatapp di classe.

Benvenuti nell’era di internet, della digitalizzazione e della comunicazione immediata a tutta velocità.

Tutto si evolve, anche le chiacchiere tra mamme. Ed è cosi che è arrivato lui, il temibilis “gruppo whatsupp (WhatsApp) di classe“.

Ne ho sentito parlare a lungo, ne ho lette di tutti i colori e da pochi mesi ne faccio parte anche io.

Di per se sarebbe uno strumento decisamente utile, permette alle mamme di aggiornarsi in tempo reale sulle nuove epidemie con sintomi, diagnosi e cure. Permette di organizzare le uscite e le attività extrascolastiche , sulle torte da vendere e su tutto quanto ruota attorno al mondo scolastico.

Ma può essere anche uno strumento molto pericoloso.

Fraintendere una frase a causa anche solo della punteggiatura mancante, è facilissimo, se poi c’è qualche mamma hooligans (tipo la sottoscritta) la discussione è assicurata e all’ordine del giorno.

Si sa, ci sono tanti tipi di mamme ma io le divido in tre macrocategorie: la polemica ,  la perfettina e la mediatrice.

La mamma polemica o mamma hooligans , di cui io è faccio parte, è un gladiatore mancato. Non le va mai bene nulla, ha sempre da criticare e ogni cosa lei l’avrebbe fatta in maniera diversa. Non ne giustifica e non ne perdona una sola. “Perchè la maestra ha fatto cosi e invece io avrei fatto cosa” “Questa cosa non va bene, non doveva succedere””La mensa non mi piace per nulla””LA maestra avrebbe dovuto dirmelo prima””Questa non è una buona idea”.

La mamma polemica inevitabilmente si scontra con la mamma perfettina, ovvero quella mamma buonista a cui va bene tutto. La mamma perfettina mentirebbe pur di giustificare qualsiasi cosa che dimostri che va tutto bene, che non c’è nulla da lamentarsi perchè la scuola che lei ha scelto per la figlia è semplicemente perfetta (perchè l’ha scelta lei eh!).

A differenza della mamma polemica la mamma perfettina si fa andare bene tutto a volte ingoiando rospi pur di dimostrare che tutto ciò che la circonda non ha bisogno di essere modificato perchè perfetto cosi.

whatsupp di classe

In mezzo a questi due estremi ci sono le mamme mediatrici che danno ragione un po di qua un po di la pur di smorzare il putiferio.

La cosa peggiore che può accadere è lo scontro tra due mamme polemiche. State pur certe che nessuna delle due scenderà a mediazioni. E vi ritroverete il telefono con 200.000 notifiche whatsupp.

La cosa invece migliore che può accadere è che due mamme polemiche si alleino. Da questa allenza non può che nascere un cambiamento nella scuola e per i bambini sicuramente positivo.

Il problema delle chat è che ciò che viene scritto può sempre e comunque essere contraddetto, creando incomprensioni che con un dialogo a voce non sarebbero nate.

Quando poi si parla dei nostri bambini è quasi normale partire subito all’attacco senza aver collegato ben bene il cervello.

Penso anche che le discussioni siano molto spesso costruttive, quindi il gruppo di classe non si può necessariamente definire il male se preso col giusto spirito e con intelligenza.

Si può litigare, ci si può scannare e difendere le proprie opinioni, tutto questo porterà a una conoscenza ancora più approfondita tra le mamme, cosa che gioverà al bene dei bambini.

Insomma mamme, sulla chat litigate, scannatevi, fate del vostro meglio per migliorare la vita scolastica dei vostri bimbi, ma poi alla fine fate la pace e andate a bervi un caffe insieme!

In fondo siete tutte mamme allo  stesso modo e perseguite lo stesso obiettivo anche se in modalità differenti : la felicità e il benessere dei vostri bambini!

 

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L’inserimento alla scuola materna la mia prima esperienza

L’inserimento alla scuola materna la mia prima esperienza

‘inserimento alla materna è iniziato lunedi, quindi oggi è stato il quarto giorno.

Non ci sto capendo molto a dire il vero, a parte che mi sono trasformata in una trottola avanti e indietro all’asilo.

E cosi inizia la scuola (post malinconico)

E cosi inizia la scuola (post malinconico)

E cosi inizia la scuola, tra una settimana Tempestina inizierà la scuola materna.

Sembra ieri che ho visto quel puntino col cuoricino che batteva attraverso l’ecografo, sembra ieri che l’ho presa in braccio la prima volta, che ha iniziato a camminare , che mi ha dato il primo bacio.

Nel mondo che vorrei

Nel mondo che vorrei

Nel mondo che vorrei il periodo di congedo di maternità durerebbe fino all’anno del bambino. Questo per permettere alla mamma di godersi i primissimi mesi con serenità, svezzarlo completamente e poterlo affidare a qualcuno senza spezzarsi il cuore.

Nel mondo che vorrei l’asilo nido sarebbe un diritto e non un lusso. Tutte le aziende medio-grandi avrebbero l’asilo interno per permettere alle mamme o ai papà di pranzare insieme ai propri figli. Le aziende piccole avrebbero invece asili in comune vicini al luogo di lavoro per permettere la stessa cosa. La retta sarebbe gratuita a carico dei comuni o dello stato o dell’inps per aiutare le famiglie a risparmiare denaro per il futuro dei propri bambini.

nel mondo che vorreiNel mondo che vorrei l’orario di lavoro settimanale sarebbe di 30 ore, per tutti, senza distinzioni e senza possibilità di fare orari straordinari, perchè se un azienda ha bisogno che i propri dipendenti facciano lo straordinario vuol dire che ha abbastanza lavoro da assumere altre persone. Lavorare meno ma lavorare tutti. I bambini hanno bisogno di tempo da passare coi propri genitori, di tanto tempo. Le poche ore serali non bastano ne a loro ne a noi.

Nel mondo che vorrei per l’acquisto di una casa le banche non tratterrebbero interessi da strozzini. Ho guardato il piano di ammortamento del mio mutuo e  con tutti i soldi che darò alla banca di case me ne sarei comprata due.

Nel mondo che vorrei i politici guadagnerebbero come un normale impiegato e in generale tutti gli stipendi sarebbero allineati perchè tutti i lavori nessuno escluso sono importanti per la società e perchè uomini e donne lavorano allo stesso modo e non è giusto che l’uomo guadagni di più perchè uomo. Al contempo non è giusto che ci sia chi guadagna 100 e chi guadagna 1, la forbice deve stringersi non allargarsi.

Nel mondo che vorrei il ruolo della donna sarebbe valorizzato e non screditato come ora.

Nel mondo che vorrei le religioni sarebbero motivo di scambio culturale e non di odio.

Nel mondo che vorrei tutti gli animali sarebbero trattati con dignità e come membri della famiglia perchè l’uomo non è in grado di dare al bambino l’insegnamento di amore che da un animale domestico.

Nel mondo che vorrei saremmo tutti meno stressati e più felici e forse riusciremmo anche a volerci un pò più bene l’un l’altro. Quando le differenze sociali diminuiscono è più semplice provare empatia verso le altre persone.

Peccato che il mondo che vorrei difficilmente esisterà perchè coloro che hanno privilegi e ricchezza non lo vogliono dividere con gli altri. Anzi li sfruttano per averne sempre di più.

Cari figli miei , quello che posso insegnarvi è non farvi mettere i piedi in testa mai, lottare per i vostri diritti e cercare di essere il più solidali possibili con gli altri.

Forse un domani il mondo che vorrei sarà nella vostre mani.

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Io sono stata vittima di bullismo e per questo ho paura per i miei figli

Io sono stata vittima di bullismo e per questo ho paura per i miei figli

Io vittima di bullismo. E i miei figli?

Ho pensato a lungo se, e quando, scrivere questo post. Adesso mi sento di farlo.