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Tag: scuola

Anticipo alle scuole elementari. La mia scelta.

Anticipo alle scuole elementari. La mia scelta.

Anticipo alle scuole elementari. La mia scelta.

L’anticipo scolastico è stato introdotto con la legge 53/2003, che ha ridisegnato il sistema dell’istruzione, dalla scuola dell’infanzia fino alle scuole superiori. La possibilità di iscrivere alla prima classe della scuola primaria i bambini di circa cinque anni e mezzo, che compiono i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento, è stata poi formalizzata con il Decreto legislativo n. 59/2004

Le legge dice che lo posso fare. Che posso iscrivere mia figlia alle scuole elementari con un anno di anticipo.

E’ una scelta personale. E onestamente molto difficile da prendere.

I bambini non sono burattini. Smettetela di volerli tutti omologati.

I bambini non sono burattini. Smettetela di volerli tutti omologati.

bambini non sono burattini. Smettetela di volerli tutti omologati.
Sempre più spesso mi capita di parlare con altri genitori che si lamentano dei propri figli perché non sono ubbidienti, perché non abbassano la testa ed esprimono i propri pensieri e le proprie idee.
Io invece sono sempre più convinta invece che anziché lamentarci dovremmo renderci conto che i nostri bambini sono esseri pensanti.

E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna

E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna

E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna.

Il tuo primo traguardo scolastico è già stato tagliato. Oggi.

E il tempo continua a volare, inesorabile.

Sembra ieri la prima volta che con quello zainetto più grande di te (leggi QUI), che ti faceva sentire finalmente grande,  hai varcato quella porta, e per la prima volta sei stata insieme ai tuoi coetanei senza di me. Ero più emozionata di te, quella notte non avevo dormito, adesso te lo posso dire.

Quando me ne sono andata, in macchina la tua assenza aveva creato un vuoto enorme, non era facile stare senza di te.

Sembra ieri le prime mattine quando ti lasciavo con un pizzico di angoscia e una lacrima trattenuta. Perché piangevi e io avrei voluto con tutta me stessa riportarti a casa con me. Ma non sarebbe stato giusto, non lo sarebbe stato per te, perché ti avrei privata di un esperienza unica, indimenticabile e fondamentale.

Avrebbe vinto il MIO egoismo, e no, quando ci sei di mezzo tu lui non deve vincere mai.

Ti ho vista crescere come non mai. E senza poterti fermare.

Hai imparato a salutarmi la mattina col sorriso, e insieme al tuo sorriso la mia lacrima che era sempre li, nascosta dietro la palpebra, avrebbe voluto scendere, perché se tu sorridevi ed eri già più grande e un po’ lontana da me.

Ho sentito cambiare il nostro rapporto. Il nostro vivere simbiotico, l’essere la tua amica preferita, perché sono arrivate le amicizie, quelle vere, quelle con le bimbe della tua età.

Sono arrivate le mattine in cui avresti voluto dormire e io ti ho svegliata. Le mattine svogliate e quelle più attive.

Sono arrivate anche le mattine in cui non volevi darmi un bacio davanti ai tuoi amici.

E’ arrivato il primo bigliettino di Natale e la tua prima recita. Eri la stella del presepe. Ai miei occhi la stella più bella di tutte.

E’ arrivata la prima festa della mamma e quel lavoretto che ho subito gelosamente conservato nel cassetto dove tengo i ricordi più preziosi. Ed è li, solo mio, solo per me. L’unica cosa esclusiva che ho di te.

E’ stato un anno intenso. Fatto di alti e bassi, di momenti si e momenti no.

Ho gioito ad ogni conquista nuova che hai portato a casa, quando hai imparato a distinguere la destra dalla sinistra e quando mi ha fatto vedere come hai imparato a fare i nodi. E hai annodato qualsiasi filo o cordicella ti passasse tra le mani.

Sei cresciuta, sei cresciuta troppo per me, che ogni tanto vorrei rivederti ancora minuscola, in quella tutina rosa di ciniglia con una Minnie sopra.

Vorrei tenerti stretta forte e riempirti di baci, come facevamo una volta e adesso spesso non vuoi.

Sono una sciocca sentimentale, ma ogni tuo traguardo, ogni passo avanti, da una parte è orgoglio, dall’altra è tristezza, perché ogni passo che fai ti allontana piano piano da me.

So che arriverà un giorno in cui sarai totalmente indipendente e dentro al mio cuore vorrei che quel giorno fosse molto lontano.

La vita è fatta di tappe. Oggi hai tagliato una delle tante tappe importanti, non sei più una dei piccoli ma sei già una mezzana.

So che questa parola non ti piace, e ti dico la verità non piace nemmeno a me perché sono la tua mamma e vorrei poter dire sempre che sei piccola, qui, accanto a me, abbracciata come la prima volta che ci siamo incontrate e tu mi guardavi con quegli occhioni grandi e profondi

Eri e sei la creatura più bella dell’universo.

E quest’estate finalmente sei di nuovo tutta per me. Vero?

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Manuale di sopravvivenza al WhatsApp di classe

Manuale di sopravvivenza al WhatsApp di classe

Ci sono cose della vita da cui non si può fare a meno di esimersi. Cose che bisogna affrontare con lucidità e temerarietà. Ma sopratutto con molta calma e raziocinio.

Una tra queste il gruppo WhatsApp di classe.

Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatsupp (WhatsApp) di classe

Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatsupp (WhatsApp) di classe

Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatsupp di classe.

Benvenuti nell’era di internet, della digitalizzazione e della comunicazione immediata a tutta velocità.

Tutto si evolve, anche le chiacchiere tra mamme. Ed è cosi che è arrivato lui, il temibilis “gruppo whatsupp di classe”.

L’inserimento alla scuola materna la mia prima esperienza

L’inserimento alla scuola materna la mia prima esperienza

L’inserimento alla scuola materna è un momento molto delicato per loro e per noi specie se, come nel mio caso, il bambino non ha frequentato il nido.

Questo è quanto accadeva al quarto giorno:

L’inserimento alla materna è iniziato lunedì, quindi oggi è stato il quarto giorno.

Non ci sto capendo molto a dire il vero, a parte che mi sono trasformata in una trottola avanti e indietro all’asilo.

Il primo giorno un’ora insieme a me, il giorno dopo un’ora da sola e per due giorni due ore.

Praticamente la lascio, la saluto, la bacio, esco, piango e torno a prenderla. Semplice no?

In queste poche ore mi manca, terribilmente.

io e Sempreallegro siamo spiazzati dal silenzio,dalla mancanza di caos.

Sempreallegro si guarda intorno sconvolto dal fatto che non ci sia nessuno che gli fa i dispetti, che gli tira via i giochi, che gli fa lo sgambetto.

Io spiazzata dal silenzio assordante.

 

Come farò quando starà a scuola fino al pomeriggio?

Ma lei, per adesso è molto serena. Va a scuola felice, si comporta da bimba grande. A scuola sta imparando tante cose, non posso negarlo.

Quanto possono crescere in fretta? Troppo in fretta.

Ormai ne ho la certezza, loro crescono e noi non riusciamo a stargli dietro, il tempo ha misure diverse per noi e per loro.

Ho visto altre mamme piangere. Quanto può essere difficile ammettere che il proprio bambino, lo stesso che hai portato nove mesi sotto il tuo cuore, non ha più bisogno solo di te? Ha bisogno di altre esperienze, di confrontarsi con i suoi coetanei e di iniziare a conoscere le regole della società.

Già. E noi possiamo guardare e dobbiamo imparare a metterci da parte.

Quando è a scuola conto i minuti che ci separano. il secondo giorno che erano in giardino mi sono appostata dietro la siepe per vedere di nascosto, poi Sempreallegro ha urlato e la mia copertura è saltata!

Sono ridicola? Parecchio e man mano che cresceranno lo diventerò sempre di più.

Poi le cose sono andate avanti e in pochi giorni ha iniziato stare a scuola a tempo pieno.

Ci sono stati giorni difficili, in cui quando l’ho lasciata ha pianto, tanto. Io davanti a lei mi sono trattenuta, ma appena fuori ho tirato fuori tutta la mia tristezza.

Ho iniziato a salutarla con una linguaccia per rendere il saluto un momento allegro e non un momento di triste distacco, e questo ha funzionato.

Continua a mancarmi?Troppo. Ma lei adesso è serena.

La scuola è il suo minimondo, l’ambiente in cui puoi canalizzare le sue energie in attività divertenti e costruttive da condividere coi suoi coetanei.

Ogni giorno quando la vado a prendere ha un disegno per me e un fiore che ha raccolto in giardino.

Cosa vorrei di più? Niente, la sua serenità è tutto per me, poco importa se fino alle 16 guardo in continuazione l’orologio!

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E cosi inizia la scuola (post malinconico)

E cosi inizia la scuola (post malinconico)

E cosi inizia la scuola, tra una settimana Tempestina inizierà la scuola materna.

Sembra ieri che ho visto quel puntino col cuoricino che batteva attraverso l’ecografo, sembra ieri che l’ho presa in braccio la prima volta, che ha iniziato a camminare , che mi ha dato il primo bacio.

Nel mondo che vorrei

Nel mondo che vorrei

Nel mondo che vorrei il periodo di congedo di maternità durerebbe fino all’anno del bambino questo per permettere alla mamma di godersi i primissimi mesi con serenità, svezzarlo completamente e poterlo affidare a qualcuno senza spezzarsi il cuore.

Io sono stata vittima di bullismo e per questo ho paura per i miei figli

Io sono stata vittima di bullismo e per questo ho paura per i miei figli

Io sono stata vittima di bullismo e per questo ho paura per i miei figli

Sono stata una bambina per nulla estroversa, anzi abbastanza timida e sempre rispettosa del prossimo, specie se il prossimo era un adulto.

Sono cresciuta serena e fiduciosa in me stessa finchè non ho iniziato la scuole medie.

Le scuole medie sono quel periodo di purgatorio tra l infanzia e l’adolescenza. Troppo grandi per essere definiti bambini, e troppo piccoli per essere  giovani adulti.

Anche fisicamente non si è, né carne, né pesce, il corpo inizia la sua trasformazione e come un lavoro in corso d’opera non sempre risulta già bello.

Io ero decisamente bruttina. Diversi kg di troppo, mono-ciglio alla Teo Teocoli, capelli arruffati e pochissimo gusto nel vestire.

Questo, unito al  mio carattere timido e introverso ha fatto di me la vittima perfetta dei bulli.

Non è stato un bullismo fisico, è stato un bullismo psicologico fatto di battutine, continue prese in giro e isolamento, non da parte di tutti i componenti della classe, ovvio. La classe faceva gruppo, ma io a quel gruppo non appartenevo. Chi si sedeva vicino a me rischiava di finire vittima di scherno. E io ogni giorno che passava mi sentivo sempre più isolata e sempre più brutta.

La mia autostima ha toccato il minimo storico. A scuola andavo malvolentieri, ma ci andavo perché a me studiare piaceva davvero!

Soffrivo, tanto.  Non capisco come mai nessun professore se ne sia mai accorto. Forse perché all’epoca c’era meno attenzione verso queste tematiche.

Ai miei genitori non ne ho parlato. Non volevo sentirmi inadeguata anche con loro, mi vergognavo. Ora guardo i miei bambini e mi chiedo cosa posso fare affinchè mi dicano sempre tutto senza vergognarsi mai. Come posso difenderli da questo?

A onor del vero quei compagni qualche anno fa li ho rivisti, il tempo ha fatto di ognuno di loro una persona migliore e i bulletti sono ora adulti normali. Ma all’epoca non era cosi.

Poi fortunatamente le medie sono finite e ho iniziato il liceo. Li le cose sono andate un po’ meglio anche se gli strascichi del periodo precedente sono durati parecchio, per diverso tempo ho continuato a sentirmi inadeguata, mai all’altezza degli altri, un senso di inferiorità che ha necessitato di parecchio tempo per passare.

Sono guarita all’università. Corso di laurea in matematica, pochissimi studenti, nessun bulletto. Col senno di poi devo dire che è grazie a loro che ho riscoperto me stessa e ho imparato ad amarmi. Con loro non  mi sentivo più diversa e brutta. Sono tutte persone speciali. Se leggete questo post sappiate che anche se non ci vediamo più vi ricordo uno a uno con tanto affetto.

Bullismo

Guarendo e riscoprendo l’amore per me stessa ho ritrovato la mia autostima ma ho imparato anche ad alzare dei muri. Il mio non-marito dice che litigo con tutti e ho un brutto carattere. È vero mi capita di litigare e chiudere i ponti con le persone. La velocità con cui chiudo i rapporti è proporzionale all’affetto che provo verso questa persona.

Ci sono amiche a cui ho voluto tanto bene e con cui  ho condiviso tante cose, poi sono successe delle incomprensioni, delle situazioni che mi hanno fatto soffrire e per non soffrire più io ho chiuso tutti i rapporti.

Non sono capace di farmi scivolare le cose addosso, non ne sono mai stata capace, ma ho imparato ad allontanare dalla mia vita chi mi fa del male e a non stare li a subire.

Dicono che mi arrabbio troppo facilmente. È vero. Se qualcosa mi ferisce  io mi arrabbio, tiro fuori tutto il mio carattere e poi mi allontano.

Non posso farci niente, è il risultato del mio passato, del dolore che ho provato.

Per anni , per colpa di ragazzetti ho creduto di essere un inetta, odiavo me stessa, avrei voluto essere totalmente diversa, ma non potevo esserlo e soffrivo e mi chiudevo.

Poi sono cresciuta, fisicamente sono cambiata, e dentro di me è nata la consapevolezza che quelli sbagliati erano loro non io. Io non facevo male a nessuno.

Ora guardo i miei figli e mi chiedo se sarò in grado di trasmettergli quella sicurezza in se stessi che forse mi avrebbe risparmiato tanto dolore.

Voglio che si sappiano difendere e sappiano chiedere aiuto se ce ne fosse bisogno. Si devono fidare e confidare con mamma e papà con la certezza che noi non siamo qui per giudicarli, ma per appoggiarli e sostenerli nel loro processo di crescita.

Sono e sarò sempre una madre attentissima. Li guarderò costantemente negli occhi e nel cuore, come solo una mamma sa fare, e cercherò di trasmettergli quella forza che a me è mancata.

Ogni giorno gli ripeto che li amo, che li proteggerò e che di me si possono fidare.

Voglio tenerli per mano, accompagnarli nella loro crescita e lasciargli la mano solo quando saranno adulti e consapevoli del fatto che loro sono speciali.

Che ogni persona è unica e speciale, coi suoi pregi e coi suoi difetti.

Che nessuno merita di essere preso in giro per i suoi difetti.

Che quello che ci rende unici è la diversità ed è anche la nostra forza più grande.

A 28 anni ho fatto un tatuaggio sulla spalla destra, è un bellissimo cigno che spicca il volo. Quel cigno per tanto tempo si è sentito solo il brutto anatroccolo.

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