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Tag: scuola

I bambini non sono burattini. Smettetela di volerli tutti omologati.

I bambini non sono burattini. Smettetela di volerli tutti omologati.

bambini non sono burattini. Smettetela di volerli tutti omologati.
Sempre più spesso mi capita di parlare con altri genitori che si lamentano dei propri figli perché non sono ubbidienti, perché non abbassano la testa ed esprimono i propri pensieri e le proprie idee.
Io invece sono sempre più convinta invece che anziché lamentarci dovremmo renderci conto che i nostri bambini sono esseri pensanti.

E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna

E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna

E così è arrivato anche il tuo primo ultimo giorno di scuola materna.

Il tuo primo traguardo scolastico è già stato tagliato. Oggi.

E il tempo continua a volare, inesorabile.

Manuale di sopravvivenza al WhatsApp di classe

Manuale di sopravvivenza al WhatsApp di classe

Manuale di sopravvivenza al WhatsApp di classe.

Ci sono cose della vita da cui non si può fare a meno di esimersi. Cose che bisogna affrontare con lucidità e temerarietà. Ma sopratutto con molta calma e raziocinio.

Una tra queste il gruppo WhatsApp di classe.

Il gruppo WhatsApp può trasformarsi in uno strumento pericolosissimo, con cui vi troverete ad avere a che fare non appena il vostro primogenito inzierà a frequentare un qualche asilo.

Scrivere in questo gruppo equivale a giocare alla roulette russa.

Tuttavia dovete farvene una ragione. Non potete esimervi, altrimenti verrete bollate subito come le mamme “stronze”.

Quindi ecco qualche consiglio utile per non fare danni ed uscire indenni dal ciclo scolastico dei vostri figli.

  1. Ricordate sempre che il gruppo Whatsapp di classe, non è un banale gruppo. No. è un gruppo composto ESCLUSIVAMENTE  da mamme. Ripetetevelo come una mantra;
  2. Se non siete d’accordo su un qualcosa, che sia anche una banalità, MAI MAI MAI scriverlo in questo gruppo. Piuttosto tagliatevi il dito;Sopravvivenza al WhatsApp di classe
  3. Se dovete scrivere qualcosa che sia diverso da “si”, “ok” “grazie” rifletteteci mille e mille volte, perchè ogni cosa che scriverete, potrà essere mal interpretata e rigirata a vostro sfavore. Ricordate sempre che quando scrivete in una chat, mancando il tono della voce, è facilissimo non capirsi del tutto;
  4. Verba Volant, Scripta Manent; Ogni parola che scriverete in questo gruppo potrà essere riesumata in qualsiasi momento dell’anno scolastico e in quelli a venire;
  5. Per ogni gruppo ufficiale di classe ce ne sono minimo altri 10 non ufficiali. Ognuno dei quali esclude almeno una mamma, ed è stato creato apposta per parlarle dietro;
  6. Ci sono tante mamme che mentre i figli sono a scuola non hanno niente da fare e potrebbero passare il tempo a fare copia e incolla di ciò che voi avete scritto;
  7. Come in tutte le cose, le peggiori nemiche delle donne, sono le donne stesse;
  8. Non fidatevi di nessuna mamma. Nemmeno di quella che era vostra amica prima dell’inizio dell’anno scolastico. Se dovete criticare la scuola quindi non parlatene con nessuno (nemmeno col marito che non si sa mai) e andate direttamente in direzione;
  9. Quando si parla di scuola , trattandosi di un argomento importante per il futuro dei figli, ogni mamma tende a scladarsi molto. La rissa è possibile in ogni momento. Anche se si sta parlando di biscotti;
  10. Ogni gruppo che si rispetti ha la famosa “mamma perfetta” che non tollera in alcun modo critiche sulla scuola che LEI stessa ha scelto per i propri figli. Quindi con questa mamma la possibilità di dialogo e confronto è pari a zero.

Quindi care mamme, scrivete poco e parlate tanto. Parlate in faccia. Esprimete le vostre opinioni viso a viso. Confrontatevi certo, ma non su WhatsApp.

E sempre evitando le “mamme perfette” perchè tanto con loro non esiste possibilità di deroga.

Ultimo e non per importanza.

Se non siete in grado di tacere, come la sottoscritta, fate la cosa più intelligente che potete fare: USCITE DAL GRUPPO .

Vi bolleranno come stronza ma almeno la cosa finirà li.

Perchè tanto prima o poi non resisterete a non scrivere quello che pensate davvero.

E allora si che saranno problemi.

E allora fatevi due risate!!!!

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Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatsupp (WhatsApp) di classe

Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatsupp (WhatsApp) di classe

Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatsupp di classe.

Benvenuti nell’era di internet, della digitalizzazione e della comunicazione immediata a tutta velocità.

Tutto si evolve, anche le chiacchiere tra mamme. Ed è cosi che è arrivato lui, il temibilis “gruppo whatsupp di classe”.

L’inserimento alla scuola materna la mia prima esperienza

L’inserimento alla scuola materna la mia prima esperienza

‘inserimento alla materna è iniziato lunedi, quindi oggi è stato il quarto giorno.

Non ci sto capendo molto a dire il vero, a parte che mi sono trasformata in una trottola avanti e indietro all’asilo.

E cosi inizia la scuola (post malinconico)

E cosi inizia la scuola (post malinconico)

E cosi inizia la scuola, tra una settimana Tempestina inizierà la scuola materna.

Sembra ieri che ho visto, con stupore e gioia, quel puntino col cuoricino che batteva attraverso l’ecografo.

Sembra ieri che l’ho presa in braccio la prima volta, e per la prima volta ho annusato il suo profumo.

Sembra ieri che ha mosso i primi insicuri passi su quelle gambine ancora un po’ storte.

Sembra ieri il giorno in cui mi ha dato il primo bacio.

Sono una mamma fortunata, sono rientrata presto a lavoro dopo la sua nascita ma lavorando 6 ore ho passato tutti i pomeriggi con lei e lei ha passato un po di tempo con la nonna, sono fortunata perché l’ultimo anno grazie alla gravidanza di Sempreallegro ho potuto tenerla io.

Sono scelte, io non volevo mandarla al nido, volevo godere i primi anni con lei in tutto e per tutto.

 

Ma tra una settimana inizierà la materna. E importante per lei, ne ha bisogno, ormai è grande e a casa con mamma si annoia. E il suo primo piccolo passo di autonomia.

Si inizia con una fase di inserimento, ne ho più bisogno io di lei senza dubbio.

Sarò ridicola ma solo al pensiero mi viene da piangere.

Il mio fagottino rosa per la prima volta starà tante ore in un ambiente non familiare. Eppure la vita è cosi, i figli non sono di nostra proprietà, sono esseri autonomi ed è giusto che crescendo acquisiscano sempre più autonomia e dipendenza. Noi vorremmo proteggerli dal mondo e avere sempre tutto sotto controllo, e in questo assurdo tentativo a volte mi rendo davvero ridicola.

Sarà che è difficile accettare che il tempo passa, e più passa e meno loro ci appartengono.

Ogni tanto provo a immaginare l’adulto che saranno ma poi cancello subito quell’immagine perché sarà il momento in cui davvero non avranno più bisogno di me.

Loro vengono da me, sono parte di me ma non mi appartengono.

Loro devono crescere e noi dobbiamo aiutarli in questo, prenderli per mano finché ne avranno bisogno ed essere capaci di lasciarla quella mano.

Io faccio quello che posso, vorrei essere più forte, vorrei trasmetterle quella sicurezza che forse nemmeno io ho ancora raggiunto.

L’inizio della scuola materna per noi è il primo grande passo di autonomia di Tempestina e la prima prova di coraggio per me nel lasciarla andare.

Ce la farò, probabilmente dopo averla lasciata piangerò un pò, ma noi mamme siamo temprate piangiamo e poi siamo più forti di prima.

Vi lascio con un pezzo del testo della mia canzone preferita di Elisa:

“Sarà difficile
lasciarti al mondo
e tenere un pezzetto per me
e nel bel mezzo del
tuo girotondo
non poterti proteggere
sarà difficile
ma sarà fin troppo semplice
mentre tu ti giri
e continui a ridere”

Buon inizio piccolina mia.

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Nel mondo che vorrei

Nel mondo che vorrei

Nel mondo che vorrei il periodo di congedo di maternità durerebbe fino all’anno del bambino questo per permettere alla mamma di godersi i primissimi mesi con serenità, svezzarlo completamente e poterlo affidare a qualcuno senza spezzarsi il cuore.

Io sono stata vittima di bullismo e per questo ho paura per i miei figli

Io sono stata vittima di bullismo e per questo ho paura per i miei figli

Io vittima di bullismo. E i miei figli?

Ho pensato a lungo se, e quando, scrivere questo post. Adesso mi sento di farlo.