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Tag: figli

Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Ovviamente non ce l’ho con tutti i papà del mondo, ma purtroppo è assodato che nella stragrande maggioranza dei casi i figli sono delle mamme.

Perché storicamente è sempre stato così e delle tradizioni non ce ne si libera cosi facilmente.

Tecnicamente ogni bambino ha due genitori.

Di fatto la maggiore quota di gestione finisce alle madri.

Vuoi perché fin dall’inizio le madri hanno il diritto di stare a casa da lavoro per qualche tempo, vuoi perché l’uomo difficilmente lavora part time, vuoi perché troppo spesso una donna che è anche mamma non riesce a trovare un lavoro.

Da quando sono mamma io l’estate la odio

Da quando sono mamma io l’estate la odio

a quando sono mamma io l’estate la odio.

La odio dal profondo del cuore e non per il caldo.

La odio perché quando ero bambina io si viveva benissimo con un solo stipendio e estate significava tre mesi al mare con mamma e amiche.

Perché negli anni 80′ le ferie te le potevi permettere anche con un solo stipendio

Adesso oltre a tendere a sopravvivere con due stipendi tiri pure a fare le ferie per due motivi.

Costano troppo

     2 . Un lavoratore normale ha solo 4 settimane di ferie all’anno

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la liberà, eliminate le chat di classe!

Quello che penso, e che è frutto della mia esperienza, è che per stare in una chat di classe senza dover abusare di xanax e  devi essere capace di dire la tua il meno possibile.

E sopratutto di mettere a tacere il tuo libero pensiero in nome della pace. Su qualsiasi argomento. Dal biscotto a colazione al regalo alla maestra.

Io personalmente non ho resistito. Mi sono logorata il fegato per mesi e mesi e alla fine sono uscita dalle chat di classe di entrambi i miei figli.

Ho un carattere difficile, non riesco a stare zitta e non riesco a non dire quello che penso.

Se non sono d’accordo su una cosa non dico che mi va bene, io dico la verità cioè che non sono d’accordo.

E poi finisce che mi innervosisco ancora di più perché so che ci sono altre persone che la penserebbero come me ma non hanno il coraggio di dirlo.

E irrimediabilmente vengo marchiata a fuoco come la polemica rompiballe.

Quella che non le va mai bene niente. Quella che tutti odiano.

Per stare in una chat di classe bisogna avere carattere remissivo. Essere capaci di superare le cose e di fregarsene.

Ci ho messo il non marito che fa prima, lui risolve il problema a monte, lui non legge.

Quindi non sappiamo più nulla.

Non sappiamo se c’è qualche manifestazione qualcosa da portare.

Ora io ne comprendo a malapena l’utilità di questa chat e dico. Possibile che non si possa fare come si faceva una volta?

Come sopravvivevano le maestre quando non c’era  whatsapp? Come comunicavano le cose? Non possono farlo anche adesso?

Le chat di classe sono strumenti inutili e pericolosi.

Non servono a nulla se non a testare il livello di sopportazione e di sottomissione delle persone.

Mi sono fatta venire tante di quelle gastriti che la metà bastavano.

Vi prego ascoltatemi ribelliamoci tutti insieme. Mettiamo al bando le chat di classe e torniamo ai messaggi in bacheca o sul diario.

Ne guadagneremo tutti in salute, in tempo libero e in rispetto verso gli altri e noi stessi.

Perché stare a dire sempre si e comportandosi come gregge che non pensa non facciamo del bene a sopratutto non diamo un bell’esempio ai nostri figli.

Evviva il pensiero libero

Ridateci la libertà.

Cancellate le chat di classe

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Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa.O almeno alle scuole elementari secondo me non hanno alcun senso.Specialmente se i bambini già frequentano a tempo pieno.Al giorno d’oggi, quando in famiglia si lavora in due e senza aiuti l’unica soluzione per troppe famiglie è+ lasciare i bambini a scuola a tempo pieno.Addirittura dove abito io non ho avuto scelta. O tempo pieno o nulla.Mia FIGLIA va alla scuola primaria a tempo pieno. Passa otto ore al giorno a scuola per cinque giorni a settimana. In totale fanno 40 ore esattamente come un lavoratore full time.

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare.Non so se sia un fatto di età che avanza, che invecchiando si torna bambini. Con vizi, capricci e pretese.Fatto sta che molti nonni non sanno dare ma solo pretendere.Ci sono nonni che sono semplicemente meravigliosi. Che si fanno in quattro per i figli e ancor più per nipoti. Che aiutano economicamente e a livello pratico.Ci sono nonni che estinguono mutui, e altri che fanno i tassisti, cuochi, baby sitter. Dando sempre tutto ciò che possono dare, e sopratutto lo fanno col cuore.Nonni che pur abitando lontano ci sono. Che mandano regali. Che sono davvero interessati ai nipoti e ai figli.

Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

La scelta degli zaini per i nostri bimbi è davvero infinita.

Oggi come oggi nei negozi troviamo zaini di tutti i tipi, forme dimensioni e materiali.

Oltre all’aspetto estetico, nella scelta dello zaino è estremamente importante valutare l’effetto sulle schiene dei nostri figli, perché ho notato che anche in prima elementare ci sono giorni in cui lo zaino è davvero pesante.

La prima alternativa è quindi sicuramente lo zaino a trolley, con questo tipo di zaino il peso non viene più ripartito sulla schiena. Tuttavia il trolley ha di contro che risulta ingombrante e non è comodo in caso di gite o momenti in cui si abbia necessità di muoversi con agilità.

L’alternativa al trolley è lo zaino ergonomico.

Oggi vi parlo di un progetto che mi ha entusiasmata da subito. Vi parlo di uno zaino che oltre ad essere ergonomico è super ecologico. Di fatti per realizzare questo zaino servono 18 bottiglie di Pet.

Care mamme ecco a voi lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate.

Stiamo educando i bambini alla cultura del riciclo. I miei figli sanno riconoscere i bidoni della differenziata e sanno bene che le cartacce non si buttano a terra.

Scambiano i giochi coi loro amici per riciclare tutto quello che si può riciclare e quando ho raccontato loro come i loro nuovi zaini nascano da materiali di riciclo sono rimasti letteralmente stupefatti.

Volete sapere come sono prodotti?

Le bottiglie PET vengono raccolte e portate agli impianti di riciclaggio. In seguito, solo le bottiglie trasparenti vengono selezionate per il processo di riciclaggio.

Le bottiglie vengono quindi triturate in piccoli fiocchi PET e poi lavate.

I fiocchi PET vengono fusi e mescolati. La massa calda viene poi trasformata in fibre a loro volta tagliate alla lunghezza di 3 mm.

I pellet vengono di nuovo fusi, trafilati e torsi a formare un filo. Il filato finito viene avvolto su bobine destinate alla tessitura.

Da questo filato vengono prodotte le stoffe con cui sarà prodotto lo zaino.

Sembra una magia ma invece è realtà!

Se pensate che i materiali siano brutti o di pessima qualità credo che le foto parlino da se.

Gli zaini sono belli, colorati e resistenti. Il materiale non sembra affatto provenire da bottiglie di pet.

Sono leggerissimi e piacevoli al tatto.

Lo schienale è ergonomico e lo zaino ha le fibbie da allacciare davanti come gli zaini da trekking, in questo modo il peso viene ridistribuito in maniera ottimale.

Lo schienale inoltre è regolabile in base all’altezza del bambino affinché lo zaino calzi alla perfezione come un paio di scarpe.

Uno zaino bello, confortevole e sopratutto ecologico.

Sul sito che trovate Cliccando qui ne troverete diversi modelli e varianti a tema.

I miei bimbi indossano:

Carlotta il modello  “prime” adatto proprio alla scuola primaria

Enea invece la versione “mini” dedicata all’asilo.

Abbiamo abolito le bottiglie in plastica da diversi anni quindi oltre agli zaini abbiamo anche le borracce in polipropilene, senza sostanze tossiche e che possono contenere liquidi fino ad una temperatura di 80 gradi.

Insomma possiamo assolutamente dire di essere green!

 

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Le brave mamme ogni tanto ammettono di avere bisogno di una vacanza

Le brave mamme ogni tanto ammettono di avere bisogno di una vacanza

Le brave mamme ogni tanto ammettono di avere bisogno di una vacanza dai figli.Non sopporto le mamme che fanno le perfettine. Quelle che i figli sono la ragione di vita, che sono felici semplicemente per il fatto di essere mamme e tutto il resto del mondo intorno a loro non ha più valore.Non sopporto quelle che si credono mamme migliori di te solo perché tu sei sincera e si ogni tanto lo ammetti di aver bisogno di una vacanza. Di momenti tutti per per te.Perché le brave mamme non sono quelle che si immolano sull’altare dei figli.

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono.Sono una persona piena di difetti. Ne ho talmente tanti che ho smesso di contarli.Però ho un pregio. I miei difetti li ammetto.Non mi reputo una mamma perfetta, ma sono una persona onesta e in tutta onestà lo devo ammettere il figlio preferito esiste.la maggior parte delle mamme si nasconde dietro scuse tipo:” eh ma sai lui ha più bisogno di me” oppure “eh ma lui è più piccolo” ancora “sai lui è più debole tu sei più forte si vede”Ma non è vero niente.L’univa vera e inconfutabile verità è che esiste il figlio prediletto.Quello che senza farlo apposta mettiamo al primo posto. Il figlio dei cui bisogno ci curiamo di più e con più attenzione.E questo ve lo dico da figlia non prediletta.

Finché sono piccoli è quasi tutto facile, è il dopo che mi fa molta paura.

Finché sono piccoli è quasi tutto facile, è il dopo che mi fa molta paura.

Finché sono piccoli è quasi tutto facile, è il dopo che mi fa molta paura.

Sto iniziando a rifletterci ora che Carlotta ha 6 anni. Mi rendo conto che il tempo è volato e prima di accorgermene avrò a che fare con un’adolescente.

Più ci penso e più la cosa mi fa paura.

Io sono stata un adolescente abbastanza tranquilla, a tratti ribelle,  chi in fondo non lo è in quel particolare periodo della vita, ma ho sempre avuto chiaro il concetto del giusto e dello sbagliato.

Conoscevo i pericoli e per questo sono sempre stata in grado di difendermi.

Certo una buona dose di fortuna ha aiutato, ma tutto sommato è andata bene.

Il fatto è che i pericoli del mondo di oggi sono molti di più rispetto ai pericoli del mondo di ieri.

E sopratutto sono molto più vicini e raggiungibili.

Raggiungibili alla portata di un click.

Il pericolo ai miei tempi era la droga. Ma la droga non poteva arrivare direttamente a casa attraverso lo smartphone. La droga andava cercata, quindi sì era un pericolo ma non cosi scontato da trovare.

Un pericolo che si può spiegare, far capire. Di cui si può parlare, prevenire e nei casi più brutti vederne i segni. Le droghe le conosciamo, e noi 30 enni di oggi siamo certo più pronti dei nostri genitori a riconoscerne i primi segni.

Altro pericolo dei miei tempi era il motorino. Oggi di motorini non se ne vedono quasi più. E l’educazione stradale è certamente più evoluta.

Il pericolo era lo sconosciuto che si avvicinava, ma l’avvicinamento fisico è una cosa tangibile da cui ci si può allontanare facilmente.

Erano le caramelle degli sconosciuto che istruiti a dovere si rifiutavano a priori.

Adesso invece il pericolo è nelle tasche dei nostri adolescenti. Nei loro smartphone.

Perché se una volta coi vecchi cellulari poteva contattarti solo chi aveva il tuo numero, ora con gli smartphone con i social integrati tutto il mondo è in grado di interagire con te senza fare fatica e di nascosto dai genitori.

Mi fa paura il mondo del web.

Perché mentre io che sono adulta sono in grado di gestirlo un adolescente non lo è.

Gli adolescenti sono curiosi, e proprio la loro curiosità potrebbe spingerli oltre troppo vicino al pericolo.

Sono narcisisti. Basta un complimento per ottenere la loro fiducia.

Ma il problema maggiore è che sono adolescenti troppo presto. Vogliono crescere troppo in fretta a causa degli eccessivi stimoli che gli da la società moderna.

Ma antropologicamente non hanno gli strumenti giusti per affrontare il mondo reale e virtuale,.

Noi genitori di oggi infatti siamo chiamati ad insegnare ai nostri figli oltre al mondo reale anche quello virtuale che può, anzi secondo me è molto più pericoloso di quello reale.

Perché puoi difenderti da un pericolo quando esso è tangibile, ma è molto più difficile riconoscere un pericolo quando è inconsistente, etereo.

Ci sono le catene della morte, ci sono i malintenzionati che nascosti dietro profili falsi riescono ad adescare le nostre adolescenti.

Ci sono le sfide, ci sono i selfie estremi.

E tanti altri pericoli che probabilmente non conosco.

E allora cosa possiamo fare allora noi genitori?

Io parlo ai miei figli, parlo tanto. Gli racconto e gli spiego in maniera che imparino ad essere sempre attenti e a non fidarsi di chi non ha un volto tangibile.

Insegno loro cosa sia giusto e sbagliato  e non ho paura a raccontare a loro quanto il mondo e le persone possano essere crudeli.

Un po’ di sana paura e timore secondo me è l’ingrediente giusto per stare quanto più possibili lontani dai pericoli.

Li invito ad avere fiducia in loro stessi ed utilizzare la propria testa ed intelligenza senza farsi mia trascinare dalla massa.

Li invito a pensare e riflettere. Coltivo il seme del pensiero libero e dissidente.

Li invito a condividere con me le cose belle e quelle meno belle.

E sopratutto voglio che capiscano che io sarò sempre qui, al loro fianco pronta ad aiutare e a dare consigli senza giudicare mai.

E spero sia questa la cosa fondamentale per far si che non accada mai loro nulla di male.

Non possiamo proteggerli da tutto. Ma è nostro dovere dare loro gli strumenti giusti per affrontare la vita e il mondo.

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Le vacanze quando ci sono i bambini non sono le stesse di prima ma possono essere anche meglio

Le vacanze quando ci sono i bambini non sono le stesse di prima ma possono essere anche meglio

Le vacanze quando ci sono i bambini non sono le stesse di prima ma possono essere anche meglio.

Adoro viaggiare, ho sempre adorato farlo.

Adoro viaggiare ma sopratutto ho sempre adorato partire all’avventura o prenotare il viaggio una settimana prima di partire.

sarà il mio carattere che ama le cose fatte d’impulso, organizzate così un po’ improvvisate .

Poi sono diventata mamma e mi sono resa conto che con due bambini, passeggini, spuntini e loro esigenze imprescindibili era necessario cambiare tipo di approccio alla vacanza.

La prima cosa da cambiare è stata sicuramente l’organizzazione. Con due bambini non è possibile organizzare vacanze all’ultimo minuto. Bisogna pianificare, studiare  organizzarsi.

Altra cosa: i bambini in vacanza troppo spesso si annoiano. Hanno quindi bisogno di andare in vacanza in un posto che offra molteplici attività che siano divertenti e su misura per loro.