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Tag: figli

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte.

Per molte lo è grazie al cielo.

Poi ci sono quelle per cui non lo è.

Ci sono donne che hanno problemi di salute e passano ogni singolo giorno della propria gravidanza a sperare che non sia l’ultimo.

Che non sia l’ultimo di un illusione.

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

Mai citazione fu più adatta a questo particolare momento della mia vita.

E una cosa che ancora forse non ho metabolizzato del tutto. Un evento che nella stragrande maggioranza dei casi è felice, perché deve esserlo. Ma che a me ha colto alla sprovvista, e di cui ancora forse non sono del tutto consapevole.

E barcollo ancora tra momenti di felicità e momenti di depressione.

Sono su una barca in balia del mare che a volte è calmo e a volte è agitato più che mai.

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Ora vi dico la mia.

La didattica distanza è inutile.

Vi parlo del mio punto di vista, di mamma di due bambini di cui una in età da scuola primaria.

Ricapitoliamo quello che è successo a questi bambini.

Da un giorno all’altro gli è stato detto che in giro c’era un virus molto pericoloso, allora per proteggersi avrebbero dovuto accettare il famoso “distanziamento sociale”.

Ripetiamo insieme “distanziamento sociale”. Ergo niente più scuola, palestra, parchetto amici.

Corse, merende, risate e giochi con i coetanei.

Si sono trovati da un giorno all’altro reclusi in casa, tra quattro mura.

Poi è iniziata da didattica distanza. Unico contatto sociale attraverso lo schermo di un computer o di un tablet.

Amici visti attraverso lo schermo, senza possibilità di contatto.

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

E noi adulti ci siamo dimenticati che i bambini scoprono il mondo attraverso il contatto.

Compiti a raffica da eseguire senza un premio o una motivazione.

“Perché li devo fare?” “Perché li devi fare punto e basta”

Una situazione che doveva essere provvisoria, di emergenza ma che dal mio punto di vista si sta protraendo da troppo tempo.

Sta diventando la normalità una situazione che di normale non ha nulla.

Sono più di due mesi. Avete presente quanto sono lunghi due mesi nella prospettiva di un bambino?

Poi c’è chi dice che non possono perdere l’anno scolastico e bisogna portare avanti i programmi a tutti i costi.

E come quando una maratoneta sta facendo una maratona, arriva un folle e gli taglia una gamba e gli si dice che non può permettersi di non concludere la maratona la deve concludere lo stesso anche senza una gamba.

Stiamo chiedendo ai nostri bambini di finire la maratona da soli e con solo una gamba.

Facendo poi ricadere la responsabilità di questo sui genitori.

Che nel frattempo hanno la testa piena di pensieri tra chi ha perso il lavoro, chi non può lavorare e chi deve lavorare lo stesso senza aver nessuno a cui affidare i figli.

Viviamo in un dramma.

Chi mi chiede che soluzioni ho da proporre penso che basterebbe guardare al resto d’europa dove le scuole stanno ripartendo.

Si possono usare gli spazi aperti, i giardini.

Sopratutto constatato che i bambini sono i meno soggetti al virus e grazie al cielo non ci sono bambini gravi.

Bisogna ricominciare a far vivere i bambini perché ne hanno bisogno tutti quanti.

Pagheremo i danni di questo distanziamento sociale e di questi mesi che hanno vissuto così, li pagheremo tutti.

Perché non esiste solo la salute fisica ma anche quella mentale che non è di minore importanza.

La didattica a distanza non potrà mai sopperire alla scuola, alla convivialità, ai sorrisi, ai giochi, alla gioia di imparare INSIEME.

Sono bambini non sono macchine vuote da riempire di nozioni.

I bambini imparano attraverso le esperienze, attraverso gli amici.

Governo perché i bambini te li sei dimenticati??

Nessuno si ricorda che sono loro il nostro futuro?

O vogliamo continuare a tutelare solo gli anziani che sono quelli che effettivamente col virus possono stare molto male  mentre i bambini, il nostro futuro, restano chiusi carcerati in casa gli anziano vanno ogni giorno a fare spesa. In fila al supermercato, all’edicola?

Vogliamo pensare ai bambini???

Vogliamo tutelare il nostro bene più prezioso nella maniera più logica possibile?

 

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Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza

Sarà una Pasqua diversa dal solito ma sempre piena di dolcezza.

Manca solo l’ufficialità, ma lo sappiamo già che sarà una Pasqua in quarantena.

Ognuno nelle proprie case senza la possibilità e la bellezza di riunire tutta la famiglia.

Per me la Pasqua ha sempre significato allegria, colore, primavera, sole e tante gite all’aria aperta. Quest’anno invece mi troverò a casa da sola coi miei bambini.

Ci sono le chat, le videochiamate e i telefoni. Ma nulla potrà mai sostituirsi agli abbracci, alle risate e al valore del tempo condiviso con tutti i familiari.

Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma una mamma

Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma una mamma

Anche se siamo in pandemia non sono un’insegnante ma sono una mamma.

Lo penso ogni giorno da quando è successo questo delirio.
Mi sono trovata da un giorno all’altro a dover lavorare da casa, coi bambini e a dover fare l’insegnate della grande.
Si perché se da un certo punto di vista è logico il ragionamento che gli studenti non debbano essere lasciati allo sbaraglio, d’altro canto non è pensabile che un genitore lavori e contemporaneamente faccia da insegnante.
Le ore della giornata sono le stesse.

Al bando tutte le bigotte e chi critica senza un minimo di empatia

Al bando tutte le bigotte e chi critica senza un minimo di empatia

Al bando tutte le bigotte e chi critica senza un minimo di empatia.

Lo sto vivendo sulla mia pelle.

Ho deciso di separarmi dal padre dei miei figli.

E non è stato un capriccio né una decisione presa con facilità e a cuor leggero.

E stata una decisione presa con tempo, con fatica, e con dolore. Un decisione che pago ogni giorno e ogni sera quando sono a casa coi miei figli e quando sono da sola perché i miei figli sono con lui. In quei momento in cui il silenzio fa così tanto rumore da diventare assordante.

Una decisione che sto pagando col sudore, coi soldi che sono meno e vanno misurati con maggiore attenzione.

E con la salute che ho rimesso perché sono così provata che mi ammalo spesso. Ho avuto una polmonite e non ho potuto curarmi e riposarmi come si deve essendo da sola con due bambini che vanno portato e ripresi da scuola.

Una decisione che pago con la solitudine grazie a chi in momento così delicato mi ha voltato le spalle. Perché è vero che nei momento felici ti sono tutti vicini mentre in quelli difficili le persone si allontanano.

E nonostante tutto sono fermamente convinta che sia stata la cosa giusta da fare.

E a chi viene sulla mia pagina e scrive commenti di questo tipo

“Un bambino non sa e non vuole sapere se tra i genitori é finito tutto o no, un bambino vuole solo che ci siano entrambi sempre insieme, al mattino quando si svegliano e la notte mentre dormono. La separazione é sempre e solo una scelta egoistica! Certo che si Deve restare insieme per i figli! Ci vuole coraggio a restare, non a scappare! I bambini hanno diritto ad avere i propri genitori li nello stesso momento

C’è troppo egoismo, al primo problema , alla prima crisi si separano, e a pagarne le conseguenze sono sempre e solo quelle povere anime inno

Ed ora venitemi anche a dire , che un bambino non soffre della separazione .. perché non è , e non sarà mai così ..

 I bambini soffrono irrimediabilmente per un divorzio, tutto sarebbe meglio di questo per loro!se non si riesce a evitare di far male almeno ai figli, cosa rimane della nostra umanità?”

Rispondo

MA LA VOSTRA DI UMANITA CHE FINE HA FATTO?

Al bando tutte le bigotte e chi critica senza un minimo di empatia

L’avete smarrita nelle frasi fatte? Nell’offendere, screditare e umiliare il dolore delle altre persone tirando in mezzo i figli che sono quanto di più prezioso un genitore possiede?

Credete forse che chi arriva a separarsi lo faccia con leggerezza? Che abbia messo al mondo dei figli così per divertimento?

CHI SIETE VOI PER ERIGERVI SU UN PIEDISTALLO PREDICANDO CIO CHE SECONDO VOI SAREBBE GIUSTO E CIO CHE INVECE VEDETE COME SBAGLIATO.

CHI SIETE PER CRITICARE E MINIMIZZARE LE DECISIONI SOFFERTE PRESE DA ALTRE PERSONE

CHI SIETE PER GIUDICARE LA NOSTRA VITA.

CHI SIETE PER DIRE A NOI CHE SIAMO PESSIMI GENITORI SOLO PERCHE ABBIAMO PRESO UNA DECISIONE FUORI DAL VECCHIO CONCETTO DIO FAMIGLIA SECONDO CUI DEVE STARE INSIEME A TUTTI I COSTI.

Sono meglio forse le famiglie dove genitori che non sia amano più stanno insieme per forza magari costruendosi fuori storie parallele e dando ai figli solo un’illusione di famiglia unita e sincera?

E meglio forse crescere i figli inculcando loro il concetto dello stare insieme per dovere e non per amore?

Dove due genitori vivono sotto lo stesso tetto ma non si amano più?

E meglio crescere i figli nella menzogna?

Da quando mi sono separata la maggioranza delle mamme intorno a me non mi saluta più e non si avvicina più a me.

Siccome la decisione è stata mia vedono lui come un povero martire mentre io sono la strega cattiva.

Ma cosa ne sanno loro del malessere e di tutto quello che abbiamo vissuto prima di arrivare a questo.

Delle notti in bianco

Delle lacrime versate in silenzio.

E cosi difficile capire che quando una coppia si sfalda le colpe non stanno mai solo da una parte ma sono condivise?

E sparlano. Criticano. Si sentono migliori solo perché loro il matrimonio lo stanno mantenendo a galla ad ogni costo.

E credono che i loro figli saranno adulti migliori dei miei figli.

I loro figli cresceranno sereni mentre i miei no.

Io ho una sola certezza. I miei figli cresceranno nella verità.

La verità che nella vita le cose non sempre vanno come avevamo programmato o sperato.

Che nella vita ci vuole coraggio e dignità nell’affrontare ciò che capita a testa alta.

Che bisogna amare se stessi fino ad ammettere che qualcosa non ha funzionato, e bisogna amarsi tanto da trovare la forza di cambiare strada con tutto ciò che ne consegue.

Che la vita è una sola e dobbiamo fare di tutto per essere felici.

Cresceranno con la certezza di essere sempre al primo posto nel cuore.

Con davanti un modello di madre che ha preso in mano la propria vita e con coraggio l’ha mandata avanti nonostante le critiche e le cattiverie subite.

Cresceranno vedendo che la verità costa cara, ma è l’unica strada che porta alla felicità.

Nonostante tutto. Nonostante la cattiveria.

Perché a tutto c’è un limite tranne la cattiveria, l’egoismo e l’invidia delle persone.

Sopratutto l’invidia di chi non ha il coraggio di cambiare e allora sta fermo li e critica che è più facile e decisamente meno faticoso.

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A te che sei tutte le mie prime volte. Alla mia primogenita

A te che sei tutte le mie prime volte. Alla mia primogenita

A te che sei tutte le mie prime volte.

In bene e in male. Nelle cose belle e in quelle brutte.

Sei stata la mia prima gravidanza, quella del non so cosa capiterà, delle paure insensate e delle emozioni tutte nuove.

I primi calcetti, le ecografie e la smania di vederti e stringerti tra le braccia.

I primi pannolini acquistati e i consigli per gli acquisti tipici delle neomamme che non sanno bene cosa servirà per davvero.

Le prime 100 tutine taglia zero che nel giro di poche settimane non sarebbero più andate ma non lo sapevo che saresti cresciuta in fretta.

Così in fretta che oggi passeggiamo mano nella mano, guardiamo le vetrine e ci sediamo al tavolino del bar per fare delle chiacchiere. Le chiacchiere da donnine.

Sui nonni quelli proprio inesistenti. E ce ne sono ve lo garantisco

Sui nonni quelli proprio inesistenti. E ce ne sono ve lo garantisco

Diciamoci la verità spesso nemmeno si sceglie di diventare genitori, anche nel 2020 si può diventare genitori per caso, per sbaglio.

Certo è che diventare nonni non è mai una scelta che nasce dalla propria volontà.

Essere nonni è uno status che si acquisisce per scelte di altri. Anche se gli altri sono poi i propri figli.

Se ti separi qualsiasi problema di tuo figlio sarà colpa tua

Se ti separi qualsiasi problema di tuo figlio sarà colpa tua

Se ti separi qualsiasi problema di tuo figlio sarà colpa tua.

E un meccanismo automatico.

Due genitori si separano e automaticamente ogni piccolo problema del figlio dal nervosismo alla verruca sul piede sarà colpa della separazione.

Perché la società è bigotta e nonostante i genitori separati siano tanti, inconsciamente non lo si accetta.

Men che meno se la separazione è stata voluta dalla donna.

E allora ogni piccolo problema o difficoltà del bambino si fa ricadere sulla separazione, come se due genitori di sensi di colpa verso i figli non avessero già abbastanza.

Se ti separi qualsiasi problema di tuo figlio sarà colpa tua
Se ti separi qualsiasi problema di tuo figlio sarà colpa tua

Non dico che per un bambino sia facile accettare una separazione.

Anzi sicuramente è una cosa molto dura sotto tutti i punti di vista.

Ma l’alternativa qual’era?

Crescere i figli davanti ad un esempio di coppia arrivata la capolinea?

Farli assistere a litigate?

Fargli credere che sia obbligatorio stare insieme anche controvoglia?

Qual’è l’esempio di amore che può dare una coppia in cui l’amore è di per se finito?

I figli ne soffrono. Certo questo lo sappiamo tutti, ne siamo consapevoli e non esiste un singolo genitore che non darebbe un pezzo del proprio cuore per evitare di vedere i propri figli soffrire.

Ma il genitore deve guidare, accompagnare il proprio figlio in questo momento.

E sono proprio questi i momenti in cui un genitore non dovrebbe mai essere né criticato né giudicato.

Sono questi i momenti in cui un genitore dovrebbe essere invece appoggiato, capito.

Ma per appoggiare un’altra persona è necessario essere dotati di empatia che oggi come oggi è una dote rara.

Siamo bigotti.

Insensibili.

E godiamo nel vedere le altre persone arrancare.

E proprio per questo ci permettiamo di giudicare e criticare chi sta passando un momento delicato facendo leva sui figli che sono i talloni di Achille di ogni genitore.

Ci sto passando e ci sono dentro fino al collo.

E me la sfangherò anche stavolta con le mie forze, cosi come ogni mamma che si è trovata sola per qualsiasi motivo al mondo.

Farò dei miei figli adulti equilibrati, anche se cresciuto con genitori separati.

E avrò sempre rispetto di chi ha avuto il coraggio di prendere scelte difficili e ne porta ora il peso sulla schiena.

Siate empatici perché prima o poi un momento di difficoltà lo passiamo tutti quanti.

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Sui sogni dei bambini e su come aiutarli a realizzarli

Sui sogni dei bambini e su come aiutarli a realizzarli

E bello essere bambini perché la mente è libera dai condizionamenti della realtà, dai doveri e dai pensieri della quotidianità.

Quando sei bambino il futuro non fa paura, lo stesso futuro è tutto da vivere e pieno di aspettative.

Quante volte ho detto ” Quando sarò grande”

Ero una bambina con tanti sogni nel cassetto. Piena di aspettative, di desideri e di fiducia nel futuro e nella vita.

Ero certa che sarei sempre stata felice e non mi sarei mai pentita di nulla.

Volevo fare la majorette, poi la ballerina e la cantante. Poi il medico e la ricercatrice.

Ho pensato di fare l’attrice e sognai di diventare famosa.

Poi sono cresciuta e i miei sogni sono cambiati. Avrei voluto fare l’archeologa e passare la mia vita viaggiando e scoprendo posti e luoghi ancora sconosciuti. Volevo essere archeologa esploratrice.

Poi ho pensato di fare il medico.