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Tag: figli

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi.

Quando ho saputo di aspettare il terzo il panico ha preso il sopravvento in me.

Un po’ per la situazione complicata, un po’ perché mi chiedevo come avrei fatto a gestire 3 bambini di cui un neonato.

Tutta la gravidanza ci ho scherzato tu dicendo che sarei finita in clinica psichiatrica nel giro di pochi giorni. E mentre fuori ridevo dentro di me di fatto piangevo.

Le ultime settimane di gravidanza sono state le più pesanti. Ero terrorizzata dall’idea di entrare in travaglio in un momento in cui ero sola con gli altri due figli e pregavo che il tutto partisse nel week end in cui eravamo tutti a casa.

Avevo allertato il mondo nel caso in cui fossi dovuta correre in ospedale e i miei figli erano a scuola cercando qualcuno che in caso di emergenza me li portasse a casa.

Diventare mamme ai tempi del covid

Diventare mamme ai tempi del covid

Ho fatto il test di gravidanza il 14 febbraio 2020. Nell’aria si sentiva lontanamente puzza di virus cinese ma niente faceva presagire quello che stava per accadere.

Quella mattina mai avrei immaginato che stavo per vivere una gravidanza totalmente diversa dalle altre due.

Oggi posso dirvi che le mamme e i neonati 2020 hanno la scorza davvero dura.

Un lungo viaggio di quaranta settimane

Un lungo viaggio di quaranta settimane

Un lungo viaggio di quaranta settimane.

E così anche stavolta la fine viaggio si avvicina.

E stato un viaggio intenso, potente, altalenante. Abbiamo affrontato decisioni difficili e momenti più o meno felici.

La notte dormo male e mi chiedo cosa proverò quando vedrò il tuo viso. Lo stesso viso che stavo decidendo di non vedere.

Quando sentirò il tuo pianto. Quel pianto che mi spaventava solo l’idea.

Ci vuole coraggio per portare avanti una gravidanza non pianificata. Ma ce ne vuole molto di più per interromperla. Oppure è il contrario.

Un lungo viaggio di quaranta settimane

Io so solo che ho avuto tanta paura quando quel test si è colorato. Che avrei tanto voluto non fosse vero. Ma poi dopo aver sentito il tuo cuoricino per la prima volta non ho potuto fare altro che accettarti.

E accettare che la vita è imprevedibile e ti fa girare la testa proprio quando credi di aver trovato una sommaria stabilità emotiva.

Che ci vuole coraggio per accettare ed accogliere quello che la vita ti porge.

Ma il coraggio alla fine premia sempre.

Non so se riuscirò mai ad appianare il senso di colpa per aver pensato di non tenerti, e forse per questo con te sarò ancora più mamma chioccia e non ti farò del bene.

Accolgo ogni piccola contrazione con serenità sapendo che il viaggio verso il nostro primo incontro è iniziato.

Non so immaginarti. Ma so che sei parte di me e amerò ogni piccola cosa di te, esattamente come faccio coi tuoi fratelli.

A proposito di loro sappi che sono qui e sono pronti ad accoglierti con una maturità che mai ti aspetteresti da bambini con genitori separati.

Ma i bambini sono puri e noi grandi abbiamo tanto da imparare da loro.

Il tuo arrivo mi ha costretta a guardarmi dentro, in un viaggio interiore dove finalmente ho guardato in faccia la me bambina. Quella insicura, indecisa, spaventata. Quella che temeva l’abbandono più di ogni altra cosa. E ho imparato ad accettare le cose che non posso cambiare senza arrabbiarmi. A non pensare troppo al domani ma a vivere nel presente che tempo di un soffio è già passato.

Ho imparato a vivere ogni momento giorno per giorno.

E sto cercando di imparare a non pianificare troppo, perché tanto qualsiasi cosa si pianifica poi succede sempre il contrario.

E ho capito che tu sei esattamente quello che doveva arrivare nella nostra vita.

Quando qualcuno mi chiede come farò, dico semplicemente che non lo so ma in un qualche modo farò.

Che mi prenderò cura di me e dei miei figli nel miglior modo possibile e sarò la madre migliore possibile con tutti i miei limiti.

Respiro gli ultimi giorni di gravidanza e di silenzio, quel silenzio che sarà colmato presto dalla tua voce.

Coccolo i tuoi fratelli consapevole che quando sarai qui le mie braccia diventeranno più lunghe per stringervi forte tutti e tre.

Se mi chiedono cosa avrei immaginato per il mio futuro non sarebbe stato questo.

Ma ora so che questo è il meglio che mi poteva succedere.

E adesso Tommasino fatti forza e spingi forte, c’è tanto amore fuori da questa pancia che ti aspetta.

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Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato.

Sei nato un assurdo pomeriggio di quasi autunno. In maniera inaspettata e traumatica per entrambi. Forse anche tu sei rimasto sconvolto ma col carattere meraviglioso che hai l’hai superata prima e meglio di me.

Sei il bambino che non immaginavo e poi è arrivato. Perché non credevo che avrei avuto figli, e non credevo avrei avuto figli maschi.

Vedevo il mondo maschile cosi lontano da me.

Non potevo nemmeno immaginare cosa stavo rischiando di perdere.

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma

Perché le scuole devono ripartire senza se e senza ma.

C’è una cosa che in questi giorni mi fa imbestialire: l’incertezza sulla riapertura della scuola.

Come se la scuola fosse un servizio di serie B.

Ha riaperto tutto. TUTTO. Siamo stati in vacanza e la vita ha ripreso come doveva essere. Solo la scuola è rimasta nel limbo. E questo mi fa infuriare.

Perché la scuola non è un parcheggio per genitori che lavorano ma allo stesso tempo è fondamentale per permettere ai genitori di lavorare e crescere i figli dignitosamente e senza privazioni.

Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma

Le difficoltà della futura mamma.

Vista da fuori la gravidanza sembra una passeggiata.

In realtà le cose stanno molto diversamente.

Tra pancione e acciacchi vari sono mesi difficili un pochino per tutte.

Il pancione non è facile da portare, il corpo è appesantito e tutti i movimenti ne risentono irrimediabilmente.

Tutti i movimenti sono rallentati e difficoltosi anche per la mamma più sprint.

Altra cosa che ho sempre mal sopportato delle mie gravidanze sono i risvegli notturni e la difficoltà nel dormire data dall’ingombro del pancione.

I risvegli notturni sono fisiologici e dicono siano un meccanismo studiato da madre natura per abituare la mamma a quella che sarà la vita dopo il parto.

La difficoltà a dormire è data per lo più dall’ingombro del pancione.

La mia posizione preferita per dormire è a pancia in giù, posizione che negli ultimi mesi non posso più tenere. Allo stesso tempo non riesco a stare a pancia in su perché mi sento soffocare quindi l’unica posizione che posso usare per dormire è sdraiarmi di lato.

Ma anche sdraiata di lato senza un adeguato sostegno non mi sento affatto comoda.

Durante questa gravidanza per fortuna ho potuto utilizzare Koala Hugs Plus . Si tratta del cuscino multifunzione che si utilizza dalla gravidanza come sostegno per il sonno della mamma, fino al primo anno del bambino infatti si trasforma sia in cuscino da allattamento che in riduttore per lettino.

Le difficoltà della futura mamma

 

Il cuscino è davvero enorme e della consistenza giusta. Utilizzandolo dormendo di lato ed abbracciandolo come faccio io in questa foto da sostegno sia alle gambe che alla pancia  consentendo di rilassare il corpo e dormire molto bene. E stata la svolta di questa gravidanza!

Navigando sul sito ho trovato anche il chiama angeli Koala silver Lullaby. Ogni mio bambino ha avuto il suo ciondolo e cosi per Tommasino ho scelto questo nella versione glitterata. Produce un suono costante ma delicato e lo indosso davvero con molto piacere.

Ne approfitto anche per segnalarvi i paracapezzoli in argento Koala Silver Cups che non ho ancora provato ma su cui vi aggiornerò.

Mi erano stati consigliati da diverse ostetriche nelle precedenti gravidanze e finalmente li posso provare ben consapevole del dolore che si prova durante i primi giorni allattamento mi auguro che siano di aiuto e sollievo!

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Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio.

Quante ne sento di coppie che non funzionano ma stringono i denti e restano insieme solo perché i figli sono piccoli. Magari fanno i separati in casa credendo di fare la cosa giusta verso i propri figli

Quante ne sento di donne frustate e infelici che decidono di rimandare la separazione col marito o compagno a quando i figli saranno grandi.

Se il vostro rapporto di coppia non funziona e pensate di non separarvi solo perché i figli sono piccoli vi dico col cuore in mano che stato sbagliando tutto per tanti motivi.

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte.

Per molte lo è grazie al cielo.

Poi ci sono quelle per cui non lo è.

Ci sono donne che hanno problemi di salute e passano ogni singolo giorno della propria gravidanza a sperare che non sia l’ultimo.

Che non sia l’ultimo di un illusione.

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

“La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi”

Mai citazione fu più adatta a questo particolare momento della mia vita.

E una cosa che ancora forse non ho metabolizzato del tutto. Un evento che nella stragrande maggioranza dei casi è felice, perché deve esserlo. Ma che a me ha colto alla sprovvista, e di cui ancora forse non sono del tutto consapevole.

E barcollo ancora tra momenti di felicità e momenti di depressione.

Sono su una barca in balia del mare che a volte è calmo e a volte è agitato più che mai.

Avevo da poco riassettato la mia vita da mamma single, e avevo trovato un equilibrio ancora abbastanza instabile, precario a dire il vero. Mi sentivo come un equilibrista che cammina a piedi nudi sul filo, a tratti fiero e deciso a tratti dondolante.

Poi ho conosciuto una persona, è stato un fulmine a ciel sereno. Un incontro tra persone che dalla vita sentimentale di frustate ne avevano prese a sufficienza e in abbondanza.

Una persona di quelle che ti sa capire. Anche lui col suo carico di figli in equilibrio precario.

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

Abbiamo iniziato a conoscerci, e concederci dei momenti tutti per noi, sempre incastrati come nel gioco di tetris tra un impegno coi figli e uno di lavoro

E dopo alcuni mesi la sorpresa.

Ho pianto. Ma non di gioia. Ho pianto di paura di disperazione e di rabbia verso me stessa. A 37 anni certi errori non possono e non devono succedere.

Ho pianto nel panico completo.

Ho iniziato a pensare a tutti gli aspetti negativi concentrandomi solo su quelli senza concedermi il beneficio del dubbio.

Ho vissuto giorni neri.

In cui la fatica maggiore era non far trapelare nulla ai miei figli. A quelli che avevo già tra le mie braccia.

Chi vede da fuori le famiglie allargate può pensare che sia semplice. Ed invece no ci sono miliardi di variabili che mutano di giorno in giorno.

Magari un giorno va tutto bene e quello successivo invece tutto male.

Ci si barcamena. In un qualche modo.

Non è facile costruire una nuova casa quando non hai smaltito del tutto le macerie della casa precedente. Ed in questo contesto un nuovo bambino è la variabile impazzita che fa esplodere un’equazione già complicata di suo.

Poi c’è la vita. Quella che ti stupisce e che prevale sempre su tutto.

E ci sono le domande. Perché proprio adesso?

Non vi nascondo che avevo già l’appuntamento in mano per interrompere la gravidanza. Avevo le carte pronte e dovevo solo presentarmi quella mattina.

Sarebbe stato semplice, una volta uscita avrei potuto riprendere la mia vita esattamente li, dal giorno in cui l’avevo lasciata col test in mano.

Poi non ce l’ho fatta. Ho guardato quell’ecografia e non ho avuto il coraggio di farlo.

E ho potuto farlo perché lui è stato li con me.

Non ci siamo giurati amore eterno, consapevoli che i rapporti di coppia mutano nel tempo e che bisogna essere in grado di crescere insieme.

Però ci siamo promessi di parlare sempre e di ascoltarci a vicenda.

Di sostenerci e sopportarci a vicenda. E di essere sempre dalla stessa parte.

La vita ci bussava alla porta e cosa dovevamo fare se non accoglierla?

Non è una gravidanza facile. Finché ho potuto nasconderlo l’ho nascosto, provando vergogna.

So che riceverò un mare di critiche e che con questa notizia darò da parlare malignamente e a lungo.

Il senso di inadeguatezza a giorni mi schiaccia.

La vergogna. La paura delle brutte parole della gente.

Ci sono giorni in cui mi vorrei nascondere, oppure sparire. Ma non posso farlo, devo restare e andare avanti a testa alta in un qualche modo.

Ditemi pure che dovevo pensarci prima e stare più attenta. Lo so. Mi colpevolizzo già da sola ogni singolo giorno.

Ditemi che i miei figli resteranno traumatizzati. Sappiate che penso a loro ogni giorno e sto facendo tutto quello che posso perché questa gravidanza non sia un peso per loro, e anzi sia motivo di crescita.

Poi c’è lui. Che si è attaccato alla vita nel periodo più nero degli ultimi anni. Lui che ha gridato alla vita mentre il mondo esterno era morte ed isolamento.

Lui col suo cuore forte.

Che mi farà penare. Sarà durissima, lo so.

Ma ho scelto la vita. E se nulla accade per caso un giorno capirò il senso di questo caos.

 

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Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Ora vi dico la mia.

La didattica distanza è inutile e dannosa.

Vi parlo del mio punto di vista, di mamma di due bambini di cui una in età da scuola primaria.

Ricapitoliamo quello che è successo a questi bambini.

Da un giorno all’altro gli è stato detto che in giro c’era un virus molto pericoloso, allora per proteggersi avrebbero dovuto accettare il famoso “distanziamento sociale”.

Ripetiamo insieme “distanziamento sociale”. Ergo niente più scuola, palestra, parchetto amici.

Corse, merende, risate e giochi con i coetanei.