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Tag: figli

Sui sogni dei bambini e su come aiutarli a realizzarli

Sui sogni dei bambini e su come aiutarli a realizzarli

E bello essere bambini perché la mente è libera dai condizionamenti della realtà, dai doveri e dai pensieri della quotidianità.

Quando sei bambino il futuro non fa paura, lo stesso futuro è tutto da vivere e pieno di aspettative.

Quante volte ho detto ” Quando sarò grande”

Ero una bambina con tanti sogni nel cassetto. Piena di aspettative, di desideri e di fiducia nel futuro e nella vita.

Ero certa che sarei sempre stata felice e non mi sarei mai pentita di nulla.

Volevo fare la majorette, poi la ballerina e la cantante. Poi il medico e la ricercatrice.

Ho pensato di fare l’attrice e sognai di diventare famosa.

Poi sono cresciuta e i miei sogni sono cambiati. Avrei voluto fare l’archeologa e passare la mia vita viaggiando e scoprendo posti e luoghi ancora sconosciuti. Volevo essere archeologa esploratrice.

Poi ho pensato di fare il medico.

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli.

Ne è pieno il mondo di coppie che stanno insieme perché “devono”.

Perché non trovano il coraggio di separarsi anche quando è finito tutto perché ci sono i figli.

Personalmente non condivido questo tipo di scelta.

In primis perché trovo inutile nascondersi dietro la scusa dei figli quando a volte semplicemente di tratta di mancanza di coraggio.

In secondo luogo perché si finirà prima o poi a caricare i figli della colpa della propria infelicità. E magari un giorno ce lo sentiremo anche rinfacciare.

Quando si intraprende un percorso di vita con una persona si spera, anzi si è convinti che sarà per sempre.

Non sei una pessima madre se pensi anche a te stessa

Non sei una pessima madre se pensi anche a te stessa

Non sei una pessima madre se pensi anche a te stessa.

Anche se sarai circondata di persone che faranno di tutto e di più per fartelo credere.

Non sei una pessima madre se ritagli del tempo anche per solo per te stessa.

Se vai dal parrucchiere o a fare un aperitivo con le amiche.

Non sei una pessima madre se coltivi le tue passioni.

E non rinunci alle le cose che ti piacciono fare e che più ti rappresentano.

Non sei una pessima madre se non abbandoni tutti tuoi sogni.

E te ne prendi cura continuando a inseguirli e coltivarli senza arrenderti.

Non sei una pessima madre se fai shopping anche per te.

Non sei una pessima madre se quando sei stanca lo ammetti e chiedi aiuto.

E se hai bisogno di uscire e fare una passeggiata da sola. E lo fai.

Non sei una pessima madre se pensi anche a te stessa
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Non sie una pessima madre se pretendi che il padre faccia il padre e sia presente esattamente quanto te.

Perché l’emancipazione non può essere solo della donna nel mondo del lavoro ma anche dell’uomo nel focolare domestico.

Non sei una pessima madre se al tuo lavoro non ci rinunci nonostante ti tolga tempo da passare coi figli e se devi portarli al nido ancora piccoli.

E allo stesso tempo non sei una pessima madre se invece al lavoro ci rinunci.

I figli sono tutto il tuo mondo ma non se una pessima madre se capisci che tu invece non sarai tutto il loro mondo. Che dobbiamo farli crescere e che un giorno si allontaneranno da noi.

E allora non sei una pessima madre se continui a pensare sia a te stessa che a loro.

E ti prendi cura della donna oltre che della mamma.

Non sei una pessima madre se non sei un tutt’uno coi tuoi figli.

Perché se è vero che sarai madre per sempre è anche vero che col tempo dovrai farlo in maniera più distaccata.

E solo allora capirai l’importanza dell’esserti presa cura di quella parte di mondo che è tutta tua e ti rappresenta.

Perché sei una brava mamma solo quando ti prendi cura della donna che sei.

E oltre a loro allo stesso modo ami te stessa.

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La separazione e il coraggio di voltare pagina e ricominciare

La separazione e il coraggio di voltare pagina e ricominciare

Il coraggio di voltare pagina e ricominciare. La separazione

Covo questo post da diversi mesi. 

Esattamente dal giorno in cui ho capito che la storia col padre dei miei figli era giunta al capolinea.

L’ho capito molto prima di ammetterlo a me stessa, di dirlo a lui e alla fine di concretizzarlo.

Il fatto è che non è mai facile accettare di aver fallito un progetto di vita. 

Nessuno di noi si sposa e/o mette al mondo dei figli senza credere davvero in un progetto di vita col proprio partner.

Poi la vita e le circostanze ci fanno crescere e ci cambiano.

Halloween a Mirabilandia

Halloween a Mirabilandia

Halloween a Mirabilandia.

Lo sapete vero che adori i parchi tematici e non ne perdo uno?

Quest’anno durante il periodo di Halloween siamo stati per la prima volta a Mirabilandia.

Mirabilandia come vi ho già raccontato Qui è un parco tematico che ho visto crescere.

A due passi da casa e nella mia amata Romagna.

A Mirabilandia il divertimento è trasversale e ci si diverte sempre a tutte le età.

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa per i bambini che già frequentano la scuola a tempo pieno.

Spiegatemelo perché io non lo comprendo.

Quindi facciamo due conti insieme: questi bambini stanno a scuola dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:30.

Quaranta ore settimanali.

Quaranta ore.

Le stesse ore di un lavoratore full time.

Con una piccola differenza: il lavoratore il venerdì spegne pc, chiude l’officina e fino al lunedì mattina non ci pensa più.

Il bambino invece il venerdì ha i compiti da fare a casa nel week end.

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Nel week end che dovrebbe essere periodo di riposo e pausa i bambini hanno i compiti. I bambini non hanno diritto di staccare la spina.

E parliamo di bambini di 6-10 anni circa.

Stanno a scuola 40 ore settimanali.

Cosa dovrebbero fare di più?

I compiti nel week end.

Non lo trovo ne giusto ne sensato.

Se parliamo di consolidamento delle nozioni mi pare che a scuola abbiano già tutto il tempo necessario per farlo.

I bambini sono stanchi.

Hanno diritto al riposo

I bambini hanno il sacrosanto diritto di annoiarsi

Di fare nulla o solo ciò che gli piace.

Pure che sia una paginetta veloce i compiti a casa nel week end non hanno senso. Ne utilità.

L’unica cosa che possono fare è allontanare i bambini dalla voglia di imparare perché non staccano mai.

Esattamente come i compiti delle vacanza.

Scusate ma i lavoratori in ferie lavorano? Si portano dietro il lavoro? La risposta è no.

E allora spiegatemi perché i bambini hanno i compiti delle vacanze.

L’unico compito che devono eseguire  i bambini nel fine settimana e nelle vacanze è riposarsi.

Giocare.

Divertirsi

Stare coi genitori

Annoiarsi

Sognare

e fantasticare

Concediamo ai bambini gli stessi piaceri degli adulti.

Niente compiti e tempo libero da dedicare alle proprie passioni.

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Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto

Essere donne ed essere mamme significa rinunciare a tanto.

Quando sono diventata mamma per la prima volta credevo che con estrema facilità avrei conciliato i ruoli di mamma e di donna.

Credevo che sul lavoro non ci avrei rimesso e che non avrei rinunciato a nulla che mi rendesse felice e serena.

Poi sono diventata mamma di due e mi sono accorta che in questi anni ho dovuto rinunciare a tantissime cose.

Ho rinunciato alla mia carriera lavorativa che ha subito un brusco stop col primo figlio e si è totalmente azzerata col secondo.

Ho dovuto rinunciare a molte delle cose che mi facevano piacere non avendo aiuti da nessuna parte.

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino.

Il bambino deve imparare a scoprire e conoscere il mondo. E in che modo lo fa il bambino?

Il bambino scopre il mondo attraverso il gioco.

Attraverso il gioco sperimenta, e sperimentando capisce e conosce.

E la conoscenza da sicurezza, fiducia in se stessi.

Il gioco è quindi alla base di una crescita sana. Il gioco rappresenta le fondamenta dell’uomo o della donna che saranno quel determinato bambino.

Il gioco deve però, per essere efficace, deve essere tangibile e stimolare la fantasia e il pensiero.

Proprio per questo sono contraria ai videogames e i giochi virtuali.

Mentre via libera ai giochi che stimolano abilità, fantasia e voglia di crescere.

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

Le mamme possono essere divise in due schieramenti:

  • Quelle che lavorano
  • Quelle che “non lavorano”

Due mondi così diversi eppure inconsapevolmente così vicini.

Le mamme che lavorano invidiamo quelle che “non lavorano” perché dal loro punto di vista le ultime hanno un sacco di tempo libero.

Ma io vi garantisco che non è così, perché se “Non lavori” tutti quelli che ti circondano si aspettano che ti occupi tu di tutte le incombenze.Se tu non lavori i compiti di casa non vengono ripartiti equamente, quindi il tempo libero non c’è.

La gara tra mamme a chi fa di più e dove nessuna ne esce vincitrice

Normalmente poi una mamma che “non lavora” ha anche a casa un bambino sotto i 3 anni, perché se “Non lavora ” e si azzarda a portalo al nido le critiche raggiungono livelli esponenziali.

Se “non lavori” passerai molto tempo in casa coi bambini, quindi la casa sarà da pulire molto più spesso. E non perché una sia maniaca delle pulizie.

Se “non lavori” quello che fai, lo fai sempre. Non esiste momento di stacco.

Non c’è venerdì sera in attesa del lunedì.

Le giornate sono tutte uguali.

Le chiacchiere con persone che non siano bambini o mamme quasi a zero.

Le mamme che “non lavorano” quindi  invidiano quelle che lo fanno, perché hanno la possibilità di staccare dal ruolo esclusivo di mamme, ed affermarsi come donne indipendenti. A partire dallo stipendio.

Ma non capiscono che quando lavori, se sei mamma, la testa è sempre col tuo bambino, specie se piccolissimo è stato lasciato alle cure di un’altra persona.

Il pensiero è sempre a lì, insieme al dispiace per non esserci sempre all’uscita da scuola, e magari al dover mancare alla recita scolastica.

Il lavoro, in realtà,  permette di staccare solo materialmente dal ruolo di mamma.

Se lavori la giornata è una corsa ad ostacoli nell’impresa di incastrare tutti gli impegni lavorativi e familiari.

La verità è che una donna qualsiasi cosa faccia difficilmente si sentirà del tutto serena. Vuoi perché non può contribuire al bilancio familiare, vuoi perché sta perdendo molti (a suo avviso sempre troppi) momenti di crescita del proprio  bambino.

E allora si tende a guardare troppo quello che fanno le altre mamme e giudicarle.

Ma la battaglia non va fatta tra mamme. La battaglia va fatta con se stesse.

L’equilibrio casa, famiglia, lavoro è un equilibrio estremamente delicato e il baricentro non è uguale per tutte. C’è chi si sentirà più appagata lavorando e chi invece crescendosi i propri bambini.

E magari coinvolgendo di più i papà lasciandosi alle spalle, con decisione,  il retaggio storico della mamma che deve fare tutto .

Perché siamo tutte mamme e non siamo onnipotenti anche se ci piacerebbe molto esserlo.

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A mio figlio, tutto quello che sei per me

A mio figlio, tutto quello che sei per me

Sei nato senza dubbio per fare di me una persona migliore.

Vieni da me, fisicamente mi somigli, ma sei diverso da me nei modi, nei pensieri e nei sorrisi.

Tu sorridi alla vita. Sorridi sempre e senza paura di mostrare i tuoi dentini da latte.

Ti sciogli in un abbraccio solo quando sei stanco.

Ami stare in mezzo ai tuoi coetanei e non hai paura del giudizio della gente. Vai sempre avanti a testa dritta per la tua strada.

Ti stacchi da me con serenità perché sai che io da te torno sempre. Sei più sicuro di un adulto.

Sai stare in mezzo agli altri senza litigare. E ti sai isolare quando hai bisogno di stare solo con te stesso.