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Tag: benvenutofratellino

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

e lo dico col senno di poi. Prima di fare il secondo figlio pensateci non una, non cento ma almeno mille volte. E poi pensateci ancora.

Perché il secondo figlio non fa due ma duecento.

Non importa quanto piccola sarà la differenza di età perché avranno sempre e comunque esigenze, necessità e desideri diversi.

Avranno bisogno del bagno nello stesso momento.

E mentre uno dormirà l’altro non lo farà perché non riesce a prendere sonno, ha sete, ha fame, ha mal di pancia deve fare cacca.

Mentre uno starà giocando con un oggetto che era rimasto nascosto per mesi e mesi nell’angolo più buio della stanza l’altro ne avrà improvvisamente bisogno. Ovviamente se il fratello non ci avesse giocato non ne avrebbe avuto bisogno.

Caro fratello io ti odio. Ma non potrei mai più stare senza di te

Caro fratello io ti odio. Ma non potrei mai più stare senza di te

Caro fratello io ti odio. Ma non potrei mai più stare senza di te.

Voglio essere sincera, quando sei nato mi aspettavo di arrivare da mamma e trovare un amichetto con cui giocare. Per la precisione a dire il vero avrei preferito una femminuccia come me. E invece oltre a non essere una bambina eri solo un neonato, che non parlava e sopratutto non giocava.

I dieci vantaggi dell’avere almeno un fratello o una sorella

I dieci vantaggi dell’avere almeno un fratello o una sorella

I dieci vantaggi dell’avere almeno un fratello o una sorella

Vi racconto la mia storia. Io la sorella la volevo con tutta me stessa. Poi quando è arrivata per davvero non la volevo più.

Portava via i miei giochi ma sopratutto le attenzioni della mamma. E quelle no, non si possono comprare.

Poi sono cresciuta e la sorella ho iniziato ad apprezzarla.

Così non ho esitato molto nel cercare un fratello o una sorella alla mia figlia maggiore. Ed adesso vi elenco tutti i vantaggi dell’essere almeno in due:

  1. Avere sempre qualcuno con cui litigare e sfogarsi. Perché come ci si arrabbia con un fratello o una sorella non ci si arrabbia con nessuno. E sopratutto nessuno meglio di un fratello o una sorella funziona come un pungiball. E alla fine ti perdona sempre.
  2. Avere un compagno di stanza che faccia compagnia durante la notte. Qualcuno da svegliare se si sente un rumore insolito e qualcuno di cui lamentarsi perché fa rumore nel sonno. E da incolpare la mattina quando non si ha voglia di svegliarsi.
  3. Avere qualcuno che allo stesso tempo ti copra dalle marachelle ma che all’occorrenza ti protegga ogni qualvolta ce ne fosse bisogno.
  4. Avere un quasi coetaneo con cui condividere le cose che non mamma e papà non si vogliono condividere. I segreti più segreti che mamma e papà non devono sapere.
  5. Avere qualcuno che con sincerità ti dica se sei ingrassato o dimagrito e se quel vestito ti sta davvero bene o no. Perché tanto la mamma dice sempre che sei bellissima, invece un fratello è sincero, se stai male te lo dice.
  6. Avere una spalla su cui piangere quando i genitori non ci saranno più.
  7. Avere qualcuno con cui giocare e litigare per i giochi.
  8. Avere qualcuno da prendere in giro e ridere insieme, qualcuno da criticare ma da amare come nessun altro.
  9. Il poter forse un giorno concedersi il diritto di viziare i propri nipoti, perché solo uno zio o una zia hanno il sacrosanto diritto di viziare a più non posso.
  10. Ma sopratutto avere sempre un legame con la propria famiglia, dei ricordi condivisi e delle foto da sfogliare insieme un giorno, quando tutti i litigi fatti da bambini saranno solo ricordi su cui ridere e piangere di malinconia.

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Fratelli agli antipodi ma i genitori sono gli stessi

Fratelli agli antipodi ma i genitori sono gli stessi

Fratelli agli antipodi ma i genitori sono gli stessi.

I miei figli si somigliano. Solo fisicamente. In tutto il resto sono il giorno la notte. L’acqua e il fuoco. La luce e le tenebre. L’allegria e la rabbia.

Quando è nato il mio secondo figlio la somiglianza fisica con la sorella era evidente da risultare quasi ridicola. E visto il carattere tremendo della nostra prima figlia io e il mio non marito ci siamo fatti il segno della croce. Ma ad una somiglianza fisica non consegue necessariamente una somiglianza caratteriale. Infatti loro caratterialmente sono agli antipodi.

Quanto costa il secondo figlio?

Quanto costa il secondo figlio?

ulla scia dell’articolo La solitudine del figlio unico ,se pensate di non fare il secondo figlio unicamente per una questione di costo voglio darvi qualche spunto di riflessione.

Ogni figlio costa. E al giorno d’oggi mettere al mondo più di un figlio è sicuramente una scelta non facile. Lo sappiamo, gli stipendi non sono proporzionati al costo della vita, e spesso pur lavorando in due si fa fatica ad arrivare a fine mese.

La solitudine del figlio unico

La solitudine del figlio unico

PREMESSA: Sono stata figlia unica per otto anni. Praticamente tutta la mia infanzia l’ho passata da figlia unica e la cosa ha avuto i suoi aspetti positivi e i suoi aspetti negativi. In questo articolo parlerò solo degli aspetti negativi, perché, per quella che è la mia esperienza, avere una sorella è stato un grandissimo arricchimento.

In questo articolo parlerò di come avere una sorella abbia cambiato certi aspetti della MIA personalità. Si tratta dunque della mia esperienza e non di una brutta generalizzazione dei figli unici.

Se siete figli unici non  prendetela sul personale perché vi sto parlando di me.

Senza fratello
Senza fratello

Il figlio unico è inevitabilmente SEMPRE al centro dell’attenzione. Forse anche troppo a dire il vero. Difficilmente impara a sapere mettersi da parte ed aspettare il proprio turno.

Il figlio unico gode dell’esclusiva in tutto e per tutto. L’esclusiva dei giochi, delle coccole, degli affetti e del tempo libero dei genitori. Per questo il figlio unico può fare fatica a condividere cose materiali e cose non materiali.

Con fratello
UN anno dopo con fratello

Essere figlio unico significa crescere con più lentezza, essere costantemente con le spalle parate. Rimandare la conquista della propria autonomia. Difatti una mamma avrà molto più tempo da dedicargli e inevitabilmente rimanderà la necessità di render autonomo il proprio figlio.

Il figlio unico è un unico accentratore oltre che di attenzioni anche di obiettivi e desideri dei genitori. Tutte le aspettative si concentreranno inevitabilmente su di lui, limitando la sua autonomia decisionale che, faticherà a uscire. Essere poi l’unico portatore degli obiettivi dei proprio genitori è anche un fardello pesantissimo. Sicuramente poco piacevole da portare.

E in tutto questo il figlio unico, secondo me, è un figlio molto solo. Solo, perché la compagnia di un adulto non sarà mai paragonabile alla compagnia di un bambino. Per quanto un adulto possa essere bravo non sarà mai libero dai condizionamenti mentali come un bambino e i giochi saranno sempre limitati.

Un figlio unico possiede tutto tranne un amico o un amica sincera e disinteressata quanto può essere un fratello o una sorella.

Non ha un complice con cui allearsi contro i genitori. Qualcuno che a casa gli copra le spalle.

Ha tanti giochi tutti suoi ma nessuno con cui condividerli.

Non ha un coetaneo con cui arrabbiarsi, litigare, sfogarsi e alla fine fare pace. Perché con un fratello o una sorella devi fare pace per forza.

Ma sopratutto un domani, da adulto, quando i genitori non ci saranno più non avrà una persona che sarà al suo fianco qualunque cosa succeda.

Certo direte voi, molte di queste cose il figlio unico può trovarle in un amico. Giusto! ci sono amici che diventano come fratelli. Ma non lo sono del tutto. Credetemi è diverso!

Un fratello o una sorella sono un dono per cui , da grandi, non si smette mai di ringraziare i genitori!

Grazie alla mia sorella per esserci!

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Oppure Lettera al mio secondo figlio

Scusa tempo puoi fermarti un po?

Scusa tempo puoi fermarti un po?

Scusa tempo puoi fermarti un po?

Mi sa che stai passando troppo in fretta e non mi piace per niente.

Lettera al mio secondo figlio

Lettera al mio secondo figlio

Caro mio piccolo Sempreallegro, sei stato desiderato tanto, e non solo per il desiderio di un figlio, ma anche per donare a tua sorella una persona con cui condividere un parallelo percorso di vita.

Sei un dono speciale, perchè sei stato concepito pochi giorni dopo che il mio nonno è salito al cielo. Sei un suo regalo, ne ho la certezza.

Il parto dal punto di vista del papà

Il parto dal punto di vista del papà

Il parto dal punto di vista del papà.

Dopo una lunga gravidanza arriva anche Lui, il giorno del parto in cui anche i mariti o non mariti hanno un ruolo da protagonisti. Come avremmo fatto senza il loro supporto?

Il mio è stato bravissimo, sempre presente, calmo e sereno. In apparenza.

Ma volete sapere cosa pensava veramente?

Tutto è iniziato la notte tra il 5 e il 6 Febbraio, le prime contrazioni della mia vita, inutile dire che le trovavo già insopportabili e ho passato la notte a girarmi e rigirami nel letto.

PENSIERO DEL NON MARITO: uffa pure stanotte non si dorme e fra poche ore suona la sveglia!

Alle 5 del mattino l’ho svegliato, non ce la facevo più, dalla potenza dei dolori ero stra convinta di essere già a 9 cm “voglio andare in ospedale! Ci siamo! lo sento tra pochi minuti vedrò la mia bambina!”

PENSIERO DEL NON MARITO: povera illusa.

Sono le 6 del mattino, all’ospedale la visita conferma che sono neanche di mezzo cm, si torna a casa

PENSIERO DEL NON MARITO: ok vado a lavorare.

Piango, mi dispero, fa cosi male e secondo quelle stronze delle ostetriche non sono neanche mezzo cm. E’ una congiura contro di me. Non sopravviverò al parto. Perchè ho scelto l’ospedale senza epidurale perche??????

PENSIERO DEL NON MARITO: mmm forse meglio se sto a casa con lei. Anzi no ora chiamo mia suocera cosi ci pensa lei.

Ore 11 a casa, urlo, piango, arrivano mamma e sorella, coinvolgo tutto il vicinato nel  mio dolore.

PENSIERO DEL NON MARITO: solita esagerata, ora mangiamo un bel piatto di pasta all’amatriciana e poi andiamo.

il parto dal punto di vista del papà
il parto dal punto di vista del papà

AH si si tutti e tre hanno banchettato allegramente mentre io intimavo l’estrema unzione e una morte veloce.

Alle 14 di nuovo in ospedale, acque rotte, via in sala parto.

PENSIERO DEL NON MARITO: forse l’amatriciana non è stata una buona idea, sento che mi resterà sullo stomaco.

Arrivano le ostetriche e gli insegnano a massaggiarmi la schiena

PENSIERO DEL NON MARITO: che figata voglio partorire anche io un giorno di questi.

Urlo, piango, urlo, urlo urlo ad ogni contrazione.

PENSIERO DEL NON MARITO: come vorrei prendere una boccata d’aria e fumare una sigaretta.

Ore 16 vado nella doccia.

PENSIERO DEL NON MARITO: forse è il momento giusto per scappare.

Ore 18 lo minaccio di evirazione.

PENSIERO DEL NON MARITO: speriamo non ci siano bisturi in giro, meglio controllare e allontanarmi da lei (e si allontanato spalle al muro).

Non faremo mai più sesso io vado in convento.

PENSIERO DEL NON MARITO : oh finalmente la smette di chiedere di sposarla.

Ho cambiato idea voglio andare a casa.

PENSIERO DEL NON MARITO:  col cazzo!

Ore 21 mi dicono che Tempestina è in sofferenza e mi fanno un cesareo

PENSIERO DEL NON MARITO: merda.

Ore 21:21 nasce lei e fuori dalla sala operatoria sente il primo vagito.

PENSIERO DEL NON MARITO: allora è vero sono papà….

Ore 21. 30 gliela portano.

PENSIERO DEL NON MARITO: ce l’ho fatta!! sono papà, e lei è la bimba più bella del mondo! oggi è il giorno più bello della mia vita! Ho fatto proprio un buon lavoro!!!!

TU?

E adesso fatevi due risate con questo divertente video sui prodromi di parto!

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1 anno da sorella maggiore, lettera alla mia primogenita

1 anno da sorella maggiore, lettera alla mia primogenita

Cara mia piccola Tempestina abbiamo da pochi giorni festeggiato il primo anno di vita del tu fratellino, e il tuo primo anno da sorella maggiore.

Amore mio, lo so, per te è stato un anno difficile. Da un giorno all’altro è cambiato tutto il tuo piccolo mondo, lui è arrivato e ha sconvolto la tua piccola routine.