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Tag: amore

Un lungo viaggio di quaranta settimane

Un lungo viaggio di quaranta settimane

E così anche stavolta la fine viaggio si avvicina.

E stato un viaggio intenso, potente, altalenante. Abbiamo affrontato decisioni difficili e momenti più o meno felici.

La notte dormo male e mi chiedo cosa proverò quando vedrò il tuo viso. Lo stesso viso che stavo decidendo di non vedere.

Quando sentirò il tuo pianto. Quel pianto che mi spaventava solo l’idea.

Ci vuole coraggio per portare avanti una gravidanza. Ma ce ne vuole molto di più per interromperla. Oppure è il contrario.

Io so solo che ho avuto tanta paura quando quel test si è colorato. Che avrei tanto voluto non fosse vero. Ma poi dopo aver sentito il tuo cuoricino per la prima volta non ho potuto fare altro che accettarti.

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio.

Quante ne sento di coppie che non funzionano ma stringono i denti e restano insieme solo perché i figli sono piccoli. Magari fanno i separati in casa credendo di fare la cosa giusta verso i propri figli

Quante ne sento di donne frustate e infelici che decidono di rimandare la separazione col marito o compagno a quando i figli saranno grandi.

Se il vostro rapporto di coppia non funziona e pensate di non separarvi solo perché i figli sono piccoli vi dico col cuore in mano che stato sbagliando tutto per tanti motivi.

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza.

Alla prima gravidanza fai il test una settimana di anticipo, lo ripeti i giorni seguenti e misuri le beta nel sangue almeno tre volte per essere sicura che stiano crescendo bene. E devono non solo crescere ma raddoppiare ogni due giorni.

Alla seconda gravidanza aspetti il ritardo e se va bene fai le beta solo una volta.

Alla terza fai il test dopo due settimane di ritardo e basta.

Differenze tra prima seconda e terza gravidanza

Alla prima gravidanza hai appuntamento dal ginecologo privato e a pagamento dopo 10 minuti dall’ultimo test.

Alla seconda valuti se ginecologo privato o consultorio

Alla terza vai direttamente dall’ostetrica e ti prescrivi gli esami da sola. Evitando quelli inutili.

Alla prima gravidanza conosci ore minuti e secondi della gestazione. “Oggi sono 22 settimane più 3 giorni più 7 ore!”

Alla seconda ” Sono intorno alla 20 esima settimana“.

Alla terza ” Boh non lo so, comunque nasce a ottobre circa“.

Alla prima gravidanza guai anche solo guardare una fetta di prosciutto, alla seconda una fettina di parma stagionato almeno 28 mesi te la concedi, alla terza e che cavolo se non hai preso la toxoplasmosi in 37 anni di vita chi te lo fa fare di rinunciare a un buon panino al prosciutto?

Alla prima gravidanza fai la lista nascita. Un calderone di oggetti per lo più inutili che finiranno comprati da amici e parenti nel giro di 48 ore dalla nascita. Torni a casa dall’ospedale che non hai più posto nemmeno per passare e piena di oggetti che nemmeno ti eri ricordata di avere inserito nella lista.

Alla seconda magari fai una lista nascita molto minimal ed essenziale da cui non riceverai alcun regalo perché tanto al secondo figlio secondo gli altri hai già tutto.

Al terzo figlio vai diretta la negozio per bambini snobbando le commesse e sapendo bene cosa serve e non serve. E rinunci alla lista nascita tanto il terzo figlio non riceverà nulla se non un messaggino di felicitazioni su whatsapp.

Ma alla prima gravidanza il cuore aumenta di dimensioni, alla seconda la crescita è pari ad esponente due e alla terza l’esponente è il 3.

E questo lo sai solo tu.

 

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Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Ora vi dico la mia.

La didattica distanza è inutile e dannosa.

Vi parlo del mio punto di vista, di mamma di due bambini di cui una in età da scuola primaria.

Ricapitoliamo quello che è successo a questi bambini.

Da un giorno all’altro gli è stato detto che in giro c’era un virus molto pericoloso, allora per proteggersi avrebbero dovuto accettare il famoso “distanziamento sociale”.

Ripetiamo insieme “distanziamento sociale”. Ergo niente più scuola, palestra, parchetto amici.

Corse, merende, risate e giochi con i coetanei.

Sui sogni dei bambini e su come aiutarli a realizzarli

Sui sogni dei bambini e su come aiutarli a realizzarli

E bello essere bambini perché la mente è libera dai condizionamenti della realtà, dai doveri e dai pensieri della quotidianità.

Quando sei bambino il futuro non fa paura, lo stesso futuro è tutto da vivere e pieno di aspettative.

Quante volte ho detto ” Quando sarò grande”

Ero una bambina con tanti sogni nel cassetto. Piena di aspettative, di desideri e di fiducia nel futuro e nella vita.

Ero certa che sarei sempre stata felice e non mi sarei mai pentita di nulla.

Volevo fare la majorette, poi la ballerina e la cantante. Poi il medico e la ricercatrice.

Ho pensato di fare l’attrice e sognai di diventare famosa.

Poi sono cresciuta e i miei sogni sono cambiati. Avrei voluto fare l’archeologa e passare la mia vita viaggiando e scoprendo posti e luoghi ancora sconosciuti. Volevo essere archeologa esploratrice.

Poi ho pensato di fare il medico.

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli.

Ne è pieno il mondo di coppie che stanno insieme perché “devono”.

Perché non trovano il coraggio di separarsi anche quando è finito tutto perché ci sono i figli.

Personalmente non condivido questo tipo di scelta.

In primis perché trovo inutile nascondersi dietro la scusa dei figli quando a volte semplicemente di tratta di mancanza di coraggio.

In secondo luogo perché si finirà prima o poi a caricare i figli della colpa della propria infelicità. E magari un giorno ce lo sentiremo anche rinfacciare.

Quando si intraprende un percorso di vita con una persona si spera, anzi si è convinti che sarà per sempre.

Quando arriva un matrimonio, dei figli in quel momento si è sempre certi di avere a che fare con l’uomo o la donna della propria vita.

Nessuno di noi compie questi passi se in quel momento non si sente sicuro della persona che ha al proprio fianco.

Ma il tempo passa per tutti. E tempo significa anche crescita e cambiamento.

Ci sono coppie in cui le due parti crescono allo stesso modo, e anche se il tempo le cambia restano compatibili.

E felici insieme.

In altre coppie non è cosi.

A volte semplicemente le cose finiscono. Non è mai colpa solo di uno.

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli
Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli

Le storie finiscono perché devono finire, sono arrivate al capolinea. Le due parti sono cambiate e si sono trovate incompatibili, o semplicemente non più compatibili come un tempo.

Oggi non è più come una volta quando si doveva comunque continuare a stare insieme per forza.

Oggi ci si può separare.

Si può chiudere e ricominciare da capo prendendo in mano le redini della propria vita.

Nessuno dice che sia facile.

Anzi è una delle cose più difficili.

Un cambiamento che per quanto voluto pesa. E si fa fatica a digerire.

Un boccone amaro da mandare giù. Ma va fatto perché tenerlo in bocca genera solo altro amaro.

Bisogna imparare a fare pace con se stessi ed ammettere che le cose sono cambiate. Anche se questo fa tremare le gambe e fa paura.

Perché il cambiamento spaventa sempre, anche quando nasce da una nostra necessità.

In questo contesto i figli sono quelli che vivono con noi il cambiamento.

Non è importante stare insieme per i figli ma stare con i figli.

Non è importante stare insieme per loro ma fare in modo che loro siano felici anche in una nuova situazione.

Cosa insegneremo loro?

Insegneremo loro che nella vita quando le situazioni non ci rendono più felici significa che è arrivato il momento di cambiarle.

Che non bisogna avere paura del cambiamento ma della paura che paralizza e ci blocca in situazioni di stallo.

Che le cose cambiano a anche se non si vive più nella convenzionalità si può vivere molto meglio.

Che la vita è una sola e rassegnarsi allo stato di cose è sempre la scelta peggiore.

L’importante è esserci per loro. Essere presenti anche se in modi e tempi diversi rispetto a prima.

Dando loro il meglio che possiamo dare.

Daremo loro una grande lezione di vita.

Insegneremo loro il coraggio e l’amore verso se stessi.

E la voglia di crescere ed andare avanti.

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Anche questa estate ho vinto io la partita

Anche questa estate ho vinto io la partita

Anche questa estate ho vinto la partita a Tetris ferie, lavoro, bambini.

Ce l’ho fatta.

Lo dico con orgoglio e soddisfazione.

Anche quest’estate la partita a tetris lavoro, ferie, vacanze, bambini l’ho vinta io.

Ho solo versato l’equivalente di due vacanze alle Maldive ai centri estivi.

Pianto giornate di ferie col capo e onestamente mi sono vergognata davanti ai colleghi a doverne chiedere così tante..

Ho studiato meticolosamente il periodo giugno settembre settimana per settimana.

Spesso vivendo alla giornata per non farmi prendere troppo dallo sconforto.

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

e lo dico col senno di poi. Prima di fare il secondo figlio pensateci non una, non cento ma almeno mille volte. E poi pensateci ancora.

Perché il secondo figlio non fa due ma duecento.

Non importa quanto piccola sarà la differenza di età perché avranno sempre e comunque esigenze, necessità e desideri diversi.

Avranno bisogno del bagno nello stesso momento.

E mentre uno dormirà l’altro non lo farà perché non riesce a prendere sonno, ha sete, ha fame, ha mal di pancia deve fare cacca.

Mentre uno starà giocando con un oggetto che era rimasto nascosto per mesi e mesi nell’angolo più buio della stanza l’altro ne avrà improvvisamente bisogno. Ovviamente se il fratello non ci avesse giocato non ne avrebbe avuto bisogno.

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive.

Li ho sempre detestati con tutta me stessa.

Sono uno degli incubi più ricorrenti della mia infanzia. Quei libri delle vacanze che definire interminabili è un eufemismo.

Pagine e pagine senza senso.

Compiti che non finiscono mai.

E l’ansia ai primi di settembre con quelle pagine perse, mancate, lasciate indietro da completare  a tutti i costi.

L’insegnante che li ritirava il primo giorno e non li riconsegnava mai.

Li ritirava così, come ammenda, per ricordarci di farli negli anni a venire.

Li ho odiati. Detestati.

Credevo fosse un abitudine passata, antiquata e invece no. Primo anno di scuola primaria, arriva giugno e il mio incubo peggiore diventa realtà tra le mie mani.

Il libro dei compiti estivi.

Proprio lui, come trent’anni fa.

Non ci potevo credere.

Ora dirò la mia, e magari risulterò anche impopolare.

Vero che l’estate è decisamente lunga, vero che esercitarsi non fa male. Ma che bisogno c’è di dare libri interi di compiti?

Ma crediamo davvero possibile che i nostri bambini dimentichino tutto? Crediamo davvero che la loro memoria faccia così tanto cilecca?

Non credo proprio

Le vacanze servono per staccare. Spendiamo stipendi in centri estivi per farli divertire e svagare, che senso hanno i compiti?

Perché anziché libri imposti non si richiede di leggere dei libri a propria scelta in biblioteca?

Io onestamente sono in difficoltà.

Fa caldo, e mia figlia di fare i compiti non ne ha voglia.

A scuola è sempre andata bene e non trovo il senso di imporle dei compiti in estate.

La spingo a leggere invece, ad essere curiosa.

Le dedico tutto il tempo umanamente possibile, ma voglio passarlo insieme a lei all’aria aperta, a fare una passeggiata., ad osservare il mondo che ci circonda.

A correre e ridere insieme

Non voglio passarlo in casa  a fare i compiti.

Non lo farò mai.

Basta compiti e basta libri delle vacanze estive.

Sono inutili e dannosi.

Ricordiamo sempre che con la costrizione non si ottiene nulla. Mai.

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Sono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

Sono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

ono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

Lo ammetto sono stata una mamma chioccia.

Da quando sono nati mi sono sempre separata da loro con sofferenza e fatica. Li ho sempre affidati alle cure di altre persone il meno possibile e poco volentieri.

Sono stata molto più che una mamma appiccicosa.

Amavo sentirli attacchi alla mia gonna e non mi pesava.