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Tag: amore

Anche questa estate ho vinto io la partita

Anche questa estate ho vinto io la partita

Anche questa estate ho vinto la partita a Tetris ferie, lavoro, bambini.

Ce l’ho fatta.

Lo dico con orgoglio e soddisfazione.

Anche quest’estate la partita a tetris lavoro, ferie, vacanze, bambini l’ho vinta io.

Ho solo versato l’equivalente di due vacanze alle Maldive ai centri estivi.

Pianto giornate di ferie col capo e onestamente mi sono vergognata davanti ai colleghi a doverne chiedere così tante..

Ho studiato meticolosamente il periodo giugno settembre settimana per settimana.

Spesso vivendo alla giornata per non farmi prendere troppo dallo sconforto.

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

e lo dico col senno di poi. Prima di fare il secondo figlio pensateci non una, non cento ma almeno mille volte. E poi pensateci ancora.

Perché il secondo figlio non fa due ma duecento.

Non importa quanto piccola sarà la differenza di età perché avranno sempre e comunque esigenze, necessità e desideri diversi.

Avranno bisogno del bagno nello stesso momento.

E mentre uno dormirà l’altro non lo farà perché non riesce a prendere sonno, ha sete, ha fame, ha mal di pancia deve fare cacca.

Mentre uno starà giocando con un oggetto che era rimasto nascosto per mesi e mesi nell’angolo più buio della stanza l’altro ne avrà improvvisamente bisogno. Ovviamente se il fratello non ci avesse giocato non ne avrebbe avuto bisogno.

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive

Al bando i libri dei compiti delle vacanze estive.

Li ho sempre detestati con tutta me stessa.

Sono uno degli incubi più ricorrenti della mia infanzia. Quei libri delle vacanze che definire interminabili è un eufemismo.

Pagine e pagine senza senso.

Compiti che non finiscono mai.

E l’ansia ai primi di settembre con quelle pagine perse, mancate, lasciate indietro da completare  a tutti i costi.

L’insegnante che li ritirava il primo giorno e non li riconsegnava mai.

Li ritirava così, come ammenda, per ricordarci di farli negli anni a venire.

Li ho odiati. Detestati.

Credevo fosse un abitudine passata, antiquata e invece no. Primo anno di scuola primaria, arriva giugno e il mio incubo peggiore diventa realtà tra le mie mani.

Il libro dei compiti estivi.

Proprio lui, come trent’anni fa.

Non ci potevo credere.

Ora dirò la mia, e magari risulterò anche impopolare.

Vero che l’estate è decisamente lunga, vero che esercitarsi non fa male. Ma che bisogno c’è di dare libri interi di compiti?

Ma crediamo davvero possibile che i nostri bambini dimentichino tutto? Crediamo davvero che la loro memoria faccia così tanto cilecca?

Non credo proprio

Le vacanze servono per staccare. Spendiamo stipendi in centri estivi per farli divertire e svagare, che senso hanno i compiti?

Perché anziché libri imposti non si richiede di leggere dei libri a propria scelta in biblioteca?

Io onestamente sono in difficoltà.

Fa caldo, e mia figlia di fare i compiti non ne ha voglia.

A scuola è sempre andata bene e non trovo il senso di imporle dei compiti in estate.

La spingo a leggere invece, ad essere curiosa.

Le dedico tutto il tempo umanamente possibile, ma voglio passarlo insieme a lei all’aria aperta, a fare una passeggiata., ad osservare il mondo che ci circonda.

A correre e ridere insieme

Non voglio passarlo in casa  a fare i compiti.

Non lo farò mai.

Basta compiti e basta libri delle vacanze estive.

Sono inutili e dannosi.

Ricordiamo sempre che con la costrizione non si ottiene nulla. Mai.

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Sono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

Sono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

ono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

Lo ammetto sono stata una mamma chioccia.

Da quando sono nati mi sono sempre separata da loro con sofferenza e fatica. Li ho sempre affidati alle cure di altre persone il meno possibile e poco volentieri.

Sono stata molto più che una mamma appiccicosa.

Amavo sentirli attacchi alla mia gonna e non mi pesava.

Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro

Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro

Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro.Sono felice nel vederli crescere e insieme a loro, la loro indipendenza.Ma.Vorrei percorrere la loro strada al posto loro per stanare tutte le trappole e scansarle via.Per cadere al posto loro e sbucciare le mia di ginocchia.Per spianargli la strada.Per lasciare loro solo le cose belle, le felicità e i successi.Vorrei versare io tutte le lacrime che inevitabilmente verseranno. E sentire io il dolore delle loro sconfitte, delle giornate no.Vorrei conoscere il segreto per vivere sempre felici e insegnarglielo.

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare.

Non so se sia un fatto di età che avanza, che invecchiando si torna bambini. Con vizi, capricci e pretese.

Fatto sta che molti nonni non sanno dare ma solo pretendere.

Ci sono nonni che sono semplicemente meravigliosi. Che si fanno in quattro per i figli e ancor più per nipoti. Che aiutano economicamente e a livello pratico.

Ci sono nonni che estinguono mutui, e altri che fanno i tassisti, cuochi, baby sitter. Dando sempre tutto ciò che possono dare, e sopratutto lo fanno col cuore.

Nonni che pur abitando lontano ci sono. Che mandano regali. Che sono davvero interessati ai nipoti e ai figli.

Poi ci sono loro gli “instanonni”.

Ovvero quelli che vedi due volte l’anno e che in quelle due volte fanno millemila foto per aggiornare l’immagine del profilo.

Poi tutto il resto dell’anno latitano.

Che in occasione delle feste non mandano regali. Perché se non li vedi allora loro non ti mandano il regalo.

Che avrebbero le possibilità economiche ma non aiutano figli e nipoti perché fondamentalmente sono dei gran egoisti.

Che parlano parlano e poi di concreto non fanno nulla.

Che si vantano con gli amici dei nipoti e poi ai nipoti non mandano nemmeno l’uovo a Pasqua.

Che dicono di voler aiutare ma non aiutano.

Che hanno risparmi da parte ma i figli non li aiutano, e così i figli pagano interessi sul mutuo, interessi sui  prestiti togliendo irrimediabilmente qualcosa ai bambini. Ma loro credono di dare una lezione di vita senza capire che invece stanno dimostrando solo di essere tanto egoisti.

Perché non lo sanno loro cosa significhi pagare un mutuo ventennale. Loro che erano giovani negli anni 80 e la casa se la sono trovata senza fare mutui.

Sono i nonni in apparenza. Che vogliono vedere i nipoti e dopo 10 minuti sono già saturi.

Che promettono e non mantengono mai.

Che mettono sempre i loro bisogno prima di quelli dei bambini.

I nonni per finta.

I nonni apparenza.

Gli instanonni.

Da mamma non li comprendo. Darei tutto ai miei figli e per loro farei qualsiasi cosa. E quando saranno adulti se potrò aiutarli per rendere loro la vita meno difficile lo farò.

Perché so cosa significa lavorare lavorare e correre dal mattino alla sera solo per pagare mutuo, bollette e rata della macchina.  So cosa vuol dire disperarsi in estate a scuole chiuse e un lavoro che deve essere fatto.

So cosa vuol dire fare i conti ogni mese e vedere che non resta nulla. Lesinare le vacanza.

E tutto perché che avrebbe potuto aiutare non l’ha fatto tenendo tutto sul proprio conto.

Da madre farò tutto il possibile per aiutare e se non potrò farlo economicamente lo farò a gesti.

Non sarò un instanonna.

Perché io i miei figli li amo per davvero.

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Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

Oggi vi parlo di un progetto che mi ha entusiasmata da subito. Vi parlo di uno zaino che oltre ad essere ergonomico è super ecologico. Di fatti per realizzare questo zaino servono 18 bottiglie di Pet.

Su come il lavoro mi ha salvato la salute mentale

Su come il lavoro mi ha salvato la salute mentale

Su come il lavoro mi ha salvato la salute mentale.

Fare la mamma è bellissimo.

E lo ripeto ogni giorno, i miei bambini sono l’unica cosa bella e giusta che ho fatto nella mia vita.

Dopo Enea per un certo periodo ho anche smesso di lavorare credendo erroneamente che loro e solo loro fossero il centro lo scopo della mia vita.

Ho buttato via tutto. Anni di studio, anni di lavoro, professionalità e competenze credendo di trovare nel tempo passato insieme a loro il senso e lo scopo della mia vita.

Credendo che per essere una buona mamma sarebbe stato sufficiente esserci. Sempre e anche fin troppo.

Credendo che il mio valore di mamma si misurasse in ore passate insieme, in vestiti perfettamente stirati e in casa perfetta.

Le donne e mamme di oggi non si fermano mai

Le donne e mamme di oggi non si fermano mai

Le donne e mamme di oggi non si fermano mai.

Corrono all’impazzata, nel disperato tentativo di conciliare il ruolo di mamma e donna.

Tenendo alti gli standard. Perché noi donne non ci accontentiamo mai.

Vogliamo essere mamme perfette. Presenti e impeccabili. Ma essere solo mamme non basta. Per necessità personali o necessita contingenti dobbiamo essere molto di più.

E conciliare più ruoli quando all’uomo spesso ne è richiesto solo uno.

E non nascondiamoci dietro una parità che molto spesso è solo raccontata, immaginata e non applicata al cento per cento.

Noi donne facciamo molto di più e questo è innegabile.

E con questo mi prenderò ora le ire dei mariti che la sera passano l’aspirapolvere, esattamente come fa il mio.

Peccato che non abbia la più pallida idea di come sia possibile che i vestiti dei bambini siano sempre puliti e stirati e al loro posto nell’armadio.

O di come il frigorifero si riempia di ciò che serve.

Noi donne che lavoriamo esattamente bene come gli uomini ma il nostro stipendio più basso e le possibilità di carriera irrimediabilmente stroncate dalla gravidanza o solo dal fatto di essere donne e possibili future mamme.

A volte sosteniamo colloqui con domande al limite della fantascienza.

Ci facciamo in quattro per non cadere. E anche quando scivoliamo ci rialziamo sui nostri tacchi alti.

A volte arranchiamo. Spesso piangiamo e ci rompiamo le unghie.

Siamo troppo spesso competitive più tra noi che con gli uomini. Perché nella competizione con gli uomini ci fanno sempre partire con almeno dieci punti di svantaggio.

Spesso pensiamo che l’emancipazione sia stata la nostra vittoria. E se è vero e sacrosanto che sul lavoro possiamo fare tanto quanto e anche meglio di tanti uomini, di fatto non abbiamo redistribuito in maniera equa tutto il resto delle incombenze e dei doveri.

E non basta certo una mimosa per compensare.

Buona festa delle donne a tutte le donne e mamme meravigliose

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Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini.

E colei che magari ti ha tanto desiderato, perché non c’eri. Ma poi quando arrivi per davvero si accorge subito che a volte sei di troppo. E non ti vorrebbe più, ma poi ti vorrebbe di nuovo.

E colei che si rende conto che non è facile condividere la mamma. A volte lo fa volentieri, ma molto spesso è la cosa che odia più al mondo. Perché la mamma è la mamma.

Che quegli abbracci che erano tutti per se all’improvviso vanno divisi equamente. E che né la mamma né il papà sono divisibili fisicamente.

Una sorella maggiore è colei che è orgogliosa di te, ma a cui allo stesso tempo la tua presenza infastidisce.

Che ti porta in braccio ma si stanca subito. Che dice che sei carino, ma lei è più bella. E che i fratellini e le sorelline delle sue amiche sono molto più belli e bravi di te.

Una sorella maggiore è colei che ti ama con tutta se stessa. Ma che poi, allo stesso tempo ti odia.