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Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

Ora vi dico la mia.

La didattica distanza è inutile.

Vi parlo del mio punto di vista, di mamma di due bambini di cui una in età da scuola primaria.

Ricapitoliamo quello che è successo a questi bambini.

Da un giorno all’altro gli è stato detto che in giro c’era un virus molto pericoloso, allora per proteggersi avrebbero dovuto accettare il famoso “distanziamento sociale”.

Ripetiamo insieme “distanziamento sociale”. Ergo niente più scuola, palestra, parchetto amici.

Corse, merende, risate e giochi con i coetanei.

Si sono trovati da un giorno all’altro reclusi in casa, tra quattro mura.

Poi è iniziata da didattica distanza. Unico contatto sociale attraverso lo schermo di un computer o di un tablet.

Amici visti attraverso lo schermo, senza possibilità di contatto.

Vogliamo iniziare a pensare al bene dei bambini o no?

E noi adulti ci siamo dimenticati che i bambini scoprono il mondo attraverso il contatto.

Compiti a raffica da eseguire senza un premio o una motivazione.

“Perché li devo fare?” “Perché li devi fare punto e basta”

Una situazione che doveva essere provvisoria, di emergenza ma che dal mio punto di vista si sta protraendo da troppo tempo.

Sta diventando la normalità una situazione che di normale non ha nulla.

Sono più di due mesi. Avete presente quanto sono lunghi due mesi nella prospettiva di un bambino?

Poi c’è chi dice che non possono perdere l’anno scolastico e bisogna portare avanti i programmi a tutti i costi.

E come quando una maratoneta sta facendo una maratona, arriva un folle e gli taglia una gamba e gli si dice che non può permettersi di non concludere la maratona la deve concludere lo stesso anche senza una gamba.

Stiamo chiedendo ai nostri bambini di finire la maratona da soli e con solo una gamba.

Facendo poi ricadere la responsabilità di questo sui genitori.

Che nel frattempo hanno la testa piena di pensieri tra chi ha perso il lavoro, chi non può lavorare e chi deve lavorare lo stesso senza aver nessuno a cui affidare i figli.

Viviamo in un dramma.

Chi mi chiede che soluzioni ho da proporre penso che basterebbe guardare al resto d’europa dove le scuole stanno ripartendo.

Si possono usare gli spazi aperti, i giardini.

Sopratutto constatato che i bambini sono i meno soggetti al virus e grazie al cielo non ci sono bambini gravi.

Bisogna ricominciare a far vivere i bambini perché ne hanno bisogno tutti quanti.

Pagheremo i danni di questo distanziamento sociale e di questi mesi che hanno vissuto così, li pagheremo tutti.

Perché non esiste solo la salute fisica ma anche quella mentale che non è di minore importanza.

La didattica a distanza non potrà mai sopperire alla scuola, alla convivialità, ai sorrisi, ai giochi, alla gioia di imparare INSIEME.

Sono bambini non sono macchine vuote da riempire di nozioni.

I bambini imparano attraverso le esperienze, attraverso gli amici.

Governo perché i bambini te li sei dimenticati??

Nessuno si ricorda che sono loro il nostro futuro?

O vogliamo continuare a tutelare solo gli anziani che sono quelli che effettivamente col virus possono stare molto male  mentre i bambini, il nostro futuro, restano chiusi carcerati in casa gli anziano vanno ogni giorno a fare spesa. In fila al supermercato, all’edicola?

Vogliamo pensare ai bambini???

Vogliamo tutelare il nostro bene più prezioso nella maniera più logica possibile?

 

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