La bolla dei social e il caso Julia Elle

La bolla dei social e il caso Julia Elle

La bolla dei social e il caso Julia Elle.

Oggi voglio dire la mia sul caso social Julia Elle.

Blogger con 600 k followers quindi mica roba da ridere.

Ho sempre pensato fosse brava, sicuramente un ottima attrice per quel tipo di prodotto. I suoi video erano belli e curati, con musiche e inquadrature professionali e per questo avevano sicuramente più successo dei miei girati con una reflex, un cavalletto e tanta voglia di fare.

Si vedeva che dietro il suo lavoro c’era uno studio professionale, per questo io non mai creduto che fosse povera come aveva dichiarato, perché una mamma che non ha soldi con cui pagare il latte alla propria bambina di certo non ha i soldi per pagare una casa di produzione per avviare una difficile carriera sui social. Piuttosto si rimbocca le maniche e va a fare la cassiera.

Vi ha raccontato una bellissima fiaba, la fiaba della rivicinta di una mamma abbandonata coi bambini, povera e sola che trova il principe azzurro e vissero tutti felici e contenti. E la vita felici e contenti era diventata il centro della narrazione degli ultimi tempi.

Ora però la bolla è esplosa.

E la narrazione si è sciolta come neve al sole.

Accuse e probabilmente calunnie, non è il mio compito giudicare ma posso osservare e dire la mia.

Troppe incongruenze.

Ma la narrazione era bella, accattivante. Perché ammettiamolo i profili social patinati ci fanno sognare.

Con le mega ville, i bambini sempre felici e contenti, i viaggi, l’amore.

Viviamo tutte di Fiabe.

E Giulia vi ha raccontato una bella fiaba.

E sono i profili come il suo quelli ad avere più successo. Fateci caso, le mamme blogger abbastanza famose (la maggior parte almeno) hanno tutte belle case, un marito che le ama alla follia e i social la loro unica fonte di reddito.

Hanno tempo per creare tanti reel e consigli come se piovesse per noi mamme poracce che invece dobbiamo lavorare nella realtà.

E quello che mi chiedo io è cosa ci sia in realtà dietro quei profili patinati.

Sono stata accusata di usare i social per polemiche, per lamentarmi. Ma io non sarò mai un profilo finto, se devo raccontare una bugia piuttosto non racconto quel determinato particolare della mia vita.

Non tutti siamo capaci di raccontare bellezza dove in realtà non c’è.

E diciamoci la verità: i problemi in fondo risiedono a casa di tutti.

Le mamme hanno tutte giornate no e giornate in cui se avessero la macchina del tempo sceglierebbero una vita da single.

E anche chi ha fatto dell’essere mamma il solo e unico scopo di vita sono sicura che a volte sbotta.

Nessuna vera mamma si sveglia sempre allegra e pettinata, e tutte scleriamo quando i bambini devono fare i compiti, alla faccia del coniglietto di Giulia che faceva fare i compiti alla bambina sorridendo tutti felici e contenti.

Perché bisogna anche avere il tempo per fare certe cose coi figli, tempo che le mamme lavoratrici non hanno quasi mai.

Tempo che sognano di avere.

Tutte abbiamo sognato una vita perfetta, e lei vi faceva credere che la vita perfetta esistesse.

Io vi dico che la vita perfetta non esiste.

Che certi giorni si ride e certi altri si piange.

Che i figli si amano ma a volte non si sopportano e così anche i mariti.

E questa storia ci insegna che la realtà a volte può essere anche peggio di quello che uno si immagina perché se cade il castello di carta allora sono dolori.

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