I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa.

Lo sappiamo, ne siamo consapevoli tutti quanti. Ogni bambino è unico e speciale. Diverso dall’altro.

Ogni bimbo raggiunge le sue tappe e le sue conquiste in un tempo diverso da ogni altro bambino.

E specie nell’infanzia questa unicità andrebbe valorizzata.

Ed è proprio per questo che non ha senso cercare di fare raggiungere ai bambini più piccoli gli stessi obiettivi negli stessi tempi. Non si possono conformare i bambini.

A dimostrazione di questo nelle scuole d’infanzia purtroppo è ancora molto diffusa l’abitudine di far compilare loro schede su schede di numeri e figure senza aver permesso ai bambini di fare le necessarie esperienze per conoscere tali oggetti.

I genitori si sentono rassicurati dal faldone di schede pre compilate che ricevono alla fine del’anno, credendo erroneamente che siano sufficienti per la crescita del bambino e la preparazione alla scuola primaria.

Niente di più falso.

E solo con l’esperienza e l’attenzione verso il singolo bambino che il bambino può crescere ed essere sempre più pronto ad affrontare il mondo.

Non è la compilazione della scheda il giusto requisito per arrivare pronti alla scuola elementare. E sopratutto la stessa scheda non può essere adatta a tutti bambino. Magari per qualche bambino andrà bene, per altri no.

Si può e anzi si deve arrivare alla scuola, primaria senza saper ne leggere ne scrivere, ma con la consapevolezza e la conoscenza di stessi e dell’ambiente che ti circonda .

Un bambino sereno e sicuro di sé può imparare a leggere e scrivere in poco tempo.

E il tempo trascorso nella scuola d’infanzia deve proprio servire a questo.

A rafforzare la consapevolezza dell’io, a gestire i rapporti umani tra coetanei ed adulti.

C’è tempo per studiare ed imparare a memoria nozioni su nozioni.

Le tappe e la maturità raggiunta da un bambino non si misurano in base al numero di schede colorate ma in base alla serenità del bambino, dal modo in cui si rapporta con gli altri e alla gioia con cui desidera fare nuove esperienze.

Quindi evviva le insegnanti che mettono i bambini al primo posto e non contano semplicemente il numero delle schede compilate.

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