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Tag: vitadamamma

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono.Sono una persona piena di difetti. Ne ho talmente tanti che ho smesso di contarli.Però ho un pregio. I miei difetti li ammetto.Non mi reputo una mamma perfetta, ma sono una persona onesta e in tutta onestà lo devo ammettere il figlio preferito esiste.la maggior parte delle mamme si nasconde dietro scuse tipo:” eh ma sai lui ha più bisogno di me” oppure “eh ma lui è più piccolo” ancora “sai lui è più debole tu sei più forte si vede”Ma non è vero niente.L’univa vera e inconfutabile verità è che esiste il figlio prediletto.Quello che senza farlo apposta mettiamo al primo posto. Il figlio dei cui bisogno ci curiamo di più e con più attenzione.E questo ve lo dico da figlia non prediletta.

Reddito di maternità ma assolutamente no!

Reddito di maternità ma assolutamente no!

In questi giorno ho visto girare la proposta più maschilista e offensiva nei confronti delle donne che abbia mai sentito in vita mia.
Il reddito di maternità per le mamme che decidono di dedicarsi unicamente alla cura dei figli. Un sussidio di 1000 euro al mese fino agli otto anni dei bambini per le mamme che decidono di dedicarsi esclusivamente ai figli.

Ho scritto proprio qualche giorno fa Su come il lavoro mi ha salvato la salute mentale e trovo questa proposta aberrante.

Vi spiego subito perché

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa.

Lo sappiamo, ne siamo consapevoli tutti quanti. Ogni bambino è unico e speciale. Diverso dall’altro.

Ogni bimbo raggiunge le sue tappe e le sue conquiste in un tempo diverso da ogni altro bambino.

E specie nell’infanzia questa unicità andrebbe valorizzata.

Ed è proprio per questo che non ha senso cercare di fare raggiungere ai bambini più piccoli gli stessi obiettivi negli stessi tempi. Non si possono conformare i bambini.

A dimostrazione di questo nelle scuole d’infanzia purtroppo è ancora molto diffusa l’abitudine di far compilare loro schede su schede di numeri e figure senza aver permesso ai bambini di fare le necessarie esperienze per conoscere tali oggetti.

I genitori si sentono rassicurati dal faldone di schede pre compilate che ricevono alla fine del’anno, credendo erroneamente che siano sufficienti per la crescita del bambino e la preparazione alla scuola primaria.

Niente di più falso.

E solo con l’esperienza e l’attenzione verso il singolo bambino che il bambino può crescere ed essere sempre più pronto ad affrontare il mondo.

Non è la compilazione della scheda il giusto requisito per arrivare pronti alla scuola elementare. E sopratutto la stessa scheda non può essere adatta a tutti bambino. Magari per qualche bambino andrà bene, per altri no.

Si può e anzi si deve arrivare alla scuola, primaria senza saper ne leggere ne scrivere, ma con la consapevolezza e la conoscenza di stessi e dell’ambiente che ti circonda .

Un bambino sereno e sicuro di sé può imparare a leggere e scrivere in poco tempo.

E il tempo trascorso nella scuola d’infanzia deve proprio servire a questo.

A rafforzare la consapevolezza dell’io, a gestire i rapporti umani tra coetanei ed adulti.

C’è tempo per studiare ed imparare a memoria nozioni su nozioni.

Le tappe e la maturità raggiunta da un bambino non si misurano in base al numero di schede colorate ma in base alla serenità del bambino, dal modo in cui si rapporta con gli altri e alla gioia con cui desidera fare nuove esperienze.

Quindi evviva le insegnanti che mettono i bambini al primo posto e non contano semplicemente il numero delle schede compilate.

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Tu sei tutte le mie prime volte. Buon compleanno amore mio

Tu sei tutte le mie prime volte. Buon compleanno amore mio

Tu sei tutte le mie prime volte.

Sono già passati sei anni, da quando sei arrivata tu che hai rappresentato tutte le mie prime volte.

La prima volta che ho fatto un test di gravidanza, e il positivo con timidezza e coraggio si è presentato subito.

La prima volta che ho partorito e ho conosciuto quel dolore così decantato, così temuto e allo stesso tempo magicamente desiderato. L’unico dolore nella vita che ti porta a qualcosa di buono e bello.

L’unico dolore che ha davvero un senso.

La prima volta che ho tenuto tra le braccia un neonato. E ne ho annusato il profumo. Così nuovo eppure così familiare.

La prima volta in cui la vita ha saputo stupirmi per davvero.

Il pannolino a mutandina si può usare già dai 6 mesi

Il pannolino a mutandina si può usare già dai 6 mesi

C’è una cosa che ho sempre detestato: litigare coi miei figli per mettere il pannolino.

Ricordo fatica e sudore sopratutto quando eravamo di fretta, perché è quando sei di fretta che i figli diventano improvvisamente oppositivi.

Allo stesso modo ho detestato i pannolini a mutandina che si rompevano la prima volta che li tiravi su e giù.

Per questo ho cercato di togliere il pannolino a Carlotta ed Enea il prima possibile.

L’estate della mamma che lavora non è estate

L’estate della mamma che lavora non è estate

L’estate della mamma che lavora non è estate.

L’estate della mamma che lavora è un percorso tutto ad ostacoli. Fatto di incastri, coordinamento, organizzazione, e tanta calma e sangue freddo.

Scrivo questo post dopo essere uscita dall’ufficio con il golfino addosso e le gambe gelate e il caldo improvviso appena fuori dalla porta mi ha scatenato un mal di testa di quelli epocali.

La mamma che lavora nel periodo estivo, anziché riposare ha sulle spalle un carico di lavoro molto maggiore.

Scuole e asili sono chiusi per mesi. Ma nessun contratto di lavoro(ad eccezione del personale scolastico) prevede due mesi di ferie estive.

I centri estivi si pagano a settimane e costano come un rene. Ma si sa per un figlio si fa di tutto e di più. O almeno per mantenere un posto di lavoro si fa di tutto e di più, anche il triplo carpiato.

I nonni per la maggior parte lavorano ancora, e quindi nemmeno loro possono avere mesi libero a disposizione.

E cosi la mamma che lavora si organizza. Pianifica.

Due settimane al centro estivo, una coi nonni, una con me, poi altro centro estivo e cosi fino al tanto agognato settembre.

Ma al di al di tutta l’organizzazione c’è anche il lato emotivo della mamma che lavora d’estate che ha un suo peso.

Il caldo amplifica le emozioni. Ogni sforzo fisico è più duro.

Io ripenso alla mia infanzia, col privilegio di passare l’estate al mare, quando le mamme non lavoravano e con un solo stipendio si poteva vivere bene.

Quando l’estate era estate. Era sole, mare, salsedine, spiaggia. Era senso di libertà, aria nuova, amici nuovi.

Era la pelle abbronzata. Ma sopratutto era la quantità di tempo che potevo passare con chi mia amava per davvero.

Oggi.

Oggi mia figlia va al centro estivo. Lei è serena certo, ma la morsa al cuore di lasciarla ogni mattina non me la toglie nessuno.

Il senso di colpa per doverla svegliare sempre al solito orario perché i miei orari non sono cambiati e lei deve per forza adattarsi a quegli orari.

Alla sera che crolla distrutta.

Il senso di impotenza e di insofferenza non me lo toglie nessuno.

Perché non posso farle vivere l’estate che vorrei. Perché in fondo, come me, anche lei non stacca mai, e settembre non sarà un inizio ma una banale continuazione.

Perché corro sotto il sole che in estate toglie il respiro per arrivare prima e darle un minimo d’estate che sia davvero estate.

Perché per una mamma che lavora l’estate è solo una continuazione più difficile dell’inverno.

Perché una mamma che lavora non stacca proprio mai.

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La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi

La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi

La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi.

Vi prego parliamone perché io da quando ho ripreso a lavorare sto toccando con mano la drammaticità della cosa.

Gli orari scolastici dei figli e quelli lavorativi dei genitori sono totalmente incompatibili.

Vogliamo poi parlare delle vacanze? Quelle estive, di Pasqua, di Natale, i ponti, gli scioperi e chi più ne ha più ne metta.

Le scuole chiuse d’estate per quasi quattro mesi. Quattro mesi di ferie che nessun lavoratore ha.

Come il secondo figlio mi ha cambiato la vita

Come il secondo figlio mi ha cambiato la vita

Come il secondo figlio mi ha cambiato la vita.

Il primo figlio ti cambia, la vita. Da donna diventi mamma e cambia il ruolo, le responsabilità e anche modo di vedere le cose.

Pensi di aver già fatto un grandissimo cambiamento e che il ruolo di mamma ti appartenga, quando arriva il secondo figlio e la vita cambia cambia ancora, di nuovo.

Ogni bambino è unico e inimitabile e portando la sua unicità nella tua vita porta anche i cambiamenti che dovrai fare costruiti sulla sua personalità.

Le mamme non si fermano mai. E lasciano in giro anche la testa!

Le mamme non si fermano mai. E lasciano in giro anche la testa!

Le mamme non si fermano mai. E lasciano in giro anche la testa!

Non sono mai stata una persona pigra o che amasse particolarmente riposare seduta sul divano, ma da quando sono mamma il divano lo tocco solo per metterlo a posto dopo che i bambini ci hanno giocato sopra.

Dal suono della sveglia fino all’ultimo respiro prima di cadere nel sonno profondo io non mi fermo.

Anzi suona la sveglia e già so di essere in ritardo.

Per la scuola, il lavoro, i bambini. Ogni piccolo contrattempo mi pesa sulle spalle come un macigno. Perché voglio fare tutto e di più e troppo spesso non ce la faccio.

Non so perdonarmi. Non so giustificarmi ed ogni piccola mancanza me la rinfaccio da sola.

E in queste continue maratone non faccio che fare cose sbagliate. Dimentico cose a casa, metto i panni in frigorifero e il salame in lavatrice.

Non scherzo una volta per sbaglio ho lavato in lavatrice un pannolino pieno!

Non vi dico cosa ho trovato una volta aperta la lavatrice.

Ci dicono che dobbiamo imparare a delegare. Ma io non ce la faccio, perché sono così: come faccio bene io le cose non le fa nessuno e quindi voglio fare tutto io perché so fare meglio, ma poi faccio dei disastri perché ho sempre fretta.

Insomma è un circolo vizioso!

In tutta questa fretta c’è un errore che ripeto di continuo. Dimenticare cose all’asilo.

Non ho mai voluto etichettare gli oggetti dei miei figli in primo luogo perché li ho sempre reputati capaci di riconoscere le loro cose e in secondo luogo perché non avevo tempo da dedicarmi anche a questa attività. E in terzo luogo perché le classiche etichette autoadesive bianche scritte a mano non mi sono mai piaciute.

Continuando in questo modo non vi dico quanti oggetti ho perso.

 

Quindi un giorno mi sono rassegnata a cedere alle etichette. Ma le volevo carine e già compilate.

 

Ho trovato questo sito Stikets  che propone i kit già fatti ad esempio il base contiene 142 etichette:

  • 48 etichette per vestiti
  • 84 etichette adesive (36 mini, 24 piccole, 20 medie, 4 grandi)
  • 8 etichette per scarpe (4×2)
  • 2 etichette medie per bagagli

Le etichette sono completamente personalizzabili in colore, carattere scrittura e disegni, quindi molto lontane dalle tipiche etichette autoadesive da asilo da compilare a mano.

Nel pack plus sono inoltre presenti i braccialetti identificativi che trovo utilissimi soprattutto in vacanza!

La spedizione è gratuita e veloce.

Almeno ora, nelle mie corse quotidiane sono sicura di non perdere più mille mila oggetti da ogni parte!

Se le volete provare potete utilizzare il codice sconto: “MAMANS15” che vi da diritto ad uno sconto del 15% ed è valido fino al 7 Gennaio 2017!

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