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Tag: vitadamamma

Halloween a Mirabilandia

Halloween a Mirabilandia

Halloween a Mirabilandia.

Lo sapete vero che adori i parchi tematici e non ne perdo uno?

Quest’anno durante il periodo di Halloween siamo stati per la prima volta a Mirabilandia.

Mirabilandia come vi ho già raccontato Qui è un parco tematico che ho visto crescere.

A due passi da casa e nella mia amata Romagna.

A Mirabilandia il divertimento è trasversale e ci si diverte sempre a tutte le età.

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa

Qualcuno mi spieghi il senso dei compiti a casa per i bambini che già frequentano la scuola a tempo pieno.

Spiegatemelo perché io non lo comprendo.

Quindi facciamo due conti insieme: questi bambini stanno a scuola dal lunedì al venerdì dalle8:30 alle 16:30.

Quaranta ore settimanali.

Quaranta ore.

Le stesse ore di un lavoratore full time.

Con una piccola differenza: il lavoratore il venerdì spegne pc, chiude l’officina e fino al lunedì mattina non ci pensa più.

Il bambino invece il venerdì ha i compiti da fare a casa nel week end.

Nel week end che dovrebbe essere periodo di riposo e pausa i bambini hanno i compiti. I bambini non hanno diritto di staccare la spina.

E parliamo di bambini di 6-10 anni circa.

Stanno a scuola 40 ore settimanali.

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino.

Il bambino deve imparare a scoprire e conoscere il mondo. E in che modo lo fa il bambino?

Il bambino scopre il mondo attraverso il gioco.

Attraverso il gioco sperimenta, e sperimentando capisce e conosce.

E la conoscenza da sicurezza, fiducia in se stessi.

Il gioco è quindi alla base di una crescita sana. Il gioco rappresenta le fondamenta dell’uomo o della donna che saranno quel determinato bambino.

Il gioco deve però, per essere efficace, deve essere tangibile e stimolare la fantasia e il pensiero.

Proprio per questo sono contraria ai videogames e i giochi virtuali.

L'importanza della manualità nel bambino

Mentre via libera ai giochi che stimolano abilità, fantasia e voglia di crescere.

I miei figli, come tutti i bambini di oggi, hanno di tutto e di più. Non esistono giochi da maschio e da femmina, in questa casa esistono i giochi e basta.

Così a volte giocano insieme con le bambole, oppure a calcio.

Un’altro tipo di giochi che li mette d’accordo sono i giochi di costruzioni. Dalle costruzioni classiche alle più moderne costruzioni magnetiche Geomag.

I miei figli hanno potuto testare Geomag Magic cube, si tratta di cubi magnetici che si attaccano tra di loro facilmente e in tutte le direzioni.

C’è la scatola formata dai cubi semplici colorati. Sono quelli che combinati insieme possono diventare qualsiasi cosa. Una casa, un cane, un castello, un fiore, un gelato.

Poi ci sono le scatole tematiche di animali, animali polari, frutti i cui cubi riportano in ogni faccia dei disegno relativi al tema della scatola.

Ad esempio nella scatola a tema frutta i cubi avranno una parte di un frutto diverso in ogni faccia in modo che cambiando diversi cubi a seconda della posizione di assemblamento il bambino possa ricostruire il frutto originale o inventare un frutto nuovo che sia una combinazione di più frutti a seconda della fantasia del bambino stesso.

Nella scatola dedicata agli animali polari avremo in ogni faccia del cubo un pezzetto di animale tipo orso polare e il bambino combinando insieme i pezzi va a creare l’animale originale oppure un nuovo animale fantastico sconosciuto a tutto il mondo tranne che a lui.

Strutturati in questo modo bastano davvero pochi cubi per passare insieme ai propri bambini dei bei pomeriggi di fantasia e storie da inventare.

Perché il gioco è più bello se fatto in compagnia.

E il tempo passato con loro è il tempo meglio speso.

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Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono

Il figlio preferito esiste eccome! Anche se le mamme non lo ammettono.Sono una persona piena di difetti. Ne ho talmente tanti che ho smesso di contarli.Però ho un pregio. I miei difetti li ammetto.Non mi reputo una mamma perfetta, ma sono una persona onesta e in tutta onestà lo devo ammettere il figlio preferito esiste.la maggior parte delle mamme si nasconde dietro scuse tipo:” eh ma sai lui ha più bisogno di me” oppure “eh ma lui è più piccolo” ancora “sai lui è più debole tu sei più forte si vede”Ma non è vero niente.L’univa vera e inconfutabile verità è che esiste il figlio prediletto.Quello che senza farlo apposta mettiamo al primo posto. Il figlio dei cui bisogno ci curiamo di più e con più attenzione.E questo ve lo dico da figlia non prediletta.

Reddito di maternità ma assolutamente no!

Reddito di maternità ma assolutamente no!

In questi giorno ho visto girare la proposta più maschilista e offensiva nei confronti delle donne che abbia mai sentito in vita mia.
Il reddito di maternità per le mamme che decidono di dedicarsi unicamente alla cura dei figli. Un sussidio di 1000 euro al mese fino agli otto anni dei bambini per le mamme che decidono di dedicarsi esclusivamente ai figli.

Ho scritto proprio qualche giorno fa Su come il lavoro mi ha salvato la salute mentale e trovo questa proposta aberrante.

Vi spiego subito perché

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa.

Lo sappiamo, ne siamo consapevoli tutti quanti. Ogni bambino è unico e speciale. Diverso dall’altro.

Ogni bimbo raggiunge le sue tappe e le sue conquiste in un tempo diverso da ogni altro bambino.

E specie nell’infanzia questa unicità andrebbe valorizzata.

Ed è proprio per questo che non ha senso cercare di fare raggiungere ai bambini più piccoli gli stessi obiettivi negli stessi tempi. Non si possono conformare i bambini.

A dimostrazione di questo nelle scuole d’infanzia purtroppo è ancora molto diffusa l’abitudine di far compilare loro schede su schede di numeri e figure senza aver permesso ai bambini di fare le necessarie esperienze per conoscere tali oggetti.

I genitori si sentono rassicurati dal faldone di schede pre compilate che ricevono alla fine del’anno, credendo erroneamente che siano sufficienti per la crescita del bambino e la preparazione alla scuola primaria.

Niente di più falso.

E solo con l’esperienza e l’attenzione verso il singolo bambino che il bambino può crescere ed essere sempre più pronto ad affrontare il mondo.

Non è la compilazione della scheda il giusto requisito per arrivare pronti alla scuola elementare. E sopratutto la stessa scheda non può essere adatta a tutti bambino. Magari per qualche bambino andrà bene, per altri no.

Si può e anzi si deve arrivare alla scuola, primaria senza saper ne leggere ne scrivere, ma con la consapevolezza e la conoscenza di stessi e dell’ambiente che ti circonda .

Un bambino sereno e sicuro di sé può imparare a leggere e scrivere in poco tempo.

E il tempo trascorso nella scuola d’infanzia deve proprio servire a questo.

A rafforzare la consapevolezza dell’io, a gestire i rapporti umani tra coetanei ed adulti.

C’è tempo per studiare ed imparare a memoria nozioni su nozioni.

Le tappe e la maturità raggiunta da un bambino non si misurano in base al numero di schede colorate ma in base alla serenità del bambino, dal modo in cui si rapporta con gli altri e alla gioia con cui desidera fare nuove esperienze.

Quindi evviva le insegnanti che mettono i bambini al primo posto e non contano semplicemente il numero delle schede compilate.

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Tu sei tutte le mie prime volte. Buon compleanno amore mio

Tu sei tutte le mie prime volte. Buon compleanno amore mio

Tu sei tutte le mie prime volte.

Sono già passati sei anni, da quando sei arrivata tu che hai rappresentato tutte le mie prime volte.

La prima volta che ho fatto un test di gravidanza, e il positivo con timidezza e coraggio si è presentato subito.

La prima volta che ho partorito e ho conosciuto quel dolore così decantato, così temuto e allo stesso tempo magicamente desiderato. L’unico dolore nella vita che ti porta a qualcosa di buono e bello.

L’unico dolore che ha davvero un senso.

La prima volta che ho tenuto tra le braccia un neonato. E ne ho annusato il profumo. Così nuovo eppure così familiare.

La prima volta in cui la vita ha saputo stupirmi per davvero.

Il pannolino a mutandina si può usare già dai 6 mesi

Il pannolino a mutandina si può usare già dai 6 mesi

C’è una cosa che ho sempre detestato: litigare coi miei figli per mettere il pannolino.

Ricordo fatica e sudore sopratutto quando eravamo di fretta, perché è quando sei di fretta che i figli diventano improvvisamente oppositivi.

Allo stesso modo ho detestato i pannolini a mutandina che si rompevano la prima volta che li tiravi su e giù.

Per questo ho cercato di togliere il pannolino a Carlotta ed Enea il prima possibile.

L’estate della mamma che lavora non è estate

L’estate della mamma che lavora non è estate

L’estate della mamma che lavora non è estate.

L’estate della mamma che lavora è un percorso tutto ad ostacoli. Fatto di incastri, coordinamento, organizzazione, e tanta calma e sangue freddo.

Scrivo questo post dopo essere uscita dall’ufficio con il golfino addosso e le gambe gelate e il caldo improvviso appena fuori dalla porta mi ha scatenato un mal di testa di quelli epocali.

La mamma che lavora nel periodo estivo, anziché riposare ha sulle spalle un carico di lavoro molto maggiore.

Scuole e asili sono chiusi per mesi. Ma nessun contratto di lavoro(ad eccezione del personale scolastico) prevede due mesi di ferie estive.

I centri estivi si pagano a settimane e costano come un rene. Ma si sa per un figlio si fa di tutto e di più. O almeno per mantenere un posto di lavoro si fa di tutto e di più, anche il triplo carpiato.

I nonni per la maggior parte lavorano ancora, e quindi nemmeno loro possono avere mesi libero a disposizione.

E cosi la mamma che lavora si organizza. Pianifica.

Due settimane al centro estivo, una coi nonni, una con me, poi altro centro estivo e cosi fino al tanto agognato settembre.

Ma al di al di tutta l’organizzazione c’è anche il lato emotivo della mamma che lavora d’estate che ha un suo peso.

Il caldo amplifica le emozioni. Ogni sforzo fisico è più duro.

Io ripenso alla mia infanzia, col privilegio di passare l’estate al mare, quando le mamme non lavoravano e con un solo stipendio si poteva vivere bene.

Quando l’estate era estate. Era sole, mare, salsedine, spiaggia. Era senso di libertà, aria nuova, amici nuovi.

Era la pelle abbronzata. Ma sopratutto era la quantità di tempo che potevo passare con chi mia amava per davvero.

Oggi.

Oggi mia figlia va al centro estivo. Lei è serena certo, ma la morsa al cuore di lasciarla ogni mattina non me la toglie nessuno.

Il senso di colpa per doverla svegliare sempre al solito orario perché i miei orari non sono cambiati e lei deve per forza adattarsi a quegli orari.

Alla sera che crolla distrutta.

Il senso di impotenza e di insofferenza non me lo toglie nessuno.

Perché non posso farle vivere l’estate che vorrei. Perché in fondo, come me, anche lei non stacca mai, e settembre non sarà un inizio ma una banale continuazione.

Perché corro sotto il sole che in estate toglie il respiro per arrivare prima e darle un minimo d’estate che sia davvero estate.

Perché per una mamma che lavora l’estate è solo una continuazione più difficile dell’inverno.

Perché una mamma che lavora non stacca proprio mai.

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La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi

La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi

La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi.

Vi prego parliamone perché io da quando ho ripreso a lavorare sto toccando con mano la drammaticità della cosa.

Gli orari scolastici dei figli e quelli lavorativi dei genitori sono totalmente incompatibili.

Vogliamo poi parlare delle vacanze? Quelle estive, di Pasqua, di Natale, i ponti, gli scioperi e chi più ne ha più ne metta.

Le scuole chiuse d’estate per quasi quattro mesi. Quattro mesi di ferie che nessun lavoratore ha.