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Tag: parto

10 cose da fare prima del parto secondo me

10 cose da fare prima del parto secondo me

10 cose da fare prima del parto.

Questo post è dedicato a tutte le primipare in dolce attesa che non vedono l’ora di abbracciare il proprio bambino.

Quello che voglio dirvi è che si sarà fantastico averlo tra le braccia, coccolarlo annusarlo. Ma ci sono cose che vi mancheranno del pancione e cose che farete fatica a fare con un neonato da gestire allora ecco le dieci cose da fare assolutamente.

Il servizio fotografico. Magari in questo momento col pancione vi vedete grosse e goffe, ma fidatevi siete bellissime e sopratutto il vostro aspetto col pancione vi mancherà un giorno. E allora regalatevelo un bel servizio fotografico per avere per sempre delle belle foto ricordo della gravidanza. Fidatevi ne vale la pena. Le riguarderete con nostalgia e romanticismo.

Mamme contro mamme e la maternità

Mamme contro mamme e la maternità

Se c’è una cosa che riescono a far bene in Italia è il non far funzionare equamente le cose. dare privilegi solo ad alcuni e tartassare gli altri.

Il redistribuire malamente diritti e doveri. Tendenzialmente un po’ a caso.

Il rendere la vita facile ai soliti furbetti all’italiana.

Parliamo oggi di congedo di maternità. Un diritto che dovrebbe essere uguale e parimenti distribuito tra le donne che lavorano.

Di equo, in realtà, non c’è proprio nulla.

Manuale per papà: Cose da non dire durante il parto

Manuale per papà: Cose da non dire durante il parto

Cari mariti, compagni, futuri papà questo articolo è per voi.

Ho fatto un riassunto delle peggiori frasi che il cromosoma Y ha “partorito” nel momento della nascita di un figlio da parte di altri uomini.

Leggete, imparatele a memoria e mi raccomando NON RIPETETELE.

1.”MA FA MALE?”. Volete sapere se fa male? Secondo voi, se noi che anche con 38 di febbre riusciamo a non chiamare le onoranze funebri, noi che non ci fermiamo mai. Se noi siamo piegate in due a urlare dal dolore secondo voi sta facendo male?

2.”SECONDO ME ESAGERI, DAI CHE NON E NIENTE”. Se osate dire una cosa del genere cari maschi vi invito caldamente a darvi almeno dieci frustrate sulla schiena. Perché no, non stiamo esagerando, è un dolore che, per vostra fortuna, non potrete mai nemmeno immaginare.

3. “POSSO USCIRE UN ATTIMO?” No, non potete uscire un attimo, perché il figlio vi appartiene per il 50% e se non potete condividere il dolore dovete condividere l’attesa, l’agonia tutta.

4 “HANNO PARTORITO TUTTE CE LA FARAI ANCHE TU”. Che ce la faremo ne siamo consapevoli, perché si sa che nessun bambino è mai rimasto dentro la pancia, ma più che paragonarci alle altre dovreste lodarci e dirci quanto siamo brave e quanto siamo forti. Delle altre in quel momento non ce ne frega nulla.

5. “POSSO FARE QUALCOSA?” Si: stare zitto e soffrire in silenzio.

6. “POSSO CHIAMARE TUA MAMMA?” No la mamma no! Voi siete il nostro compagno ed è voi che vogliamo con noi non la mamma, che tra l’altro sarebbe capace di rompere le scatole anche in quel frangente.

7.”NON MI SENTO BENE POSSO AVERE UN PO DI ZUCCHERO”. Voi dovreste chiedere a noi se vogliamo un pò di zucchero non dovreste pensare a voi stessi.

8. “SEI STATA BRAVA, NON SEMBRAVI NEANCHE TU” . Non osate mai e poi mai sminurci in questo frangente. In realtà non ci dovete sminuire proprio mai, ma in questo contesto men che meno.

9.”SEMBRA UN FILM DI DARIO ARGENTO”. Evitate di fare gli schizzinosi, siamo certe che abbiate visto di molto peggio. Tipo la vostra ex.

10.”HAI SENTITO L’OSTETRICA? Col prossimo figlio sara tutto piu veloce”  Volete farci intendere che gia pensate a quando vi accoppierete di nuovo con noi? Eh no cari maschietti ci vorrà tanto, tantissimo tempo.

Ma il vincitore assoluto delle cose da non dire o fare è lui. Il marito che DORME!

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Metodi per favorire l’avvio del travaglio di parto

Metodi per favorire l’avvio del travaglio di parto

Metodi per favorire l’avvio del travaglio.

Ci sono passata con la prima figlia.

Quaranta settimane, poi quaranta più un giorno, due, tre e niente lei non ne voleva sapere di nascere.

Differenze tra primo e secondo figlio: il post parto

Differenze tra primo e secondo figlio: il post parto

PRIMO FIGLIO

E così sei trepidante attesa della nascita del primo figlio. Il mondo freme insieme a te. Tu stesa sul divano ad ascoltare il tuo corpo cercando di percepire ogni piccolo dolore che possa far pensare all’inizio del travaglio, mentre il mondo intorno a te si mobilita e attende ansioso il grande giorno.

Il cesareo d’urgenza. Quella cicatriche che non si chiude mai del tutto.

Il cesareo d’urgenza. Quella cicatriche che non si chiude mai del tutto.

Questo articolo merita una doverosa premessa.

Era mio desiderio riuscire ad avere almeno un parto naturale. Non perché sono una “talebana” come mi ha definito qualcuno, ma per vivere il momento della nascita insieme al compagno. Vedere la nostra creatura per la prima volta, insieme, e poterla abbracciare ancora sporca. Per riuscire in questo ho fatto due travagli fino a dilatazione completa, ho sofferto parecchio e speravo tanto in quell’ultima spinta liberatoria.

Ma non è stato possibile ed è questo che definisco fallimento. Fallimento mio personale.

Quando parlo di fallimento quindi, sia ben chiaro che non intendo dire che tutte le donne che hanno avuto un cesareo sono delle fallite. Intendo dire che IO HO FALLITO NEI MIEI PARTI.

Queste sono le MIE emozioni. Le MIE esperienze. Il MIO personale modo di vivere i cesarei che ho subito.

Non mi sento una fallita come mamma. E vivo ogni giorno i miei figli con gioia e amore.

Porto il rammarico per quei parti quello si. Ma ogni persona ha il suo personale bagaglio di rammarichi nella vita.

E RIBADISCO CHI HA PARTORITO CON CESAREO NON è UNA FALLITA NON è QUESTO IL MESSAGGIO DELL’ARTICOLO.

Buona lettura

Il cesareo d’urgenza.Quella cicatrice che non si chiude mai del tutto.

Scusate se ancora una volta vi parlo di parto. Ma sarà la primavera, sarà il cambio di stagione, sarà il velo di tristezza che continua , nonostante passino i mesi, a velare il mio cuore oggi ho bisogno di scrivere.

Ho subito due cesarei d’urgenza. Entrambi dopo ore di travaglio.

Mi sono avvicinata al primo parto con la presunzione della primipara invincibile.

La mia testa non aveva nemmeno lontanamente elaborato la possibilità che potesse succedere qualcosa di brutto.

Mi dicevano che tutte le donne sanno partorire.

 Al corso preparto la cosa mi è stata ribadita fino alla nausea.

Tutte intorno a me avevano partorito senza problemi.

La mia stessa mamma, aveva partorito, in maniera naturale, come fosse la cosa più semplice di questo mondo.

E cosi ho aspettato quel giorno con entusiasmo e impazienza.

Curiosa di conoscere i dolori, ma sopratutto impaziente di gustare il momento magico in cui la mia bambina sarebbe uscita dal mio corpo e l’avrebbero dolcemente appoggiata sul mio petto.

Immaginavo quel momento da mesi.

L’ultima potente spinta, il suo pianto.

Io, la mia bambina, il non marito in un lungo abbraccio , liberatorio.

Ma quel lungo e desiderato abbraccio non ho potuto viverlo.

Ore di dolore,di sofferenza. In tanti momenti ho creduto di non farcela.

Ma ce la stavo facendo.

Mi facevo coraggio, impaziente di abbracciare la mia tanto desiderata bambina.

Finché dopo ore, di urla pianti i suoi battiti hanno iniziato a calare e il medico ha urlato:”Facciamo un cesareo”. Io sul momento non ho realizzato. Durante il travaglio, grazie al cielo, il cervello di sconnette, quindi non capivo.

Il personale correva, mi hanno attaccato flebo, una puntura nella schiena e io non ho sentito più niente.

Non ho sentito più niente in tutti i sensi.

Anche il mio cuore era sotto anestesia.

Lei è nata e io non l’ho sentita.

Me l’hanno fatta vedere di sfuggita. Ma non ho realizzato, non ho capito. E’ stato tutto cosi veloce, confuso e assurdo.

Eppure il momento magico mi era stato rubato. E io non lo sapevo.

L’ho superata. facendomi forza sul fatto, che avrei avuto, prima o poi, un secondo figlio e questa volta non avrei fallito.

NON AVREI FALLITO SAREI STATA CAPACE DI FAR NASCERE MIO FIGLIO.

Questa volta mi sono avvicinata al parto con la presunzione di una secondipara esperta. Sapevo riconoscere i dolori e le prime ore di travaglio facevo anche la sbruffona col mio compagno: “vedi questa volta ce la faccio“.

Poi all’improvviso è precipitato tutto. Ancora una volta. Il mio castello di carte è crollato portandosi via il sogno di un parto naturale.

Del primo momento insieme al mio bambino e al mio compagno.

Mi hanno addormentata del tutto.

Mi sono svegliata dolorante e in stato confusionale. Non potevo crederci. Doveva essere un brutto sogno.

Non potevo aver fallito ancora una volta .

Non poteva essere vero.

Io che in tutto quello che faccio ci metto tutto il cuore. Io che lottando con unghie e con i denti riesco sempre a raggiungere i miei obiettivi.

Ancora una volta avevo fallito. Ancora una volta non ero stata capace di fare quello che per la maggior parte delle donne è la cosa più naturale al mondo.

Per colpa mia non avevo potuto godere del primo magico abbraccio. Quello dei sogni, quello dei film.

Sono passati 18 mesi. La cicatrice è chiusa. Ma brucia. Gli strati più profondi sono ancora aperti.

Brucia come il limone negli occhi.

A volte la guardo, guardo i miei figli e vorrei chiedergli scusa per non essere stata in grado di farli nascere come avrei desiderato.

Vorrei chiedergli scusa per il primo abbraccio mancato.

Per le lacrime di gioia che non sono potute scendere quando i nostri sguardi si sono incontrati per la prima volta, perché ero troppo stordita, addormentata, piena di farmaci. Non capivo.

Vorrei sapermi perdonare. Ma non ci riesco. Perché nonostante tutto la colpa la sento mia. Del mio corpo che ha fallito, ha ceduto.

Avete ragione quando mi dite che l’importante è che sia andato tutto bene, che loro stiano bene che io stia bene.

Si avete ragione tutti.

Ma nessuno di voi, in fondo,  può capirmi veramente. Semplicemente perché non avete vissuto la mia stessa esperienza.

Perché con un parto naturale, anche se devastante, alla fine ti senti una leonessa. Hai messo al mondo tuo figlio. Ti senti invincibile.

Con un cesareo no. Non ti senti una vincente ma una vinta. Senti di non averlo messo al mondo tu, il tuo bambino.

Vinta dal caso, dalla sfortuna. Vinta dalla vita stessa che sa essere estremamente beffarda.

E voi mamme che avete subito un cesareo e non ne soffrite dico che fate bene. Che è questo il modo giusto di affrontare le cose.

Io però non ci riesco.

Ci penso, e ci ripenserò tutta la vita.

Perché la vita mi ha dato due possibilità . Le ho fallite entrambe. E non ce ne sarà una terza.

Federica

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Quando un uomo diventa padre

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Quando un uomo diventa padre. Questa è la storia di un uomo, che un giorno, si è trovato tra le mani una aggeggio di plastica con due linee colorate e non immaginava quanto quelle due insignificanti lineette avrebbero cambiato la sua vita. Era iniziata la […]

La valigia per il parto. L’essenziale per la mamma.

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La valigia per il parto. L’essenziale per la mamma. Dopo avervi parlato di tutto ciò che può servire  per il bambino nell’articolo Tutto sullo shopping pre parto, oggi vi voglio parlare di cosa mettere nella valigia del parto per la mamma. Diventeremo mamme ma restiamo sempre […]

13 cose da non dire o fare a una neomamma

13 cose da non dire o fare a una neomamma

13 cose da non dire o fare a una neomamma.

Vi ho già parlato del Il delicato periodo post parto. Ovvero il crollo ormonale! e di come a volte Parenti invadenti.

Oggi voglio fare un elenco, chiaro, sintetico, conciso di cose da non dire o fare a una neomamma.

  1. Presentarsi in ospedale o a casa senza aver prima sentito come sta la mamma e se ha voglia o no di ricevere visite. Tutti credono che appena partorito la mamma non desideri altro che mostrare il suo bambino e darlo in braccio a tutti. Niente di più sbagliato!!! Dopo il parto la mamma può non sentirsi in forma, e può non avere voglia di ricevere visite . Se sta cercando di allattare avrà sempre il seno scoperto! Quindi è buona regola mandare un messaggio e chiedere alla mamma se desidera ricevere la visita in ospedale o meno.
  2. Chiedere di prendere in braccio il neonato. Se la mamma ha piacere di ricevere visite non è detto che abbia anche voglia di dare il bambino in braccio a tutti. Guardate il bambino, complimentatevi e se la mamma lo desidera sarà lei a proporvi di tenerlo in braccio.
  3. Presentarsi con una tutina colore verde pisello. Cosi se il prossimo figlio nasce di sesso opposto la puoi riutilizzare. A parte il verde pisello su cui ci sarebbe da disquisire ore e ore, una neomamma, in cui il ricordo del parto è fresco, pensa a tutto tranne che a un altro figlio. Molte pensano a farsi chiudere le tube.
  4. cose da non dire o fare a una neomammaChiedere solo come sta il bambino. Al parto, oltre al bambino ha partecipato anche la mamma nel caso ve lo fosse scordato. Chiedetele come sta. Ha bisogno anche lei di attenzioni
  5. Chiedere se allatta o non allatta. L’allattamento è una cosa privata. Magari la mamma sta provando ad avviare l’allattamento e ne sta soffrendo perchè le cose non stanno andando come vorrebbe. Non fate domande, se ha voglia ve ne parlerà lei.
  6. Dire che è tutto papà. Magari lo fate in buona fede credendo di fare un complimento. Ma vi assicuro che dopo 9 mesi di gravidanza e un parto l’ultima cosa che una mamma ha voglia di sentirsi dire è che assomiglia solo a papà. Eh no dopo tanta sofferenza almeno un po alla mamma deve assomigliare!
  7. Se ha fatto il cesareo programmato dire “che fortuna non hai partorito con dolore”. Il parto cesareo è un intervento ed è doloroso eccome se lo è!!! Leggi QUI.
  8. Chiederle quando pensa di tornare a lavorare. Fino a prova contraria non sta chiedendo il mantenimento a voi, quindi quando tornerà a lavorare lo deciderà insieme al marito e basta.
  9. Autoinvitarsi a cena o a pranzo. Se pensate di andare a trovare a casa una donna che ha appena partorito non pensate di poter pure pasteggiare li a meno che non siate voi stessi a portare un pasto già pronto per tutti.
  10. Toccare il neonato senza esservi lavati le mani.Va bene che i bambini devono farsi il sistema immunitario, ma un bambino di pochi giorni ha poche difese, lavatevi le mani prima di toccarlo.
  11. Andare a trovare il neonato portandosi dietro un altro bambino raffreddato o malaticcio. E’ una postilla del punto 9.  Magari il neonato ha già a casa un fratello o una sorella maggiore che frequentando l’asilo gli portano a casa tutti i malanni di stagione, evitate di infierire!
  12. Far notare alla mamma che sembra ancora incinta. Non siamo tutte uguali, ad alcune la pancia ha bisogno di tempo per tornare a posto. Non fate commenti.
  13. Offrirsi come compagnia per andare in palestra. Questo è come far notare alla neo mamma che è ingrassata. Lo sa già da sola se non lo fate notare è meglio! E comunque ci vuole tempo per smaltire una gravidanza. E non sono affari vostri.

COSE DA FARE

Offrire il proprio aiuto a sistemare casa, cucinare, guardare il neonato mentre lei fa la doccia.

Offrire il proprio tempo per farle compagnia, chiacchierare e ridere insieme.

Portarle un fiore, del cibo cucinato.

Porgere la propria mano senza insistenza.

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Cos’è il vbac e perchè sceglierlo

Cos’è il vbac e perchè sceglierlo

Cos’è il vbac e perchè sceglierlo.

Cesareo chiama cesareo? Assolutamente no!

Molte di noi possono aver, per i motivi più disparati, aver partorito con taglio cesareo. Se si decide di affrontare una nuova gravidanza viene spontaneo chiedersi: dovrò, per forza, subire un’altro cesareo?

La risposta è NO!