Tag: parto

Che le mamme siano umane lo dico da tempo

Che le mamme siano umane lo dico da tempo

Che le mamme siano umane lo dico da tempo.

Cosi come dico da tempo che i figli sono una grande fatica e lo sono perlopiù per la donna.

Questo dal concepimento in avanti e per sempre.

10 cose da fare prima del parto secondo me

10 cose da fare prima del parto secondo me

10 cose da fare prima del parto.

Questo post è dedicato a tutte le primipare in dolce attesa che non vedono l’ora di abbracciare il proprio bambino.

Quello che voglio dirvi è che si sarà fantastico averlo tra le braccia, coccolarlo annusarlo. Ma ci sono cose che vi mancheranno del pancione e cose che farete fatica a fare con un neonato da gestire allora ecco le dieci cose da fare assolutamente.

Il servizio fotografico. Magari in questo momento col pancione vi vedete grosse e goffe, ma fidatevi siete bellissime e sopratutto il vostro aspetto col pancione vi mancherà un giorno. E allora regalatevelo un bel servizio fotografico per avere per sempre delle belle foto ricordo della gravidanza. Fidatevi ne vale la pena. Le riguarderete con nostalgia e romanticismo.

Mamme contro mamme e la maternità

Mamme contro mamme e la maternità

Mamme contro mamme e la maternità.

Se c’è una cosa che riescono a far bene in Italia è il non far funzionare equamente le cose. Il dare privilegi solo ad alcuni e tartassare gli altri.

Il redistribuire malamente diritti e doveri. Tendenzialmente un po’ a caso.

Il rendere la vita facile ai soliti furbetti all’italiana.

Parliamo oggi di congedo di maternità. Un diritto che dovrebbe essere uguale e parimenti distribuito tra le donne che lavorano.

Di equo, in realtà, non c’è proprio nulla.

Partiamo dalla categoria più svantaggiata in assoluto: le mamme imprenditrici, quelle a partita iva o titolari di attività.

Per loro l’indennità di maternità è inesistente. La maggior parte di loro è costretta a lavorare fino alle doglie e deve, per forza di cose, tornare in attività pochi giorni dopo il parto. Perché se non lavorano non guadagnano e se non guadagnano non hanno o i soldi da versare all’inps che molto democraticamente chiede gli anticipi di anno in anno su quello che presumibilmente si andrà a guadagnare. E se poi non li guadagni? No problem, te li restituiscono in comode rate decennali. Tu invece devi pagare tutto e in anticipo.

Ci vuole molto coraggio ad essere una donna e mamma imprenditrice la giorno d’oggi.

Poi ci sono le mamme dipendenti che fanno lavori non considerati a rischio. Grazie alla nuova legge del 2019 potranno lavorare fino alla rottura delle acque e godere poi di ben 5 mesi a casa retribuiti all’80% ( perché se hai scelto di diventare mamma un pochino ti devono penalizzare sempre) e poi altri 6 mesi facoltativi al 30%. Un grande vantaggio insomma! No sono ironica perché in questo caso una legge che permette alle mamme dipendenti di lavorare fino al nono mese oltre ad essere stata scritta sicuramente da un uomo, non è dalla parte delle donne perché, pur essendo un’opzione a carico della donna ( vi ricordo che prima almeno il mese prima del parto ero di congedo obbligatorio)  datore di lavoro pretenderà di avere la lavoratrice a disposizione fino all’ultimo, togliendo alla futura mamma il riposo pre parto che è a mio avviso una cosa necessaria per il benessere di mamma e bambino.

Ci sono poi le più fortunate, le mamme che fanno un lavoro così detto a rischio. Queste entrano in maternità il giorno del test di gravidanza ed alcune ci restano fino al settimo mese del bambino pagate al 100%.

Che ci siano delle differenze è chiaro agli occhi di tutti. E sono proprio queste differenze così eclatanti a scatenare la guerra tra le mamme.

Perché parliamoci chiaramente: chi di noi non vorrebbe godersi la maternità a casa percependo lo stipendio e sapendo di conservare il posto di lavoro?

Io faccio parte della categoria di mezzo. Delle dipendenti che non svolgono lavoro a rischio e nelle due gravidanze nel tirare al settimo mese da cui avrei avuto accesso alla maternità ho sofferto moltissimo.

Perché il corpo cambia. Le nausee, il vomito, il sonno continuo e i giramenti di testa.

Per quanto la gravidanza possa essere fisiologica al massimo il corpo si modifica e con lui le esigenze.

Sentivo il bisogno di dormire al pomeriggio, cosa che non potevo fare.

Mi si si appesantivano le gambe, e anche se seduta alla scrivania mi faceva male la schiena. E si lo ammetto, guardavo con invidia le mamme che potevano stare a casa dal primo giorno.

La mia soluzione? Più maternità per tutte. Perché le donne in gravidanza hanno il sacrosanto diritto di fermarsi.

Perché quello che verrà dopo sarà ancora più faticoso.

E con un figlio si corre. Ma tanto.

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Manuale per papà: Cose da non dire durante il parto

Manuale per papà: Cose da non dire durante il parto

Cari mariti, compagni, futuri papà questo articolo è per voi.

Ho fatto un riassunto delle peggiori frasi che il cromosoma Y ha “partorito” nel momento della nascita di un figlio da parte altri uomini.

Leggete, imparatele a memoria e mi raccomando NON RIPETETELE.

Metodi per favorire l’avvio del travaglio di parto

Metodi per favorire l’avvio del travaglio di parto

Metodi per favorire l’avvio del travaglio.

Ci sono passata con la prima figlia.

Quaranta settimane, poi quaranta più un giorno, due, tre e niente lei non ne voleva sapere di nascere.

Differenze tra primo e secondo figlio: il post parto

Differenze tra primo e secondo figlio: il post parto

Differenze tra primo e secondo figlio: il post parto.

PRIMO FIGLIO

E così sei trepidante attesa della nascita del tuo primo figlio. Il mondo freme insieme a te. Tu stesa sul divano ad ascoltare il tuo corpo, cercando di percepire ogni piccolo dolore che possa far pensare all’inizio del travaglio, mentre il mondo intorno a te si mobilita e attende ansioso il grande giorno.

Gli amici e i parenti sono li che aspettano trepidanti.

Poi arriva. Il tuo primogenito viene alla luce. Tua madre fa stampare alla velocità della luce cartelloni pubblicitari da affliggere in giro per la città. Tua suocera fa il carico di regali da amici e parenti lontani.

Hai partorito da dieci minuti e la sala d’attesa dell’ospedale è già gremita di gente, tra cui persone che nemmeno conosci. Sono tutti li per vedere per la prima volta il tuo primogenito.

Eccolo arriva. Sei la regina incontrastata. Tutti ti vogliono vedere, abbracciare, complimentarsi. Il telefono inizia a ribollire.

Centinaia di chiamate, di messaggi.

L’annuncio su facebook riceve 1.000.000 di like

In ospedale arrivano tanti di quei regali che il giorno delle dimissioni devi chiamare un impresa di traslochi. Hai una collezione di tutine taglia 0-3 che potresti vestire 12 gemelli.

Arrivi a casa e trovi già la fila davanti alla porta, vogliono tutti vedere il nuovo arrivato. E allora metti fuori i bigliettini con il numero come alla coop.

Tutte le già mamme della città sono pronte darti consigli, perché loro che ci sono già passate, sanno tutto e conoscono alla perfezione il TUO bambino.

Il primo mese casa tua diventa un crocevia, di amici, parenti, sconosciuti che non vedono l’ora di vedere il tuo bambino e pioi non rivederlo mai più fino al giorno della sua laurea.

Passsato il primo mese torna la pace.

SECONDO FIGLIO.

E così sei nella trepidante attesa della nascita del secondo figlio. Il marito spera che il piccolo si prenda qualche in giorno in più per la nascita, consapevole che da quel giorno i bambini in casa saranno due. Ma il secondo nasce prima, perchè di riposare non hai tempo e rompi le acque mentre insegui il primogenito che decide di trasformarsi in un piccolo Tarzan sulla libreria della sala. Chiami tua madre sperando che arrivi in tempo per tenere il piccolo Mowgli, solo che lei arriva tardi e allora parti in macchina, con le contrazioni, accelleri e rallenti ogni minuto. Arrivi in ospedale e l’ostetrica prende al volo il bambino. Perchè il secondo nasce prima.

Gli amici e i parenti ricevono inaspettatamente la notizia, sapevano che doveva nascere verso fine mese ma non di preciso quando.

La notizia su facebbok riceve 3 like. Il telefono non squilla, probabilmente perchè in ospdedale non c’è campo.

Il giorno dopo passa tua mamma in ospedale per un saluto veloce, la suocera fa una telefonata e promette di passare a trovarti a breve.

Alle dimissioni c’è il marito, col il dueenne capriccioso e tutti insieme si va verso casa.

Al tuo neonato stanno benissimo le tutine ereditate dal fratello maggiore.

Parenti e amici mandando un messaggio WhatsApp:” Auguri, passerò a trovarti a breve”

Li rivedrai il giorno del matrimonio del tuo secondogentio e sarà anche la prima volta che lo conosceranno.

Ma almeno

In casa regnerà la pace già dal primo giornoi!

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Il cesareo d’urgenza. Quella cicatriche che non si chiude mai del tutto.

Il cesareo d’urgenza. Quella cicatriche che non si chiude mai del tutto.

Il cesareo d’urgenza.Quella cicatriche che non si chiude mai del tutto.

Scusate se ancora una volta vi parlo di parto. Ma sarà la primavera, sarà il cambio di stagione, sarà il velo di tristezza che continua , nonostante passino i mesi, a velare il mio cuore oggi ho bisogno di scrivere.

Quando un uomo diventa padre

Quando un uomo diventa padre

Quando un uomo diventa padre. Questa è la storia di un uomo, che un giorno, si è trovato tra le mani una aggeggio di plastica con due linee colorate e non immaginava quanto quelle due insignificanti lineette avrebbero cambiato la sua vita. Era iniziata la 

La valigia per il parto. L’essenziale per la mamma.

La valigia per il parto. L’essenziale per la mamma.

La valigia per il parto. L’essenziale per la mamma.

Dopo avervi parlato di tutto ciò che può servire  per il bambino nell’articolo Tutto sullo shopping pre parto, oggi vi voglio parlare di cosa mettere nella valigia del parto per la mamma.

Diventeremo mamme ma restiamo sempre donne ed è giusto che continuiamo a prenderci cura di noi anche nei giorni di degenza all’ospedale.

valigia per il parto

Camicia per il parto. Vi avviso potrebbe anche non servirvi perché nel delirio del travaglio a stento vi ricorderete chi siete, tuttavia io l’ho sempre messa perché in fondo, non si sa mai. Come camicia da parto potete scegliere tra una camicia vecchia che poi butterete via oppure una di quelle completamente apribili sul davanti che suggeriscono nei negozio pre-maman e che declamano essere assolutamente lavabili.

Mutande e assorbenti post parto. Avete varie opzioni, molti consigliano quei pannolini a mutandina che si usano anche per l’incontinenza in maniera tale da avere tutto in uno. Io ho preferito invece acquistare delle mutande di cotone bianco a vita alta (i mutandoni della nonna per capirci) e gli assorbenti post parto, ma quelli ergonomici. In realtà gli assorbenti post parto sono a disposizione anche negli ospedali, ma li vi daranno solo quelli grossi, spessi che vi costringeranno a camminare a game aperte tipo pinguino.

Coppette assorbi latte. NON servono! Nei tempi di degenza in ospedale difficilmente vi arriverà cosi tanto latte da necessitare delle coppette, magari vi serviranno invece dopo a casa.

Reggiseni da allattamento. Potete acquistare i classici reggiseni da allattamento, oppure sono sufficienti dei reggiseni in cotone morbido senza ferretto. Valutate voi in base alle vostre abitudini.

Tre cambi tra pigiami e camicie da notte. Quello che preferite ma meglio avere un cambio in più che uno in meno. L’unica cosa importante è che abbiano i bottoni davanti in maniera tale da poter allattare senza fare fatica

Beauty case: in cui metterete, dentifricio e spazzolino da denti, sapone per il viso, crema viso, olio di mandorle per il corpo e doccia schiuma. Io che sono fissata avevo messo anche la terra per il viso e il mascara, per essere carina quando avrei ricevuto visite, ma mi rendo conto che non sia cosi fondamentale!

Asciugamani da viso e corpo nel caso in vogliate fare la doccia.

Pantofole e calzini.

Generi alimentari di prima necessita tipo biscotti cioccolata e succhi frutta. Da utilizzare durante il parto per riprendere forza e dopo il parto per rimettersi in energie.

Dulcis in fundo, ma non per importanza : non dimenticate i vestiti per il giorno in cui uscirete dall’ospedale!

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13 cose da non dire o fare a una neomamma

13 cose da non dire o fare a una neomamma

Oggi voglio fare un elenco, chiaro, sintetico, conciso di cose da non dire o fare a una neomamma.

Presentarsi in ospedale o a casa senza aver prima sentito come sta la mamma e se ha voglia o no di ricevere visite.Tutti credono che appena partorito la mamma non desideri altro che mostrare il suo bambino e darlo in braccio a tutti. Niente di più sbagliato!!! Dopo il parto la mamma può non sentirsi in forma, e può non avere voglia di ricevere visite . Se sta cercando di allattare avrà sempre il seno scoperto! Quindi è buona regola mandare un messaggio e chiedere alla mamma se desidera ricevere la visita in ospedale o meno.