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Tag: fratelli

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio.

Quante ne sento di coppie che non funzionano ma stringono i denti e restano insieme solo perché i figli sono piccoli. Magari fanno i separati in casa credendo di fare la cosa giusta verso i propri figli

Quante ne sento di donne frustate e infelici che decidono di rimandare la separazione col marito o compagno a quando i figli saranno grandi.

Se il vostro rapporto di coppia non funziona e pensate di non separarvi solo perché i figli sono piccoli vi dico col cuore in mano che stato sbagliando tutto per tanti motivi.

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte.

Per molte lo è grazie al cielo.

Poi ci sono quelle per cui non lo è.

Ci sono donne che hanno problemi di salute e passano ogni singolo giorno della propria gravidanza a sperare che non sia l’ultimo.

Che non sia l’ultimo di un illusione.

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

“La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi”

Mai citazione fu più adatta a questo particolare momento della mia vita.

E una cosa che ancora forse non ho metabolizzato del tutto. Un evento che nella stragrande maggioranza dei casi è felice, perché deve esserlo. Ma che a me ha colto alla sprovvista, e di cui ancora forse non sono del tutto consapevole.

E barcollo ancora tra momenti di felicità e momenti di depressione.

Sono su una barca in balia del mare che a volte è calmo e a volte è agitato più che mai.

Avevo da poco riassettato la mia vita da mamma single, e avevo trovato un equilibrio ancora abbastanza instabile, precario a dire il vero. Mi sentivo come un equilibrista che cammina a piedi nudi sul filo, a tratti fiero e deciso a tratti dondolante.

Poi ho conosciuto una persona, è stato un fulmine a ciel sereno. Un incontro tra persone che dalla vita sentimentale di frustate ne avevano prese a sufficienza e in abbondanza.

Una persona di quelle che ti sa capire. Anche lui col suo carico di figli in equilibrio precario.

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

Abbiamo iniziato a conoscerci, e concederci dei momenti tutti per noi, sempre incastrati come nel gioco di tetris tra un impegno coi figli e uno di lavoro

E dopo alcuni mesi la sorpresa.

Ho pianto. Ma non di gioia. Ho pianto di paura di disperazione e di rabbia verso me stessa. A 37 anni certi errori non possono e non devono succedere.

Ho pianto nel panico completo.

Ho iniziato a pensare a tutti gli aspetti negativi concentrandomi solo su quelli senza concedermi il beneficio del dubbio.

Ho vissuto giorni neri.

In cui la fatica maggiore era non far trapelare nulla ai miei figli. A quelli che avevo già tra le mie braccia.

Chi vede da fuori le famiglie allargate può pensare che sia semplice. Ed invece no ci sono miliardi di variabili che mutano di giorno in giorno.

Magari un giorno va tutto bene e quello successivo invece tutto male.

Ci si barcamena. In un qualche modo.

Non è facile costruire una nuova casa quando non hai smaltito del tutto le macerie della casa precedente. Ed in questo contesto un nuovo bambino è la variabile impazzita che fa esplodere un’equazione già complicata di suo.

Poi c’è la vita. Quella che ti stupisce e che prevale sempre su tutto.

E ci sono le domande. Perché proprio adesso?

Non vi nascondo che avevo già l’appuntamento in mano per interrompere la gravidanza. Avevo le carte pronte e dovevo solo presentarmi quella mattina.

Sarebbe stato semplice, una volta uscita avrei potuto riprendere la mia vita esattamente li, dal giorno in cui l’avevo lasciata col test in mano.

Poi non ce l’ho fatta. Ho guardato quell’ecografia e non ho avuto il coraggio di farlo.

E ho potuto farlo perché lui è stato li con me.

Non ci siamo giurati amore eterno, consapevoli che i rapporti di coppia mutano nel tempo e che bisogna essere in grado di crescere insieme.

Però ci siamo promessi di parlare sempre e di ascoltarci a vicenda.

Di sostenerci e sopportarci a vicenda. E di essere sempre dalla stessa parte.

La vita ci bussava alla porta e cosa dovevamo fare se non accoglierla?

Non è una gravidanza facile. Finché ho potuto nasconderlo l’ho nascosto, provando vergogna.

So che riceverò un mare di critiche e che con questa notizia darò da parlare malignamente e a lungo.

Il senso di inadeguatezza a giorni mi schiaccia.

La vergogna. La paura delle brutte parole della gente.

Ci sono giorni in cui mi vorrei nascondere, oppure sparire. Ma non posso farlo, devo restare e andare avanti a testa alta in un qualche modo.

Ditemi pure che dovevo pensarci prima e stare più attenta. Lo so. Mi colpevolizzo già da sola ogni singolo giorno.

Ditemi che i miei figli resteranno traumatizzati. Sappiate che penso a loro ogni giorno e sto facendo tutto quello che posso perché questa gravidanza non sia un peso per loro, e anzi sia motivo di crescita.

Poi c’è lui. Che si è attaccato alla vita nel periodo più nero degli ultimi anni. Lui che ha gridato alla vita mentre il mondo esterno era morte ed isolamento.

Lui col suo cuore forte.

Che mi farà penare. Sarà durissima, lo so.

Ma ho scelto la vita. E se nulla accade per caso un giorno capirò il senso di questo caos.

 

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L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino.

Il bambino deve imparare a scoprire e conoscere il mondo. E in che modo lo fa il bambino?

Il bambino scopre il mondo attraverso il gioco.

Attraverso il gioco sperimenta, e sperimentando capisce e conosce.

E la conoscenza da sicurezza, fiducia in se stessi.

Il gioco è quindi alla base di una crescita sana. Il gioco rappresenta le fondamenta dell’uomo o della donna che saranno quel determinato bambino.

Il gioco deve però, per essere efficace, deve essere tangibile e stimolare la fantasia e il pensiero.

Proprio per questo sono contraria ai videogames e i giochi virtuali.

Mentre via libera ai giochi che stimolano abilità, fantasia e voglia di crescere.

A mio figlio, tutto quello che sei per me

A mio figlio, tutto quello che sei per me

Sei nato senza dubbio per fare di me una persona migliore.

Vieni da me, fisicamente mi somigli, ma sei diverso da me nei modi, nei pensieri e nei sorrisi.

Tu sorridi alla vita. Sorridi sempre e senza paura di mostrare i tuoi dentini da latte.

Ti sciogli in un abbraccio solo quando sei stanco.

Ami stare in mezzo ai tuoi coetanei e non hai paura del giudizio della gente. Vai sempre avanti a testa dritta per la tua strada.

Ti stacchi da me con serenità perché sai che io da te torno sempre. Sei più sicuro di un adulto.

Sai stare in mezzo agli altri senza litigare. E ti sai isolare quando hai bisogno di stare solo con te stesso.

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

Ve lo dico col senno di poi. Prima di fare il secondo figlio pensateci non una, non cento ma almeno mille volte. E poi pensateci ancora.

Perché il secondo figlio non fa due ma duecento.

Non importa quanto piccola sarà la differenza di età perché avranno sempre e comunque esigenze, necessità e desideri diversi.

Avranno bisogno del bagno nello stesso momento.

E mentre uno dormirà l’altro non lo farà perché non riesce a prendere sonno, ha sete, ha fame, ha mal di pancia deve fare cacca.

Mentre uno starà giocando con un oggetto che era rimasto nascosto per mesi e mesi nell’angolo più buio della stanza l’altro ne avrà improvvisamente bisogno. Ovviamente se il fratello non ci avesse giocato non ne avrebbe avuto bisogno.

Ma ora si. E deve averlo. Ad ogni costo

Il secondo figlio fa duecento perché le spese come minimo raddoppiano. Per essere precisi quadruplicano

Due palloncini gonfiati ad elio, doppio giro sulle giostre, due regali a Natale, ma sopratutto due centri estivi e vacanze da organizzare per due.

Due figli da svegliare e preparare la mattina. E vi assicuro che se durante un week end la mattina uno dei due volesse dormire, l’altro lo sveglierebbe all’alba.

Due figli  da portare in scuole diverse con orari , scioperi diversi. O quel che è peggio scuole diverse e lontane ma con orari identici.

Se hai solo un figlio c’è sempre la fila per aiutarti a tenerli, gestirli.

Parenti, amici, nonni che non hanno problemi a fare un po di babysitteraggio, anzi continuamente si offrono volontari.

Ma se diventano due la folla intorno ate magicamente evaporerà.

Perché uno lo tengono tutti. Due non li tiene nessuno.

Con due figli diventa complicata la gestione di ogni cosa. La gestione del tempo sopratutto. E del tempo per se come persone adulte e come coppia. E tutto ciò che davi per scontato con il primo figlio con in secondo non lo sarà.

Ogni cosa che credevi di aver imparato del mestiere di genitore col primo figlio non sarà più vero col secondo.

Il secondo figlio è sempre l’eccezione che invalida la regola. E ti toglie la terra da sotto i piedi.

E ti costringe a rimescolare tutte le carte del mazzo.

Ed è infatti proprio col secondo figlio che le coppie scoppiano.

Perché se un Un figlio non unisce una coppia due o più figli possono proprio allontanarla.

Resto dell’idea che un fratello o una sorella siano un grande valore per il primogenito. Ma non tutto è oro ciò che luccica.

Se prima era caos, con due figli è delirio.

Ma alla fine è anche il doppio dell’amore, e della soddisfazione di pensare ” anche oggi ce l’ho fatta”

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Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini.

E colei che magari ti ha tanto desiderato, perché non c’eri. Ma poi quando arrivi per davvero si accorge subito che a volte sei di troppo. E non ti vorrebbe più, ma poi ti vorrebbe di nuovo.

E colei che si rende conto che non è facile condividere la mamma. A volte lo fa volentieri, ma molto spesso è la cosa che odia più al mondo. Perché la mamma è la mamma.

Che quegli abbracci che erano tutti per se all’improvviso vanno divisi equamente. E che né la mamma né il papà sono divisibili fisicamente.

Una sorella maggiore è colei che è orgogliosa di te, ma a cui allo stesso tempo la tua presenza infastidisce.

Che ti porta in braccio ma si stanca subito. Che dice che sei carino, ma lei è più bella. E che i fratellini e le sorelline delle sue amiche sono molto più belli e bravi di te.

Una sorella maggiore è colei che ti ama con tutta se stessa. Ma che poi, allo stesso tempo ti odia.

5 cose da fare il primo mese di vita del neonato

5 cose da fare il primo mese di vita del neonato

Posso dire di avere ormai bambini abbastanza grandi. Chi è già mamma lo sa, quando il più piccolo parla, va all’asilo e non usa più il pannolino può essere definito grande.

L’età dei bambini non è come quella degli adulti in cui pochi anni non fanno differenza. Nei bambini sono i mesi a fare la differenza.

Per questo non dobbiamo perderci nemmeno un attimo  della loro crescita.

A mio avviso il momento più dolce, romantico e allo stesso tempo faticoso e snervante è il primo mese di vita.

E un primo conoscersi, scoprirsi a vicenda. E un periodo fondamentale che resterà impresso nella mente e nel cuore tutta la vita. E anche se mentre lo stiamo vivendo una parte di noi non vede l’ora che finisca, un giorno lo ricorderemo con dolcezza, e anche se non abbiamo mai dormito ci mancherà.

Ecco quindi le 10 cose da fare il primo mese di vita del proprio bambino:

Due figli così vicini! Ma come ho fatto? Nulla è impossibile solo se sei una mamma.

Due figli così vicini! Ma come ho fatto? Nulla è impossibile solo se sei una mamma.

Due figli così vicini! Ma come ho fatto?

Ho partorito Enea che Carlotta aveva due anni e mezzo. Ora che lei ne ha 6 e lui 3 mi guardo indietro e la domanda che mi viene è:”Ma come ho fatto?”

Quando lei era più piccola di lui adesso, io gestivo lei e anche un neonato.

Il fatto è che quando sei dentro alle cose le vivi e in un qualche modo resti a galla. Tiri fuori risorse che non sapevi di avere senza nemmeno rendertene conto.

Vai avanti a testa alta.

Le mamme sono dei supereroi non c’è altra spiegazione. Nulla è impossibile solo se sei una mamma.

Quando ho deciso di fare Enea pur avendo Carlotta ancora piccola non mi rendevo conto di quello a cui sarei andata incontro. Volevo un secondo figlio e basta. Dicevo finché sono in ballo ballerò. Da uno a due cosa vuoi che cambi.

L’ho voluto e me lo sono cresciuto.

E ho scoperto che da uno a due cambia tutto, nel senso che è tutto doppio.

Doppie spese, attenzioni, visite e giri da fare. Doppi impegni, cose da memorizzare. Doppi giochi, doppi regali.

Ma sopratutto doppi baci, doppie coccole e doppi amore.

Non è stato semplice, ma sul momento non l’ho vissuta nemmeno con questa immensa difficoltà, la vivevo e basta giorno per giorno. Ora però, col senno di poi, mi rendo conto di quanto sia stata brava.

E noi mamme, tutte quante, non dovremmo mai dimenticare di quanto siamo brave ogni singolo giorno.

Perché non è facile gestire un neonato. Che non parla, e va interpretato. Un neonato che richiedere attenzioni continue. Cure minuziose. E che assorbe il tuo tempo e le tue energie al 100%.

Non è facile gestire notti in  bianco, allattamenti vari e richieste di attenzione.

Non è banale non mollare ed essere sempre fiere di se stesse.

Non è facile gestire più figli senza togliere alcun tipo di attenzione ad entrambi e al contempo non dimenticarsi anche di se stesse.

Non è facile non annullarsi quando si ricade cosi prepotentemente nel ruolo di mamma.

Nella vita niente è facile.

Ma io penso che crescere dei figli sia in assoluto la cosa più difficile e più gratificante allo stesso tempo.

Oggi io vedo due bambini che giocano insieme, dormono e mangiano senza bisogno del mio aiuto. Abbastanza grandi da giocare in maniera indipendente ma non abbastanza da rifiutare i miei abbracci.

Li vedo cosi vicini di età da essere in grado di condividere tante cose. Da giocare insieme, da ridere insieme.

Mi guardo indietro e mi chiedo come ho fatto.

Ma in un qualche modo ho fatto e sono orgogliosa di me e dei bambini che sto crescendo.

Ed è proprio così che dovrebbero sentirsi tutte le mamme: semplicemente ORGOGLIOSE di se stesse. Perché fare e crescere un o più  figlio è al cosa più bella e più difficile.

Ma anche quella che riempie maggiormente di soddisfazione.

 

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Le mamme si danno sempre colpe che non hanno

Le mamme si danno sempre colpe che non hanno

Le mamme si danno sempre colpe che non hanno.

Ieri ero al telefono col mio pediatra perché ad Enea era scoppiato un gran torcicollo. Dopo avermi spiegato la terapia è arrivata la mia domanda da mamma:” dici che gli è venuto per colpa mia perché l’ho lasciato dormire storto'”

La sua risposta è stata: “Voi mamme dovete smetterla di darvi colpe che non avete.”

Ci ho riflettuto e ho capito che aveva ragione.

Mi sento in colpa per non essere riuscita nel parto naturale, privando loro dei benefici della flora batterica con cui avrebbero dovuto entrare in contatto attraverso il parto naturale.