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Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi

Il terzo figlio viene su da solo… o quasi.

Quando ho saputo di aspettare il terzo il panico ha preso il sopravvento in me.

Un po’ per la situazione complicata, un po’ perché mi chiedevo come avrei fatto a gestire 3 bambini di cui un neonato.

Tutta la gravidanza ci ho scherzato tu dicendo che sarei finita in clinica psichiatrica nel giro di pochi giorni. E mentre fuori ridevo dentro di me di fatto piangevo.

Le ultime settimane di gravidanza sono state le più pesanti. Ero terrorizzata dall’idea di entrare in travaglio in un momento in cui ero sola con gli altri due figli e pregavo che il tutto partisse nel week end in cui eravamo tutti a casa.

Avevo allertato il mondo nel caso in cui fossi dovuta correre in ospedale e i miei figli erano a scuola cercando qualcuno che in caso di emergenza me li portasse a casa.

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio

Se pensate di non separarvi perché i figli sono piccoli sappiate che dopo sarà molto peggio.

Quante ne sento di coppie che non funzionano ma stringono i denti e restano insieme solo perché i figli sono piccoli. Magari fanno i separati in casa credendo di fare la cosa giusta verso i propri figli

Quante ne sento di donne frustate e infelici che decidono di rimandare la separazione col marito o compagno a quando i figli saranno grandi.

Se il vostro rapporto di coppia non funziona e pensate di non separarvi solo perché i figli sono piccoli vi dico col cuore in mano che stato sbagliando tutto per tanti motivi.

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La gravidanza NON è un momento felice per tutte.

Per molte lo è grazie al cielo.

Poi ci sono quelle per cui non lo è.

Ci sono donne che hanno problemi di salute e passano ogni singolo giorno della propria gravidanza a sperare che non sia l’ultimo.

Che non sia l’ultimo di un illusione.

Di una cosa felice, che avrebbe dovuto essere felice ed invece è solo una fila di pensieri, ansie paure che sussistono giorno per giorno.

Ci sono donne che passano l’intera gravidanza a letto, pregando e isolandosi dal mondo.

La gravidanza NON è un momento felice per tutte

La cui angoscia nessuno può comprendere fino in fondo tranne loro. Perché se la gravidanza in linea di massima non è una malattia per loro è come se lo fosse.

Poi ci sono le ragazze madri.

Quelle che agli occhi degli altri sono state tanto stupide da farsi mettere incinte dall’uomo sbagliato. Quello che si è dato alla macchia e pensa ai fatti suoi.

Quelle che la pancia che cresce è una vergogna. Da nascondere il più possibile.

Quelle che le visite le fanno da sole. In silenzio. Accompagnate dal rumore dei propri pensieri e dal senso di vergogna.

Che sanno che sarebbe un momento felice se non avessero sbagliato partner.

Se non fosse successo in quel momento.

Quelle a cui dicono che il bambino sarà la loro grande riscossa, ma al momento quella pancia è solo la dimostrazione e inequivocabile visibile dei propri errori.

Quelle che foto ricordo non ne vogliono, perché non vogliono ricordare il tormento e l’angoscia di quei mesi.

Vissuti tra vergogna e nascondigli.

Quella pancia che non doveva esserci e per cui il mondo si permette di giudicare.

Perché ci sono i contraccettivi, e come è mai possibile, pensa che donna stupida.

Ma come si fa a farsi mettere incinta nella sua situazione?

Poi ci sono le situazioni quelle sbagliate. Si parla tanto delle famiglie allargate che sono una realtà, ma solo chi le vive sa quanto siano situazioni difficili, complicate e dolorose. Quando ci sono di mezzo figli che fanno di tutto per rovinare le cose, perché i figli più crescono e più sono egoisti.

Dove ci sono di mezzo ex che ti vorrebbero al manicomio piuttosto che felice e fanno di tutto per mandartici.

Quindi no, la gravidanza non è un momento felice per tutte. E questo bisognava pur dirlo in un mondo social che vede sfoggiare solo pancioni al settimo cielo.

E se la vostra è una gravidanza felice arrivata al momento giusto e col partner giusto non smettete mai di ritenervi fortunate.

Perché lo siete e anche tanto.

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La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi

Mai citazione fu più adatta a questo particolare momento della mia vita.

E una cosa che ancora forse non ho metabolizzato del tutto. Un evento che nella stragrande maggioranza dei casi è felice, perché deve esserlo. Ma che a me ha colto alla sprovvista, e di cui ancora forse non sono del tutto consapevole.

E barcollo ancora tra momenti di felicità e momenti di depressione.

Sono su una barca in balia del mare che a volte è calmo e a volte è agitato più che mai.

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino

L’importanza della manualità nel bambino.

Il bambino deve imparare a scoprire e conoscere il mondo. E in che modo lo fa il bambino?

Il bambino scopre il mondo attraverso il gioco.

Attraverso il gioco sperimenta, e sperimentando capisce e conosce.

E la conoscenza da sicurezza, fiducia in se stessi.

Il gioco è quindi alla base di una crescita sana. Il gioco rappresenta le fondamenta dell’uomo o della donna che saranno quel determinato bambino.

Il gioco deve però, per essere efficace, deve essere tangibile e stimolare la fantasia e il pensiero.

Proprio per questo sono contraria ai videogames e i giochi virtuali.

Mentre via libera ai giochi che stimolano abilità, fantasia e voglia di crescere.

A mio figlio, tutto quello che sei per me

A mio figlio, tutto quello che sei per me

A mio figlio, tutto quello che sei per me

Sei nato senza dubbio per fare di me una persona migliore.

Vieni da me, fisicamente mi somigli, ma sei diverso da me nei modi, nei pensieri e nei sorrisi.

Tu sorridi alla vita. Sorridi sempre e senza paura di mostrare i tuoi dentini da latte.

Ti sciogli in un abbraccio solo quando sei stanco.

Ami stare in mezzo ai tuoi coetanei e non hai paura del giudizio della gente. Vai sempre avanti a testa dritta per la tua strada.

A mio figlio, tutto quello che sei per me

Ti stacchi da me con serenità perché sai che io da te torno sempre. Sei più sicuro di un adulto.

Sai stare in mezzo agli altri senza litigare. E ti sai isolare quando hai bisogno di stare solo con te stesso.

Io invece sono difficile. Sembro aperta ma  non lo sono. In mezzo agli altri dico sempre la cosa sbagliata e non mi so isolare quando dovrei.

Non sorrido quasi mai alla vita e il bicchiere per me è sempre mezzo vuoto. Sono capricciosa, arrabbiata e infelice spesso senza motivo.

Poi sei arrivato tu.

In quel pomeriggio sgangherato dove nulla è andato come doveva andare. Mi sono svegliata dolorante e tu eri li.

Con la calma e la serenità che ti contraddistingue.

Perché se i figli vengono da noi, spesso vengono per noi.

Non è facile trovare le parole giuste per raccontare cosa sei per me.

Sei il crollo dei miei pregiudizi.

Il sorriso di prima mattina.

Sei il sole che mi corre incontro e mi abbraccia.

Sei la boccata di ossigeno quando la negatività della mia esistenza mi chiude i polmoni.

Sei il mio uomo ideale, quello che immaginavo e che ho trovato in me stessa.

Forse quando eri nella mia pancia hai preso le cose belle di me, quelle che io tenevo nascoste e inutilizzate .

E ora ogni giorno mi insegni quanto sia bello stupirsi con poco, ridere a crepapelle e senza paura di mostrarlo.

Sei la bellezza della vita a forma di bambino.

Sei il mio raggio di sole

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Il secondo figlio non fa due ma duecento.

Il secondo figlio non fa due ma duecento.

e lo dico col senno di poi. Prima di fare il secondo figlio pensateci non una, non cento ma almeno mille volte. E poi pensateci ancora.

Perché il secondo figlio non fa due ma duecento.

Non importa quanto piccola sarà la differenza di età perché avranno sempre e comunque esigenze, necessità e desideri diversi.

Avranno bisogno del bagno nello stesso momento.

E mentre uno dormirà l’altro non lo farà perché non riesce a prendere sonno, ha sete, ha fame, ha mal di pancia deve fare cacca.

Mentre uno starà giocando con un oggetto che era rimasto nascosto per mesi e mesi nell’angolo più buio della stanza l’altro ne avrà improvvisamente bisogno. Ovviamente se il fratello non ci avesse giocato non ne avrebbe avuto bisogno.

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini.

E colei che magari ti ha tanto desiderato, perché non c’eri. Ma poi quando arrivi per davvero si accorge subito che a volte sei di troppo. E non ti vorrebbe più, ma poi ti vorrebbe di nuovo.

E colei che si rende conto che non è facile condividere la mamma. A volte lo fa volentieri, ma molto spesso è la cosa che odia più al mondo. Perché la mamma è la mamma.

Che quegli abbracci che erano tutti per se all’improvviso vanno divisi equamente. E che né la mamma né il papà sono divisibili fisicamente.

Una sorella maggiore è colei che è orgogliosa di te, ma a cui allo stesso tempo la tua presenza infastidisce.

Che ti porta in braccio ma si stanca subito. Che dice che sei carino, ma lei è più bella. E che i fratellini e le sorelline delle sue amiche sono molto più belli e bravi di te.

Una sorella maggiore è colei che ti ama con tutta se stessa. Ma che poi, allo stesso tempo ti odia.

5 cose da fare il primo mese di vita del neonato

5 cose da fare il primo mese di vita del neonato

5 cose da fare il primo mese di vita del neonato.

Posso dire di avere ormai bambini abbastanza grandi. Chi è già mamma lo sa, quando il più piccolo parla, va all’asilo e non usa più il pannolino può essere definito grande.

L’età dei bambini non è come quella degli adulti in cui pochi anni non fanno differenza. Nei bambini sono i mesi a fare la differenza.

Per questo non dobbiamo perderci nemmeno un attimo  della loro crescita.

A mio avviso il momento più dolce, romantico e allo stesso tempo faticoso e snervante è il primo mese di vita.

E un primo conoscersi, scoprirsi a vicenda. E un periodo fondamentale che resterà impresso nella mente e nel cuore tutta la vita. E anche se

mentre lo stiamo vivendo una parte di noi non vede l’ora che finisca, un giorno lo ricorderemo con dolcezza, e anche se non abbiamo mai dormito ci mancherà.

Ecco quindi le 10 cose da fare il primo mese di vita del proprio bambino:

  1. Contatto pelle a pelle. Il pelle a pelle viene consigliato nei primi giorni di vita per favorire l’avvio dell’allattamento. Ma è importante anche per la mamma e il bambino. E un momento intimo, dedicato solo al proprio neonato. Chiudete il mondo e i Parenti invadenti fuori dalla stanza. Il pelle a pelle è il passaggio della vita da dentro al pancia a fuori la pancia. Racchiude la transizione sia del bambino che della mamma.
  2. Annusare il proprio bambino e riempirsi le narici del profumo di neonato. Quel profumo di latte e di vita nuova. Quell’odore unico e cosi inconfondibile, l’odore del proprio bambino appena nato.
  3. Calco delle manine e dei piedini. I bambini crescono in fretta, questo crescere in fretta i primi mesi significa crescita in maniera esponenziale. Il calco che ricorderà le dimensioni  delle manine e dei piedini del neonato sarà sempre un bellissimo ricordo, da tenere e riguardare, e da far vedere a loro quando saranno grandi.
  4. Prendersi il tempo e non pensare alla casa e alle faccende. Nemmeno al lavoro. Il post parto, sopratutto nel primo mese è un periodo sacro. Da vivere nella propria intimità e pensando egoisticamente solo a se stesse e al proprio bambino. Tutto il resto può aspettare. Può aspettare la polvere, i panni da sistemare. Possono aspettare i parenti che esigono di essere invitati a casa. Almeno in questo mese lasciamo da parte i doveri e pensiamo solo ai piaceri.
  5. Questo non vale solo per il primo mese, vale per sempre. Le foto. Fate quante più foto potete perché non saranno mai abbastanza quando sarete soli in casa e quel neonato ormai fattosi grande avrà preferito la compagnia degli amici alla vostra.

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Due figli così vicini! Ma come ho fatto? Nulla è impossibile solo se sei una mamma.

Due figli così vicini! Ma come ho fatto? Nulla è impossibile solo se sei una mamma.

Due figli così vicini! Ma come ho fatto?

Ho partorito Enea che Carlotta aveva due anni e mezzo. Ora che lei ne ha 6 e lui 3 mi guardo indietro e la domanda che mi viene è:”Ma come ho fatto?”

Quando lei era più piccola di lui adesso, io gestivo lei e anche un neonato.

Il fatto è che quando sei dentro alle cose le vivi e in un qualche modo resti a galla. Tiri fuori risorse che non sapevi di avere senza nemmeno rendertene conto.

Vai avanti a testa alta.

Le mamme sono dei supereroi non c’è altra spiegazione. Nulla è impossibile solo se sei una mamma.

Quando ho deciso di fare Enea pur avendo Carlotta ancora piccola non mi rendevo conto di quello a cui sarei andata incontro. Volevo un secondo figlio e basta. Dicevo finché sono in ballo ballerò. Da uno a due cosa vuoi che cambi.