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Mese: Novembre 2016

Cosa fare quando il bambino batte la testa.

Cosa fare quando il bambino batte la testa.

Cosa fare quando il bambino batte la testa. Mini guida per genitori ansiosi.

Presto o tardi arriva per tutti i genitori : la prima caduta con botta in testa del proprio bambino..

La prima cosa che dovete fare è : non fate come me!!! non fatevi prendere dal panico! Anche se è la prima volta tenete presente che non sarà la sola, quindi calmatevi e ragionate.

Il Natale all’improvviso

Il Natale all’improvviso

Siamo a Novembre e a casa mia è già Natale!!

Si lo so è presto ma cosa ci posso fare se amo avere la casa piena di luci e colori del Natale!

Io non amo particolarmente il giorno di Natale, ma adoro le settimane che lo precedono.

Gnocco fritto modenese

Gnocco fritto modenese

Gnocco fritto modenese.

Con questa ricetta do il via alla nuova rubrica “Mammansia in cucina”, ovvero una mini raccolta delle ricette culinarie tipiche della mia città.

Man mano che cucinerò piatti tipici e gustosi vi darò la ricetta.

Lo gnocco fritto è in assoluto uno dei miei piatti preferiti! Per chi non lo conoscesse è una specie di pane, fritto, da accompagnare a salumi, formaggi e marmellate!

La ricetta che vi darò, che è quella originale della mia famiglia non prevede l’uso del lievito, infatti il gnocco fritto non è un piatto che necessita di lievitazione!

L’impasto però ha bisogno di qualche ora di riposo, quindi se volete cucinarlo per cena vi consiglio di impastarlo nel primo pomeriggio. Io e mamma ci siamo accorte che più l’impasto riposa più lo gnocco sarà buono!

Siete pronte?

Ingredienti:

  • 500 gr farina
  • 1 cucchiaio di sale
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 225 gr di latte
  • 25 gr  di acqua frizzante
  • olio per friggere (io uso olio di arachide) o strutto

Procedimento:

Mettete tutti gli ingredienti nella planetaria a iniziate ad impastare, l’impasto deve essere morbido e non appiccicoso.

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Una volta formata la palla di impasto avvolgetela in un canovaccio,  inseritela in un sacchetto di plastica e mettete a riposare in frigorifero.

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Più fate riposare l’impasto, meglio uscirà lo gnocco.

Un’ora prima della cena stendete l’impasto, lo spessore giusto è sui 3 mm, se volete un gnocco più morbido potete lasciarlo più alto, viceversa se preferite un gnocco più croccante potete farlo più sottile.

Tagliate a rombi e disponete i rombi su un vassoio di carta ricoperti da un canovaccio, lasciate riposare un oretta.

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Scaldare l’olio, perchè lo gnocco esca perfetto è necessario che l’olio sia caldissimo, e friggete!

Noterete che durante la frittura lo gnocco si gonfia benissimo anche senza aver usato il lievito!

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Servite caldo e accompagnato da salumi, formaggi e come dolce marmellate!

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Quello che avanza ,( se avanza) sarà buonissimo anche il giorno seguente scaldato leggermente nel fornetto o nel tostapane!

 

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Buon appetito!!!

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Non c’è sorriso che non nasca dal dolore. Il taglio cesareo.

Non c’è sorriso che non nasca dal dolore. Il taglio cesareo.

In questo articolo voglio spiegarvi cosa comporti a livello fisico subire un taglio cesareo. Non lo farò ovviamente in termini tecnici, mi limiterò a spiegarvi cosa si prova fisicamente durante e dopo. Sarà il punto di vista della paziente.

Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatsupp (WhatsApp) di classe

Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatsupp (WhatsApp) di classe

Tra i mali del mondi rientra il gruppo whatsupp di classe.

Benvenuti nell’era di internet, della digitalizzazione e della comunicazione immediata a tutta velocità.

Tutto si evolve, anche le chiacchiere tra mamme. Ed è cosi che è arrivato lui, il temibilis “gruppo whatsupp di classe”.

Letterina a Babbo Natale da una mamma

Letterina a Babbo Natale da una mamma

Letterina a Babbo Natale da una mamma

Caro Babbo Natale,

Io e te dobbiamo fare un discorsino.

Se ricordi qualche anno fa ti avevo chiesto due neonati modello “mangia, dorme e si addormenta da solo” e invece mi hai portato per ben due volte il modello “mangia, non dorme, e mi addormento solo attaccato alla mamma”.

Come dire, non finirò mai di ringraziarti lo stesso, perché anche se non sono il modello che avevo chiesto sono comunque due regali senza eguali, però insomma quest’anno ti chiederei qualche altro regalo.

Come prima cosa vorrei un po più di pazienza, ne ho tanta, però ci sono giornate che a mezzogiorno l’ho già esaurita e insomma lo sai sono una mamma, e di pazienza ne devo avere sempre a disposizione in abbondanza, e anche un po di scorta.

Poi vorrei un po più di ottimismo e spensieratezza, da quando ci sono loro vivo molto più in ansia, ho sempre paura per loro e lotto contro il mondo nel vano tentativo di proteggerli. Se non ne hai va bene pure una campana di vetro che ce li chiudo dentro e siamo a posto.

Vorrei anche, se possibile, qualche ora di sonno in più, tipo qualche notte intera, sai caro Babbo Natale è dal 2012 che non dormo una notte di filato.

Già che ci sei ti chiedo anche un po’ di capacità di mediazione per affrontare i capricci che quotidianamente devo affrontare.

Oppure un po di capacità di auto-rilassamento, o se non ce l’hai una confezione formato famiglia di camomilla extra forte,  che mi aiuti ad affrontare le giornate stremanti coi bambini!

Ne approfitto per chiederti se puoi mica dotare i bambini del pulsante di spegnimento, tipo che lo spingo e loro alle 21 si addormentano felici e sereni.

Vorrei ricordarti che nemmeno il Cicciobello che hai portato a Carlotta l’anno scorso era dotato dello spegnimento ed era anche più piagnone di Enea, con lui ho potuto ricorrere alla rimozione delle pile ma coi bimbi come si fa?

Pensavo anche mi farebbero comodo come aiuto in casa un paio dei tuoi elfi lavoratori, potresti prestarmeli? Tanto passato il Natale tu mica ne hai bisogno!

Quest’anno me le gioco tutte: puoi convincere il non-marito a sposarmi? Resti tu la mia ultima possibilità.

Grazie Babbo Natale, sono certa che tu esaudirai tutte le mie richieste!

Con affetto la tua Mammansia

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L’importanza dell’intimità dopo i figli

L’importanza dell’intimità dopo i figli

L’importanza dell’intimità dopo i figli. E qui mi sa che tocco un tasto dolente.

Il “Dopo i figli”, in realtà , comincia già col test di gravidanza positivo.

Potremo farlo? Farà male al bambino? E se facciamo qualche guaio? E se rompiamo le acque? E se il bambino ci sente?

Parenti invadenti

Parenti invadenti

Ma ammettiamolo chi di noi non ha avuto a che fare con l’invadenza di alcuni parenti dopo la nascita del primo figlio?

Non credo lo facciano con cattiveria, anzi ne sono certa. Però sono inopportuni e non se ne rendono conto.

La famiglia o la carriera

La famiglia o la carriera

La famiglia o la carriera . E’questa la scelta che troppo spesso si ritrovano a fare la mamme.

Fino a un figlio, anche senza aiuti , ma con tanta forza di volontà e sopratutto con uno stomaco di ferro le cose sono conciliabili quasi per tutte. Ma dal secondo figlio in poi le cose si complicano parecchio.

Se dopo il primo figlio il lavoro ce l’hai ancora, stai pur sicura che non avrai di certo lo stesso ruolo di prima della gravidanza.

Ricordo con amarezza il giorno in cui sono rientrata dalla prima maternità, Tempestina aveva solo 8 mesi quindi in totale ero rimasta a casa 10 mesi :” Bentornata! E ora c’è da rimboccarsi le maniche che si ricomincia da zero!

Avete letto bene: SI RICOMINCIA DA ZERO

Avevo iniziato a lavorare tre giorni dopo la discussione della mia tesi. Per anni avevo lavorato sodo, i primi mesi percependo solo un rimborso spese. Con costanza ed impegno avevo raggiunto il mio ruolo, i miei obiettivi.

Facevo la consulente informatica e come cliente avevo una delle aziende più importati d’Italia. Se facessi il nome restereste tutti a bocca aperta.

La famiglia o la carriera

Eppure era bastato restare assente 10 mesi per perdere tutto. Il mio ruolo era ormai stato assegnato a un’altra consulente di un’altra azienda e io mi dovevo solo rimboccare le maniche.

Quelle parole sono state peggio di una lama dentro la pancia. Quella mattina avevo lasciato per la prima volta la mia bambina di soli 8 mesi, avevo pianto il tragitto verso il lavoro e una volta arrivata a destinazione ero stata pugnalata.

Ma io sono forte e non mi arrendo, ho accettato, ingiustamente, di ricominciare da zero e piano piano ho conquistato un nuovo ruolo anche se ho dovuto cambiare completamente mansione e cliente.

Voi potete immaginare cosa significhi andare in ufficio e ELEMOSINARE qualcosa da fare? Quando al rientro dalla maternità non ti considera più nessuno. Non hai più il tuo ruolo, il tuo lavoro. E allora stringi i denti e cerchi di rientrare, dalla porta di servizio mentre qualcuno fa di tutto per tenerla chiusa.

La mia non è stata la situazione  di meschini datori di lavoro che al colloquio ti chiedono se intendi avere figli, anzi alla notizia della gravidanza tutti apparentemente felici e tanti abbracci per poi far trovare l’amara sorpresa al rientro.

E’ stato tutto molto più meschino.

Col secondo figlio però ho voluto darmi definitivamente la zappa sui piedi perchè se la situazione lavorativa si sa non aiuta le mamme, tutto il sistema le rema contro.

Mamme che corrono dal mattino alla sera incastrando pre e post scuola (perchè ricordiamoci che gli orari scolastici non coincidono mai coi normali orari di lavoro d’ufficio) che, nonostante tutto, danno il massimo, ma comunque si trovano sminuite, degradate. Perchè non si possono fermare alla riunione delle 20, perchè il week end vogliono dedicarlo alla famiglia perchè l’orario straordinario devono concordarlo con anticipo.

Leggi anche Beata te che LAVORI! Dissero alla mamma lavoratrice

Ma sopratutto perchè il tempo è prezioso e vogliono passarlo coi propri figli.

Per gli uomini è tutto più semplice. Loro non lo devono fare materialmente i figli, non li devono allattare e la nascita di un figlio non da mai troppo disturbo al datore di lavoro. Si prendono giusto quella settimana dopo il parto e stop.

E quante mamme a fine giornata sfinite si chiedono quanto ne valga la pena.

Vale davvero la pena lavorare tutto il giorno solo per pagare asili e baby sitter?

Vale davvero la pena stare cosi poco tempo coi propri figli?

Vale davvero la pena correre, correre tutto il giorno per arrivare a sera sfinite, con la casa in disordine e altre mille faccende da sbrigare?

Per alcune la risposta è si, per altre la risposta e no.

Ma il problema VERO è: PERCHE ci dobbiamo porre queste domande?

Non può esistere un sistema di wellfare che concretamente aiuti le famiglie, le mamme e le tuteli seriamente come lavoratrici?

Perchè adesso non lo sono, e nei rari casi in cui lo sono è esclusivamente per  il buoncuore del datore di lavoro.

Ma è questo il mondo che vogliamo lasciare alle nostre figlie?Per me NO.

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