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Tag: donne

Siamo mamme ma siamo soprattutto donne

Siamo mamme ma siamo soprattutto donne

Siamo mamme ma siamo soprattutto donne.

Siamo mamme e ciò significa che prima di essere mamme siamo state solo donne. In seguito siamo diventae ANCHE mamme.

Essere mamme non significa quindi rinunciare al nostro essere semplicemente noi stesse. Quelle di un tempo. Forse un po’ più leggere e spensierate ma comunque sempre noi stesse.

Siamo mamme e donne speciali.

Dieci lati positivi dell’essere una mamma lavoratrice

Dieci lati positivi dell’essere una mamma lavoratrice

Al numero 1 sempre e comunque l’INDIPENDENZA ECONOMICA. Che se un giorno vuoi comprarti una cosa solo perché ti piace non devi chiedere niente a nessuno e nessuno lo scoprirà mai. E se lo dovesse scoprire pazienza sono solo affari tuoi. Come il tuo conto corrente personale e il tuo estratto conto.

Le principesse 2.0 non baciano rospi per trovare un principe

Le principesse 2.0 non baciano rospi per trovare un principe

Le principesse 2.0 non baciano rospi per trovare un principe.

Le principesse 2.0 non cercano il principe azzurro a tutti i costi. Loro sanno bastarsi ed essere felici anche senza un uomo nei dintorni.

Le principesse 2.0 sanno cambiare la ruota dell’auto da sole o in alternativa col cellulare sanno chiamare l’assistenza stradale.

Possono guidare km e km da sole, nella nebbia, nel buio e nella neve perché non hanno bisogno del supporto di nessuno.

Alle pricicipesse 2.0 il veleno della strega altro ha fatto che risvegliare il senso di indipendenza.

Le principesse 2.0 sanno aggiustare il lavandino e il mobile ikea se lo montano ad occhi chiusi.

Le principesse 2.0 non voglio un principe solo per “vivere felici e contenti”. No loro vogliono VIVERE al massimo, godere della felicità e della serenità ogni giorno. Vogliono piangere e arrabbiarsi per sentire l’essenza della vita che scorre dentro alle vene. E ogni tanto brucia, altre volte fa il solletico.

Vogliono avere dei bambini, ma non vogliono votare la propria vita alla casa e alla calzetta.

Le principesse 2.0 salutano i propri bambini la mattina e non rinunciano alla propria carriera e alla propria indipendenza economica ma soprattutto mentale. E se rinunciano alla propria carriera lo fanno per scelta e non perché lo devono fare.

Le principesse 2.0 non sognano un castello ma un appartamento in centro, comodo ai servizi, alla scuola, al pediatra e alla palestra.

Le principesse 2.0 sono donne libere.

Sono donne cresciute sognando le fiabe, ma hanno imparato a tastare sulla propria pelle la ruvidezza delle realtà quotidiana. Hanno affinato gli artigli, indossato vestiti comodi senza rinunciare ai tacchi e con forza e coraggio, in sella alla propria auto hanno costruito la propria vita.

Le principesse 2.0 sanno bastarsi. Hanno capito che la felicità, quella vera, non può dipendere da nessuno se non da se stesse.

Che non è un rapporto stabile, solo perché stabile, a dare la felicità, perché la felicità e la serenità nasce solo da se stesse. Non puoi delegare la tua felicità ad altri perché non la troverai mai. La devi trovare in te stessa.

Le principesse 2.0 rileggono le favole di una volta alle proprie figlie ma cambiano il finale.

Il finale non è fatto di una damigella e un cavaliere che se ne vanno in sella al cavallo bianco del principe per vivere felici e contenti, ma di una damigella che in sella al suo cavallo passeggia di fianco al cavaliere,  ognuno possiede il proprio cavallo e se stanno vicini è solo perché vogliono farlo. Ognuno dei due é libero di cambiare strada quando e come vuole.

La damigella e il cavaliere si completano ma non dipendono uno dall’altra.

Si tengono per mano, ma anche senza mano ognuno è in grado di camminare senza cadere. E nessuno dei due ha paura della solitudine.

Le principesse 2.0 amano, amano con follia e senza remore.

Hanno pianto per amore nel silenzio di un appartamento buio e silenzioso. Poi con coraggio si sono asciugate le lacrime e si sono rimesse il rimmel che era colato.

Le pricipesse 2.0 hanno il cuore spezzato e poi aggiustato.

Hanno amiche con cui curare le ferite dell’animo ma soprattutto hanno tanto coraggio.

Le principesse 2.0 hanno molto più coraggio dei tanto decanatati principi.

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Le peggiori nemiche delle donne sono le donne stesse

Le peggiori nemiche delle donne sono le donne stesse

Le peggiori nemiche delle donne sono le donne stesse.

Mi dispiace dirlo ma è proprio così.

Viviamo in una società dove le donne, in nome di un emancipazione femminile che dovrebbe ormai essere data per scontata, sono in costante guerra con le altre donne.

E così ci sono le super mamme, pronte a dare addosso alle altre mamme.

A tutte le donne che…

A tutte le donne che…

A tutte le donne che affrontano la vita con coraggio e determinazione; A tutte le donne che ogni giorno si alzano e vanno a lavorare, magari dopo una notte in piedi passata a cullare un neonato o a calmare una tosse o a consolare da […]

Quando LUI ha l’influenza

Quando LUI ha l’influenza

Quando LUI ha l’influenza.

C’è solo una cosa peggiore del parto, delle pulizie di Natale, della montagna di roba da stirare lasciata li per settimane: quando LUI ha l’influenza.

Non so voi, ma ai primi segni di debolezza del mio lui a me inizia a tremare l’occhio dallo stress.

Lo vedi che si spegne lentamente, si accascia sul divano come un superstite di guerra e già li intuisci che non sai se e quando si rialzerà.

LUI sta male e non è più in grado di fare nulla. Ma quando dico niente intendo proprio niente. Nei casi più gravi si trascinerà fino al letto, si rannicchierà sotto le coperte al buio e guai a fare troppo rumore o fargli una domanda.

Quando LUI sta male c’è solo LUI e la sua sofferenza. Tutto il resto del mondo passa in secondo piano.

Chiederà della madre anche se questa abita a 1000 km di distanza, a seguire chiederà un notaio perchè consapevole di non aver ancora fatto testamento.

Quando lui stava male ho chiamato la madre chiedendole se glielo potevo spedire con posta prioritaria. Mi ha risposto che era molto dispiaciuta che fosse sabato pomeriggio e l’ufficio postale fosse chiuso.

Peggio del bambino più capriccioso molto spesso nemmeno si farà misurare la febbre perchè, secondo lui, è evidente che sia già sopra i 40 ( poi gliela misuri e ha 37,2).

Ci sono poi gli uomini di una volta, tipo mio padre, secondo cui la cura per la febbre è il sudore. Me lo ricordo mio padre che si copriva con 6/7 coperte e l’asciugamano dietro al collo per il sudore. Poi si lamentava e chiamava mia madre accusandola di averlo abbandonato ( uando lei era solo nell’altra stanza).

Se poi lui viene preso dal virus intestinale fatevi un bel segno della croce perchè molto probabilmente non sarà nemmeno in grado di arrivare al water e vi ritroverete a pulire vomito per settimane.

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Questa differenza nell’affrontare i malanni di stagione è evidente già da piccolissimi. Con lo stesso raffreddore Tempestina si lamenta un pò ma poi dorme, Sempreallegro invece mi fa passare notti in bianco lamentandosi per un naso tappato.

Già i lamenti. Quando sta male per non infettare i bambini lo faccio dormire nella stanza piccola, lo lascio nel suo dolore e chiudo la porta. Ma lui ritmicamente mi ricorda che c’è e sta soffrendo lanciando un grido di dolore.

Ci deve essere una spiegazione scientifica, probabilmente i virus attaccano diversamente le donne dagli uomini perchè noi, una giornata intera a letto causa mal di pancia non ce la facciamo MAI.

Febbre? Antipiretico e via di corsa a prendere i figli a scuola!

Mal di pancia? Pastiglietta e via a portare i bambini in palestra!

Vomito? Altra pastiglia e corsa a fare la spesa!

Sarà forse perchè loro POSSONO PERMETTERSI di stare male e noi NO?

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