L’acquario ed il pesce pulitore… pensieri di figlia

Pesce pulitore e acquario
Pesce pulitore e acquario

Pesce pulitore

Chi l’avrebbe mai detto che un pesce pulitore mi avrebbe fatto piangere.

Qualche settimana fa sono andata a prendere Figlia 2 in palestra. Mentre aspettavo, c’era Mario (uno degli istruttori di nuoto che in quel periodo si stava occupando anche del centro estivo) con un bimbo che fa appunto il centro estivo. Era pomeriggio. Ed i due stavano aspettando che arrivasse il padre a prendere il bambino, perché l’orario del centro estivo era terminato.

E Mario, per intrattenerlo nell’attesa, gli stava facendo vedere l’acquario, dove c’è un pesce pulitore. Adesso è ancora piccolino, perché lo hanno preso da poco. Ma Mario gli stava spiegando che quei pesci crescono in base a quanto è grande l’acquario. Ed allora quel pesciolino potrebbe diventare lungo anche 15/16 cm.

Quello che dicevi anche tu di questi pesci.

E ho ripensato al nostro pesce pulitore, che avevamo nel nostro acquario, che era veramente così lungo. Mi sono informata. Quel tipo di pesce si chiama ancistrus ed è chiamato anche mangia alghe o pulivetro. Perché quello è il suo compito all’interno dell’acquario. Che poi in realtà è un pesce come gli altri, non si nutre solo di alghe e bisogna dargli da mangiare come si fa con gli altri. Però lo vedi spesso attaccato al vetro dell’acquario o alle rocce, nel suo compito di pulitore! Un pesce che può vivere anche 10 anni. Ed infatti il nostro non so quanti anni avesse, ma decisamente tanti!

Ogni volta che vado in palestra e vedo quell’acquario, mi viene da piangere. È uguale al tuo Acquario. Ci sono tanti pesci che avevi anche tu. Ogni volta che entro in palestra, ti penso. E non resisto più di un minuto davanti a quell’acquario. È bello vederlo. Ma fa veramente tanto male.

Provo ad avvicinarmi per guardarlo. Ma dopo poco devo allontanarmi. Per non scoppiare a piangere. Ogni volta è così. Ci provo a resistere, ma quell’acquario mi fa troppo pensare a te. Ed ancora non sono in grado di reggere la sua visione. Magari, piano piano, poco a poco, ci riuscirò. E il bello è che l’hanno messo più o meno nel periodo in cui tu te ne sei andato. Una coincidenza, che però in quel periodo avrei preferito non ci fosse.

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