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Essere rappresentante di classe ai tempi del Coronavirus

Rappresentante di classe ai tempi del Coronavirus
Rappresentante di classe ai tempi del Coronavirus

Rappresentante di classe ai tempi del Coronavirus

Rappresentante di classe ai tempi del Coronavirus, che vuol dire? Se già diventare rappresentante dei genitori a scuola non è semplice in condizioni normali, figuriamoci durante una pandemia. Io ho scelto di essere rappresentante nella prima elementare di mia figlia, dopo esserlo stata alla scuola materna. Nessuno voleva farlo. E conoscendo già la scuola, mi sono proposta, per la gioia di tutti gli altri genitori che non dovevano più rischiare di essere scelti per candidarsi. Ovviamente sapevo che assumere questo compito non è semplice, visto che avere a che fare con 40 genitori può essere complicato. Ma sicuramente ad ottobre non mi aspettavo che avremmo dovuto affrontare una pandemia, con conseguente chiusura delle scuole e avvio (non senza difficoltà) della didattica a distanza.

E così mi ritrovo ad essere l’unico punto di contatto tra i genitori e le maestre. Mi ritrovo a sentire le lamentele dei genitori che vorrebbero una didattica maggiore o quelle dei genitori che vorrebbero meno compiti. Mi ritrovo a cercare di aiutare, per quanto possibile, i genitori che hanno difficoltà ad accedere alle piattaforme attivate per la didattica a distanza, come ad esempio Officer 365, la cui procedura di attivazione non è proprio una cosa veloce. O la piattaforma su cui le maestre ci inviano i compiti da fare.

Cerco di star dietro a tutte le diverse richieste delle mamme, per riportarle alle maestre. E alle informazioni che ci danno le maestre, da riportare ai genitori. Non è facile per nessuno. Per le maestre, perché riuscire a fare una didattica che accontenti tutti è veramente impossibile, tra chi vorrebbe di più e chi vorrebbe di meno. Conosco mamme (non della mia classe) che non vogliono improvvisarsi maestre e che non ne possono più di aiutare i bambini a fare i compiti.

Sicuramente ci vuole molta pazienza. Star dietro a tutto e tutti non è spesso semplice. Ma con un po’ di collaborazione da parte di tutti i genitori e da parte delle maestre possiamo trovare il modo per andare avanti. E’ una situazione veramente straordinaria. Una situazione a cui nessuno aveva pensato. Una situazione che non potevamo nemmeno immaginare.

Quando sono stata eletta rappresentante immaginavo che l’impegno richiesto sarebbe stato principalmente per le 3 o 4 riunioni che ci sono durante l’anno. O per soddisfare qualche richiesta da parte delle maestre per la scuola. E di farmi portavoce dei genitori con le maestre per le problematiche generali. Ma le problematiche quotidiane che ci possono essere a scuola sono decisamente diverse rispetto a quelle che ci ritroviamo ad affrontare con le scuole chiuse e la didattica a distanza.

E così mi divido tra la chat di classe, le chat private con genitori che mi contattano per chiedere informazioni o spiegazioni (che magari hanno perso sulla chat di classe), la chat con le maestre e la chat con i rappresentanti di istituto (per le richieste, come la possibilità di tornare a scuola a recuperare i libri, da inoltrare alla preside). Tante chat, tante chiacchiere, tante informazioni che passano…

Non lo avevo immaginato nemmeno lontanamente, ma vado avanti, cercando di fare del mio meglio! Finirà prima o poi e si spera che il prossimo anno scolastico sia più semplice…

Image by Miloslav Ofúkaný from Pixabay

2 Risposte a “Essere rappresentante di classe ai tempi del Coronavirus”

  1. Da genitore, capisco bene il carico che ha un rappresentante, ma non ti lamentare, mia moglie è medico di pronto soccorso in un ospedale covid, sta facendo tripli turni per mancanza di personale ed è rappresentante di classe della prima e della quinta. In pratica in due mesi ha bruciato già un telefono , e non tutti i genitori capiscono la situazione e ti dicono grazie di quello che fai. C’è sempre quello , che ti ha spinto a farti eleggere per non avere problemi e che pensava di poterti giostrare. Ma avendo spinto una persona imparziale al ruolo che gli pesava, ora gli da fastidio e critica tutto l’operato. E un mondo difficile, con situazioni create ad arte da certi genitori per screditarti. In bocca al lupo.

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