Il colmo dei consigli non richiesti

Qual è il colmo dei consigli non richiesti?
No, non è l’inizio di una barzelletta, ma la fastidiosa realtà.

Il colmo dei consigli non richiesti consiste nel fatto che le persone a noi care, con i loro consigli vorrebbero aiutarci ed invece provocano l’esatto contrario: ci mettono in difficoltà, minano la nostra autostima, generano in noi insicurezza.

Ma come mai nessunA (ebbene sì, al 99,9% sono donne), che sia la suocera, la nuora, la vicina di casa o la venditrice di campioncini gratuiti in farmacia, non riesce a stare zitta?

in realtà secondo me, il motivo che sta alla base di tutto ciò è nobile: poiché un neonato è totalmente dipendente, la natura ha fatto sì che fosse “programmato” per stimolare negli altri l’istinto di accudimento. Questo è il piano B della Natura: se la mamma non riuscisse a prendersi cura del bambino (pensiamo a tutti i paesi del mondo ed a tutte le epoche storiche), ci sarebbe tutto il resto delle persone che gravitano intorno a lei, che supplirebbero a questa mancanza.

Fino a pochi decenni fa, era comune che una neo famiglia abitasse con i genitori, andando ancora più indietro troviamo facilmente case abitate anche da zie ed altri parenti.

Quindi magari abitavamo insieme alla Zia Abelarda che ci diceva che stavamo viziando il nostro bambino – mortificandoci, però poi cucinava 678 pietanze a pasto perché ci vedeva sciupate.

Oggi invece ci telefona la Zia Sciantalll dal Centro Benessere e ci dice di farlo un po’ piangere ‘sto ragazzino e di andare con lei a farsi il semipermanente alle unghie. “Zia ma veramente sto allattando il bimbo…ed ho pure una fame boia!”… “Chiama Just Eat cara, che dopo mi tocca la piega”.

Ovviamente come mio solito sto estremizzando, ma secondo me il concetto è questo: SE MI DAI UN AIUTO PRATICO, PASSO SOPRA AL FATTO CHE STRAPARLI. Se invece ti fai i fatti tuoi e parli e basta, allora no.

Nella società di oggi, praticamente tutti i neo genitori abitano da soli e spesso il papà sta fuori tutto il giorno per lavoro. Tante nonne lavorano ancora, non si vive tutti vicini e sempre più giovani cambiano città per motivi lavorativi.
Ecco che allora gli aiuti pratici faticano ad arrivare, mentre una telefonata che genera dubbi e tristezza, si può sempre fare.

Facciamo un patto allora: se vuoi darmi qualche consiglio mi porti anche un piatto di lasagne. Masticherò a bocca aperta, mugugnerò dal piacere e sentirò la metà del tuo blaterale.

Non mi prendo abbastanza cura di me stessa? Ok vieni qui e ninni il bimbo quelle due ore e venti che mi servono per un bel bagno rilassante e una super dormita.

La casa è un disastro? Hai ragione, l’aspirapolvere è di là nel ripostiglio comincia pure dal salotto.

Siete d’accordo?

Come metterlo in pratica? Ho scritto in precedenza articoli a riguardo, vi metto i link di seguito:

Per fare questo prima di tutto bisogna darsi il permesso di FARSI AIUTARE: https://blog.pianetamamma.it/diariodiunamammabradipa/mamme-fatevi-aiutare/

E soprattutto NON essere le prime a DARCI delle COLPE:
https://blog.pianetamamma.it/diariodiunamammabradipa/mamme-non-colpevolizzatevi/

Consideriamo infatti che ci troveremo sempre a che fare con persone che ci faranno sentire in colpa e che ci preannunciano futuri disastrosi come le mamme gufatrici:
https://blog.pianetamamma.it/diariodiunamammabradipa/le-mamme-gufatrici/

E che non la smetteranno nemmeno quando aspetterete un altro bambino:
https://blog.pianetamamma.it/diariodiunamammabradipa/eh-perche-lo-sente-tecniche-far-sentire-colpa-futura-bis-mamma/

La cosa più importante di tutte però, è quella di non fare la guerra tra di noi
( https://blog.pianetamamma.it/diariodiunamammabradipa/combattiamo-il-bullismo-tra-mamme-mother-shaming/. ), perché noi mamme un giorno saremo suocere, nonne, vicine, conoscenti di… e se avremo imparato ad accettare pensieri ed esperienze diversi dal nostro –  oggi, potremo essere migliori domani.

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