La soluzione è il part time. No la soluzione non esiste.

La soluzione è il part time. No la soluzione non esiste.

Lavoro in ufficio part time. “Che fortuna” esclamerete in molte.

Ma con questo articolo voglio dirvi che la soluzione, quando si hanno dei bambini, non è nemmeno il part time.

Innanzitutto col part time lavori, ma agli occhi degli altri e specialmente dei colleghi non fai nulla.

Lo capisco che agli occhi di una persona che lavora full time vedere il collega che fa part time faccia pensare che lo stesso lavori quasi zero. Ma vi assicuro che si lavora, eccome se si lavora, anzi molto spesso ti trovi a fare le cose che altri devono fare in otto ore nella metà del tempo.

La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi

La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi.

Vi prego parliamone perché io da quando ho ripreso a lavorare sto toccando con mano la drammaticità della cosa.

Gli orari scolastici dei figli e quelli lavorativi dei genitori sono totalmente incompatibili.

Vogliamo poi parlare delle vacanze? Quelle estive, di Pasqua, di Natale, i ponti, gli scioperi e chi più ne ha più ne metta.

Le scuole chiuse d’estate per quasi quattro mesi. Quattro mesi di ferie che nessun lavoratore ha.

Se potessi scegliere di non lavorare, non lavorerei e senza rimpianti

Se potessi scegliere di non lavorare, non lavorerei e lo farei senza rimpianti.

E’ di pochi mesi fa il mio articolo No non volevo fare la mantenuta e mai lo farò e distanza di pochi mesi, dopo aver ripreso a pioeno ritmo la vita di mamma lavoratrice, ritratto tutto e ad oggi affermo senza vergogna che: se potessi fare la mantenuta lo farei volentieri.

Le mamme e il mobbing sul lavoro. Storie italiane ordinarie

Quello che racconterò non vale per tutte, ma ahimè per molte donne e mamme.

Sei sempre stata una brava lavoratrice, efficiente, precisa puntuale. Senza dubbio con una bella carriera davanti.

Poi un giorno decidi di diventare madre e improvvisamente tutto cambia.

Molti colleghi uomini iniziano a guardarti male perché avrai diritto a ben 5 mesi di maternità, come se stessi per andare a passare cinque mesi di relax su un’isola tropicale. Perché loro non hanno figli, e se li hanno, il grosso lo ha fatto la moglie tanto erano impegnati a dedicarsi alla loro carriera e ai loro successi professionali più importanti di ogni altra cosa al mondo.

Diventi madre e imporvvisamente le tue capacità svaniscono e non sei più la lavoratrice efficiente del giorno prima ma solo una delle tante e senza dubbio sostituibile in poco. Magari con un qualche stagista a costo zero.

In Italia non si fanno più figli. Chissà come mai

In Italia non si fanno più figli. Chissà come mai.

Ieri per sbaglio ho guardato il telegiornale, notiziona del giorno: in Italia la natalità è in calo. 

Ma davvero? E chissà come mai vero?

Partiamo dall’inizio. Hai studiato, cerchi lavoro. Hai una botta di fortuna e lo trovi. Inizi con sei mesi di stage, che se ti va bene lavori come gli altri, spesso più degli altri, ma prendi giusto un rimborso spese. E ringraziare prego.

No non volevo fare la mantenuta e mai lo farò

No non volevo fare la mantenuta e mai lo farò.

E questo articolo rappresenta il mio dito medio contro tante persone. Che hanno giudicato, criticato e offeso le mie scelte senza mai avere il coraggio di dirmelo in faccia.

Dopo la nascita di Enea a malincuore ho dovuto lasciare il mio lavoro. Ho scelto di lasciare il mondo lavoro in maniera del tutto temporanea.

C’è una vita lavorativa dopo la maternità?

C’è una vita lavorativa dopo la maternità?

Non lo so. Dopo la seconda maternità ho fatto una scelta di cui onestamente oggi, col famoso senno di poi, mi pento amaramente.

So quanto sia difficile lavorare e gestire dei bambini piccoli e di quanto siano lunghe, tristi e buie le giornate al rientro a lavoro dopo la maternità.

Dopo la prima figlia, grazie all’insostituibile aiuto di mia mamma, sono riuscita a rientrare.

E’ stata davvero dura, non avevo più le mie mansioni, mia figlia mi mancava come l’aria ma avevo bisogno dello stipendio e sono andata avanti. Più che una scelta è stata una costrizione.