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Scuola a distanza, qualche chiarimento

Scuola a distanza
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Scuola a distanza

C’è bisogno di chiarire la mia posizione sulla scuola a distanza. Dopo il mio articolo sulla didattica a distanza, ho ricevuto un commento in cui vengo “accusata” di cercare insegnanti badanti e di volermene lavare le mani (neanche fossi Ponzio Pilato!). E che anzi dovrei apprezzare il fatto di stare a casa e potermi occupare dell’insegnamento delle mie figlie. Vorrei fare qualche chiarimento, perché da un commento del genere mi viene da pensare che il mio discorso è stato completamente frainteso.

Non cerco insegnanti badanti. Non ho mai considerato le maestre come delle badanti. E di certo non me ne lavo le mani per quello che riguarda l’istruzione delle mie bambine. Non sono e non saranno mai un peso e non cerco qualcuno a cui scaricarle perché non riesco a gestirle a casa. Non è questo il punto.

Il punto è un altro. Si parla tanto di didattica a distanza. E viene esaltata perché la scuola a distanza funziona alla grande. Gli alunni continuano a studiare come prima. I programmi continuano ad essere portati avanti come prima. Ecco, mi fa piacere se in molte scuole sia così. Mi fa piacere che ci siano scuole che riescono ad equiparare la didattica frontale a quella a distanza. Ma non si può nascondere la testa sotto la terra e affermare che per tutti sia così. Perché non è vero.

Ci sono scuole dove le lezioni a distanza non sono mai iniziate e non si sa se inizieranno. Scuole dove ai bambini viene mandato solo qualche compito da fare durante la settimana. Compiti che, a detta delle stesse insegnanti, sono solo la punta dell’iceberg rispetto a quello che farebbero a scuola. Ed allora non mi venite a dire che questa didattica sia molto vicina a quella che si farebbe in classe.

So di insegnanti che mandano solo schede. Insegnanti che in quasi 2 mesi sono letteralmente spariti. Insegnanti che al contrario ogni giorno registrano video lezioni da mandare ai bambini, visto che non possono fare video lezioni online. Insegnanti che correggono i compiti e mettono giudizi o voti. Ed altri che non correggono nulla. Insegnanti che lavorano fino a mezzanotte per preparare le lezioni e mandarle ai propri alunni. Altre che invece mandano 2 pagine a settimana e basta così. Ed allora non mi venite a dire che è la stessa cosa. So cosa avviene nella nostra scuola. E quello che avviene in altre scuole. Ognuno ha un’esperienza diversa.

Ed anche i genitori la vivono diversamente. C’è chi si lamenta della poca didattica e chi la considera anche troppa, perché non riesce a star dietro ai compiti o alle schede da salvare. Per non parlare di chi non ha un pc a casa e non riesce nemmeno a scaricare i compiti da fare. Però non si può negare il fatto che a scuola lavorerebbero 100 volte di più. Se mi si dice che la didattica continua anche se le scuole chiuse, dobbiamo accontentarci di un misero 5% rispetto a quello che farebbero a scuola? Questo veramente vuol dire continuare la didattica? Se è così, alzo le braccia… veramente.

Ma se invece così è obiettivamente poco e si potrebbe fare molto di più, allora io pretendo che venga fatto. Per il bene dei bambini. Altrimenti ditemi chiaramente che andrebbe fatto, ma gli insegnanti non possono e non riescono a farlo. E me ne farò una ragione. Ma non venitemi a dire che questa è la didattica che funziona. Perché sembra veramente una presa in giro. Io posso organizzarmi e creare una didattica che possa andare in parallelo con quello che ci arriva da scuola, per far esercitare le bambine sui nuovi argomenti. Nulla mi vieta di farlo e già lo sto facendo. Ma voglio capire perché devo farlo io, se dal Ministero dell’Istruzione poi viene detto che le lezioni a distanza funzionano benissimo.

Conosco anche insegnanti che lavorano duramente e che, vedendo altre colleghe che invece non fanno niente, pensano che queste ultime stiano un po’ “rubando” lo stipendio, che gli viene pagato regolarmente ogni mese, come quando andavano a scuola. Ci sono insegnanti che si impegnano per cercare di portare avanti il programma e trasmettere un po’ di normalità ai propri studenti. Per quanto sia possibile…

Insomma, stiamo vivendo una situazione straordinaria. Una situazione a cui non eravamo pronti. E molte scuole non erano pronte ad affrontarla. E si vede. Io come genitore mi impegno, non voglio riversare tutto sugli insegnanti, ma gradirei vedere un impegno maggiore anche dall’altra parte. Altrimenti vado di homeschooling e basta.

Chiedere di avere una maggiore didattica non significa non volersi interessare ai propri figli. Semplicemente stiamo chiedendo che ci venga garantito un diritto, come viene garantito a molti studenti. E’ chiedere troppo?

Se l’insegnante di ginnastica della palestra riesce a fare lezione 3 volte a settimana e a preparare e mandare ogni giorno esercizi da fare, SENZA ESSERE PAGATA, perché una maestra o un maestro non possono riuscire a organizzare una didattica un po’ più corposa?!? Ma veramente stiamo chiedendo troppo? O l’indicazione principale è solo quella di non disturbare i genitori che non vogliono perdere tempo a seguire i figli? Perché una delle motivazioni per cui non si vogliono dare troppi compiti è proprio quella di non “sovraccaricare” i genitori.

Io non do la colpa alle maestre, perché stanno semplicemente seguendo le indicazioni che hanno dai presidi degli istituti scolastici. E stanno cercando di fare del loro meglio. Alcune si sono trovate impreparate ad affrontare una situazione simile e posso capirle. Non tutte hanno dimestichezza con la tecnologia. Ma a tutti è richiesto qualche sforzo in più. Ed allora diamoci da fare.

Image by Виктория Бородинова from Pixabay

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