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Quando inizia il Carnevale: ecco il giorno preciso

Quando inizia il Carnevale
Quando inizia il Carnevale

Quando inizia il Carnevale

Quando inizia il Carnevale? Il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate. C’è anche chi dice che questa festa inizia 70 giorni prima di Pasqua e quindi ogni anno la data di inizio cambia, come cambia l’ultimo giorno, il Martedì Grasso. Ma per me, no. Inizierà sempre il 17 gennaio come mi raccontava mia nonna.

Ed in effetti, andando a cercare informazioni più precise, è vero che in molti paesi e regioni d’Italia per il giorno di Sant’Antonio si organizzano grande feste e si dà inizio al Carnevale. Quindi questa è, a tutti gli effetti, una tradizione da rispettare. Ma perché questo santo viene anche associato alla festa in maschera più importante dell’anno?

Sant’Antonio Abate è il santo protettore degli animali domestici. Ed infatti in questa giornata gli animali domestici in genere vengono benedetti in Chiesta. Viene anche chiamato il “santo del porcellino“, facendo riferimento al fatto che il Diavolo, quando cerca di tentare qualcuno, spesso si manifesterebbe sotto forma di un porcellino. Il santo viene spesso raffigurato con un piccolo maialino ai suoi piedi. E si dice che abbia guarito un porcellino zoppo. Per questo anche i maiali venivano benedetti dai sacerdoti, insieme agli altri animali della stalla.

In suo onore vengono anche organizzati i cosiddetti “falò di Sant’Antonio“. Per tradizione vengono infatti raccolti tanti pezzi di legna, che sono utilizzati per realizzare una grande catasta, a cui viene dato fuoco la sera del 16 gennaio. E si fa una grande festa intorno a questo fuoco. Al termine della festa, ogni persona può portare a casa un tizzone ardente, che deve custodire come protezione contro la rigidità dell’inverno. Questa tradizione nasce dalla leggenda secondo la quale il Santo era andato all’inferno per riprendere un maiale che il Diavolo gli aveva sottratto. E, tornando sulla terra, aveva scaldato il mondo con la sua ferula, che aveva preso fuoco dalle fiamme della Geenna.

Sempre secondo un’altra storia della vita del Santo, quando si trasferì in Italia, un contadino gli offrì un maialino. Secondo la tradizione il maialino non può avere una dimora fissa ed appartiene a tutti. Così quando ha fame, si ferma davanti alle case e chi ci abita deve dargli da mangiare. Da qui poi si è passato alla tradizione secondo la quale chi aveva più disponibilità di beni doveva donare qualcosa ai meno abbienti. Così nella notte di Sant’Antonio, si organizzano dei cori che passano per il paese e le compagnie, in cambio della rappresentazione che fanno, ricevono cibi in dono. Doni con i quali poi si fa festa. Queste feste hanno anche un significato carnevalesco, perché durante le festività carnascialesche si mangiano dolci e prelibatezze, che poi sono vietati durante il periodo della Quaresima. Ed allora con la festa di Sant’Antonio si può dare il via ai festeggiamenti carnevaleschi.

Ecco perché le due feste sono legate.

L’altra tradizione vuole invece che si dia inizio alla festività carnascialesca con la Domenica di Settuagesima, che, liturgicamente, è la domenica che dà inizio al tempo di preparazione alla Quaresima (e dalla quale si iniziava anche a non mangiare carne nei giorni feriali). Questa domenica, che cade 70 giorni prima di Pasqua) dà inizio al Tempo di Settuagesima, un tempo liturgico basato sulla penitenza, che termina con il Martedì Grasso. Per questo viene associato anche alla festa in maschera e alcuni partono da questa data per dare inizio ai festeggiamenti.

Ma io personalmente preferisco la tradizione che lo fa cominciare il 17 Gennaio. E voi?

Image by 5598375 from Pixabay

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