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Primo giorno alla scuola elementare

scuola elementare
Quaderno degli avvisi alla scuola elementare

Scuola elementare: il primo giorno

Ed eccoci arrivati al primo giorno della scuola elementare.

Probabilmente ero più emozionata io di mia figlia. Da alcuni giorni sento come un’ansia dentro. E anche ieri sera la sentivo nello stomaco. Era dai tempi in cui andavo a scuola io che non provavo qualcosa di simile. O dai tempi in cui si avvicinava un esame all’università.

Era come se dovessi iniziare io la scuola elementare.

Magari in un certo senso è così… mia figlia comincia la scuola elementare da alunna e si appresta ad affrontare un anno scolastico molto diverso rispetto a quelli a cui era abituata. Un nuovo inizio. Un primo inizio del vero e proprio percorso scolastico.

Io invece inizio la prima elementare come mamma. Dovrò scoprire le “abitudini” della scuola elementare. Dovrò conoscere le nuove maestre. E dovrò abituarmi ad un nuovo concetto di scuola. E’ la scuola che li porterà a diventare grandi e a diventare ancora più autonomi e indipendenti.

E lo abbiamo visto da subito questa mattina. Alle 9.00 ci hanno fatto entrare tutti quanti in palestra, per accogliere i nuovi bambini e svelarci (finalmente) le classi. I bambini di quinta elementare hanno letto una specie di poesia per i nuovi arrivati. E poi la vice coordinatrice della scuola ha chiamato i bambini in base a come erano stati assegnati alle 2 classi formate. E man mano che venivano chiamati, dovevano passare a prendere un quadernino preparato per loro dai bambini più grandi, che servirà come diario per quest’anno, e poi raggiungere gli altri bambini della loro classe. E a quel punto, dopo aver formato ufficialmente le 2 sezioni, mentre io pensavo che li avremmo accompagnati in classe, la vice coordinatrice ci ha invece invitati a salutare i bambini, perché sarebbero andati in classe da soli con le maestre. E’ arrivato il momento di tagliare il cordone ombelicale che ancora ci lega a loro.

E da domani sarà sempre così: li accompagneremo fino all’entrata della scuola e poi andranno da soli in classe. All’uscita li aspettiamo fuori dal cancello. Le maestre li portano fuori e appena il bimbo vede chi è venuto a prenderlo, lo lasciano andare. Un cambiamento notevole rispetto a pochi mesi fa.

L’orario di oggi? Dalle 9.00 alle 14.30.

Ed io in trepidante attesa per scoprire che cosa avevano fatto il primo giorno di scuola. In trepidante attesa di ascoltare il racconto di mia figlia, per capire come si è trovata questo primo giorno. Nuove maestre, nuovi compagni di classe, nuove abitudini. 

La gioia nel vedere la sua emozione e il suo entusiasmo all’uscita di scuola. Come è arrivata da me ha subito tirato fuori il suo quadernetto degli avvisi per farmi vedere cosa aveva scritto oggi e per dirmi che doppiamo comprare un quadernone con i quadretti più grandi.

E poi il suo racconto è stato molto interessante. Mi ha travolta col suo entusiasmo da primo giorno di scuola. E’ stato molto bello. Si è trovata bene, si è divertita e spero che questo entusiasmo le rimanga per tutto il resto dell’anno scolastico.

Mi ha raccontato di come la maestra ha detto a tutti di fare un disegno (ogni bimbo doveva disegnare se stesso). Poi ha scritto sulla lavagna la data di oggi e la frase “Io sono” ed ogni bimbo l’ha ricopiato sul suo quaderno. E mia figlia era tutta contenta per quello che aveva scritto.

Dopo il pranzo invece la maestra ha raccontato loro una storia su una mamma che non aveva voglia di alzarsi dal letto. E la figlia, che si chiama Paola, le ha detto che era mattina e doveva alzarsi dal letto.

E poi le varie regole, che la maestra ha spiegato

Tipo che per parlare devono alzare la mano e aspettare che la maestra gli dice “Tesorino, ora puoi parlare!”. Ma potrebbe chiamarli anche “zuccherino o cioccolatino“. Oppure se devono andare in bagno, devono chiedere il permesso alla maestra e poi, se sanno la strada per il bagno, possono andare da soli, altrimenti qualcuno li accompagna. E a pranzo devono mangiare con la bocca chiusa (perché la bocca è come uno scrigno che contiene un tesoro e deve stare chiusa mentre si mangia!).

Ed è stato divertente vedere come ha risposto a mio marito, che voleva sapere se hanno “lavorato” tutto il giorno e lei seria gli ha detto che vanno a scuola per lavorare e loro DEVONO lavorare. In classe non hanno nemmeno i giochi perché a scuola si va per lavorare! Amore di mamma!

All’uscita abbiamo incrociato la sua amichetta del cuore con la sorella che quest’anno fa la quarta elementare e mi ha raccontato che le maestre li hanno messi subito a lavorare e a scrivere un tema. Appena entrati in classe. Ma poi gli hanno anche dato una ricompensa con una ricreazione più lunga! In quarta si studia alla grande! Trovo che i racconti dei bambini sulla scuola siano veramente belli!

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