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Parlare con i bambini della vita

La vita di un angelo
La vita di un angelo

Parlare della vita con i bambini

E poi arriva il momento in cui tua figlia, di quasi 5 anni e mezzo, comincia a farti domande sulla vita. Si chiede come hai fatto a capire che le dovevi dare un nome da femmina e non da maschio. Si chiede se i bambini nascono vestiti come hai fatto a capire che era una bambina e non un maschietto (e allora le spieghi che i bambini non nascono con i vestiti). Ma allora se nascono nudi, non hanno freddo? Certo che no, perché vengono avvolti subito in una coperta.

E così alla fine passi un pomeriggio a rispondere alle sue curiosità e alle sue domande. Lei che ha già deciso che da grande diventerà una mamma come te. E che se avrà un maschietto lo chiamerà Giovanni e se avrà una femmina la chiamerà Valeria. E tu non hai idea di come le siano venuti in mente questi nomi, visto che nessuno dei suoi amici o compagni di scuola si chiama così.

Curiosità di bambina

E poi arrivano le curiosità che riguardano anche nonna. Perché se da bambina vivevi con nonna ora non abiti più con lei? Quando hai smesso di vivere insieme a nonna? E ti dice (amore di mamma!) che lei da grande non vuole smettere di vivere con te (beata innocenza!) e con papà ed allora la rassicuri dicendole che possiamo vivere tutti insieme.

Ti chiede curiosa quando e come hai conosciuto papà. Se vi siete conosciuti alle “palline” (il parco giochi dove andiamo a giocare). Ti chiede cosa facevi quando eri piccola. E poi il discorso, tra una domanda e l’altra, arriva ai tuoi nonni (quelli che sarebbero stati i suoi bisnonni, se fossero ancora vivi). Ti chiede dove sono. Che cosa risponderle? Forse non mi aspettavo domande simili così presto. Forse pensavo che saremmo arrivati a parlare di certe cose quando sarebbe stata un po’ più grande.

Ed alla fine le dici che la mamma e il papà di nonna, i miei nonni, non ci sono più. E che sono diventati angeli. Solo che questa cosa scoperchia un “vaso di Pandora“. Dove sono gli angeli? Nelle case sulle nuvole. Come fanno a volare? Gli crescono le ali. Ma fanno male le ali quando crescono? No, nemmeno se ne accorgono. E noi non li vediamo più? Sempre più difficile…

Domande sugli angeli

Cerchi di spiegarle che si diventa angeli quando si è tanto, tanto, tanto vecchi (non ti sembra il caso di specificare che a volte, purtroppo, avviene anche prima). Molto più vecchi di quando è vecchia la nonna del suo papà (che è ancora viva e quindi una bisnonna ce l’ha). Ma alla fine arriva la domanda tremenda, quella che ha fatto piangere tutti: “Ma allora quando diventerete angeli, io resterò da sola“. E lì scoppia a piangere in un pianto disperato. E fa piangere anche te con lei. Allora la abbracci per rassicurarla. Non sapendo che altro fare.

Questo discorso sugli angeli l’ha stimolata. La sera a letto, prima di andare a dormire, arrivano tante altre domande… Ma gli angeli vanno a scuola o lavorano soltanto? C’è chi studia e chi lavora. Perché non vediamo le case sulle nuvole? Perché sono troppo lontane, come le stelle o il Giappone. Quando diventerete angeli, sarà la prima volta che ci separeremo (ed le dici che quando crescerà ci saranno delle cose che non vorrà fare insieme a te e che magari vorrà fare solo con i suoi amici… come quando tu sei andata in vacanza con i tuoi amici). Quando anche lei sarà un angelo, dovrà vivere da sola? Ma no, potrà vivere nella nostra casa sulle nuvole. E come la troverà? Ci potrà chiamare.

Non sai se hai sbagliato a parlarle degli angeli e a inventare una vita degli angeli. Ma non sapevi proprio come spiegarle questa cosa. Non sapevi quale fosse il modo più giusto per affrontare certi discorsi con una bambina così piccola.

Domande di ogni genere

Alla fine parlando degli angeli che studiano, iniziate a parlare della scuola e dell’università. Delle scuole elementari, medie e superiori. Del diploma e di quello che potrà fare dopo le superiori. Di quello che hai studiato tu e quello che ha studiato il suo papà. E lei vuole studiare quello che hai fatto tu (ma sai quante altre volte cambierà idea nei prossimi 13 anni di scuola). E poi magari potrete andare insieme a lezione… perché vuole studiare insieme a te!

La semplicità e l’immaginazione dei bambini è spiazzante. Alcune delle sue domande mi hanno spiazzata, ma ho cercato comunque di darle una risposta… sperando di non sbagliare!

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