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La vita è bella: il regolamento del gioco

Campo di concentramento
Campo di concentramento

Lo ammetto… non sono una grande appassionata dei film di Roberto Benigni (de gustibus), ma il film del 1997 La vita è bella è sicuramente tra i film più belli di sempre. Un film da riguardare non soltanto oggi, nella Giornata della Memoria.

Cercando qualche curiosità su questo film, ho trovato una vecchia dichiarazione di Benigni che raccontava:

La gente mi diceva di fare attenzione perché era una idea molto estrema, temevo di offendere la sensibilità dei sopravvissuti. Lo so che tragedia sia stata, e sono orgoglioso di aver dato il mio contributo sull’Olocausto e sulla memoria di questo terrificante periodo della nostra storia. Io non sono Ebreo, ma la storia appartiene a tutti.

Ed infatti pensare di raccontare una storia sull’Olocausto in maniera ironica ed anche divertente non deve essere stato semplice. Ma credo che Benigni sia riuscito nel suo intento.

La vita è bella (c’è qualcuno che veramente non l’ha mai visto?!?!) racconta la storia di Guido Orefice, un uomo ebreo che si trasferisce ad Arezzo dallo zio Eliseo. Qui conosce Dora, giovane maestra elementare, promessa sposa ad un fascista. Guido e Dora si innamorano. Si sposano nel 1939 ed hanno un bambino, Giosuè. La loro vita scorre serena, nonostante il periodo e le leggi antirazziali. Ma il giorno del compleanno del figlio, Guido, lo zio Eliseo ed il bambino vengono catturati dai nazisti per essere portato in un campo di concentramento. La moglie Dora riesce ad arrivare alla stazione e convince i soldati di guardia a farla salire sul treno, anche se non è ebrea.

E qui inizia il “gioco“. Guido, infatti, per proteggere il figlio dall’orrore della realtà che stanno vivendo, decide di raccontargli che stanno partecipando ad un gioco a premi. Dovranno affrontare molte prove e, se riusciranno ad arrivare fino alla fine del gioco, potranno vincere un vero carro armato.

Se proprio ancora non avete visto il film… ma vi consiglio di rimediare il prima possibile… non vi racconto il finale.

Però vi posto il regolamento del gioco, che è una delle scene più intense del film:

Soldato (in tedesco): Attenzione! Attenzione! Silenzio! C’è un italiano che sa il tedesco qui?
Guido (a Bartolomeo): Che ha detto?
Bartolomeo: Cercano uno che parla tedesco, spiega tutte le regole del campo. (Guido alza la mano) Che sai il tedesco?
Guido: No.
Soldato (in tedesco): Ascoltatemi tutti; lo dico soltanto una volta.
Guido: Comincia il gioco, chi c’è c’è, chi non c’è non c’è.
Soldato (in tedesco): Siete stati portati in questo campo per un motivo…
Guido: Si vince a 1000 punti. Il primo classificato vince un carro armato vero.
Soldato (in tedesco): …per lavorare!
Guido: Beato lui.
Soldato (in tedesco): Ogni sabotaggio è punito con la morte. Le esecuzioni avvengono sul quadrangolare con degli spari alle spalle. (si indica la schiena)
Guido: Ogni giorno vi daremo la classifica generale da quell’altoparlante là. All’ultimo classificato verrà attaccato un cartello con su scritto “asino”, qui sulla schiena.
Soldato (in tedesco): Avete l’onore di lavorare per la nostra grande madrepatria e di partecipare alla costruzione del grande Impero Tedesco.
Guido: Noi facciamo la parte di quelli cattivi cattivi che urlano, chi ha paura perde punti.
Soldato (in tedesco): Non dovete scordare mai tre regole generali: 1) Non provate a scappare; 2) Seguite ogni comando senza fare domande; 3) Ognuno che protesta vien impiccato. È chiaro?
Guido: In tre casi si perdono tutti i punti, li perdono: 1) Quelli che si mettono a piangere; 2) Quelli che vogliono vedere la mamma; 3) Quelli che hanno fame e vogliono la merendina, scordatevela!
Soldato (in tedesco): Dovreste essere contenti di lavorare qui. Non succederà niente a quelli che rispettano le regole.
Guido: È molto facile perdere punti per la fame. Io stesso ieri ho perso 40 punti perché volevo a tutti i costi un panino con la marmellata.
Soldato (in tedesco): La compiacenza è tutto!
Guido: D’albicocche.
Soldato (in tedesco): (un altro soldato gli dice qualcosa all’orecchio) Altra cosa:
Guido: Lui di fragole.
Soldato (in tedesco): Quando sentite questo fischio dovete venire rapidamente sul quadrangolare…
Guido: Ah, non chiedete i lecca-lecca perché non ve li danno: ce li mangiamo tutti noi.
Soldato (in tedesco): …ogni mattina…
Guido: Io ieri ne ho mangiati 20.
Soldato (in tedesco): …farete una fila, due persone di fianco…
Guido: …Un mal di pancia…
Soldato (in tedesco): …ogni mattina…
Guido: …però erano boni…
Soldato (in tedesco): …per l’appello.
Guido: …lascia fare…
Soldato (in tedesco): Altra cosa: lì dietro lavorerete. Capirete facilmente le dimensioni del campo.
Guido: Scusate se vado di fretta, ma oggi sto giocando a nascondino, ora vado, sennò mi fanno tana.

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