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La famiglia perfetta non esiste

famiglia perfetta
Famiglia perfetta

Papa Francesco continua a far parlare con le sue affermazioni sulla famiglia. Già alcuni giorni fa mi aveva colpita la sua frase sulla paternità responsabile:

Alcuni credono, scusatemi la parola, che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come i conigli. No. Paternità responsabile.

E chiarendo meglio il suo pensiero ha poi dichiarato che il numero perfetto di bambini che si dovrebbero avere è 3:

Io credo che il numero di 3 per famiglia sia quello che gli esperti ritengono importante per mantenere la procreazione, 3 per coppia. Per questo la parola chiave per rispondere è quella che usa sempre la Chiesa, e anche io: paternità responsabile.

Un prete che conosco una volta mi ha detto che il numero perfetto di bambini che una coppia dovrebbe avere è uno in più del numero di bambini che si pensa di volere. Io ho sempre pensato di volere 2 bambini ed allora dovrei averne 3. Ed anche lui mi diceva che in effetti 3 è proprio il numero giusto. Sarà perché è il numero della perfezione? Il numero della Trinità? Non gliel’ho mai chiesto perché pensava proprio a questo numero. Ma allora mi aveva solo anticipato quello che ora dice il Papa (e che quando me lo ha detto lui ancora non era Papa).

Ma tornando alla nuova dichiarazione di Papa Francesco, in questi ultimi giorni ha parlato della famiglia, sostenendo che non esiste la famiglia perfetta:

Non esiste la famiglia perfetta, ma non bisogna avere paura dell’imperfezione, della fragilità, nemmeno dei conflitti; bisogna imparare ad affrontarli in maniera costruttiva. Per questo la famiglia in cui, con i propri limiti e peccati, ci si vuole bene, diventa una scuola di perdono. In un mondo, poi, dove così spesso si maledice, si parla male, si semina zizzania, si inquina con le chiacchiere il nostro ambiente umano, la famiglia può essere una scuola di comunicazione come benedizione. Anche là dove sembra prevalere l’inevitabilità dell’odio e della violenza, quando le famiglie sono separate tra loro da muri di pietra o dai muri non meno impenetrabili del pregiudizio e del risentimento, quando sembrano esserci buone ragioni per dire ‘adesso basta’; in realtà, benedire anziché maledire, visitare anziché respingere, accogliere anziché combattere è l’unico modo per spezzare la spirale del male, per testimoniare che il bene è sempre possibile, per educare i figli alla fratellanza. Bisogna ripristinare uno sguardo capace di riconoscere che la famiglia continua ad essere una grande risorsa, e non solo un problema o un’istituzione in crisi”.

E allora magari ha ragione. In ogni famiglia ci possono essere scontri e litigi. E’ difficile trovare una famiglia in cui tutti vanno sempre d’accordo. Anche nelle coppie possono esserci incomprensioni. L’importante dovrebbe essere quello di saperli affrontare e superare insieme, senza rinunciare al proprio essere coppia o famiglia al primo problema che si incontra.

Anche mia nonna diceva sempre che non si doveva andare a dormire la sera senza aver fatto la pace. Perché erano proprio queste le cose che, a lungo andare, rovinavano le coppie e le famiglie. E’ uno di quegli insegnamenti che ricordo sempre e che cerco di mettere in pratica nella mia vita di tutti i giorni.

E allora magari anche la mia non sarà una famiglia perfetta. Ma si cerca di superare gli ostacoli o le incomprensioni.  E questo ci fa sicuramente bene. 

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