Il ritorno alla DAD che nessuno vuole

Ritorno alla dad
Ritorno alla dad

Ritorno alla DAD

Il ritorno alla DAD è imminente. Da lunedì saremo in zona rossa e con le nuove regole chiuderanno tutte le scuole, di ogni ordine e grado.

Tutte. Perché alla fine ad andarci di mezzo sono sempre i bambini. Con la vecchia zona rossa fino alla scuola primaria si restava aperti. Ora invece chiude tutto.

Perché, come al solito, qualcuno dai piani alti continua a pensare che il problema sia la scuola. Ecco, io, dopo un anno, nei vostri confronti, cari signori dei piani alti, non ho più parole. Solo parolacce. Vorrei prendervi a sberle, uno dopo l’altro.

Una settimana eravamo in zona gialla. Ora diventeremo rossi e non se ne capisce il motivo. A novembre avevamo, a Roma, 1600 nuovi positivi al giorno ed eravamo in zona gialla con tutto aperto. Lo abbiamo superato tenendo tutto aperto. Ora abbiamo 700/800 nuovi positivi al giorno, zona rossa e tutto chiuso. Qual è il senso di questa decisione?

Le scuole devono restare aperte. State togliendo ai nostri bambini l’ultimo sprazzo di normalità.

E c’è solo da sperare che questa chiusura sarà fino a Pasqua e poi riaprirete. E che non ci farete fare la fine dello scorso anno.

In Campania le scuole praticamente non hanno mai riaperto. Ma i contagi aumentano lo stesso. Però la colpa è della scuola, giusto?

I nostri bambini hanno sempre rispettato le regole. Tutte. Si sono adeguati, pur di continuare ad andare a scuola. Ma ora ne pagano il prezzo più caro. Ancora. Ecco, cari signori dei piani alti, dopo un anno tutto questo non è accettabile.

I bambini hanno rispettato le regole. Regole che funzionano. Mascherine indossate per 8 ore, sempre seduti al banco da soli, non possono prestarsi niente con i loro compagni di classe, non possono fare ginnastica, non possono giocare con i compagni di classe (o al massimo giocano a distanza, ognuno dal suo banco singolo), classi dimezzate, hanno perso dei compagni di classe (spostati in altre classi per evitare il sovraffollamento), ci sono bambini che si sono dovuti abituare a nuovi compagni, hanno nuove maestre (chiamate per colmare le ore di insegnamento che un numero maggiore di classi richiede), hanno passato l’inverno con le finestre sempre aperte per far circolare l’aria (anche se la preside aveva detto che bastavano 10 minuti ogni ora), le maestre non si avvicinano a loro e mettono i quaderni in quarantena prima di correggere qualche compito… Hanno fatto tutto questo e che hanno ottenuto? Niente. Nemmeno un riconoscimento per l’impegno. E ora si ritrovano di nuovo tutti a casa in DAD.

Hanno rispettato ogni regola pur di continuare ad andare a scuola in presenza. E ci sono andati col sorriso, nascosto dalle mascherine, perché quel confronto faccia a faccia, anche se a distanza, non è minimamente paragonabile alla freddezza di uno schermo.

Eppure, ancora una volta, vengono puniti per aver fatto tutto quello che gli è stato chiesto. Per aver rispettato quelle regole che stavano funzionando. Perché non è che il covid non abbia provato ad entrare nelle scuole, ma non si è diffuso. Sono scattate quarantene per bambini o maestre positive. Bambini e maestre che lo avevano preso fuori scuola. Che hanno portato il virus in classe. Ma che, grazie a tutte quelle regole, non si è diffuso dentro le classi. A scuola tutti i tamponi di controllo di fine quarantena finora sono sempre stati negativi. Le regole funzionano. Ma le scuole chiudono lo stesso.

I nostri bambini saranno puniti per aver sempre rispettato le regole. Sì, perché il ritorno alla DAD è una punizione. Quella non è e non sarà mai scuola. 1 ora di lezione online non può essere minimamente paragonata a 8 ore di lezione in presenza. Non solo perché non c’è il tempo materiale per spiegare gli argomenti nel migliore dei modi, ma anche perché rende i bambini insofferenti. Insofferenti allo schermo, non si sentono apprezzati, non si sentono motivati. Si stancano più facilmente. Perdono la voglia di studiare, perché tanto non ci sarà nessuno a controllare quello che fanno.

E non venite a dirmi che sto esagerando o che noi genitori vogliamo le scuole aperte solo perché le consideriamo un parcheggio. Se pensate questo non ci avete capito nulla e siete degli ignoranti. Ignoranti perché ignorate i danni che la didattica a distanza causano sui bambini.

Bambini che hanno sempre amato andare a scuola, ma che davanti a queste lezioni online si spengono piano piano. Perdono quella gioia di studiare che li caratterizzava andando in presenza.

La DAD non è e non sarà mai scuola. È solo un inutile contentino, tanto per dire che è stato fatto qualcosa. Ma questo qualcosa non è più accettabile.

Dovete molto di più a questi bambini che hanno sempre rispettato le regole. Fateli tornare a scuola. Riaprite la scuola in sicurezza come è stato fino a ieri. Ridateci la possibilità di farli crescere culturalmente ma anche umanamente. Perché la DAD non gli dà cultura e gli toglie anche l’umanità.

Il ritorno alla DAD è una VERGOGNA. L’ennesimo vostro fallimento. L’ennesima dimostrazione che non avete a cuore le necessità dei bambini, ultima ruota del carro. Dimenticati da tutti.

#prioritàallascuola

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