I Terribili due: verità o leggenda metropolitana?

Terribili due

Care Mamme,

Lunedì Aurora compie due anni. Seppur felicissima, comincio a sentire dentro di me una vocina che mi dice: “Goditi ora quel fiorellino delicato che poi per un annetto si trasformerà in una pianta grassa”, “Non pensare che non cambierà, lo sai che cambierà!”, “Fai ora le commissioni più lunghe e noiose perché poi dovrai fuggire dai negozi con un sacco di patate urlante sotto braccio!”

Escludendo di essere schizofrenica, quelle vocine altro non sono che la mia memoria che mi ricorda quello che successe con Giacomo tre anni or sono, quando un giorno, in un negozio di giocattoli, senza che me ne accorgessi, sostituirono per 10 minuti mio figlio con un sosia posseduto dalla rabbia e dalle grida. Questi scambi sono avvenuti spesso, nel lasso di tempo di circa un anno. Non c’era altra ipotesi plausibile al fatto che il mio dolce, cicciottino ricciolino, ubbidiente, calmo e ridente, rispondesse con pianti, grida, urla, strepiti e chi più ne ha più ne metta, ad un semplice mio NO.

Dite la verità, che anche voi, che ci siete già passate, non avete pensato almeno per una frazione di secondo che si trattasse di uno scambio?????

Perché questi famosi “Terribili Due”, che credevo una leggenda metropolitana tipo quella per cui quando trovi il tuo abito da sposa senti suonare le campane, purtroppo care mie, sono pura verità.

E ok che psicologicamente parlando, è un bene che ci sia questa fase di opposizione che è necessaria per distaccarsi e crescere e bla bla bla. Ma come mamma, bene un corno.

Cioè io mi sbradipo e mi faccio in 76 per crescere un bambino felice, educato e amoroso per due anni – e poi va tutto a scatafascio? Ennò ragazzi, non vale.

Quindi mi sono incazzata. Sempre al di là di qualsiasi teoria psicologica, era una questione di mia autostima: non posso farmi mettere i piedi in testa da un duenne! (Anche se bradipa, ero al tempo, sempre una bradipa di 34 anni!)

Quindi non ho ceduto quando si buttava a terra a peso morto e dovevamo uscire;

Quando mi sfidava con lo sguardo;

Quando buttava in terra tutti i giochi per rabbia;

Quando si trasformava in un piccolo Hulk per non farsi mettere nel passeggino.

E alla fine, un bel giorno, c’è stato un nuovo scambio. Ma al contrario. E quel piccolo diavoletto della Tasmania, dopo un mio NO, ha detto “ok mamma”. E ho riavuto mio figlio.

Quindi mamme, se siete alla soglia dei due anni, fate come me, domani passate in farmacia e comprate degli integratori, da un negozio di sport ad acquistate una tenuta da combattimento, fate un respirone e via!

Sarà una sfida lunga, ma la vittoria sarà per sempre impagabile.

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