Di universi paralleli e di destino

Care Mamme,

credete che esistano universi paralleli? E il destino?

Io credo un po’ a tutto. Non con la mia parte razionale, con quella che definirei Disneyana.

In cui tutto è un po’ magico e senza apparente senso. Mi serve per sopravvivere alla razionalità ed all’ansia che a volte mi schiacciano e per sintonizzarmi alla perfezione con i miei bambini.

Quello che mi piaceva di esser piccina, è la potenza che mi sentivo dentro, quando pensavo che nel mio futuro avrei potuto fare tutto. Quella fase della vita in cui dici a tutti che da grande sarai qualcosa e nessuno sa se poi ci diventerai, ma tutti sanno che potresti veramente riuscirci.

Avete presente quella sensazione?

Ecco, credo che un po’ a tutte manchi in certi momenti.

Ed allora, io mi sono risolta a pensare agli universi paralleli.

In uno sono una pubblicitaria di successo alla “What Women Want” , sogno che non ho inseguito perché non mi sarei mai voluta spostare dalla mia città;

In un’altro sono un medico…svenire alla vista di un ago non poteva certo chiamarsi predisposizione;

In un terzo faccio quello per cui ho studiato un sacco di anni e

nell’ultimo faccio la riccona, che è quello che mi salva nei momenti di depressione.

Come scegliamo il nostro universo, bé, per conto mio il destino influisce parecchio. Poi il resto è farina del nostro sacco.

Il mio destino era quello di diventare mamma. Sono passata dal giocare a mamme, a volere una famiglia, con lo stacco credo solo di 3 o 4 mesi di Masini h 24, in cui odiavo talmente la vita che figuriamoci se potevo pensare di crearne una.

Ricordo benissimo, una conversazione con mia mamma. Avrò avuto circa 8-9 anni e lei era in cucina a preparare il pranzo. Io scesi da camera mia e le dissi. “Mamma, da grande voglio avere 17 figli, secondo te posso riuscirci?” Se oggi sono mamma, nonostante le mie mille fragilità ed insicurezze che mi hanno sempre fatto traballare di fronte ad ogni minima cosa, lo devo a quella risposta: “Certo amore, se vuoi potrai farlo”.

Col tempo scesi a 15,10,7,5,3, ma non smisi mai di avere dentro me quel desiderio. Che mi ha guidato su tutto e tutti. E se per qualcuno dovevo mettere a disagio la mia famiglia per far successo, sono contenta di non avergli dato ragione. Per me non sarebbe stato possibile perché così era scritto da tempo.

Perché da piccola volevo fare la pescivendola, poi la macellaia, la commessa di profumeria ed infine la commessa di un ben noto negozio di abbigliamento. A sprazzi sognavo di diventare anche una scrittrice famosa.

Nell’ultima fase prima di diventare un’adolescente pessimista, volevo aprire un rifugio per cani. Avevo fatto persino una musicassetta dove descrivevo tutte le attività svolte.

Ma in tutti questi sogni, ero mamma.

Ed allora mamme, se in certi giorni vi sentite giù e poco realizzate, pensate che là da qualche parte, in un universo lontano siete qualcun’altra.

E che il vostro destino vi ha guidato in quello che siete oggi.

 

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