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La nonna e la bambina nella parabola della vita

La nonna e la bambina nella parabola della vita

La nonna e la bambina nella parabola della vita

L’andamento della vita può essere paragonato a una parabola. Si parte dal basso e si cresce in competenze ed energie. La prima parte della parabola, quella ascendente, rappresenta l’infanzia e l’adolescenza fino all’età adulta.

L’età adulta sta nel picco, e da li inizia una lenta e inesorabile discesa. Invecchiando si percorre una parabola discendente, più passa il tempo e più si va verso il basso; Ecco perché gli anziani sono tanto simili ai bambini.

Le parabole di nonni e nipoti si incrociano solo in un piccolo pezzo.

Un pezzo molto importante che segna l’infanzia per uno e gli ultimi anni di vita per gli altri. Si è cosi lontani eppure cosi vicini.

parabola della vita

La prima parte della parabola della vita, la nostra infanzia , è il periodo in cui si costruisce la personalità, e si coltivano i sogni.

Ma è anche il periodo in cui si immagazzinano ricordi più belli. Quelli che ogni tanto riecheggiano nella mente, che allo stesso tempo  ci strappano un sorriso e ci fanno scendere una lacrima .

Ho ricordi dolcissimi della mia infanzia, che custodisco in uno scrigno di cristallo nel mio cuore,  mentre ho cancellato tanti altri ricordi di periodi successivi.

In questi ricordi tanto preziosi c’è la nonna.

Ci sono i pomeriggi dedicati ai i vestiti che mi cuciva lei. Le prove degli abiti che riempiva di spilli e il mio terrore di farmi male nel togliermeli. L’immagine di lei china sulla macchina da cucire, che ritaglia un tessuto oppure lo segna con i gessetti.

Ci sono le sere di Natale passate a giocare a Tombola, quando mia arrabbiavo perché lei vinceva sempre e la costringevo a giocare finché non avesse perso.

Ci sono le estati al mare , quando ci mettevano a dormire nella stessa stanza e litigavamo perché io volevo la serranda abbassata e lei alzata.

Ci sono le sue torte, le sue lasagne e i suoi tortellini.

Le sue mani che impastano, il tagliere, la farina. E il fastidioso rumore del coltello che gratta per togliere la pasta che è rimasta attaccata al tagliere.

C’è il suo odore, l’odore di nonna che ancora pervade la sua casa. Quell’odore, che quando entro mi fa illudere che lei ci sia ancora. E allora passo davanti alla sua stanza , con timidezza socchiudo la porta e mi immagino ogni volta di vederla li che mi saluta e mi sorride felice. E un vuoto assordante mi imprigiona per qualche secondo.

C’è la sua domanda ricorrente:“Qual’è la tua nonna preferita?” e voleva che rispondessi che era lei.

L’ho conosciuta nel pieno della sua vita e l’ho vista percorrere la parabola discendente.

Io sono cresciuta e lei pian piano è tornata più bambina.

E’ innegabile quanto i nonni possano scrivere in maniera indelebile i ricordi più dolci.

Io sono arrivata nella parte alta della parabola e lei è arrivata alla fine. Per un breve tratto ha potuto incrociare la fine  della sua parabola con l’inizio di quella dei miei figli.

Avevano 80 anni di differenza, eppure si capivano cosi bene da lasciarmi senza parole ( leggi anche L amore di un bisnonno. Ma si torna dal cielo?)

La sua parabola si è interrotta all’improvviso, nel silenzio della notte. Con discrezione come è sempre stata la sua vita.

A quella bambina sono rimasti i ricordi. Dolci e amari che si tingono di nostalgia.

Ci sono notti in cui quelle parabole si incontrano ancora. C’è chi dice che i sogni siano solo elaborazioni della mente. Ma io voglio pensare che che sia lei, che ogni tanto passa a salutarmi, mi da un abbraccio e vive ancora.

Perché quando due figure geometriche sono state disegnate incontrandosi niente potrà davvero mai dividerle.

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