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Ritorno alla quasi normalità: diario di bordo ai tempi del Coronavirus

Ritorno alla quasi normalità
Ritorno alla quasi normalità

Ritorno alla quasi normalità

Ormai da un paio di mesi abbiamo intrapreso questo ritorno alla quasi normalità. Il lockdown è ormai finito. Possiamo uscire, con alcuni accorgimenti, ma senza particolari restrizioni. Ha riaperto tutto. Praticamente in pochi giorni siamo passati dal tutto chiuso al tutto aperto (cosa che ovviamente fa discutere, perché se la situazione è ancora preoccupante, perché si può arrivare a riaprire tutto senza distinzioni?!?).

Le scuole sono le uniche escluse da questa riapertura. Se ci riusciamo, se ne riparlerà a settembre. Anche se, leggendo quali dovrebbero essere le linee guida per la riapertura delle scuole, io personalmente mi chiedo come faranno i Presidi ad organizzare le proprie strutture per rispettarle. Non si può pensare di riuscire a far mantenere le distanze tra i bambini utilizzando gli stessi spazi. E non si può nemmeno pensare di dividere a metà ogni classe, perché non ci sono gli spazi e non ci sono gli insegnanti (anche le maestre dovrebbero raddoppiare!). Si è parlato anche di mettere del plexiglas per dividere i bambini e ne sono uscite critiche da ogni dove, perché non si vuole mettere i bambini in “gabbie”. Dal Ministero invitano ad usare giardini, parchi, altre sale per fare lezione in sicurezza, ma in concreto non ci sono proposte precise (e pensando allo stato in cui versa il giardino della nostra scuola, mi viene da rispondere che non sarebbe proprio la soluzione ideale). Quindi dobbiamo solo sperare che a settembre esca qualcosa di buono e si possa tornare in classe. Altrimenti sarà sollevazione popolare! Autunno caldo!

Per il resto, mentre nelle prime settimane la gente era ancora timorosa e faceva più attenzione, adesso in molti sembrano aver dimenticato i mesi di chiusura e hanno ricominciato a fare la vita di prima, senza particolari accorgimenti. Mascherine che sono posizionate sul mento, sul gomito, sulla testa (tipo fascia per i capelli) o nelle posizioni più strane. Come se niente fosse.

Noi facciamo ancora attenzione, ma a volte sembriamo gli unici! Comunque ogni tanto qualche uscita ce la concediamo. La piccola di casa è tornata ad allenarsi in palestra. La grande di casa avrebbe voluto ma non ha potuto perché i corsi normali per il momento non sono ripresi (è ricominciata solo l’agonistica e la preagonistica). Io sono tornata in piscina, con mia somma gioia perché spesso riesco a nuotare anche da sola, visto che ancora non c’è molta gente.

Siamo stati a Mirabilandia e ad agosto ci concederemo qualche giorno al mare come al solito. Gli alberghi si sono dovuti adeguare alle varie direttive. Niente più buffet. Camerieri che prendono le ordinazioni e te le portano. Però in qualche modo si prova a ripartire. Non sappiamo cosa ci aspetterà a settembre. Cosa accadrà con il ritorno dei primi freddi e dei primi malanni stagionali. Non sappiamo come si tornerà a scuola. E nemmeno quando dovrò tornare in ufficio (per ora sono ancora in smartworking).

E, lo ammetto, quando guardo le immagini delle discoteche, che hanno riaperto e non c’è distanziamento sociale e nemmeno mascherine, mi viene un nervoso. Perché nelle discoteche si può fare così e invece per la scuola ci sono mille problemi e ancora non si sa in che modo apriranno? Qualcuno me lo spieghi. Intanto cerchiamo di riprenderci quella normalità che ci è mancata nei mesi scorsi. E vediamo come andrà. Sperando per il meglio.

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